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300 dollari per una telecamera, tre giovani e tante buone idee. Con queste premesse nasce Condition: Human, una mini-serie online di quindici puntate e insieme una lunga riflessione sulla possibilità del digitale.
La trama è presto detta. Siamo nel XXI secolo: Takumi Kenji, geniale e solitario fondatore di una multinazionale hi-tech che reca il suo nome, annuncia al mondo di aver creato i primi robot da compagnia (androidi con spiccate doti di relazione). Si tratta di una svolta epocale: gli androidi si evolvono tanto da rendersi presto indistinguibili dagli esseri umani. La società si trova così di fronte a nuovi e inquietanti interrogativi morali.
L'ideatore, sceneggiatore e regista si chiama Trenton Lepp, creativo canadese di ventotto anni, che evidentemente non è a digiuno di buone letture (Isaac Asimov in primis, poi Philip Dick). Ma al di là dell'intreccio, Condition: Human è un esperimento interessante perché si fa vedere in trasparenza, per così dire: oltre alle puntate, sono disponibili online una serie di clip dedicati alle fasi di pre e post-produzione. Ciò fa capire quanto il progetto sia davvero no-budget, rendendo il risultato tanto più sorprendente, dal momento che emerge — quasi per contrasto — la qualità del prodotto finale. Si badi bene: l'attenzione alla tecnica digitale non è un semplice bonus per i fan più accaniti, ma parte costituente del progetto, tanto che è nato un blog parallelo (binarycrumbs.com).
Ecco nell'ordine: un teaser, un clip sulla produzione e il trailer (la prima e la seconda puntata sono invece su Youtube, Myspace, Facebook, Vimeo...).
Abbiamo ricevuto comunicazioni dalla SIAE secondo cui ora per pubblicare trailer e video occorrerebbe una licenza della SIAE stessa. Una licenza con costi elevati, restrizioni e in generale del tutto priva di senso per concedere la pubblicazioni di quelli che sono quasi sempre in sostanza filmati pubblicitari.
La richiesta della SIAE a nostro avviso non è sostenuta dalla legge, tuttavia portiamo avanti la nostra protesta per il momento non pubblicando più alcun filmato.
Abbiamo ricevuto comunicazioni dalla SIAE secondo cui ora per pubblicare trailer e video occorrerebbe una licenza della SIAE stessa. Una licenza con costi elevati, restrizioni e in generale del tutto priva di senso per concedere la pubblicazioni di quelli che sono quasi sempre in sostanza filmati pubblicitari.
La richiesta della SIAE a nostro avviso non è sostenuta dalla legge, tuttavia portiamo avanti la nostra protesta per il momento non pubblicando più alcun filmato.
Abbiamo ricevuto comunicazioni dalla SIAE secondo cui ora per pubblicare trailer e video occorrerebbe una licenza della SIAE stessa. Una licenza con costi elevati, restrizioni e in generale del tutto priva di senso per concedere la pubblicazioni di quelli che sono quasi sempre in sostanza filmati pubblicitari.
La richiesta della SIAE a nostro avviso non è sostenuta dalla legge, tuttavia portiamo avanti la nostra protesta per il momento non pubblicando più alcun filmato.
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