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I 12 migliori romanzi sulla fine del mondo

La fine del mondo è arrivata, ma noi siamo pronti... più o meno. Ecco dodici opere sul tema. Wells, London, Ballard e tanti altri: ma se non li avete già letti, purtroppo non c'è più tempo.

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Non penserete che la fine del mondo giunga in modo inaspettato per noi fan, vero? Qualunque sia la fine alla quale l'umanità andrà incontro, sicuramente è stata prevista da qualche nostro beneamato autore. Quando la fine arriverà, sapremo quale scrittore ha imbroccato l'ultima previsione.

Per aiutarvi ulteriormente, abbiamo ristretto la scelta ai migliori dodici romanzi sulla fine del mondo, alcuni pessimisti (terra sterilizzata o ridotta a un calderone di lava ribollente), altri decisamente ottimisti (sei miliardi di morti, sopravvissuti impazziti e sull'orlo dell'estinzione), tutti ottime letture. Se ve ne siete perso qualcuno peccato, ormai tempo per rimediare non ve ne resta.



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La macchina del tempo

(The time machine, 1895) di Herbert George Wells

Certo, l'attacco dei marziani non è stato uno scherzo, ma alla fine ce la siamo cavata abbastanza bene, mentre il futuro prospettato in La macchina del tempo è decisamente senza speranza. Dopo una serie di guerre la Terra è abitata dai dolci e pacifici Eloi, in realtà solo carne da macello per i mostruosi Morlock, e continuando ad avanzare nel tempo le cose non migliorano di certo.



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La peste scarlatta

(The scarlet plague, 1912) di Jack London

Non poteva mancare uno dei capostipiti del genere catastrofico. Oltre a numerosi romanzi d'avventura, London ha scritto diverse opere di fantascienza, tra cui La conquista della Cina (The unparalleled invasion, 1910) dove postulava lo sterminio della popolazione cinese mediante una guerra batteriologica.

In questo romanzo tutta l'umanità cade preda dell'orribile morbo, che lascia solo pochissimi sopravvissuti, ormai ridotti a primitivi uomini delle caverne.

Curioso che nel romanzo la data dell'epidemia sia fissata nel 2013, London si è sbagliato davvero di pochissimo sul momento della fine.



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Il giorno dei trifidi

(The day of the Triffids, 1951) di John Wyndham

Il miglior romanzo di uno dei maestri del genere catastrofico, ma niente invasioni dall'abisso o guerra atomica, stavolta la fine arriva con un grande spettacolo pirotecnico, stelle cadenti dai bellissimi effetti luminosi, ma in grado di accecare chiunque le veda.

E nel buio i trifidi, piante velenose e semoventi, hanno la loro occasione per infliggere il colpo di grazia all'umanità.



Il romanzo di John Cristopher ingrandisci

Morte dell'erba

(The death of grass, 1956) di John Christopher

Un morbo distruttivo colpisce dapprima il riso e poi l'intera famiglia delle graminacee, devastando anche le coltivazioni di grano e mais. Di fronte allo spettro della carestia si accende la lotta per la sopravvivenza. In un crescendo di orrore e cinismo, un gruppetto di sopravvissuti cerca di raggiungere la salvezza, mentre si afferma un nuovo mondo, più sincero di quello lasciato alle spalle.



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L'ultima spiaggia

(On the beach, 1957) di Nevil Shute

Figlio della paura atomica del dopoguerra, questo romanzo malinconico e disperato è diventato un classico del genere, anche grazie al film diretto da Stanley Kramer e con la presenza di star come Gregory Peck, Ava Gardner, Fred Astaire e Anthony Perkins.



La copertina di John Picacio per Un cantico per Leibowitz

Un cantico per Leibowitz

(A canticle for Leibowitz, 1959) di Walter M. Miller

Altro grande classico sulla distruzione atomica, incentrato sulla rinascita e sull'ineluttabilità della fallacia umana, sottolineata dai voli delle eterne poiane. Tuttavia, a differenza del romanzo di Shute, l'opera di Miller lascia accesa una fiammella di speranza, tenue ma luminosa.



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Vento dal nulla

(Wind from nowhere, 1962) di James Ballard

I quattro elementi costituiscono i mezzi scelti da Ballard per quattro romanzi apocalittici di grande impatto. In Vento dal nulla è l'aria che diventa un mostro incontrollabile, dapprima un refolo poi un vento insistente e infine un terribile uragano infinito, che schiaccia l'uomo e le sue opere, costringendo i sopravvissuti a rifugiarsi nelle caverne o a strisciare come insetti sulla superficie.



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Hanno distrutto la terra

(After doomsday, 1962) di Poul Anderson

Tornare da un lungo viaggio interstellare e trovare la terra ridotta a un oceano di magma ribollente è un brutto colpo. Se poi l'astronave ha un equipaggio composto da soli maschi allora le speranze per la razza umana sembrano davvero nulle, ma forse non tutto è perduto, la tenacia e l'intelligenza possono ancora dire la loro.



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Novilunio

(The wanderer, 1964) di Fritz Leiber

Un pianeta solitario, un vagabondo degli spazi, si avvicina alla Terra, e subito scoppia il panico. Immani distruzioni, terremoti e tsunami, gigantesche maree, eruzioni vulcaniche, la distruzione delle basi lunari, la perdita della stessa Luna, attirata dall'intruso nella sua orbita costituiscono tuttavia solo l'inizio di questo fantastico romanzo. Quando il Vagabondo, sfidando le leggi fisiche, si ferma a poca distanza dalla Terra un'altra incredibile sorpresa attende i terrestri superstiti.



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L'orlo della voragine

(Out of chaos, 1965) di J.T. Mc Intosh

E siamo arrivati al terremoto, al brutale scrollone che frantuma le opere dell'uomo cancellando la lavagna della vita, pericolo sempre presente. Autore abituato alle opere sulla fine del mondo, basti ricordare Il mondo finirà venerdì... che guarda caso è proprio oggi, Mc Intosh tratteggia un mondo diviso come un mosaico. I superstiti si ritrovano su specie di isole di terra separate da profondi burroni, per loro sarà dura sopravvivere.



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Eclissi totale

(Total eclipse, 1974) di John Brunner

A rigor di logica questo non è un romanzo sulla fine del mondo, almeno non del nostro mondo. Una spedizione terrestre deve scoprire perché gli abitanti di Sigma Draconis, pianeta a diciannove anni luce dalla Terra, si siano estinti nonostante la loro apparente perfezione. Un romanzo amaro dell'autore di Tutti a Zanzibar (Stand on Zanzibar, 1968) e Il gregge alza la testa (The sheep look up, 1972), la fine del nostro mondo resta sullo sfondo, ma non è meno presente.



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World War Z

(2006) di Max Brooks

Naturalmente non potevano mancare gli zombie, ultima passione apocalittica, in questa carrellata di catastrofi. Dopo una lunga guerra, ancora non finita, con le orde dei non morti le testimonianze da tutto il mondo dipingono un affresco tragico ma affascinante. Peccato che non faremo in tempo a vedere il film ricavato dal romanzo.

 

Bene, per una volta una lista di migliori opere che non farà discutere, tanto nessuno avrà il tempo di commentare, forse nemmeno riuscirete a leggere tutto prima dell'arrivo del Tristo Mietitore.

 

Addio, e grazie per tutto il pesce.

 

Autore: Giampaolo Rai - Data: 21 dicembre 2012

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Commenti

1 Nemmeno la fine del mondo potrà impedirmi di urlarlo: COME PUO' MANCARE L'OMBRA DELLO SCORPIONEEEE???

» postato da Andrea Montesi alle 10:35 del 21-12-2012

2 Manca il mio preferito: L'Ultimatum (in originale The forge of God) di Greg Bear. Un bellissimo romanzo sulla fine del mondo con una parte finale scritta in maniera assurdamente realistica e veramente apocalittica.

» postato da Frank Zappa alle 10:37 del 21-12-2012

3 Diversi di quelli in elenco li ho letti ed apprezzati. Mi sorprende peraltro che a parte WWZ (non l'ho letto ma l'ho nel mirino), non ci sia nulla di recente. Inoltre anche il suddetto, tratta una tipologia di "fine del mondo", in un certo senso meno "verosimile" di molti altri. Vero che alcuni titoli (penso a L'ultima Spiaggia o anche al bel "Morte dell'erba";), con le dovute rivisitazioni potrebbe essere ancora attuali. Anche romanzi che hanno trattato il crollo della civiltà per motivi climatici mi sembra abbiano connotati di verosimiglianza. Sento peraltro la mancanza di titoli rhe affrontino le questioni socio/politiche come viatico di mutazioni epocali. Nessuno, che voi sappiate, si è recentemente avventurato nell'ipotizzare prossimi scontri di civiltà con motivazioni razziali, religiose o per la disponibilità/mancanza di sostentamenti? Non mi sottraggo inoltre dal lancio del solito elenco di quelli mancanti. Ma vorrei sentire citati da altri, romanzi recenti (diciamo dal 2000 in poi), che trattino della fine prossima ventura (o che ci faccia andare vicini) A me viene in mente "Il 5 giorno" ad esempio. La terra non finisce, i pare di ricordare, ma succedono delle grosse cose

» postato da Antha alle 11:11 del 21-12-2012

4 Scusate ma "Guerra contro gli Chtorr" di Gerrold su un ecosistema alieno che invade la terra dove mettiamo? Oppure l'apocalisse psichica di "MADLANDS" targata K. W. Jeter?

» postato da (Luca Brandetti) alle 12:05 del 21-12-2012

5 Ballard è comunque il re della catastrofe sia esteriore che interiore...Bravi..

» postato da (Luca Brandetti) alle 12:07 del 21-12-2012

6 «Ballard è comunque il re della catastrofe sia esteriore che interiore...Bravi..» Sono d'accordo. Avrei messo anche Terra bruciata nell'elenco

» postato da giskard alle 13:35 del 21-12-2012

7 Manca La Strada di McCarthy. Fondamentale.

» postato da xtommy alle 14:19 del 21-12-2012

8 «Scusate ma "Guerra contro gli Chtorr" di Gerrold su un ecosistema alieno che invade la terra dove mettiamo? Oppure l'apocalisse psichica di "MADLANDS" targata K. W. Jeter?» Ciao Luca, l'articolo si intitola "I dodici migliori romanzi", non "Tutti i romanzi". :wink: S*

» postato da S* alle 16:50 del 21-12-2012

9 Intanto vi dico che sono nero, ho speso una baracca di soldi per il viaggio translunare e scopro che non e' finito niente, Maya fanzum. :evil: In effetti scopro che sono quasi tutti romanzi vecchiotti assai, tranne WWZ, ma i primi sono considerati classici per definizione. Gli Cthorr non li ho messi perche' saga e non opera singola, mentre il bellissimo L'ombra dello scorpione mi avrebbe causato un dilemma con Tenebre, di McCammon... dite che e' lo stesso romanzo? Avete ragione, ma e' anche lui bellissimo. La strada meritava, ma anche molti altri in effetti, anche alcuni a cui non ho pensato. Facciamo cosi', se vi va postate la vostra lista dei 12 migliori romanzi catastrofici, sia quelli nominati che no, e vediamo cosa salta fuori.

» postato da Anacho alle 23:14 del 26-12-2012

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