Per andare audacemente... da nessuna parte

La Fox ha in progetto la produzione di una nuova serie che coniuga commedia e fantascienza. Ben Koldyke nella parte dell'"audace" comandante.

Ben Koldyke in 24.

Ben venga qualsiasi progetto che esuli dall'usurato "moriremo tutti" e meglio ancora se si riscopre il valore salutare di una risata, cosa che negli ultimi anni sembrava diventata un'idea almeno sediziosa.

 

Ma evidentemente, tra una catastrofe e l'altra, qualcuno trova ancora il tempo di cercare nuove strade per la fantascienza, nello specifico il trio Rob McElhenneyCharlie Day e Glenn Howerton, gli autori della sitcom C'è sempre il sole a Philadelphia. La quale ha peraltro una nascita alquanto diversa dal solito: girata con una videocamera digitale dagli stessi autori (che sono anche gli attori), il budget del pilot è stato stimato dagli stessi autori "il costo delle cassette usate per girarlo" e comunque al di sotto dei 200 dollari.

 

I tre hanno venduto alla Fox il soggetto della serie Boldly Go Nowhere, il cui titolo si riferisce alla frase originale che apriva la versione classica di Star Trek, ovvero il notissimo "to boldly go where no man has gone before".

Va specificato  che nella traduzione italiana la parola "boldly" (audacemente) si perdeva, e la frase diventava "fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima".


Tony Hale, il robot.

Volendo tradurre il titolo, in pratica invece di andare "laggiù deve nessuno è mai giunto prima", la nuova serie andrà "audacemente da nessuna parte".

 

Il protagonista sarà Ben Koldyke, che intepreterà il poco onesto comandante di una nave spaziale, il cui equipaggio è composto anche da Tony Hale (visto nella geniale Arrested Development), nel ruolo di un robot che è convinto di essere superiore agli umani.

La serie seguirà le poco serie peripezie di questo sconclusionato equipaggio, con un tono che ricorda non poco la geniale e iconoclasta Guida galattica per autostoppisti.

Come dire: c'è sempre il sole nello spazio.

Autore: Leo Lorusso - Data: 28 ottobre 2008 - Fonte: http://www.scifi.com/scifiwire/index.php?category=1&id=61591

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Commenti

1 notizzimo??? :o

» postato da tzenobite alle 19:31 del 28-10-2008

2 effettivamente ci vorrebbe un po' di vis comica nella fantascienza, ma sono operazioni sempre rischiose (tipo "balle spaziali", l'ho detestato)

» postato da Wintermute alle 19:54 del 28-10-2008

3 Sono curioso davvero!!! Ecco qualcosa che veramente, può forse fare la differenza!!! Può essere probabile che abbiano molto successo, visto che le parodie spesso rendono!! Staremo a vedere!!!!!!

» postato da (Pasquale Z.) alle 21:21 del 28-10-2008

4 Mah! Una cosa è buttare lì una battuta che fa il verso a una serie cult, una cosa è basarci tutta una serie. Insomma, una serie dovrebbe stare in piedi da sé ed avere un titolo suo proprio. Sarò strano ma mi sembra il sintomo di premesse un po' deboline...

» postato da Il_Console alle 22:47 del 28-10-2008

5 L'unico prodotto che ho davvero amato del 'genere' è stato 'Galaxy Quest', anche perché pur nella parodia dimostravano di amare e rispettare immensamente la fantascienza. Oltretutto era un prodotto molto ben recitato, con una storia intrigante ed ottimi effetti speciali. Come Winter ritengo 'Balle spaziali' soltanto un accozzaglia di vaccate, un film di Pierino con molto più budget... Non è facile fare satira... Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 23:27 del 29-10-2008

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