Immortal ad vitam... con Facebook

Non dovrete appartenere alla stirpe degli Highlander e nemmeno essere un personaggio di un romanzo di sf. Potrete continuare a vivere nelle rete: su Facebook.

Non è un riferimento al film di Enki Bilal del 2004, Immortal ad Vitam, ma al mondo di Internet, dove le nostre memorie potranno sopravviverci. Che cosa succede alla pagina personale di un utente Facebook passato a miglior vita? Max Kelly (membro del team di sviluppatori del popolare social network) racconta sul blog ufficiale del sito quale destino tocca ai profili degli utenti deceduti.

“In pratica,” spiega Kelly, “nel caso in cui gli amministratori del sito ricevano comunicazione del decesso di un membro della community da parte dei suoi amici e/o parenti, il profilo passa alla modalità «in memoria di»”. Di fatto le pagine di amministrazione del profilo segnalato saranno inaccessibili, pur consentendo ai vecchi amici (quelli approvati in vita) di continuare a postare messaggi nella bacheca del caro estinto, per continuare a ricordarlo e a parlare con lui.

 

Chi decide di fare una segnalazione deve fornire informazioni come la data di nascita e l’indirizzo e-mail del deceduto, oltre a una prova dell'avvenuta morte. La comunicazione del decesso si effettua tramite l’apposita procedura Deceased. Tutte le informazioni sensibili vengono quindi rimosse e il profilo in questione viene congelato: non comparirà più tra i risultati delle ricerche e nemmeno tra i suggerimenti che Facebook è solito inviare agli utenti.

 

"Con il passare del tempo, il dolore per la perdita di qualcuno cui hai voluto bene si affievolisce ma non scompare mai" scrive Max Kelly, presentando questo servizio che egli stesso ha ideato dopo la scomparsa di un suo caro amico.

 

Il problema, come sempre in Internet, è quello dei contenuti. Cosa vedranno i nostri posteri? Che immagine tramanderemo? Siamo sicuri che conviene che le nostre chat ci sopravvivano? Insomma, fate ancora più attenzione a cosa mettete in rete, perché sarà per sempre.

Autore: Adriano Muzzi - Data: 3 novembre 2009 - Fonte: blog.facebook.com

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Commenti

1 Nemmeno Dick sarebbe arrivato a pensare una cosa del genere. FB pur di non perdere tutto il materiale degli utenti, anche quelli deceduti, farebbe carte false...tipo la signora che per sette anni ha continuato a riscuotere la pensione della prozia morta. ciao ciao Buk!

» postato da Buckaroo74 alle 07:01 del 03-11-2009

2 Ciao Buck, sì in effetti fa quasi un po' paura. Dick era un genio visionario, ma a tutto c'è un limite... :-)) Adriano

» postato da Muzzi Adriano alle 10:54 del 03-11-2009

3 io non la vedo come una cosa tanto negativa. cioè, personalmente ne farei a meno, ma ho visto esempi anche peggiori di memoriali per defunti.

» postato da Piscu alle 11:46 del 03-11-2009

4 «io non la vedo come una cosa tanto negativa. cioè, personalmente ne farei a meno, ma ho visto esempi anche peggiori di memoriali per defunti.» non la vedo come una cosa negativa, magari come una cosa macabra, sopratutto in merito ai risvolti "economici" che nasconde questa trovata di FB..la possibilità di mantenere attivi gli utenti deceduti rende possibile mantenere attivi i diritti che Fb detiene sui contenuti delle pagine degli utenti. ciao ciao Buk!

» postato da Buckaroo74 alle 13:56 del 03-11-2009

5 Esatto, ma dopo 70 anni dalla morte le opere diventano dominio pubblico, come con la SIAE. Cosa succederà? =)

» postato da (Tommaso Soru) alle 12:37 del 04-11-2009

6 «Esatto, ma dopo 70 anni dalla morte le opere diventano dominio pubblico, come con la SIAE. Cosa succederà? =)» delle mie son sicuro...recycle bin a manetta!!! :-D ciao ciao Buk!

» postato da Buckaroo74 alle 13:44 del 04-11-2009

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