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Scacco doppio

Racconto di Lino Aldani

giovedì 15 maggio 1997

Lino Aldani, da molti, è considerato il padre della fantascienza italiana, eppure io, che indubbiamente sotto molti aspetti sono un suo "figlio" narrativo (nel senso che ho potuto beneficiare dei suoi preziosissimi consigli per aggiungere pepe e sale al mio modo di scrivere), credo che Lino non sia affatto uno scrittore di fantascienza. No, non voglio ricominciare con quelle sterili discussioni sul fatto che "Quando le radici" (il più bel romanzo di Aldani) o "Visita al padre" (il suo più bel racconto), secondo alcuni sono di fs mentre secondo altri no; voglio solo fare notare che quando le storie di Lino parlavano della nostra terra, con personaggi estremamente vicini a noi, al nostro presente umano e sociale (come nel romanzo e nel racconto citati prima), sono riuscite a intaccare la sensibilità del lettore, a trascinarlo in un universo evocativo di grande scrittura, a dargli insomma tutto quello che giustifica l'appellativo di scrittore. Lo stesso, a mio avviso, non è avvenuto quando Aldani si è cimentato in prove più specificatamente fantascientifiche. Alcuni dei suoi più applauditi racconti sono in realtà abbastanza approssimativi e mediocri, come se Lino fosse stato costretto a distrarre la sua ispirazione umanistica verso questi percorsi della narrativa di genere, che in definitiva non gli erano poi molto congeniali. Non mi riferisco solo a "Buonanotte Sofia", a "Trentasette centigradi" o ai piu' recenti "In attesa del cargo" e "Mochuelo", ma in generale a tutta la produzione di Lino che ha contribuito a classificarlo come uno scrittore di fs. Ebbene, se non fosse stata per questa "etichetta", Aldani avrebbe potuto conquistarsi uno spazio di rilievo come scrittore mainstream, producendo opere del livello di "Quando le radici" senza essere costretto a inventarsi mezzucci di second'ordine per farle apparire come appartenenti all'universo fantascienza. Potrebbe sembrare un paradosso, ma non lo è. Aldani ha sempre cercato di appiccicare un'etichetta fantascientifica alle sue opere, anche quando non lo erano affatto o potevano farne a meno (forse perché credeva di non avere alcuna speranza nell'acido mondo del mainstream, e che fosse più semplice affermarsi nello scantinato della narrativa di genere), e quando ha scritto fs pura, non so sotto quali stimoli, ha dato il peggio di sé, perché accade spesso che uno scrittore, quando deve sottostare a imposizioni di carattere "tecnico", anziche' "creativo", non riesca a dare il meglio. Anche se i racconti che seguono ci dimostrano che Lino era bravo comunque, conosceva il mestiere e sapeva imbastire un racconto come dio comanda. Eppure una cosa è la fredda operazione d'imbastitura di un racconto, un'altra è il processo creativo dettato dall'ispirazione e dalla musa interna che ogni vero scrittore porta dentro di sé. Musa che Lino ha consultato a fondo, quando si è messo a scrivere alcune opere che sono delle pietre miliari della narrativa italiana. Certo non di fantascienza.

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Radio fantascienza 1

di Luigi Pachì martedì 15 aprile 1997

Facevo giusto caso ieri l'altro che con il prossimo anno sono passati già vent'anni dalla mia prima trasmissione radiofonica dedicata alla SF (caspita, come si invecchia velocemente a questo mondo!). E allora mi sono detto: perché non tracciare brevemente la storia di questa esperienza personale? Ed eccomi qui, con qualche curiosità e informazione che potrebbe tornare utile a qualche nuovo fan disposto a sacrificare parte del suo tempo, non solo facendo una fanzine, partecipando ai convegni, scrivendo articoli per altre testate, realizzando qualche raccontino o romanzetto, interviste e rubriche a volontà, ma anche pronto a impegnare almeno sessanta minuti alla settimana divulgando la fantascienza via etere. Il tutto per la sola gioia di occuparsi amatorialmente del proprio genere narrativo preferito. Se non è sadomasochismo questo, ditemi voi...
Al contempo, se tra i nostri lettori ci fosse qualcuno che ha avuto, o sta avendo, esperienze in questo campo ci scriva che racconteremo anche la sua attività radiofonica.

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I misteri della forza

di Emilio Saturnini martedì 15 aprile 1997

E' generata dagli esseri viventi dell'intero Universo. Avvolge e protegge come una sorta di campo energetico senziente e trova nell'animo puro dello Jedi la giusta dimora. E come disse Darth Vader, non sottovalutate la potenza della Forza!

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Breve storia di un mito 1

di Silvio Sosio martedì 15 aprile 1997

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana... Sembra la classica favola americana: opponendo la sua convinzione allo scetticismo delle case di produzione, George Lucas rischia tutto e crea il più grande successo cinematografico del secolo. Ecco la storia di un fenomeno che ha cambiato la storia del cinema.

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Alieni al cinema

di Luigi Pachì sabato 15 marzo 1997

Se non fosse esistito l'"Alieno", grazie alle penne di scrittori e sceneggiatori, la filmografia fantascientifica sarebbe ridotta a poche pellicole. In questo articolo cercheremo di tracciare le tappe principali della storia degli alieni, quegli esseri creati dalla mente umana e portati sul grande schermo per colpire l'immaginario collettivo e per alimentare paure e speranze di tutti noi. Non si pretende di rendere l'argomento esaustivo, poiché occorrerebbe molto più spazio in proposito, ma proveremo a dare alcuni spunti ritenuti validi e importanti per definire a grandi linee come la fantascienza cinematografica abbia approcciato l'argomento dell'Alieno.

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Barbara

di Francesco Grasso sabato 15 febbraio 1997

Secondo un luogo comune antico e consolidato, il fumetto di fantascienza è un universo chiuso e riservato agli uomini. Per lungo tempo, una legge non scritta ha decretato che per un pubblico quasi esclusivamente maschile si scrivessero storie "maschie", vicende muscolari e dense d'azione, in cui l'eroe fosse inevitabilmente macho e virile, ed in cui le rappresentanti del gentil sesso recitassero invariabilmente il ruolo di comparse, con pochi vestiti indosso ed ancor meno spazio e spessore.

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(Cyber)spazio, ultima frontiera

di Luigi Pachì e Silvio Sosio sabato 15 febbraio 1997

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Antonio Bellomi, il fanciullo dello spazio 2

di Valerio Evangelisti domenica 15 dicembre 1996

La pregevolissima storia della fantascienza italiana di Vittorio Curtoni (Le frontiere dell'ignoto, Editrice Nord) contiene un'unica omissione degna di nota. Salvo una sintetica menzione in nota, non dedica nessun capitolo alla copiosissima produzione di Antonio Bellomi, il più esuberante, entusiasta e prolifico scrittore, curatore, agente letterario, editore, fan, promotore e chi più ne ha più ne metta della nostra sf.

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2001: Odissea nello spazio

di Francesco Grasso domenica 15 dicembre 1996

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Speciale Arthur C. Clarke 1

di Francesco Grasso domenica 15 dicembre 1996

Scrittore di fantascienza e scienziato, fra i grandi dell'età d'oro della fantascienza, Arthur C. Clarke rivaleggia con Isaac Asimov nella classifica degli autori più famosi. Anche grazie al film 2001 Odissea nello Spazio.

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