Dieci romanzi di fantascienza per chi non legge fantascienza

Ovvero, come invogliare lettori non abituali ad appassionarsi al genere.

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Per chi è appassionato di fantascienza è piuttosto triste vedere il genere non essere granché considerato. Sia dalla critica (ma qui ce ne potremmo fare anche una ragione) che soprattutto da una massa di lettori sempre più distratti da valanghe di volumi che infestano, in ogni senso, gli scaffali delle librerie. La situazione italiana è nota a tutti, con i romanzi fantascientifici relegati in spazi sempre più ristretti dalle grandi catene librarie, a loro volta dedicati per lo più ai soliti classici mentre decine e decine di romanzi di pregio non vengono più ristampati, e mentre i nuovi non vengono quasi più tradotti. Senza contare che quando nuovi romanzi anche prettamente fantascientifici riescono comunque ad arrivare sul nostro mercato, si fa di tutto perché il termine "fantascienza" non venga tirato in ballo, inventandosi le formule più strane, quasi che gli editori temessero una fuga dei lettori.

 

Tutto ciò rende molto difficile la diffusione di un genere che invece, soprattutto in tempi di crisi e di incertezze come questi, avrebbe molto da dire sul futuro. E naturalmente crea difficoltà anche agli autori italiani, per i quali è sempre più complicato emergere. Ma le cose non vanno benissimo nemmeno all'estero. Ad esempio negli USA, dove nei giorni scorsi è montata una grossa polemica quando il sito The New Yorker, autorevole magazine online di cultura, ha pubblicato la sua prima inchiesta sulla fantascienza, scatenando le ire di molti lettori che si sono quasi sentiti offesi perché il magazine ha affrontato un argomento non di loro interesse. Insomma, occorre portare un maggior numero di lettori verso la fantascienza, il che significa proporre romanzi che possano invogliare e interessare. Ci prova il sito culturale Flavorwire, proponendo una lista di dieci romanzi (in ordine alfabetico per autore) che possano interessare chi non legge abitualmente il genere:

 

Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood: dal Canada arriva questo romanzo ambientato in una società futura a base di maschilismo, razzismo, omofobia, teocrazia, militarismo e degrado sociale in cui anche il femminismo può essere sfruttato dal regime per il mantenimento dello status quo. Vincitore dell'Arthur C. Clarke Award nel 1987, il romanzo venne definito "speculative fiction", a dimostrazione delle difficoltà appena menzionate;

 

Destinazione stelle di Alfred Bester: uno dei classici della fantascienza mondiale, noto da noi anche con il suggestivo titolo La tigre della notte. Bester fu un anticipatore di molte tendenze della fantascienza moderna, a partire dal linguaggio e dallo stile utilizzato fino ai temi, e in questo romanzo si esprime al suo meglio raccontando la storia di Gully Foyle, che da emarginato sociale acquista un potere sempre più vasto fino a diventare il primo uomo a viaggiare nello spazio interstellare con la tecnica del "jaunto", termine entrato nel vocabolario classico della fantascienza;

 

Fledgling di Octavia Butler: bel romanzo del 2005 della scrittrice californiana (mai tradotto in italiano), una storia di vampiri fantascientifici in cui la tradizione degli esseri succhiasangue si mescola con tematiche sessuali, razziste e femministe, in una riflessione su cosa significa appartenere a qualcosa;

 

Il gioco di Ender di Orson Scott Card: primo capitolo di una saga, vincitore dello Hugo e del Nebula nel 1985, racconta la storia di una scuola speciale in cui i bambini più dotati vengono addestrati per fronteggiare l'imminente invasione degli Scorpioni, che avevano già quasi annientato la razza umana. Saga a sfondo militare, ma soprattutto una riflessione su come è possibile manipolare le menti per costringere la gente a fare ciò che non vorrebbe fare;

 

Il sindacato dei poliziotti yiddish di Michael Chabon: esempio recente (l'anno è il 2007) di ucronia, ovvero di un racconto di storia alternativa. Nell'universo di Chabon lo stato di Israele non riuscì a resistere e la comunità ebraica mondiale si è stabilita in Alaska, in una comunità chiamata Sitka dove viene ambientata una classica vicenda poliziesca. Piazza pulita di tutti i premi possibili, dallo Hugo al Nebula;

 

Dune di Frank Herbert: un altro dei grandi classici della fantascienza, in cui si può trovare praticamente tutto: esplorazione spaziale, space opera, invenzione narrativa, anticipazioni scientifiche, intrighi e complotti. Herbert ha avuto il merito di costruire un grande romanzo, e il demerito, condiviso con gli eredi, di volerlo proseguire a tutti i costi, con sequel, prequel e quant'altro;

 

Concerto per archi e canguro di Jonathan Lethem: primo dissacrante romanzo dello scrittore newyorchese a base di detective svitati, canguri intelligenti, scienziati ardimentosi e bambini artificialmente potenziati. Nel futuro ipertecnologico di Lethem conservare la memoria del passato può persino diventare un crimine;

 

Cloud Atlas di David Mitchell: dal Regno Unito arriva una storia folle a base di viaggi nel tempo e dimensioni parallele, dal diciannovesimo secolo al futuro postapocalittico. Vincitore nel 2004 di parecchi premi, mai arrivato in Italia, è la dimostrazione di come si può fare fantascienza (seppure al limite della definizione del genere) con un tocco letterario che non guasta;

 

Frankenstein di Mary Shelley: e qui potremmo chiederci perché i redattori di Favorwire abbiano inserito un romanzo fortemente gotico e che certamente tutti conoscono già, anche chi non ama la fantascienza. Di fatto la Shelley ha inconsapevolmente posto il collegamento tra l'horror e il fantastico, che sarà una delle basi della nascita della fantascienza almeno in Europa (negli USA la strada seguita è stata abbastanza diversa). Resta un classico che si può sempre gustare con piacere;

 

Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut Jr: da uno degli autori più ironici in circolazione un romanzo potente e graffiante, che usa la fantascienza per compiere una feroce satira antimilitarista e contro la società occidentale dei consumi. Un altro grande classico che molti probabilmente conoscono già, ma che vale sempre la pena di rileggere.

 

Vale la questione nota per tutti gli elenchi: sono opinabili, modificali, criticabili eccetera. Questo costituisce un punto di partenza per una discussione, con titoli sicuramente intriganti e altri più scontati. Ci si potrebbe chiedere se è meglio, per attirare nuovi lettori, puntare su romanzi più "edulcorati", ovvero che mescolino tematiche fantascientifiche e mainstream, oppure sfruttare il potenziale naturalmente radicale del genere e proporre opere di rottura. Come è ovvio, una risposta unica non c'è: la lettura è un'esperienza fortemente soggettiva, poiché il lettore prende il contenuto di un libro e lo inserisce nel proprio immaginario filtrandolo attraverso la propria sensibilità e le proprie esperienze. Forse la cosa migliore consisterebbe nel proporre romanzi di buona fantascienza, lasciando poi che ciascuno viva il genere come meglio può e ritiene.

Autore: Maurizio Del Santo - Data: 11 giugno 2012 - Fonte: flavorwire.com

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Commenti

1 Almeno sappiamo perché ci si disaffeziona alla fantascienza.

» postato da Anacho alle 07:56 del 11-06-2012

2 «Almeno sappiamo perché ci si disaffeziona alla fantascienza.» :lol: È un po' che mi chiedo perché non ce ne freghiamo delle definizioni è non accettiamo "narrativa d'anticipazione" (o anche "speculative fiction";). Lo so lo so lo so, è una questione di pride. Ma se siamo al punto di dover cercare nuovi adepti, l'orgoglio fantascientifico ce lo siamo già giocato. Esempi di grandi film che non sono di fantascienza secondo il pubblico ignaro (almeno quelli del mio paese): Robocop, Terminator, Minority Report, Signs (forse di questo hanno ragione), Avatar, e non dimentichiamo la commedia Se mi lasci ti cancello, eh. Facciamocene una ragione: se non cambiamo noi, ci cambiano loro.

» postato da l'Anto alle 08:16 del 11-06-2012

3 Articolo molto interessante.

» postato da (Sanchez ) alle 09:31 del 11-06-2012

4 Lista interessante... Però c'è da fare una piccola precisazione. "Cloud Atlas" di David Mitchell non è indeito in Italia, ma bensì stampato da Frassinelli Editore nel 2005 e, purtroppo, passato completamente in sordina ed oramai introvabile nei negozi. Comunque bravi per la lista!!!

» postato da (Enrico Valdinocci) alle 09:43 del 11-06-2012

5 «Lista interessante... Però c'è da fare una piccola precisazione. "Cloud Atlas" di David Mitchell non è indeito in Italia, ma bensì stampato da Frassinelli Editore nel 2005 e, purtroppo, passato completamente in sordina ed oramai introvabile nei negozi. Comunque bravi per la lista!!!» Mi hai anticipato di un nulla!!! Comunque L'Atlante delle Nuvole si trova tranquillamente su Amazon. Io ho finito di leggerlo la settimana scorsa (libro stupendo!!!) e l'ho recensito nell'apposita sezione!

» postato da charlie brown alle 10:38 del 11-06-2012

6 Alla fine tra tutti quellli proposti dal sito Flavorwire ho letto solo Mattatoio N.5 e lo consiglio anche io. Però a me hanno fatto avvicinare alla fantascienza altri autori, se fosse da consigliare un libro ad un ragazzo proporei il sempreverde Verne. Poi consiglieri ad esempio "Tutti i miei robot" di Asimov che ha ispirato più di una mente... (tipo M. Minsky); qualche altro libro di Asimov, Ray Bradbury, un po' di Clarke... i cui libri sono ormai dei classici moderni. Che strana questa polemica sulla fantascienza, in effetti più di una volta recentemente ho sentito persone che esprimevano pareri sfavorevoli verso la fantascienza... quello che mi fa strano è che la stessa polemica spesso non coinvolge il genere fantasy, negli anni passati quanti genitori hanno rubato i libri di Harry Potter ai loro figli? Io credo che sia segno dei tempi, paradossalmente si sono creati sacche di persone che preferiscono la completa irrazionalità delle cose e che sfuggono da ogni sforzo mentale... figuriamoci se si sforzano di immaginare dovre andremo nel futuro... tanto prima poi arriverà un maghetto a salvarli... forse... :(

» postato da Micronaut alle 11:40 del 11-06-2012

7 Ottimo articolo. Purtroppo condivido il pensiero che siamo ridotti in un "ghetto". Comunque mi piacerebbe molto leggere altri articoli come questo dove vengono presentati romanzi/racconti (meglio se recenti) ritenuti a torto o a ragione interessanti da qualche fonte "autorevole".

» postato da (carlo s) alle 12:01 del 11-06-2012

8 Bell'articolo e lista interessante, anche se in realtà se dovessi iniziare qualcuno alla fantascienza gli consiglierei di cominciare con una delle raccolte dei racconti brevi vincitori del premio Hugo, eterogenei come argomenti e in generale di ottima qualità

» postato da (Ky Kos) alle 13:22 del 11-06-2012

9 La tentazione del decalogo è sempre di attualità. overzzzz.....

» postato da jetscrander alle 15:02 del 11-06-2012

10 Nonostante sia cresciuto con Dune, non mi sognerei mai di consigliarlo a qualcuno per cominciare. È una lettura un po' troppo impegnata, e comunque un universo filosofico difficile. Affascinante senza dubbio, ma che necessita di un bel po' di attenzione e apertura. Cosa che, al profano, risulta un po' ostica. Forse il primo capitolo dei canti di Hyperion andrebbe meglio: storie autoconclusive come dei racconti, definite e di genere diverso per avere un panorama generale della fantascienza. PS: ho proposto Hyperion perchè l'ho sperimentato con alcuni conoscienti e sembra funzionare :)

» postato da Andras Eris alle 15:48 del 11-06-2012

11 Interessante articolo- Dovessi consigliare dei libri di fantascienza da leggere, però, la mia lista ideale sarebbe molto diversa e comprenderebbe: Dune (F. Herbert) Eon (G.Bear) City (C.D.Simak) I sovrani delle stelle (E. Hamilton) La mano sinistra delle tenebre (U.K.Leguin) Il gioco di Ender (O.S.Card) Le ombre dell'Edn (R. Gallun) L'era degli Yilanè (H.Harrison) Neuromante (W. Gibson) La Matrice Spezzata (B. Sterling) Si tratta di scegliere libri che abbiano un loro alto valore qualitativo e che si siano distinti per aver saputo presentare tamtiche nuove per aver saputo affrontare temi vecchi in modo estremaente innovativo. Leggendo questi libri si potrebbe avere una idea globale di cosa sia la SF; è molto importante infatti dare spazio a storie che siano di ottimo livello ma che sappiano anche appassionare il lettore, inducendolo a continuare la lettura. Non dimentichiamoci mai che un lettore occasionale di SF vuole prima di tutto leggere qualcosa che lo diverta, non importa che sia un libro molto impegnativo, l'importante è che sappia accendere in lui la curiosità e stimolare quel sense of wonder tanto caro a molta SF classsica ma che si è andato perdendo negli ultimi anni.

» postato da Sarrko alle 16:19 del 11-06-2012

12 Articolo e commenti interessanti ( nella mia lista figurerebbero pure Vance e Dick) : però, sinceramente, chi di voi ha mai visto qualcuno, diciamo un 'profano', 'convertirsi' alla fantascienza? A me non è mai capitato...

» postato da Roberto Pastene alle 16:51 del 11-06-2012

13 Lista condivibilissima, soprattutto perché pesca da romanzi al confine con altri generi, in alcuni casi al confine con il mainstream, quindi più abbordabili per lettori a cui non piacciono le etichette, come i lettori generalisti che costituiscono la gran massa.

» postato da Roberto Paura alle 17:11 del 11-06-2012

14 Nessuno ha nominato ancora Douglas Adams. Lui sì che è alla portata di tutti, se la gente non si convince con lui, allora è meglio lasciar perdere :wink:

» postato da Andras Eris alle 18:51 del 11-06-2012

15 « È un po' che mi chiedo perché non ce ne freghiamo delle definizioni è non accettiamo "narrativa d'anticipazione" (o anche "speculative fiction";). Lo so lo so lo so, è una questione di pride. Ma se siamo al punto di dover cercare nuovi adepti, l'orgoglio fantascientifico ce lo siamo già giocato. ... Facciamocene una ragione: se non cambiamo noi, ci cambiano loro.» Mica tutta la fantascienza e' narrativa di anticipazione. Tanto per fare qualche esempio, viaggi nel tempo, ucronie, steampunk, tanta space opera sono fantascienza ma almeno nell' accezione italiana non mi sembrano "anticipazione". Anzi direi che il problema del termine fantascienza (o science fiction, se e' per questo) e' che ha l' onere e l' onore di identificare un genere estremamente variegato ed eterogeneo (da Star Trek a Ballard, con tanta strada in mezzo): scegli il termine che vuoi, risultera' sempre inadeguato. Non e' peregrino pensare di avvicinare al genere miscredenti utilizzando romanzi e racconti abbordabili:non mi sembrano molto azzeccati quelli indicati. Io proporrei Congo di Crichton, Cronache marziane di Bradbury, Neuromante di Gibson, Snow Crash di Stephenson, X di Doctorow, Cristalli sognanti di Sturgeon, Straniero in terra straniera di Heinlein, Quando le radici di Aldani, Lo specchio di Dio di Eschbach, Il sole nudo di Asimov: l' intento e' proporre un repertorio eterogeneo ma non indigesto, la condizione necessaria pero' e' che i dieci romanzi vengano letti tutti (ricordo con chiarezza, ad esempio, di un losco figuro che dopo aver letto unicamente Cronache marziane, per obblighi sociali o giu' di li', se ne usci' con "ah, allora e' questa la fantascienza: niente scienza e tutto "fanta", pure noioso";). Ce ne sono moltissimi potenzialmente indicati, per sceglierli sarebbe bene conoscere il soggetto cavia e giocare d' astuzia. Oppure si puo' scegliere la strada dei racconti, brevi o lunghi: in qualche occasione Odissea e' servita a tal scopo (la Kress ha uno stile molto mainstream, ed anche Il linguaggio segreto di Nevstod e Oceanic di Egan hanno sortito il loro effetto), anche se non diciamolo troppo forte che se no qualcuno sente. :) Comunque non capisco perche' dovrebbe esserci qualche cosa di male nel voler indottrinare gli incolti: e' sempre una soddisfazione convertire un miscredente al Vero Credo. :) (dove sono i giornalisti quando serve rubacchiare una frase da un forum per scrivere quattro pagine di farlocchi trattati di sociologia spicciola? :lol: ).

» postato da Davide Siccardi alle 19:07 del 11-06-2012

16 «Articolo e commenti interessanti ( nella mia lista figurerebbero pure Vance e Dick) : però, sinceramente, chi di voi ha mai visto qualcuno, diciamo un 'profano', 'convertirsi' alla fantascienza? A me non è mai capitato...» Da qualche parte bisogna pure incominciare: un altro libro che mi ha dato soddisfazione, in questo senso (conversione di miscredenti) e' stato Io sono leggenda di Matheson (ben prima del film, si intende). Strana sorte quella di Matheson: e' uno degli scrittori di sf di maggior successo di sempre, ha scritto racconti e romanzi notevoli, continuano a ridurre in film le sue storie... e quando c'e' da nominare un autore di fantascienza il suo nome sfugge sempre. Chissa' forse il suo successo e' dovuto solo ad un patto con il demonio (che sarebbe Bob De Niro non Al Pacino, chiaramente). :lol: No e' impossibile, e' fantascienza. :)

» postato da Davide Siccardi alle 19:12 del 11-06-2012

17 La fantascienza è un genere molto vasto, con sottogeneri specifici e contaminazionicon altri generi maggiori di vario tipo. Dei romanzi elencati in linea generale non ne consiglierei uno che fosse uno. Quello ad utenza potenziale più ampia è "Il Gioco di Ender" (nel caso di adolescenti/preadolescenti, ma non tutti). Semmai vanno consigliati di volta in volta i libri che più si adattano al potenziale lettore, oppure (se non si sa bene inquadrare il lettore) con roba più di intrattenimento rispetto a certi "mattoni" (specialmente se tendono al distopico-politicizzato forte) tipo "Il Racconto dell'Ancella".

» postato da L.MCH alle 22:36 del 11-06-2012

18 Il vero problema, non sono le varie liste possibili di classici da consigliare, ma la quasi totale sparizione di un humus sociale in cui la SF possa inserirsi. in questo momento storico, la società e la tecnologia hanno già raggiunto (almeno apparentemente) un livello in cui spesso anche vengono confuse e mischiate con cose con cui hanno poco a che fare, tipo la Fantasy, il misticismo, la religione... Tutte cose che non educano (e rivendico il significato positivo di questa parola) ad un atteggiamento aperto e curioso verso il mondo.

» postato da (Pier Filippo Idda) alle 13:40 del 12-06-2012

19 «Il vero problema, non sono le varie liste possibili di classici da consigliare, ma la quasi totale sparizione di un humus sociale in cui la SF possa inserirsi. in questo momento storico, la società e la tecnologia hanno già raggiunto (almeno apparentemente) un livello in cui spesso anche vengono confuse e mischiate con cose con cui hanno poco a che fare, tipo la Fantasy, il misticismo, la religione... Tutte cose che non educano (e rivendico il significato positivo di questa parola) ad un atteggiamento aperto e curioso verso il mondo. » Non sono d'accordo: i tempi in cui viviamo sono, proprio nei loro difetti, humus ideali per lo sviluppo di storie di sf. Ovviamente non penso alla Space Opera o allo spirito di scoperta e speranza (ad esempio il bel Gli ascoltatori, ristampato non tantissimpo tempo fa da Urania), sono i tempi perfetti per romanzi con Luce dell' universo di John Harrison, Bay city e se vogliamo anche i romanzi della Ferris, i connetivisti ecc ecc. Sono storie che ben si adattano al tempo che viviamo e che quindi sarebbero potabili per tutti, se adeguatamente educati alla possibilita' di leggere romanzi di genere e di genere differente da quello a cui sono abituati, e se vuoi hanno anche un qualche scopo educativo (perche' conoscere e' alla base di qualunque percorso di crescita). Il successo del fantasy viene sempre legato alla confusione dei tempi che viviamo: la verita' e' che il successo di un ciclo di romanzi per giovanissimi cresciuti insieme al protagonista del sudetto ciclo (harry potter) trasformato in maniera quanto meno efficace in ciclo cinematografico in un momento storico in cui gli effetti speciali cinematografici consentono di raccontare storie fantasy senza scadere visivamente nel ridicolo e con la possibilita' di giocare con il maestoso senza svenarsi ha consentito di tirare fuori dal cassetto produzioni ferme da decenni. Giriamola come vogliamo, ma come al solito Il signore degli anelli (questa volta film e non romanzo) ha portato nuovi lettori e spettatori al fantasy. Quanto all' horror, invece, credo che un commento serio e ponderato sul suo stato di salute porterebbe via troppo spazio e comunque risulterebbe incompleto e non conclusivo. Qualche buon colpo di cassetta a parte (e non solo di cassetta, anche limitandoci al cinema ultimamente si sono viste belle cose: penso ad esempio al notevole film" nordico" Lasciami entrare o al mediterraneo La spina del diavolo), comunque, non credo spopoli piu' di tanto neppure all' estero a ben vedere. Non credo non vuol dire certamente e' cosi'.

» postato da Davide Siccardi alle 13:56 del 12-06-2012

20 Bell'articolo, sarebbe ancora più interessante se ci fosse un confronto con dieci libri proposti dai redattori e/o dagli utenti di fantascienza.com. Sempre nell'ottica di essere orientato a chi non legge (abitualmente?) fantascienza. Dal basso della mia conoscenza letteraria del genere, ho letto solo quattro dei dieci romanzi proposti: Il racconto dell'ancella, Dune, Frankenstein e Mattatoio n. 5; ma concordo per tutti loro. Penso coglierò l'occasione per recuperare quelli mancanti, anche se dalla descrizione non mi dicono nulla, a parte Cloud Atlas.

» postato da HAL 9000 alle 19:07 del 12-06-2012

21 «Dei romanzi elencati in linea generale non ne consiglierei uno che fosse uno.» non consiglieresti "destinazione stelle" di bester?! http://i2.photobucket.com/albums/y26/slowpulse/smileys/schock.gif ok, ti ho segnato sul mio libro nero.

» postato da jonny lexington alle 20:03 del 12-06-2012

22 io avrei inserito almeno un libro di Jules Verne. Ora sono romanzi d'avventura, ma un tempo era fantascienza. E poi manca "La guerra dei mondi" di H.G.Wells. Palomino.

» postato da KVT Palomino alle 21:54 del 12-06-2012

23 ««Dei romanzi elencati in linea generale non ne consiglierei uno che fosse uno.» non consiglieresti "destinazione stelle" di bester?! http://i2.photobucket.com/albums/y26/slowpulse/smileys/schock.gif ok, ti ho segnato sul mio libro nero.» Non lo consiglierei senza considerare il destinatario, per questo quello più "ad ampio spettro" è "Il Gioco di Ender" (nel caso di adolescenti e preadolescenti). E nel caso che a chiedere consiglio siano i genitori o parenti adulti (tipo per un libro da regalare, ecc.) gli si spaccia Ender con la frase "E' come Harry Potter nello spazio". :angel: Omettendo rigorosamente le differenze. :twisted:

» postato da L.MCH alle 22:58 del 12-06-2012

24 Tutti hanno citato ottimi libri (io sottolinerei Douglas Adams) quindi non riesco a dare consigli migliori, però posso affrontare la tematica da ingnere :) Penso che sarebbe interessante a questo punto, in puro stile marketing, fare un sondaggio pacifico (altrimenti si potrebbe definire, subdolo, equivoco e viscido, ma basta avere un buon rappresentante di relazioni pubbliche) sul PERCHE' non interessa la fantascienza. A voi piace la fantascienza? No, e come mai? Da lì cercare di trovare romanzi che superino lo scalino di diffidenza. Quasi quasi provo coi miei colleghi...

» postato da Fedemone alle 16:29 del 13-06-2012

25 Dove lo facciamo questo sondaggio? Io comunque penso che bisogna distinguere: credo che la fantascienza non piaccia in libreria, in altri casi, come al cinema e nei videogiochi è sempre più diffusa e ottiene un grande successo (anche considerando i vari sottogeneri). C'è da dire che sempre la fantascienza viene snobbata dagli intelattualoidi letterati, cosa che non succede per il Fantasy... che i medesimi spesso collegano alla mitologia antica... mah.

» postato da Micronaut alle 17:09 del 13-06-2012

26 Beh, direi qualunque conoscente, amico, parente ecc. E tra l'altro hai ragione, quando ho chiesto di fantascienza qui in giro inm ufficio, tutti hanno pensato a film... E le risposte sono state positive. Ah, sarà difficile far capire dal discorso che è la letteratura quella cui uno intende! O se vogliamo usare qualche bel termine, "nuova mitologia", con tutte quelle astronavi o società distopiche. Magari farà più presa su un pubblico "intellettuale"!

» postato da Fedemone alle 17:15 del 13-06-2012

27 «C'è da dire che sempre la fantascienza viene snobbata dagli intelattualoidi letterati, cosa che non succede per il Fantasy... che i medesimi spesso collegano alla mitologia antica... mah.» Da quanto so, secondo la Mondadori (la casa madre, non Urania) il fantasy è un genere totalmente per ragazzi e la fantascienza è un genere che, solo in certi casi, può essere per adulti. Sinceramente, alla notizia mi sono sentito un po' alieno a questo paese :alien2:

» postato da Andras Eris alle 21:31 del 13-06-2012

28 «C'è da dire che sempre la fantascienza viene snobbata dagli intelattualoidi letterati, cosa che non succede per il Fantasy... che i medesimi spesso collegano alla mitologia antica... mah.» Avrei detto l'esatto contrario. Di fantasy in qualche modo collegata alla mitologia che Tolkien e pochissimo altro. Viceversa, autori come Dick, Ballard, Le Guin, Gibson, Sterling, sono conosciuti e apprezzati in tutti gli ambiti culturali. S*

» postato da S* alle 07:39 del 14-06-2012

29 Questi elenchi mi fanno pensare a quante idee ci sarebbero a disposizione per il cinema, certo non tutti questi romanzi si prestano facilmente ad una trasposizione cinematografica, ma sarebbero certamente più interessanti della lunga pletora di sequel, prequel e remake. overzzzzz....

» postato da jetscrander alle 09:02 del 14-06-2012

30 Ah un'altro autore da non sottovalutare per possibili proseliti potrebbe essere John Shirley, con avventure moderne ricche di azione, pieni di riferimenti alla musica rock, scenari accattivanti (come l'Europa in piena terza guerra mondiale della serie Eclipse, anche se l'idea dello scontro USA vs URSS è più ucronico che latro al giorno d'oggi). Ed il potenziale cinematografico sarebbe esplosivo (visto che come molti notano è il cinema ad essere traino per la lettura al giorno d'oggi)

» postato da Fedemone alle 09:50 del 14-06-2012

31 A tutti quei cagoni che dicono che la SF è un sottogenere letterario, non paragonabile alla vera letteratura, dico clamorosamente che in linea di massima hanno ragione. E cioè, id est: se ti leggi un classico, ti leggi che so, Tolstoj, o Hugo (Victor), o Proust, ti accorgi degli abissi di differenza. Di stile, di capacità tecnica, e trovi magari il tuo libretto di SF che non ha altro che personaggi stereotipati, dialoghi banali, descrizioni approssimative e deprimenti per noia e ripetitività, provi disprezzo per l'evidente intento commerciale nel prolungare, senza avere nulla da dire, la lunghezza di un romanzo o di una saga. MA ALLORA? Ma allora sti cagoni hanno in realtà torto. Perchè se paragonata alla Letteratura somma, tutta la letteratura attuale, di tutti i generi, salve le dovute e note eccezioni, non è paragonabile. E in linea di massima farebbe hahare. Ma mica vero. L'uomo (e la donna) mica vogliono sempre Proust. Tutti, immagino, sanno che Ludovico Van era sommo, ma guarda un po', oggi mi va di sentire vecchi brani degli U2. Caravaggio mi lascia senza fiato, ma mi va di leggermi L'Uomo Ragno. E l'ultimo videogame è un capolavoro, ma finisco per giocare a minesweeper. E insomma non è che si può sempre leggere Dante (che comunque ha imperitura fama per un'opera del fantastico) o Ariosto (idem), o stare un'ora davanti a un Klimt (chi non ha un Klimt autentico, poi) sentendo Mozart. C'è bisogno di leggerezza, che cavolo, ogni tanto. E la SF non solo è perfetta per questo, non solo ha prodotti variegati, per ogni gusto, ma ha dei vertici che hanno dignità tali che i suddetti cagoni dovrebbero avere l'umiltà di leggersi.

» postato da Tobanis alle 11:24 del 14-06-2012

32 «A tutti quei cagoni che dicono che la SF è un sottogenere letterario, non paragonabile alla vera letteratura, dico clamorosamente che in linea di massima hanno ragione.» Io tendenzialmente evito di usare la parola "Letteraratura". Che (in quell'accezione) comporta già un giudizio di merito, il fatto che un'opera abbia un valore storico e debba essere ricordata. È una cosa che decideranno i posteri, che si tratti di Dick o che si tratti dell'ultimo scribacchino che fa romanzi di Warhammer. Come giustamente dici anche tu, certo, questo non vale per la fantascienza o la letteratura di genere, vale per tutta la narrativa. Indubbiamente c'è anche chi parte a scrivere già con l'obiettivo di fare letteratura. Ma sono abbastanza certo che proprio quelli abbiamo meno probabilità di essere ricordati per più di qualche anno. S*

» postato da S* alle 13:53 del 14-06-2012

33 Che poi, appunto, con un po' di leggerezza, si trova del genio dappertutto, a cercarlo. Ad esempio, non è un genio chi ha ideato questo titolo? http://blog.alibertieditore.it/wp-content/uploads/2012/02/PLURALE-CACAO_www-189x300.jpg

» postato da Tobanis alle 14:22 del 14-06-2012

34 ««C'è da dire che sempre la fantascienza viene snobbata dagli intelattualoidi letterati, cosa che non succede per il Fantasy... che i medesimi spesso collegano alla mitologia antica... mah.» Avrei detto l'esatto contrario. Di fantasy in qualche modo collegata alla mitologia che Tolkien e pochissimo altro. Viceversa, autori come Dick, Ballard, Le Guin, Gibson, Sterling, sono conosciuti e apprezzati in tutti gli ambiti culturali. S*» Non so io esprimevo un impressione che mi sono fatto nel mio diciamo "ambiente" o ecosistema, mi è capitato più volte di parlare con amici ed altre persone che tacciavano la fantascienza come (è brutto dirlo) un'insieme di scemate ed il fantasy invece come il genere che prosegue un filone che si attacca agli antichi miti (questo lo dicevano come ovvio gli amici che se la tiravano più da intelettuali...); se invece in generale è il contario sono molto più contento. Ma forse potrebbe essere chiaraficatrice di quello che tira di più (al di là di opinioni intelletualoidi) una statistica: cosa vende di più il fantasy o la fantascienza e con che percentuali? Mi sembrava di aver letto in un tuo post (ma correggimi se mi ricordo male) che Delos vende uno spropositato numero di libri sui vampiri ed in una ridottisima percentuale libri di fantascienza...

» postato da Micronaut alle 14:23 del 14-06-2012

35 «Mi sembrava di aver letto in un tuo post (ma correggimi se mi ricordo male) che Delos vende uno spropositato numero di libri sui vampiri ed in una ridottisima percentuale libri di fantascienza...» I vampiri non sono fantasy, sono paranormal romance. Per fantasy normalmente si intende quella con draghi, cavalieri e simili, in generale mondi diversi di ambientazione più o meno passata e dove esiste la magia o comunque il soprannaturale. In ogni caso il fantasy vende più della fantascienza al momento, certo. Ma di sicuro non è perché la gente pensi che sia più intellettuale, cosa che dubito avrebbe un effetto positivo sulle vendite. Vende di più, se posso azzardare un parere, perché va a toccare la categoria di persone che legge più libri, i ragazzi; così come i vampiri toccano l'altra, le donne. La fantascienza purtroppo è un genere tendenzialmente per maschi adulti. I quali, con le dovute benedette eccezioni, non leggono un cavolo. S*

» postato da S* alle 15:52 del 14-06-2012

36 Oddio, c'è gente che legge la Gazzetta con una tale intensità che pare la stiano studiando.... :lol: :lol: Le letture di fantasy sono più facili, mi sento di dire, di quelle di SF (generalizzo). Nella SF puoi inventare cose incredibili, ma devono avere una loro plausibilità, financo una loro fisica (si può fare un discorso del genere? Perchè a rileggerlo sembra contradittorio. Ma sembra, non lo è). Con la fantasy, te ne sbatti, puoi sempre dire che è magia, un deus ex machina che risolve qualunque situazione, e sei a posto. E il lettore ti farà pure le lodi "Cavolo, che magia potente! Squisitus cazzibus, e ti cresce di 10 cm....". Roba più da Ratman che da un romanzo, ma così è.

» postato da Tobanis alle 16:19 del 14-06-2012

37 «A tutti quei cagoni che dicono che la SF è un sottogenere letterario, non paragonabile alla vera letteratura, dico clamorosamente che in linea di massima hanno ragione. (...) C'è bisogno di leggerezza, che cavolo, ogni tanto. (...) E la SF non solo è perfetta per questo, non solo ha prodotti variegati, per ogni gusto, ma ha dei vertici che hanno dignità tali che i suddetti cagoni dovrebbero avere l'umiltà di leggersi.» Il discorso è interessante. Io dividerei la questione in due. Da un lato, si riscontra una diffusa indisponibilità di fondo ad ammettere che anche attraverso questo genere si possano veicolare idee interessanti e visionarie; per cui, sì, magari "Fahrenheit 451" o "La svastica sul Sole" si leggono e si apprezzano pure, ma oltre ci si rifiuta di spingersi perché "in generale la fantascienza è robetta". Questo atteggiamento è in effetti un po' irritante. D'altra parte, se consideriamo la sf per la sua capacità di soddisfare quel bisogno di "leggerezza" di cui parli, penso vada riconosciuto che alcuni generi difficilmente possono essere nelle corde di tutti. Faccio un esempio: a me piace il giallo, mentre non ho mai gradito il fantasy perché è un concentrato di ingredienti a me indigesti ( ognuno ha le sue idiosincrasie ). Così, suppongo che molti temi o ambientazioni tipiche della fantascienza - soprattutto quella in senso stretto - risultino talmente poco attraenti per molte persone da rendere difficile ogni tentativo di accendere il loro interesse. Voglio dire, oltre ai cagoni cui ti riferisci :D ho conosciuto anche persone intelligenti e per nulla spocchiose che non si appassionano alla sf semplicemente perché non ne sono attratte. Io ho provato ad invogliarli, ma con scarso successo... Per alleggerirsi lo spirito e la mente preferiscono altro; del resto, il tempo che uno ha a disposizione è quello che è, e non è che ci si può interessare di tutto.

» postato da psicostorico alle 14:45 del 15-06-2012

38 Ok, ho capito cosa intendi. Ma io quando parlo di mare magno della SF, lo intendo tale, e nel senso che ci sono sfumature (o sottogeneri) talmente diversi tra loro che, ritengo, ce ne sia almeno uno interessante per ognuno. Siccome ora parto col catalogone, mi aiuta Wiki, ma insomma, un po' mi sarei arrangiato anche io: - hard SF, che non è porno, ma è SF caratterizzata, per quanto possibile, da impostazione tecniche spinte, con esaurienti spiegazioni scientifiche; gli autori, non è raro, insegnano fisica in qualche università (è vero) o possono avere culture equivalenti; - soft SF, che non è una commedia con la Fenech, punta al contrario più sull'aspetto relazionale, se si può dire, dando preminente attenzione alle vicende, alle storie intercorrenti tra i personaggi; - apocalittica - catastrofista, lo dice il nome: sfighe varie; - space opera SF, un classico, direi, per sognatori ma non solo; - cyberpunk SF, che fa molto trendy e cool; - steampunk, con schiere di appassionati; - utopica, ma se vogliamo pure sullo studio della società, o fantapolitica, mi viene in mente Tutti a Zanzibar, un libro che ha anticipato molto; - storia alternativa; - culture aliene; - infinito e oltre - come sottogeneri, mi sono stancato di elencare. Insomma, è difficile che uno che già abitualmente legge non trovi nessun argomento che gli interessi, tra quelli elencati (e ne mancano un sacco).

» postato da Tobanis alle 16:17 del 15-06-2012

39 «quando parlo di mare magno della SF, lo intendo tale, e nel senso che ci sono sfumature (o sottogeneri) talmente diversi tra loro che, ritengo, ce ne sia almeno uno interessante per ognuno. (...) Insomma, è difficile che uno che già abitualmente legge non trovi nessun argomento che gli interessi, tra quelli elencati (e ne mancano un sacco).» Hai perfettamente ragione. D'altra parte, quello che dici sulla varietà di sfumature della sf forse potrebbe sostenerlo con convinzione anche un appassionato di fantasy, fornendo una lista altrettanto lunga di sottogeneri. E' proprio per questo che avevo portato l'esempio del mio personale rapporto col fantasy. Conoscendolo quantitativamente poco, io tendo naturalmente ad identificarlo con quei temi più "caratterizzanti" ( la magia, le onnipresenti "forze" più o meno oscure, e via dicendo ): cose che mi fanno venire l'orticaria, e che pertanto condizionano negativamente il mio approccio. Di conseguenza, pur essendo un lettore molto affamato, l'ultima delle mie urgenze è approfondire quel genere. Con tutte le cose che ci sono da leggere e di cui occuparsi - sia impegnate che leggere - non mi vien proprio voglia di provare a scoprire se anche nel fantasy c'è qualcosa che può incuriosirmi o magari anche piacermi. E' solo una congettura che butto lì :boh:, ma forse qualcosa di analogo vale anche per la fantascienza ( tralasciamo il discorso sul suo valore intrinseco e sul suo riconoscimento ). Se uno se ne è fatto una idea sommaria, e identifica il genere con un certo set di caratteristiche che non lo interessano o magari gli risultano indigeste ( mondi e creature aliene, scenari ipertecnologici, astronavi, robot ) difficilmente avrà voglia di dedicare del tempo alla esplorazione delle altre sfumature, alla ricerca di quella che fa per lui. Soprattutto se di tempo non ne ha mai abbastanza. Ma ripeto, è solo una congettura.

» postato da psicostorico alle 19:21 del 15-06-2012

40 « Le letture di fantasy sono più facili, mi sento di dire, di quelle di SF (generalizzo). Nella SF puoi inventare cose incredibili, ma devono avere una loro plausibilità, financo una loro fisica (si può fare un discorso del genere? Perchè a rileggerlo sembra contradittorio. Ma sembra, non lo è).» Non cascare in questo tranello: solo perche' non c'e' una costruzione scientifica alle spalle non vuol dire che manchi una costruzione universale. Il solo esempio di Tolkien, che per quattro romanzi ha creato una lingua, una mitologia, intere razze, una religione, intere generazioni di tradimenti, guerre e vendette dovrebbe farti desistere. Ma pensa a Gaiman, che con il solo American Gods non e' che abbia scherzato. O all' universo nell' universo creato da Cliver Barker per Il mondo in un tappeto. Alla complessita' delle gerarchie angeliche e sataniche di Sandman, sempre in zona Gaiman. Per tacere delle Nebbie di Avalon, di Mieville, a quel casino della ruota del tempo per tacere di quel politico di George Martin ecc ecc ecc. Mica solo la fantascienza crea complessita', e ti diro' che lo zoccolo duro di tutti i generi letterari e' composto da persone che si appassionano proprio alla complessita' (pensa a McBain arrivato a piu' di cinquanta romanzi per il ciclo dell 87 distretto, nota serie di romanzi gialli corali).

» postato da Davide Siccardi alle 00:25 del 16-06-2012

41 ««Articolo e commenti interessanti ( nella mia lista figurerebbero pure Vance e Dick) : però, sinceramente, chi di voi ha mai visto qualcuno, diciamo un 'profano', 'convertirsi' alla fantascienza? A me non è mai capitato...» Da qualche parte bisogna pure incominciare: un altro libro che mi ha dato soddisfazione, in questo senso (conversione di miscredenti) e' stato Io sono leggenda di Matheson (ben prima del film, si intende). Strana sorte quella di Matheson: e' uno degli scrittori di sf di maggior successo di sempre, ha scritto racconti e romanzi notevoli, continuano a ridurre in film le sue storie... e quando c'e' da nominare un autore di fantascienza il suo nome sfugge sempre. ... :)» Da un annetto crca partecipo ad occasionali incontri (uno ogni paia di mesi), con un "gruppo di lettura" nella biblioteca della mia cittadina. Tutta gente che la fantascienza l'ha solo sentita nominare.."Ah si Bradbury, gande il Farenheit 451..", oppure " Ah si Asimov". Niente altro. Acuni hanno accettato di leggere l'Io sono leggenda di Matheson. Non è piaciuto a nessuno e ne hanno parlato malissimo. Dico questo solo per puntualizzare che pensare di identificare de libri per coinvolgere dei profani del genere è impresa improba. O ti va bene (difficile), o il disinteresse per il genere resta. P.S. Comunque non demordo. Un gruppo di lettura "obbliga" socialmente a dei baratti intelettuali. Leggerò qualcosa di quello che mi viene proposto...e di tanto in tanto ributterò lì qualche titolo di fantascienza (non so ancora quale)

» postato da Antha alle 17:13 del 16-06-2012

42 «P.S. Comunque non demordo. Un gruppo di lettura "obbliga" socialmente a dei baratti intelettuali. Leggerò qualcosa di quello che mi viene proposto...e di tanto in tanto ributterò lì qualche titolo di fantascienza (non so ancora quale)» Prova ad inquadrare le preferenze di chi legge, ad esempio se a qualcuno piacciono i racconti di mare ecc. ecc. magari una serie "astronavale" potrebbe essere quella che ci vuole, ecc. ecc. L'unico problema è che il materiale in lingua italiana è relativamente ristretto rispetto a quello che ci trova in inglese o anche in francese o tedesco.

» postato da L.MCH alle 19:27 del 16-06-2012

43 A proposito di quello che si trova all'estero ... :shock: http://www.amazon.com/Ranchers-Station-Publishing-Everlasting-ebook/dp/B006QXC9P4/ref=pd_sim_kstore_1?ie=UTF8&m=A3KSZ402CI2EG1 Romanzi erotico-futuristici orientati al pubblico femminile: praticamente i romanzi della Harmony ambientati nello spazio e con (molto?) più sesso. :lol:

» postato da L.MCH alle 19:42 del 16-06-2012

44 «Prova ad inquadrare le preferenze di chi legge, ad esempio se a qualcuno piacciono i racconti di mare ecc. ecc. magari una serie "astronavale" potrebbe essere quella che ci vuole, ecc. ecc.» Hai colto il punto: ognuno può avere probabilmente un libro "d'entrata" diverso. Conoscendo i gusti di una persona forse puoi riuscirci. O magari no: perché magari, seguendo il tuo esempio, proprio il confronto tra i romanzi di Jack Aubrey o del capitano Hornblower e l'"imitazione" che proponi in chiave fantascientifica può risultare un fattore negativo. A quante persone a cui piacciono queste serie piace anche la serie classifca di Star Trek, che ne è la reinterpretazione in chiave fantascientifica? Sarebbe un dato interessante da scoprire. S*

» postato da S* alle 19:43 del 16-06-2012

45 « Acuni hanno accettato di leggere l'Io sono leggenda di Matheson. Non è piaciuto a nessuno e ne hanno parlato malissimo. Dico questo solo per puntualizzare che pensare di identificare de libri per coinvolgere dei profani del genere è impresa improba. O ti va bene (difficile), o il disinteresse per il genere resta. P.S. Comunque non demordo. Un gruppo di lettura "obbliga" socialmente a dei baratti intelettuali. Leggerò qualcosa di quello che mi viene proposto...e di tanto in tanto ributterò lì qualche titolo di fantascienza (non so ancora quale)» Al che la domanda sorge spontaneoa: ma che gentaglia frequenti? :lol: Battute a parte, hai ovviamente ragione: considerato l' ambiente, ad esempio, forse sarebbe stato meglio spingere alla lettura di Cristalli sognanti di Sturgeon. Pero' la cosa importante e' che chi approccia la fantascienza capisca che e' un genere estremamente eterogeneo e che la lettura di un solo libro non puo' in alcun modo darne identificazione. D'altro canto, pero', se davvero qualcuno pensa di poter identficare i confini di un qualunque genere letterario dopo la lettura di un solo libro... be' mettiamola cosi' non merita di godersi il piacere della lettura deiracconti e romanzi che la fantascienza continua a sfornare.

» postato da Davide Siccardi alle 21:28 del 16-06-2012

46 ««Prova ad inquadrare le preferenze di chi legge, ad esempio se a qualcuno piacciono i racconti di mare ecc. ecc. magari una serie "astronavale" potrebbe essere quella che ci vuole, ecc. ecc.» Hai colto il punto: ognuno può avere probabilmente un libro "d'entrata" diverso. Conoscendo i gusti di una persona forse puoi riuscirci. O magari no: perché magari, seguendo il tuo esempio, proprio il confronto tra i romanzi di Jack Aubrey o del capitano Hornblower e l'"imitazione" che proponi in chiave fantascientifica può risultare un fattore negativo. A quante persone a cui piacciono queste serie piace anche la serie classifca di Star Trek, che ne è la reinterpretazione in chiave fantascientifica? Sarebbe un dato interessante da scoprire.» Star Trek non è "astronavale", è ambientata (principalmente) su astronavi ma se uno vuole roba alla Aubrey o alla Hornblower deve rivolgersi altrove. Tipo The Lost Fleet, Honor Harrington, Repubblic of Cinnabar Navy o Solar Clipper Tales, o anche la serie dei Destroyermen (ucronica ed ambientata su mondi paralleli). Persino la serie "Voyages of the Space Bubble" è più astronavale di Star Trek.

» postato da L.MCH alle 00:18 del 17-06-2012

47 «Star Trek non è "astronavale", è ambientata (principalmente) su astronavi ma se uno vuole roba alla Aubrey o alla Hornblower deve rivolgersi altrove. Tipo The Lost Fleet, Honor Harrington, Repubblic of Cinnabar Navy o Solar Clipper Tales, o anche la serie dei Destroyermen (ucronica ed ambientata su mondi paralleli). Persino la serie "Voyages of the Space Bubble" è più astronavale di Star Trek.» L'idea di Star Trek è dichiaratamente basata sulla figura di Hornblower; se leggi la bibbia iniziale scritta da Roddenberry vedi che Kirk (che allora si chiamava Hunt, mi pare) è descritto come un capitano Hornblower dello spazio. E la dualità con il dottor McCoy è chiaramente ispirata al rapporto tra Aubrey e il dottor Maturin. S*

» postato da S* alle 10:17 del 17-06-2012

48 ««Prova ad inquadrare le preferenze di chi legge, ad esempio se a qualcuno piacciono i racconti di mare ecc. ecc. magari una serie "astronavale" potrebbe essere quella che ci vuole, ecc. ecc.» Hai colto il punto: ognuno può avere probabilmente un libro "d'entrata" diverso. Conoscendo i gusti di una persona forse puoi riuscirci. O magari no: perché magari, seguendo il tuo esempio, proprio il confronto tra i romanzi di Jack Aubrey o del capitano Hornblower e l'"imitazione" che proponi in chiave fantascientifica può risultare un fattore negativo. S*» Certo, le strade possono essere varie. Identificare gli interessi potrebbe essere una. Il caso che avevo citato si è presentato in occasione di una dei primissimi incontri (ad oggi ho partecipato a quattro o cinque). Va detto che a questo gruppo di lettura ho iniziato a partecipare per pura combinazione. Mi trovavo un sabato in biblioteca e mi è stato detto terra terra..."al piano di sopra ci sono persone che si scambiano opinioni eccetera eccetera..lei che legge tanto perchè non si unisce...?". Detto fatto. Esperienza ad oggi interessante ma alla luce di una maggior conoscenza dei presenti, un titolo come Io sono leggenda (peraltro neppure da me particolarmente caldeggiato, ma meramente accennato come romanzo non troppo lungo e non dei soliti noti) non lo riproporrei. Stilisticamente è di fatto poco pregnante per chi sino ad oggi si è mosso prevalentemente tra "classici", saggisti od anche (campo ardito), poeti a vario titolo (di fatto il mio contributo è stato "dirompente" in tale contesto). E proprio il linguaggio scarno (al di là del contesto datato) e l'originalità delle conclusioni, che rendono "leggenda" più amato da chi la fantascienza la coltiva P.S....magari gli rifilo qualche tomo corposo e pesante (..che ne dite di Bear o Benford?), tanto per fargli stare sullo stomaco qualche disgressione fisico/matematica

» postato da Antha alle 16:08 del 17-06-2012

49 « L'idea di Star Trek è dichiaratamente basata sulla figura di Hornblower; se leggi la bibbia iniziale scritta da Roddenberry vedi che Kirk (che allora si chiamava Hunt, mi pare) è descritto come un capitano Hornblower dello spazio. » Solo che il tema dominante era più quello della "nuova frontiera", con un astronave dedita principalmente all'esplorazione e con parecchi temi in comune con i western e le carovane che andavanio verso nuove terre da colonizzare (per gli americani il termine trek evoca il classico viaggio verso nuovi territori su carri trainati da buoi, ecc. ecc.). « E la dualità con il dottor McCoy è chiaramente ispirata al rapporto tra Aubrey e il dottor Maturin. » "Master and Commander" (il primo libro della serie di Aubrey-Maturin) risale al 1970, la serie originale di Star Trek è iniziata nel 1966. McCoy se ci si pensa ha più punti in comune con i dottori del far west, Scott con i macchinisti delle locomotive, Kirk con lo sceriffo e/o con una guida di carovane e Spok ha spesso il ruolo del fidato sidekick indiano ecc. ecc.

» postato da L.MCH alle 21:59 del 17-06-2012

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