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Le balle di Ballard
Ridendo e scherzando, cari perfidi lettori, la vostra rubrica preferita ha compiuto un anno di vita. E' stato (parafrasando una nota pellicola statunitense) un anno vissuto parodisticamente: in questi mesi abbiamo osato irridere e beffeggiare i mostri sacri della fantascienza internazionale, da Asimov a Clarke, da Gibson a Dick, da Heinlein alla LeGuin. Ma, naturalmente, non finisce qui: molte altre potenziali vittime attendono inconsapevoli gli artigli della nostra satira. Accendiamo dunque la candelina (il candelotto?) commemorativa aggiungendo alla collezione dei vasetti sotto spirito l'albionico profeta dell'inner space, l'inesausto cantore di scenari catastrofici, l'evocativo, poetico, intimista e metafisico James Graham Ballard
LeggiDove muore l'astragalo 1
Racconto di Livio Horrakh
I racconti più famosi degli scrittori americani, lo sappiamo, vengono di continuo ristampati, raccolti in antologie che li mantengono vivi, che li fanno conoscere ai nuovi lettori. Ma dove finiscono tutti quei racconti bellissimi, quei piccoli gioielli prodotti dalla fantascienza italiana? Qualcuno, ma sono casi rarissimi, ogni tanto ricompare su qualche antologia. Per lo più spariscono, e vengono dimenticati. Noi vorremmo fare qualcosa per opporci a questa condanna, e cercheremo di pubblicare, dove sarà possibile, i grandi racconti della fantascienza italiana. Quello che vi presentiamo questo mese è uno stupendo racconto di viaggi, che richiama i sapori insieme di Kerouac e di Ballard, pubblicato per la prima volta su "Galassia" e che vinse il Premio Italia per il miglior racconto nella prima edizione di questo premio, all'Eurocon di Trieste del 1972. Negli anni Settanta Trieste ha dato tantissimo alla fantascienza italiana, e triestino è l'autore di questo racconto, Livio Horrakh. Leggerete altro di suo prossimamente su queste pagine.
LeggiLa città 2
La grandezza di un fumetto non è necessariamente in relazione col numero delle sue tavole. A volte anche un'opera breve, una miniserie, può colpire il lettore con la forza e l'acutezza di uno spillo, risaltare proprio per la sua concisione, brillare di concretezza sull'oceano crepuscolare di tutte quelle storie (troppe) che mascherano con la corposità una penosa carenza di idee. Questo è il caso di La Città, un fumetto di fantascienza argentino che è un autentica perla del genere: appena dodici puntate (più una seconda serie in cinque episodi, una variazione sul tema piuttosto che un seguito), ma in esse un concentrato, un estratto di fantascienza purissima, un po' Ballard e un po' Dick, ma soprattutto tanta, tanta ottima esibizione d'arte e fantasia.
LeggiLa bicicletta
Racconto di Giorgio Ginelli
Conosciamo Giorgio Ginelli, milanese, da una quindicina d'anni. Da quando, nei primi anni Ottanta, insieme animavamo il Club City. Ha pubblicato racconti su molte fanzine e riviste, e attualmente scrive articoli di informatica su Applicando.
LeggiTricorder
Dal Ponte di Comando dello Star Trek Italian Club Luigi Rosa tiene d'occhio le novità nell'universo della Federazione.
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LeggiIntervista con Bepi Vigna
Bepi Vigna fa parte, insieme ad Antonio Serra e Michele Medda, della cosiddetta "Banda dei Sardi", un affiatato team autore di fumetti di fantascienza. Vigna è noto soprattutto come creatore di Nathan Never, fumetto italiano dallo straordinario successo di pubblico e di critica. Nonostante la notevole fama raggiunta dal loro personaggio, i tre autori restano tutt'ora nell'ombra o quasi. Il pubblico ha occasione di vederli di persona solo alle principali mostre di fumetti, ed a qualche non frequente conferenza. Dei tre, Antonio Serra è l'unico che stazioni abitualmente presso la redazione milanese della Bonelli, in quanto redattore della Casa Editrice. Bepi Vigna, al contrario, è più difficilmente rintracciabile dal pubblico, nonostante sia tutt'altro che una persona schiva. Per farlo conoscere meglio ai lettori di Delos Cyberzine, lo quindi abbiamo intervistato telefonicamente.
LeggiSticcon IX
Siamo stati ad Arona, al convegno dello Star Trek Italian Club. Grande affluenza di pubblico e ottima organizzazione. Abbiamo anche fatto alcune interviste.
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