Stay hungry, stay foolish

Steve Jobs è uno degli uomini che ha maggiormente influito sul nostro tempo. Un suo ricordo dal punto di vista di un fantascientifico.

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Siamo nel 2011. Con gli occhi di un appassionato di fantascienza del secolo scorso questo post-2000 può sembrare deludente: non viaggiamo tra le stelle, non abbiamo colonizzato i pianeti, la fame nel mondo c'è ancora e quando guardiamo avanti lo facciamo più con timore che con curiosità. Eppure, abbiamo raggiunto un traguardo che, anche se gli scrittori di fantascienza non l'avevano previsto, è straordinario; forse anche più straordinario della colonizzazione dello spazio.

L'accesso universale alla conoscenza.

Quindi internet, il personal computer, wikipedia, Google, la comunicazione interpersonale e sociale. Tutta una serie di cose che messe assieme stanno cambiando radicalmente il mondo, e lo faranno sempre di più man mano che le persone si abituano a utilizzarle e le rendono sempre più parte della propria vita.

Una rivoluzione che ha avuto innumerevoli protagonisti, ma al cui vero centro, a mio avviso, c'è stato Steve Jobs. Uno studente che non ha concluso gli studi, figlio di un padre proveniente dalla Siria e di una madre americana con sangue pellerossa, adottato e cresciuto da un ferroviere.

Steve Jobs non ha inventato il computer, non ha inventato internet; non ha neppure inventato l'interfaccia grafica, lo smartphone o il tablet. Ma è stata la persona in grado di capire come fare le cose per ricavarne il massimo potenziale, e grazie al quale sono diventate di uso comune e hanno cambiato il mondo.

Jobs è stato l'artefice della diffusione del computer ed è stato anche il primo che ha capito che il suo ciclo era giunto al termine, intuendo che la vera necessità per il mondo del XXI secolo era avere internet, non più solo sulla scrivania, ma sempre a portata di mano.

 

Molti in queste ore lo definiscono un genio, ma credo che la vera dote di Jobs fosse soprattutto la capacità di porsi degli obiettivi e di perseguirli con decisione, senza cedere alle critiche e accettando di rado suggerimenti, senza scendere a compromessi e senza mai mollare. 

I prodotti pensati da Steve Jobs vanno dritti al loro obiettivo. Fanno quello che devono fare e lo fanno nel migliore dei modi, e anche se qualcuno si lamenta che manca questo, che manca quello, che altri sistemi sono più aperti e possono fare anche qualcos'altro, è quello del mercato l'unico giudizio che conta, alla fine. E il mercato dice che ha ragione lui.

Jobs ha indicato delle strade, e le ha indicate con precisione. Poi c'è chi esplora le vie laterali e riempie i buchi delle nicchie; serve anche quello. Immaginare come sarebbe stato il mondo senza Steve Jobs è difficile, ma certamente sarebbe stato meno interessante.

 

Possiamo paragonare Jobs al personaggio di Robert Heinlein D.D. Harriman che aveva l'obiettivo di conquistare la Luna. L'obiettivo di Jobs era creare prodotti il più possibile vicini a un ideale di perfezione che ne includeva tutti gli aspetti, funzione, usabilità, estetica. Venderne tanti, in fondo, era soprattutto la logica conseguenza dell'aver raggiunto questo risultato, che poteva essere perseguito solo con l'avidità di chi non si accontenta mai e con la follia di chi è capace di perseguire il suo sogno a discapito di tutto il resto.

 

Speriamo che nelle prossime generazioni ci sia chi sappia rimanere altrettanto avido e altrettanto folle.

 

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Abbiamo ricevuto comunicazioni dalla SIAE secondo cui ora per pubblicare trailer e video occorrerebbe una licenza della SIAE stessa. Una licenza con costi elevati, restrizioni e in generale del tutto priva di senso per concedere la pubblicazioni di quelli che sono quasi sempre in sostanza filmati pubblicitari.

La richiesta della SIAE a nostro avviso non è sostenuta dalla legge, tuttavia portiamo avanti la nostra protesta per il momento non pubblicando più alcun filmato.

Per saperne di più

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Autore: S* - Data: 6 ottobre 2011

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Commenti

1 Che bell'articolo. Complimenti. S*, hai ragione soprattutto su un punto: Jobs era un miliardario, un imprenditore, un catitalista, se vogliamo, ma aveva uno scopo, una missione e l'ha perseguita fino in fondo. Sapeva andare dritto allo scopo elo spaeva fare bene. Chiunque usi un computer gli deve molto (molto più che a Bill Gates, da questo punto di vista). Giustamente hai citato Heinlein. Posso aggiungere io una citazione? "una modesta proposta per mr Howard Hugues" di Joe Haldeman. Penso che solo con personaggi così il mondo degli affari può portare un contributo al progresso. Che ne psensi?

» postato da Franco Piccinini alle 12:35 del 06-10-2011

2 Racconterò brevemente 3 momenti in cui ho conosciuto Steve Jobs nella mia modesta vita: 1) Era il 1984 (più o meno) e mio padre si mise a comprare in fascicoli "Il mio Computer" un'enciclopedia della DeAgostini, perché aveva deciso che l'informatica era importante, in uno di questi lessi la storia (che non conoscevo) della fondazione della Apple (credo in una rubrica chiamata I Pionieri dell'Informatica, n.d.a): due ragazzi molto intraprendenti, uno un genio dell'eletttronica Steve Wozniak l'altro con grande spirito imprenditoriale Steve Jobs dopo avere costruito in un garage il primo home computer (l'Apple I), fondano una società e decidono di vendere l'oggetto a 666 dollari (numero un po' inquietante) e così facendo diventano milionari; quasi una leggenda... 2) Qualche anno fa comprai un libro che non riguardava l'informatica, non riguardava i computer, ma che riguardava la gestione dei rapporti nel mondo del lavoro (Il metodo antist*****i, n.d.a) in cui Steve Jobs veniva descritto come l'esempio pessimo della categoria, il campione dello squalo per antonomasia da evitare assolutamente, capace di fare la guerra ai suoi amici più cari (vedi WOZ), di fare fallire i concorrenti anche in modo sleale, veniva riportato a riguardo il caso della Osborne (la casa produttrice del primo computer portatile della storia e poi fallita...), a cui remò contro. 3) Ho visto questo discorso "Stay hungry, stay foolish" veramente molto bello... Tra questi momenti ho visto interviste, interventi televisivi, letto articoli a riguardo. Quello che alla fine penso è che Steve Jobs sia stato un campione del nostro tempo, non ha avuto una vita facile nella sua giovinezza e alla fine della sua vita, probabilmente per questo non era una persona facile, ma mentre 100-200 anni fa per costruire il futuro poteva bastare un inventore nel suo laboratorio, ai nostri tempi invece non basta più, serve (serviva) una visione e/o un visionario... e lui sicuramente lo era... R.I.P.

» postato da Micronaut alle 13:52 del 06-10-2011

3 «Steve Jobs veniva descritto come l'esempio pessimo della categoria, il campione dello squalo per antonomasia da evitare assolutamente, capace di fare la guerra ai suoi amici più cari (vedi WOZ), di fare fallire i concorrenti anche in modo sleale, veniva riportato a riguardo il caso della Osborne (la casa produttrice del primo computer portatile della storia e poi fallita...)» Jobs era senza dubbio un capo molto difficile e sfruttava i dipendenti al limite del possibile. Sulla guerra agli amici e sulle manovre per far fallire i concorrenti, per quanto ci possano essere state, non è stato certo un "campione", quasi tutti gli altri grandi manager sono molto peggio di lui. A conti fatti, ne è stato più una vittima. Il fallimento della Osborne però non ha a che fare con la Apple. O meglio, viene citato quando si parla di Apple perché Osborne fallì perché lasciava trapelare troppe informazioni sui modelli futuri col risultato che nessuno comprava quelli in vendita aspettando i successivi; la Apple al contrario tiene tutto segretissimo. Peraltro, il tenere tutto segretissimo fa crescere a dismisura le speculazioni: si è visto martedì, quando tutto il mondo aspettava un fantomatico iPhone 5 di cui nessuno in Apple aveva mai parlato, ed è risultato deludente la presentazione di iPhone 4S, che "si limita" a introdurre una rivoluzionaria interfaccia vocale a un livello di sofisticazione mai visto prima. S*

» postato da S* alle 14:14 del 06-10-2011

4 « Il fallimento della Osborne però non ha a che fare con la Apple. O meglio, viene citato quando si parla di Apple perché Osborne fallì perché lasciava trapelare troppe informazioni sui modelli futuri col risultato che nessuno comprava quelli in vendita aspettando i successivi; la Apple al contrario tiene tutto segretissimo. S*» Ciò è vero, tanto che poi è stato coniato il termine "Osborne effect"... http://en.wikipedia.org/wiki/Osborne_effect nel libro si cita come aneddoto una telefonata aggressiva che Steve Jobs fece ad Adam Osborne (colpevole a detta dell'autore di essere solo un concorrente) in cui gli augurava con improperi di fallire di lì a poco, in capo ad una settimana la ditta fallì (forse SJ vedeva veramente il futuro...). Non so ovviamente come fosse Steve Jobs di persona, non è impensabile che nella sua vita si sia fatto anche molti nemici e detrattori, come d'altra parte comprovato da lui stesso quando racconta che fu licenziato dalla Apple... Mi immagino che comunque fosse molto determinato; io francamente lo ringrazio per questo e così di averci fatto conoscere le sue idee. E lo ringrazio per questo discorso lasciato a noi tutti. :idea:

» postato da Micronaut alle 14:51 del 06-10-2011

5 Per par condicio, vi segnalo che in questo momento su Rai Tre stanno facendo un programma improvvisato, su Steve Jobs, la cui anedottica compensa ampiamente il mio anedoto "negativo", il ricordo che ne stanno facendo a tratti è veramente emozionante... Faccio allora la mia parte e vi ricordo questo bellissimo spot che fa da contrappunto al discorso di Steve Jobs e al tempo, da ragazzino, mi fece veramente sognare, quanto tempo è passato... http://www.youtube.com/watch?v=OYecfV3ubP8

» postato da Micronaut alle 21:46 del 06-10-2011

6 Provo invidia per chi, come lui, trova gli stimoli nel proprio lavoro. Di questi tempi la burocrazia imperversa ovunque: rendiconti, report, adempimenti formali, difficile avere passione per queste cose. E la crisi economica non aiuta certo a rischiare, ma costringe a tenersi stretto il posto, impedendo la ricerca di qualcosa di meglio. E così dobbiamo farci passare la fame, e non possiamo essere folli. Peccato. Ci rimangono le sue invenzioni (sto scrivendo da un MAC :) ) e la fantascienza. Non è poco. Lorenzo Fontana

» postato da giabbo alle 23:21 del 06-10-2011

7 Jobs su Gates:"Gli auguro tutto il bene possibile, davvero. Ma penso che lui e Microsoft abbiano delle vedute un po' ristrette. Sarebbe un ragazzo di vedute più ampie se se si fosse preso qualche acido o fosse andato in un ashram da giovane".

» postato da Kobol77 alle 12:23 del 07-10-2011

8 bell'articolo sigh.... :( (PS per i maccari: http://itunes.apple.com/it/app/icursor/id426388150?mt=12)

» postato da Giobatta65 alle 20:35 del 09-10-2011

9 qualcuno ieri parlava di Jobs come dell''impero del male...qualcun altro diceva che stefano lavori, in Italia, non sarebbe mai diventato Jobs...altri dicono fosse un genio... Mah, che abbiano un po' tutti ragione?

» postato da Tobanis alle 21:59 del 11-10-2011

10 «qualcuno ieri parlava di Jobs come dell''impero del male...qualcun altro diceva che stefano lavori, in Italia, non sarebbe mai diventato Jobs...altri dicono fosse un genio... Mah, che abbiano un po' tutti ragione?» Sì, l'ho sharata anch'io su Facebook quella del Jobs nato a Napoli che ha guai con la Finanza perché deve pagare le tasse e con la Asl perché il garage non è a norma. Come se in USA si potesse non pagare le tasse e non avessero leggi sulla sicurezza sul posto di lavoro (o se queste fossero solo degli handicap che impediscono la libera iniziativa). Francamente, mi sembrano un po' delle magre consolazioni. Non so se Steve Jobs sarebbe riuscito a fondare la Apple se fosse stato a Napoli, ma sono abbastanza sicuro che chi fa discorsi del genere non l'avrebbe fondata neppure se fosse nato nel campus di Stanford. Non è vero né che tutti quelli nati in America fondano la Apple, né che nessuno nato in Italia abbia mai fondato aziende dal nulla. C'è un bel po' di gente che fonda aziende dal nulla in Italia e anche a Napoli e anche che arriva a cavarsela abbastanza bene. S*

» postato da S* alle 23:05 del 11-10-2011

11 sicuramente abitare in USA non fa di nessuno un genio ma e' pur vero che qua, sepolti da cavilli burocratici, c'e' molta meno possibilita' di "combinare" ho avuto proprio oggi questa discussione con un amico che attualmente lavora in USA: se suo figlio (minorenne) decide di ingegniarsi e programmare qualcosa proprio per l'AppStore lo fa', poi il padre paga le tasse (che comunque e' una % fissa del 31% e non e' "a fascia di reddito";) se decide di farlo mio figlio devo: aprire io la p.iva, iscrivermi alla camera di commercio, richiedere l'intrastat, pagare il commercialista anche se fatturo zero, poi mi ritrovo gli anticipi irpef, inps, lo studio di settore (che amo chiamare la minimum tax, che costa un avvocato se messa in discussione) la dichiarazione trimestrale obbligatoria (a pagamento dal commercialista) che commercio con "paradisi fiscali" (apple EU paga dal lussemburgo quindi sei black-listato) e la stessa provoca a random una verifica della GdF a casa (c'e' scritto sulla dichiarazione non me lo invento) l'anno dopo naturalmente mi trovo il cumulo di reddito dipendente + p.iva da commerciante, shifto (magari per 3000 euro) nella fascia successiva di reddito, vengo devastato da qualcosa tipo il 45% di tasse + 27% di INPS, e se quel cazzone decide di fare altro chiudo la p.iva e gli "anticipi" li rivedo dopo 10 anni (forse) morale della storia: suo figlio impara, si ingegna e magari porta a casa qualcosa, il padre e' orgoglioso e risparmia sulla mancetta il mio .... saputo tutto cio', lo mando affa__lo e quello, affranto, passera' il tempo in giro in motorino a cazzeggiare un po' come dire: genio o no, qua la voglia di iniziare te la tolgono, anzi spesso non puoi proprio permettertelo, e se riesci al primo errore rischi di essere rovinato (considerato che Equitalia per un debito di 8000 euro non saldato entro qualche anno e' capace di pignorarvi la casa...) e poi parlano male della scuola che non forma ... :) PS lato "italia" parlo per esperienza :(

» postato da Giobatta65 alle 00:22 del 12-10-2011

12 Sotto una certa cifra non sei tenuto ad aprire la partita iva. Comunque tuo figlio può sempre sviluppare app gratuite, impara lo stesso. Per carità, è evidente che noi abbiamo molta più burocrazia che gli americani, ma tutto è superabile. E comunque oggi è molto più facile e meno costoso di quanto fosse per esempio quando io mi sono messo a lavorare in proprio. Ora in sostanza apri una srl e paghi il 33% di tasse. I costi che andrebbero eliminati sono notaio e commercialista. S*

» postato da S* alle 08:26 del 12-10-2011

13 Ho letto da qualche parte che in Inghilterra un giovane (sotto i 22? 25?) che si inventasse un lavoro non dovrebbe chiedere permessi né pagarci le tasse per i primi due anni di attività. Se poi la cosa funziona si mette in regola, se no chiude. Da noi ci sono agevolazioni per i giovani e le donne, con alcune limitazioni, ma in pochi riescono ad affrontare la burocrazia dei permessi. Sulla non necessità di aprire la partita IVA, non ho capito bene, ma la Nigula sta avendo qualche problema di organizzazione per i lavori che deve fare quest'anno, perché pare che non sia più così semplice...

» postato da l'Anto alle 08:47 del 12-10-2011

14 «Sulla non necessità di aprire la partita IVA, non ho capito bene, ma la Nigula sta avendo qualche problema di organizzazione per i lavori che deve fare quest'anno, perché pare che non sia più così semplice...» Immagino dipenda dal tipo di attività. Se vuoi metterti a sviluppare software non serve nessun permesso. Non è neanche necessaria la partita iva, in quanto è attività creativa e può essere pagata come diritti d'autore. Ma che "in pochi riescono ad affrontare la burocrazia dei permessi" scusa ma mi sembra poco credibile. In Italia ci sono centinaia di migliaia di aziende e di liberi professionisti. Diciamo che come per tutte le cose bisogna impegnarsi e non scoraggiarsi alle prime difficoltà. S*

» postato da S* alle 09:20 del 12-10-2011

15 « Ma che "in pochi riescono ad affrontare la burocrazia dei permessi" scusa ma mi sembra poco credibile. In Italia ci sono centinaia di migliaia di aziende e di liberi professionisti. S*» dicevo per quanto riguarda le agevolazioni per le donne e i ragazzi.

» postato da l'Anto alle 09:48 del 12-10-2011

16 « Francamente, mi sembrano un po' delle magre consolazioni. Non so se Steve Jobs sarebbe riuscito a fondare la Apple se fosse stato a Napoli, ma sono abbastanza sicuro che chi fa discorsi del genere non l'avrebbe fondata neppure se fosse nato nel campus di Stanford. » Potremmo prender spunto dalla storia dell'Olivetti e della P101. « Non è vero né che tutti quelli nati in America fondano la Apple, né che nessuno nato in Italia abbia mai fondato aziende dal nulla. C'è un bel po' di gente che fonda aziende dal nulla in Italia e anche a Napoli e anche che arriva a cavarsela abbastanza bene. S*» Si, ma perdonami. Io ne so qualcosa perché ci sono passato. In America puoi fondare Facebook partendo con 1000 dollari. In Italia ci paghi si e no il commercialista. In America puoi aprire una società con 200 dollari. In Italia solo per aprire una società devi versare un capitale di un ordine di grandezza superiore e iniziare a pagare tasse e balzello (parliamo del notaio?), prima ancora di avere la carta intestata. Negli USA fare l'imprenditore è un'avventura tutto sommato agevole, in Italia è un'avventura da scavezzacollo. Non proprio la stessa cosa, diciamo che sono le condizioni al contorno che sono diverse.

» postato da HappyCactus alle 09:53 del 12-10-2011

17 « Si, ma perdonami. Io ne so qualcosa perché ci sono passato. In America puoi fondare Facebook partendo con 1000 dollari. In Italia ci paghi si e no il commercialista. In America puoi aprire una società con 200 dollari. In Italia solo per aprire una società devi versare un capitale di un ordine di grandezza superiore e iniziare a pagare tasse e balzello (parliamo del notaio?), prima ancora di avere la carta intestata. Negli USA fare l'imprenditore è un'avventura tutto sommato agevole, in Italia è un'avventura da scavezzacollo. Non proprio la stessa cosa, diciamo che sono le condizioni al contorno che sono diverse.» Verissimo, non sostenevo che è la stessa cosa. Sostenevo che non è impossibile e che se uno è convinto e deciso ci riesce. Se la tua convinzione si limita a voler investire 1000 dollari, non credo che tu vada molto lontano. Facebook è stata fondata con 1000 dollari e con migliaia di ore di lavoro. S*

» postato da S* alle 10:30 del 12-10-2011

18 Ci sono in questi gg interessanti trasmissioni su radio 24. L'esempio più eclatante è stato quando Jobs si è recato in banca, a chiedere soldi, portando come garanzia una serie di computer già venduti ma esistenti solo sulla carta. Beh, i soldi gliel'hanno dati. in Italia? Mah, penso che il direttore chiami tutti quelli che conosce, così si fanno tutti una bella risata assieme. Poi, Jobs, è stato buttato fuori dalla Apple. In Italia è inconcepibile, la famiglia che fonda un'azienda la tiene anche di fronte a incapacità totali. Comunque interessante l'intervento di un imprenditore 26enne italiano, che racconta i due di picche che riceve dalle banche, spesso o volentieri, malgrado la sua aziendina vada bene, fatturi bene, dia da mangiare a una ventina di famiglie, ma se chiede un prestito pari al 4% del fatturato, gli fanno casini perchè è "troppo giovane".

» postato da Tobanis alle 12:33 del 12-10-2011

19 Ci pensavo oggi: Steve Jobs è stato proprio l'apoteosi del sogno americano, non era nessuno, né aveva una famiglia che lo potesse sostenere (Bill Gates, ad esempio, aveva alle spalle una famiglia abbastanza benestante), ed è riuscito ad arrivare con le sue idee e tanto lavoro al top, ma non solo, non scordiamoci, è anche caduto ed è riuscito a rialzarsi con maggior successo di prima (pensiamo alla Pixar e al suo ritorno in Apple...). Il guaio è che in Italia non sarà impossibile, ma comunque io faccio veramente fatica a ricordarmi una storia analoga, di una persona che dal nulla è stata capace di una scalata sociale così imponente (anche commisurandola alle possibilità del nostro paese), al momento mi vengono in mente solo un pugno di cantanti e/o soubrette, forse... ma niente nel mondo imprenditoriale/tecnologico. :!: :?:

» postato da Micronaut alle 13:10 del 12-10-2011

20 Se volessimo poi dirla in maniera "fantascientifica": noi viviamo su Tatooine dove al massimo si vedono i Jabba e non si è mai visto Palpatine... :( :roll:

» postato da Micronaut alle 13:55 del 12-10-2011

21 «Sotto una certa cifra non sei tenuto ad aprire la partita iva. » forse dipende dal tipo di attività, si; per l'attività fisica e la danza (che sono cmq inserite in due categorie diverse) non sei tenuto ad aprire partita iva se sei collegato a un'associazione culturale non a scopo di lucro e che sia affine nello statuto all'attività che proponi. in quel caso le quote per gli affitti palestre calano, si ha un paio di agevolazioni per es. pagare la sala a ore invece che a mese, ecc. in tutte le professioni che ho sotto gli occhi, non so per l'informatica, senza p. iva e senza iscrizione (collegamento a un'associazione collegata a sua volta a enti nazionali) puoi più semplicemente pregare che la Finanza non venga mai a cercarti.. :roll: negli scorsi anni le soglie sono state abbassate (in alcuni casi della metà) e per es. ciò che guadagni al di sopra dei 4.500 (o 7.500,00 a secondo della categoria) euri netti l'anno viene tassato del 23%. non conosco direttamente compositori professionali (che vendano musica e testi, intendo dire), ma immagino che anche per loro valga la stessa regola che vale per gli scrittori.

» postato da stef nigula alle 14:25 del 12-10-2011

22 ««Sotto una certa cifra non sei tenuto ad aprire la partita iva. » forse dipende dal tipo di attività, si; per l'attività fisica e la danza (che sono cmq inserite in due categorie diverse) non sei tenuto ad aprire partita iva se sei collegato a un'associazione culturale non a scopo di lucro e che sia affine nello statuto all'attività che proponi. in quel caso le quote per gli affitti palestre calano, si ha un paio di agevolazioni per es. pagare la sala a ore invece che a mese, ecc. in tutte le professioni che ho sotto gli occhi, non so per l'informatica, senza p. iva e senza iscrizione (collegamento a un'associazione collegata a sua volta a enti nazionali) puoi più semplicemente pregare che la Finanza non venga mai a cercarti.. :roll: negli scorsi anni le soglie sono state abbassate (in alcuni casi della metà) e per es. ciò che guadagni al di sopra dei 4.500 (o 7.500,00 a secondo della categoria) euri netti l'anno viene tassato del 23%. non conosco direttamente compositori professionali (che vendano musica e testi, intendo dire), ma immagino che anche per loro valga la stessa regola che vale per gli scrittori.» Adesso non farmi dire cose che non intendevo. Quando ho detto che sotto una certa cifra non è obbligatoria la partita iva mi riferivo all'esempio del ragazzino che scrive un'app per iPhone e guadagna qualche dollaro vendendola su App Store, non certo a professionisti. Se uno lavora e guadagna regolarmente dei soldi, non vedo che problema ci sia ad aprire una partita iva, registrare le fatture e pagare l'iva. Si fa in tutto il mondo, mica solo in Italia. Diventa seccante se non è il tuo vero lavoro e tutto ciò riguarda attività saltuarie. Su quello, va verificato, non me ne intendo. Sulle palestre-associazioni occhio, perché molti sono convinti che tutto ciò sia buono e giusto, ma l'Agenzia delle Entrate la pensa molto diversamente e ha idee un po' diverse su cos'è e cosa dev'essere un'associazione. S*

» postato da S* alle 15:16 del 12-10-2011

23 «Sotto una certa cifra non sei tenuto ad aprire la partita iva. Comunque tuo figlio può sempre sviluppare app gratuite, impara lo stesso. Per carità, è evidente che noi abbiamo molta più burocrazia che gli americani, ma tutto è superabile. E comunque oggi è molto più facile e meno costoso di quanto fosse per esempio quando io mi sono messo a lavorare in proprio. Ora in sostanza apri una srl e paghi il 33% di tasse. I costi che andrebbero eliminati sono notaio e commercialista. S*» S* ... per le App gratuite non ci piove ... ovviamente si era nel discorso app a pagamento, ovvero "come iniziare alla Steve" l'SRL ed il commercialista ... non posso risponderti perche' "basterebbe eliminare 4000 euro di soldi da dargli al bilancio" , beh grazie :) allora ... poi scusa che intendi con "sotto una certa cifra"? Non si puo' mica fare prestazione occasionale col Lussemburgo O_O !!! E poi stai (virtualmente) vendendo al dettaglio, e all'estero: non puoi farlo col codice fiscale, devi essere in regola con camera di commercio, non puoi nemmeno essere in regola come artigiano perche' il codice per la vendita software ti fa' rientrare nei liberi professionisti (= 7% in piu di INPS) ho trovato questa, spero chiarisca (chiarisca il casino che c'e' in italia .... guardatevi le risposte!!!): http://www.devapp.it/wordpress/adempimenti-fiscali-per-sviluppatori-di-applicazioni-mobile-iphone-android-win-mobile-7.html io qua l'unica frase che emetterei e' "STAY ANGRY", e basta :D

» postato da Giobatta65 alle 16:51 del 12-10-2011

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