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Homme dans la Lune: Il vescovo Goodwin risolve il problema del volo interplanetario (illustrazione d'epoca)
Astolfo d'Inghilterra, avventuroso e bizzarro paladino di Carlomagno, sale fino alla Luna per recuperare il senno che suo cugino Orlando ha perso, amando (non riamato) la bellissima Angelica, principessa del Catai (la Luna, se non lo sapevate, è un deposito di tutto ciò che si perde sulla Terra). Mezzo di locomozione: nientemeno che il biblico carro di fuoco che rapì in cielo il profeta Elia. Questa "cronaca" è nel Canto 340 dell'Orlando Furioso, dell'Ariosto...
Keplero, serissimo scienziato, fondatore della moderna astronomia, si prende una... vacanza e scrive Somnium, storia di un viaggio a Levonia (la Luna) tramite una magia. Levonia è tutta porosa e piena di spelonche, provvidenziali rimedi per gli abitanti contro caldo e freddo. "Qualsiasi cosa nasca o cammini su Levonia è di grandezza incredibile, e tutte le cose vi hanno vita breve". Sic!

Nella sua Storia comica degli stati e imperi della Luna, Cyrano de Bergerac, abile come spadaccino e anche come scrittore, riporta alcune sue strabilianti avventure spaziali. Tra i mezzi di volo alla Luna: una serie di ampolle piene di rugiada che attirate dal calore del Sole si sollevano fino al cielo; ma anche un autentico razzo. Siamo quindi al primo, moderno viaggio interplanetario!
Karl Friedrich Hieronymus von Münchhausen, ufficiale tedesco, leggendario e megalomane eroe di mirabolanti imprese, raggiunge la Luna ben due volte. La prima, si arrampica su un'altissima pianta di fagioli di Spagna; la seconda, raggiunge 1'obiettivo perché scaraventato lassù da un turbine marino. (Gli Strani viaggi del Barone di Münchhausen sono opera di un erudito tedesco, Rudolph Erich Raspe, che li pubblicò anonimi in Inghilterra. Vi si legge tra l'altro: "I Lunari possono cavarsi e rimettersi gli occhi a piacimento, e vedono altrettanto bene quando li hanno nella testa o in mano. Nella Luna si trovano ovunque individui che fanno commercio di occhi...")
Ha luogo la Incomparabile avventura di un certo Hans Pfaall. Costui è un riparatore di soffietti di Rotterdam, e riesce a volare fino alla Luna a bordo d'un pallone aerostatico confezionato da lui stesso con pezze e vecchi giornali. Un'avventura divisa tra il grottesco, lo scientifico, l'allucinato e il macabro, che trova un relatore d'eccezione: Edgar Allan Poe.

Le prime... scene di un viaggio alla Luna! Voyage à la Lune di Méliès presenta una spiritosa versione del romanzo di Verne, con bizzarri Seleniti, pin-up, e l'immortale astronave-proiettile conficcata nel faccione lunare.
Ci giungono le immagini coloratissime della prima verosimile moderna avventurosa discesa sulla Luna, finanziata da George Pal (che oltre ad esserne il produttore, è anche il regista: Uomini sulla Luna, dal romanzo Razzo G.2 (Rocket Ship Galileo), di Robert A. Heinlein).
I primi uomini scoprono, sull'antichissima polvere del suolo lunare, inequivocabili orme umane: scarpe chiodate. E due lunghi solchi paralleli. Lì dev'essere atterrato e ripartito un apparecchio munito di slittino. E le rocce vicine riflettono... "quella" luce: azzurrognola, impossibile, irradiata dalla Terra alta e grande nel cielo nero. Incredibile ma vero, 500 anni fa riuscì ad andare sulla Luna... chi? (vedere sopra, all'anno 1490. Il racconto è La luce, di Poul Anderson).

Ci siamo stati realmente. Ma ciò che fu detto, sognato, scritto prima... è davvero tutto cancellato?
La fantasia scopre sempre nuove suggestioni. Nel '71 Ernest Taves inizia a scrivere una storia della esplorazione sistematica del satellite (con la serie di racconti Mayflower). Nel '72 Bob Buckley scopre sulla morta Luna evanescenti presenze aliene. Nel 1984, John Varley installa sulla Luna alcune Disneyland e una comunità di Terrestri guidata da un mastodontico Computer Centrale... E così via. Perché in realtà, come suol dirsi, "la storia continua"... E vogliamo credere che continuerà ancora a lungo. Almeno finché l'uomo conserverà, oltre al freddo raziocinio e agli occhi per vedere, anche occhi per sognare e proiettarsi "oltre"...
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