Tecnomutazioni e arte carnale

È uscito un bel volume di Manuela Oneto che scandaglia i "postfuturismi del terzo millennio", dalla robotic-art alla body-art.

Fin dalla sua apparizione la macchina ha sempre suscitato nell'uomo un sentimento misto di riverenza e sospetto, di orgoglio e paura. Già alla fine del '700 Ned Lud, un calzettaio, distrusse il telaio su cui lavorava. Ma è con la seconda rivoluzione industriale novecentesca che il problema s'impone con più evidenza e, se nella letteratura questa "idiosincrasia" verso le macchine ha contribuito alla nascita della fantascienza, nell'arte ci sono stati diversi movimenti che hanno meditato sul contrasto tra corporeità e meccanicità. Dai futuristi al cinema espressionista tedesco fino ai Fluxus e alla Video-art. Negli ultimi trent'anni la questione è stata affrontata con diversi e originali approcci. L'autrice passa in rassegna, senza pesantezze critico-intellettualistiche, queste manifestazioni artistiche; e c'è proprio tutto: dal cyberpunk ai rave, da Stelarc e Orlan ai Mutoid, fino alle realtà italiane. Con questo volume Annexia inaugura una serie di libri che si prevedono molto interessanti. Il volume termina con un'amplissima parte fotografica davvero preziosa. Da non perdere: se siete di Genova andate da Annexia, stradone di Sant'Agostino 8R, altrimenti chiedete a sum4nut@iol.it.

Autore: Kremo - Data: 7 giugno 2002

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