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Spazio: 1999 occupa un posto speciale nella memoria di molte persone. Per parecchi spettatori è stata la prima esperienza con il mondo della fantascienza, con le meraviglie e le possibilità delle avventure spaziali. Non a caso quando è comparsa in rete la notizia ufficiale del remake della serie, che verrà intitolata Space 2099, le reazioni sono state almeno caute e poco propense a facili ottimismi.
Per aggiustare un po' il tiro e capire cosa aspettarsi da questa nuova edizione, il sito IO9 ha intervistato Jace Hall, il produttore esecutivo della serie, il quale ci ha tenuto a rassicurare i fan dell'originale: "È sicuramente una sfida significativa. Quando Spazio: 1999 è andato in onda negli anni '70 non c'era nulla del genere in televisione e grazie a un design coraggioso e a una storyline molto complessa, la serie ebbe un profondo impatto sull'immaginario di giovani e meno giovani. Il telefilm andò in onda in un periodo in cui l'umanità guardava alle stelle con entusiasmo, con l'aspirazione di scoprire le meraviglie sconosciute dell'universo".
Hall riconosce e apprezza la dedizione dei fan: "Ci sono emozioni reali legate a quell'esperienza e come tutti sanno, tali emozioni sono uniche e personali per ognuno dei fan della serie. Per cui parte della nostra sfida è comprendere e riconoscere quello che Spazio: 1999 rappresenta per il pubblico affezionato, di cui anche noi siamo parte".
Questo è il motivo per cui l'impegno viene preso seriamente: "L'obiettivo del nostro progetto non è rimpiazzare o alterare Spazio: 1999, niente affatto. Quello che vogliamo fare è esplorare meravigliosamente alcuni degli elementi più provocatori e le nozioni fondamentali che all'epoca colpirono l'immaginario. Vogliamo esplorare la condizione umana attraverso personaggi coinvolgenti che stanno vivendo una situazione epica".
E per quanto riguarda l'aspetto narrativo: "Non vogliamo ri-raccontare la storia specifica del telefilm. Non vogliamo realizzare una versione cupa e realistica del telefilm, come va di moda oggi. Non c'è la necessità di ri-raccontare la storia perché Spazio: 1999 esiste già! Ma, attraverso la nostra storia e la nostra rappresentazione, Space 2099 spera di riaccendere la memoria e i ricordi dei fan, ma soprattutto di richiamare tutti quei fan della fantascienza che amano quel senso di meraviglia, paura e spettacolo che rappresentano l'universo sconosciuto e inesplorato. È molto importante per noi portare in scena qualcosa di nuovo e entusiasmante".
Per quanto riguarda gli aspetti che ci tengono a riportare dalla serie originale: "Il futuro quasi plausibile della storia. In Spazio: 1999 veniva rappresentato un futuro non molto lontano in cui esiste una base lunare operativa e il telefilm rendeva credibile il contesto in cui questo avveniva. Siccome (nel nuovo telefilm) stiamo parlando di poco più di ottant'anni nel futuro, ci saranno molte cose familiari, anche se più evolute rispetto a come le conosciamo oggi. È la proiezione di una evoluzione futura che è sia divertente che provocatoria".
Ma non stiamo parlando solo degli aspetti più evidenti: "Siamo coscienti che questa visione del futuro non può riguardare solo la tecnologia. Multinazionali, governi, problematiche sociali e preoccupazioni giornaliere, verrà tutto preso in considerazione. Sarà interessante vedere le varie estrapolazioni da qui al 2099!".
Per quanto riguarda il tono della serie: "Malgrado molti pensino che Spazio: 1999 avesse un tocco horror che mancava in Star Trek, io non credo che horror fosse il modo migliore per descrivere il tono. Io preferisco il termine reale, perché la realtà può essere molto più spaventosa. Nella realtà, le cose sconosciute creano paura, è una reazione umana. Più elementi sconosciuti ci sono intorno a noi più si genera ansia. E cosa c'è di più sconosciuto di un universo inesplorato senza alcun confine? La vera paura sarà presente in varie forme: da minacce imminenti a spaventose implicazioni cerebrali che i protagonisti dovranno affrontare, perché il tutto fa parte dell'esperienza umana che la storia vuole raccontare".
Hall rimane criptico sui punti più specifici della trama, come la ricomparsa delle Aquile, la mutaforma e soprattutto il punto meno plausibile a livello scientifico della trama, ovvero la luna sparata fuori dall'orbita. "Sono grandi domande ma sfortunatamente per ora sono dettagli che non posso rivelare. Quello che ci tengo a sottolineare è che l'elemento di plausibilità della nostra storia. Vogliamo che il pubblico pensi che ciò che sta vivendo possa teoricamente accadere realmente e che i personaggi si evolvono in maniera logica e sensata. Queste sono le nostre fondamentali linee guida e stiamo facendo i compiti a casa per supportarle adeguatamente."
E mentre rimanda al sito ufficiale (di cui trovate il link nelle Risorse in rete), conlcude dicendo: "Space 2099 rappresenta lo sforzo di raccontare una storia epica ma che trasporta con sé una riflessione profonda sulla condizione umana che tutti potranno trovare interessante, non solo i fan della fantascienza. Non è una storia di gadget tecnologici, astronavi o computer; certo, ci sono, ma sono solo strumenti, noi vogliamo raccontare una storia che esponga le problematiche del diritto umano a sfidare le convenzioni rispetto al nostro posto nell'universo e su cosa stiamo facendo".
A presto con le prossime notizie dallo spazio profondo di Space 2099.
2 Caspita, le considerazioni che fa Hall sono di spessore. Non sembra avere l'intento commerciale di riproporre un sequel sull'onda dell'emozione che provoca nei 40-50enni di oggi, sembra proprio avere a cuore l'obiettivo, sempre difficile, di riproporre una nuova serie che bissi il successo della prima; con un filo conduttore ma scenari diversi, evoluti nel tempo. Credo che Hall sia emotivamente coinvolto da questo impegno, vedo che è della classe 1971, forse si è visto tutte le due serie a partire dai 5 anni. Attendiamo...
» postato da (Walter Bellini) alle 17:37 del 22-02-2012
3 Buoni propositi. Apprezzabili, ma siamo ancora nel generico. Vedremo come si concretizzeranno. Attendo con curiosità.
» postato da psicostorico alle 18:53 del 22-02-2012
4 «Beh, la parola realismo e' quella che piu' (da bambino) aveva caratterizzato Spazio 1999 rispetto a Star Trek (o a Galactica). Le Aquila e la stessa Alpha sembravano costruite dalla Nasa...» Era uno stile diverso ma di realismo (o almeno una sospensione della realtà che suonasse plausibile) se ne vedeva poco. A parte il discorso di come dicevi tu su come faceva a muoversi la Luna (tra un episodio e l'altro praticamente andava a velocità warp e poi regolarmente decelerava vicino a sistemi solari). C'erano le Aquila che erano delle "navette cargo" ottimizzate per voli Terra-Luna e che automagicamente diventano in grado di compiere minimo viaggi interplanetari (come se una Fiat Panda automagicamente diventasse supersonica e con un autonomia di 100000Km tra un pieno e l'altro). Poi come niente fosse spuntano laser da guerra sulle Aquila e la base ha batterie di cannoni laser capaci di colpire bersagli manovranti in orbita alta, ecc. ecc.
» postato da L.MCH alle 20:40 del 22-02-2012
5 ««Beh, la parola realismo e' quella che piu' (da bambino) aveva caratterizzato Spazio 1999 rispetto a Star Trek (o a Galactica). Le Aquila e la stessa Alpha sembravano costruite dalla Nasa...» Era uno stile diverso ma di realismo (o almeno una sospensione della realtà che suonasse plausibile) se ne vedeva poco. A parte il discorso di come dicevi tu su come faceva a muoversi la Luna (tra un episodio e l'altro praticamente andava a velocità warp e poi regolarmente decelerava vicino a sistemi solari). C'erano le Aquila che erano delle "navette cargo" ottimizzate per voli Terra-Luna e che automagicamente diventano in grado di compiere minimo viaggi interplanetari (come se una Fiat Panda automagicamente diventasse supersonica e con un autonomia di 100000Km tra un pieno e l'altro). Poi come niente fosse spuntano laser da guerra sulle Aquila e la base ha batterie di cannoni laser capaci di colpire bersagli manovranti in orbita alta, ecc. ecc.» condivido tutto ma sulle aquila no! erano navette certo, ma probabilmente avevano motori nucleari e vari moduli interscambiali, da usare secondo necessità: c'erano i moduli cargo ma anche i life supporting e i medici. Quindi non c'è da stupirsi del fatto che fossero usate come vere astronavi per recarsi verso il pianeta che di solito era comunque vicino, tant'è che spesso si dava un tempo massimo per poter intraprendere l'esodo della base verso la nuova casa, a causa del carburante necessario per il viaggio.
» postato da Paolocosmico alle 21:13 del 22-02-2012
6 « condivido tutto ma sulle aquila no! erano navette certo, ma probabilmente avevano motori nucleari e vari moduli interscambiali, da usare secondo necessità: c'erano i moduli cargo ma anche i life supporting e i medici. Quindi non c'è da stupirsi del fatto che fossero usate come vere astronavi per recarsi verso il pianeta che di solito era comunque vicino, tant'è che spesso si dava un tempo massimo per poter intraprendere l'esodo della base verso la nuova casa, a causa del carburante necessario per il viaggio.» Le Aquila hanno il problema noto come "sceneggiatore del giorno" che rende poco credibili, basta dare un occhiata a questi due link: http://en.wikipedia.org/wiki/Eagle_Transporter http://www.space1999.net/catacombs/main/cguide/umeagle.html
» postato da L.MCH alle 01:02 del 23-02-2012
7 «« condivido tutto ma sulle aquila no! erano navette certo, ma probabilmente avevano motori nucleari e vari moduli interscambiali, da usare secondo necessità: c'erano i moduli cargo ma anche i life supporting e i medici.
Quindi non c'è da stupirsi del fatto che fossero usate come vere astronavi per recarsi verso il pianeta che di solito era comunque vicino, tant'è che spesso si dava un tempo massimo per poter intraprendere l'esodo della base verso la nuova casa, a causa del carburante necessario per il viaggio.»
Le Aquila hanno il problema noto come "sceneggiatore del giorno" che rende poco credibili, basta dare un occhiata a questi due link:
http://en.wikipedia.org/wiki/Eagle_Transporter
http://www.space1999.net/catacombs/main/cguide/umeagle.html»
Il problema più macroscopico delle Aquile è che in ogni episodio ne distruggevano qualcuna ma non finivano mai
S*
» postato da S* alle 06:48 del 23-02-2012
8 «
Il problema più macroscopico delle Aquile è che in ogni episodio ne distruggevano qualcuna ma non finivano mai
S*»
un po' come gli uomini della sicurezza... quasi a ogni puntata uno o due di loro ci lasciava la pelle eppure i ranghi non si sguarnivano mai!
Da piccolo guardavo il telefilm, sognavo di vivere sulla base lunare, ma la tuta con la manica viola, mai!!! ![]()
» postato da metiu alle 15:05 del 24-02-2012
9 Diciamo pure che il realismo non c'era proprio, ma allora che cosa è che rendeva Spazio 1999 così affascinante? Secondo me è l'atmosfera, il senso se vogliamo anche un po' opprimente e dell'ignoto che riusciva a suscitare. Caratteristiche queste, che si possono riscontrare anche in UFO.
» postato da HkG! alle 23:11 del 24-02-2012
11 ««« condivido tutto ma sulle aquila no! erano navette certo, ma probabilmente avevano motori nucleari e vari moduli interscambiali, da usare secondo necessità: c'erano i moduli cargo ma anche i life supporting e i medici.
Quindi non c'è da stupirsi del fatto che fossero usate come vere astronavi per recarsi verso il pianeta che di solito era comunque vicino, tant'è che spesso si dava un tempo massimo per poter intraprendere l'esodo della base verso la nuova casa, a causa del carburante necessario per il viaggio.»
Le Aquila hanno il problema noto come "sceneggiatore del giorno" che rende poco credibili, basta dare un occhiata a questi due link:
http://en.wikipedia.org/wiki/Eagle_Transporter
http://www.space1999.net/catacombs/main/cguide/umeagle.html»
Il problema più macroscopico delle Aquile è che in ogni episodio ne distruggevano qualcuna ma non finivano mai
S*»
Ricordo che in alcuni episodi si vedevano delle officine, forse oltre a poterle riparare erano anche in grado di costruirle.
overzzzzzz......
» postato da jetscrander alle 11:42 del 18-03-2012
12 Ben venga dai. Questo è uno dei casi in cui una serie di successo merita forse di essere rivista in chiave "più moderna"
» postato da Antha alle 20:41 del 21-03-2012
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1 Beh, la parola realismo e' quella che piu' (da bambino) aveva caratterizzato Spazio 1999 rispetto a Star Trek (o a Galactica). Le Aquila e la stessa Alpha sembravano costruite dalla Nasa... Mi rendo conto che e' difficile da mandare giu' il fatto che la Luna "viaggi" nello spazio e allora forse ben venga il "nuovo" realismo di cui parla Hall...
» postato da Franius alle 10:26 del 22-02-2012