- 1) Fake mod, cheat “miracolosi” e download infetti: l’esca vecchia funziona ancora
- 2) Phishing “da gamer”: ti colpiscono dove sei più veloce (e meno attento)
- 3) Account takeover: quando perdi più di una password
- 4) Frodi e marketplace dentro al gioco: l’inganno travestito
- 5) E la VPN per il gaming? Può tornare molto utile
- Il mondo del gaming del domani
Molti appassionati di videogiochi cadono in questo equivoco pericoloso: “Io gioco, mica faccio cose rischiose”. In realtà oggi il gaming è un ecosistema enorme fatto di account, carte di pagamento, wallet digitali, marketplace, chat vocali, Discord, mod, launcher, login social e mille integrazioni. Grande superficie d’attacco, il contesto ideale per gli hacker.
I numeri confermano questa premessa: nel 2025 la Polizia Postale ha gestito 51.560 casi legati ai reati informatici (con 293 arresti e 7.590 persone denunciate). Le truffe online non sono “episodi”, ma il frutto di un'industria criminale molto attiva. In questo articolo abbiamo raccolto le minacce più tipiche che colpiscono i gamer, come funzionano e cosa fare per difendersi.
1) Fake mod, cheat “miracolosi” e download infetti: l’esca vecchia funziona ancora
Il meccanismo è quasi sempre lo stesso: vengono promesse “mod super rare”, “skin gratis”, “DLC sbloccato”, “aimbot che non può essere rilevato”, “FPS boost” o “accesso anticipato”. Ti danno un link (spesso fuori dagli store ufficiali), tu scarichi… e in quel momento hai appena installato uno stealer.
E il rischio è tutto fuorché teorico: una campagna recente ha colpito i fan di Minecraft usando mod infette caricate su GitHub, colpendo più di 1.500 giocatori. La cosa interessante è la catena tecnica: un primo “loader” scarica altri componenti e poi arriva il payload finale che mira a credenziali del browser, token Discord, dati di Telegram, persino wallet crypto.
Che succede al gamer nella pratica? Perde l’accesso a tutti gli account collegati (Steam/Epic/Discord), e poi si aprono tre strade: rivendita credenziali, estorsione (“se vuoi riavere l’account paga”) oppure acquisti non autorizzati, sfruttando i metodi di pagamento salvati.
2) Phishing “da gamer”: ti colpiscono dove sei più veloce (e meno attento)
Il phishing nel gaming sfrutta la fretta e la disattenzione. Sei in chat, magari durante una partita ranked. Ti arriva un messaggio: “Beta key”, “invito torneo”, “gift”, “segnalazione ban”, “verifica account”, “riscatta premi”. Il link sembra plausibile, a volte è una copia quasi perfetta del sito reale.
Qui la parola chiave è account takeover: l’attaccante non vuole solo “romperti le scatole”, vuole entrare nel tuo profilo e bloccarlo o svuotarlo (dati + soldi + asset digitali). E una volta dentro può cambiare email e 2FA, e tu inizi la trafila infinita dell’assistenza.
Regola d’oro: il link non si apre mai “al volo” da chat o messaggio privato. Se proprio devi, apri il sito digitandolo tu e controlla notifiche e messaggi dentro la piattaforma ufficiale.
3) Account takeover: quando perdi più di una password
Un account di gioco oggi può valere e anche tanto. Gli elementi di maggiore valore sono i seguenti:
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cronologia acquisti e metodi di pagamento;
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inventario (skin, item, pass stagionali);
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dati personali (email, data di nascita, telefono);
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collegamenti ad altri servizi (Discord, Twitch, social).
Se te lo rubano, non perdi solo “il gioco”: rischi di perdere denaro e di subire il furto dell’identità digitale, soprattutto se riusi password e mail ovunque (classico “effetto domino”).
Misure concrete: 2FA ovunque; password uniche (password manager); email dedicata agli account del gaming; controllo periodico delle sessioni attive.
4) Frodi e marketplace dentro al gioco: l’inganno travestito
Qui la truffa si concretizza grazie a una nota meccanica psicologica. Ti propongono scambi “vantaggiosi”, ti dirottano verso canali esterni, ti fanno cliccare un link per “verificare l’oggetto”, oppure usano intermediari fake. In alcuni casi ti rubano l’account, in altri ti svuotano inventario o wallet.
Occhio anche ai siti “mirror” dei marketplace: stessa grafica, stesso linguaggio, ma dominio diverso. Basta un login e sei fuori.
5) E la VPN per il gaming? Può tornare molto utile
Per chiarezza, vale la pena dire da subito che una VPN non ti salva se installi una mod infetta. Se apri un file malevolo, la rete cifrata non cambia la sostanza.
Però una gaming VPN può aiutare in scenari specifici:
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giochi o fai login su Wi-Fi pubblici (hotel, aeroporti, coworking): la VPN cifra il traffico e riduce il rischio di intercettazioni;
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vuoi limitare l’esposizione del tuo IP su reti condivise (non è magia, ma è un livello in più di privacy);
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ti interessa separare meglio “uso gaming” e navigazione su reti non affidabili.
La VPN aumenta la sicurezza di rete, non è assolutamente un antivirus universale. L’accoppiata che funziona è “VPN + igiene digitale”.
Il mondo del gaming del domani
Il punto non è vivere con l’elmetto. È evitare le trappole più banali: mod “troppo belle per essere vere”, link in DM, login richiesti al di fuori della piattaforma, password riciclate. I cybercriminali non “odiano i gamer”: li seguono, perché dove ci sono account e soldi che girano, l’interesse s’impenna.







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