Il sistema riproduttivo sta arrivando?

Previste in un romanzo di John Sladek, pubblicato sul numero 64 di Urania Collezione, le macchine autoreplicanti sono forse meno lontane di quanto pensassimo

Gli inventori mostrano la macchina originaria e una sua replica

Una stampante in 3D non è una novità assoluta, invece dell'inchiostro si usa una plastica che solidifica istantaneamente e costruisce una figura tridimensionale.

La vera innovazione del progetto RepRap (abbreviazione di Replicating Rapid-Prototyper) è la possibilità di replicare la stampante stesssa, la macchina, presentata il 4 giugno al Cheltenam Science Festival, è infatti in grado di costruire quasi tutte le proprie parti.

Il costo per l'hardware non replicabile e la plastica si aggira intorno ai 400 euro, si aggiunga che il software necessario è fornito gratuitamente sotto licenza GNU General Public Licence e sarà facile comprendere il vantaggio rispetto a una stampante 3D convenzionale, dal costo di circa 30.000 euro.

Certo, bisogna trovare un amico che ce l'abbia, e sperare che la macchina non faccia troppo di testa sua, forse non sarebbe male inserire nel software le tre leggi della robotica, ma poi si aprono infinite possibilità di costruirsi oggetti in casa, per dirla con un manager dell'Open Source "E' come avere una Cina sulla vostra scrivania".

Autore: Giampaolo Rai - Data: 14 giugno 2008

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Commenti

1 si ma poi le repliche funzionano o sono solo giocattolini per bambini?

» postato da doralys alle 08:10 del 14-06-2008

2 forse è ancora peggio: è la macchina che usa gli esseri umani per replicarsi, visto che da sé si limita a secernere solo i raccordi di plastica bianca; tutto il resto, barrette d'acciaio, ripiani di legno, elettronica e meccanica, acquisto trasporto e montaggio è compito degli antropoidi. Se poi vogliamo essere onesti, produce degli oggetti che sono delle vere schifezze, poverina: sembra proprio che il suo scopo sia farsi riprodurre. Ci riuscirà?

» postato da CobbAnderson alle 08:48 del 14-06-2008

3 «si ma poi le repliche funzionano o sono solo giocattolini per bambini?» Boh? Comunque è davvero un bel giocattolino, chi me lo regala per Natale? Anacho

» postato da Anacho alle 08:53 del 14-06-2008

4 E' una tecnologia che è stata studiata anni fa per gli astronauti, per potersi replicare componenti di ricambio senza doversi far spedire i pezzi dalla terra (con notevoli costi). Più che plastica io sapevo che utilizzava resine composite. Sono giocattolini che possono costruire forme che con comuni stampi non potresti fare , funziona come se l'oggetto da ricreare venisse sezionato a fette di decimi di millimetro e ricostruito sovrapponendo i vari stati di resina. Un pò come quei puzzle 3d in cui sovrapponi le varie sezioni. Ciao.

» postato da Bora Horza alle 12:33 del 14-06-2008

5 Intanto è un inizio, non importa che i pezzi per ora debbano essere assemblati a mano, la macchina riproduce comunque se stessa, il prossimo passo è l'eliminazione dell'uomo dal processo di replicazione.

» postato da (Marco Grazia) alle 15:12 del 14-06-2008

6 A me non sembra questa grande innovazione... il vero salto ci sarà non quando le macchine saranno in grado di replicarsi fisicamente (in qualsiasi catena di montaggio ci sono macchine che costruiscono altre macchine), ma quando i computer saranno dotati di software che decidono autonomamente di fare una copia di se' stessi, magari applicando migliorie.

» postato da (Davide Quaroni) alle 12:20 del 15-06-2008

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