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Cosa ne pensate dela fantascienza? "Bellissima", 74%. 20% "passabile", trascurabili i voti negativi: un misero 2%. Il 5% "non saprebbe", evidentemente non ha mai letto fantascienza (non saprebbe, infatti, che si perde...)
Questi risultati non sono da un sondaggio sul parere espresso dai lettori di Fantascienza.com — sarebbe scontato — ma da quelli di FantasyMagazine. Certo, molti lettori leggono sia l'uno che l'altro sito così come leggono sia fantasy che fantascienza, è chiaro. Eppure...
"Pessimo" 20%!
Così hanno risposto i lettori di Fantascienza.com al sondaggio speculare bandito sul nostro sito. Ma come: se c'era tanta sovrapposizione ci si sarebbe aspettati una risposta speculare. Può essere che gli appassionati del fantasy apprezzino anche la fantascienza e non viceversa? Certamente è così: lo dimostra il fatto che la fantascienza vende molto più del fantasy. Ops, no aspetta, invece è il contrario!
Ok, sappiamo che qualcuno tra voi sta pensando "ma come, la risposta ce l'avete sotto il naso: la fantascienza è semplicemente molto meglio del fantasy". Mmmmmmm ok, oppure i lettori fantasy sono più gentili di noi... eppure non ci siamo, qualcosa non torna.
I voti sono stati più o meno lo stesso numero per entrambi i sondaggi, circa 400, e possiamo aggiungere che i votanti che hanno votato a entrambi (dal log degli ip usato per evitare i voti ripetuti) sono circa 90, probabilmente meno.
Voi cosa ne pensate?
2 «Personalmente il mio autore preferito di fantascienza è Jack Vance, che opps sicuramente qualche intransigente di quel 20% mi dirà che è dannatamente Fantasy, sarà per questo che ho votato bene a entrambi i sondaggi?
»
Dimmi chi è che sostiene che Jack Vance è fantasy, che gli spezzo le braccine.
S*
» postato da S* alle 08:39 del 11-03-2008
3 «Dimmi chi è che sostiene che Jack Vance è fantasy, che gli spezzo le braccine.»
Per esempio tutti quelli che hanno visto Dungeons & Dragons e sanno che gli incantesimi che si usano lì usano il sistema Vance-iano per la loro memorizzazione e uso? ![]()
» postato da Palin alle 09:02 del 11-03-2008
4 Ora mi faccio picchiare dai cugini
«Chi ama la fantasy ama la fantascienza. Viceversa meno»
Ci sarà un buon motivo ![]()
» postato da Splyn alle 09:03 del 11-03-2008
5 ««Personalmente il mio autore preferito di fantascienza è Jack Vance, che opps sicuramente qualche intransigente di quel 20% mi dirà che è dannatamente Fantasy, sarà per questo che ho votato bene a entrambi i sondaggi?
»
Dimmi chi è che sostiene che Jack Vance è fantasy, che gli spezzo le braccine.
S*»
io
(mi piace rischiare, forse l'ho già detto
)
» postato da ekkeppalle alle 09:17 del 11-03-2008
6 Io continuo a chiedermi sempre un tantino sconcertato quand'è successa questa separazione netta dei lettori, ma sopratutto la separazione netta dei generi nella mente stessa dei lettori. Il che ha portato poi (o prima?) anche alla separazione netta degli autori specializzati nell'uno o nell'altro genere (un'altra cosa che prima non esisteva). Voglio dire che basta prendersi un qualsiasi fascicolo di Urania di 25-30 anni fa e salta subito all'occhio come, per accontentare un po' tutti, la collana proponesse spesso pasticci che mescolavano, a volte con risultati gradevoli, indifferentemente elementi horror, fantasy (o, meglio, fantastici) e fantascientifici. Sono sicuro che un lettore di fantasy che li apprezzasse oggi sosterrebbe che si tratta di fantasy. E un lettore di fantascienza che li apprezzasse oggi sosterrebbe che si tratta di fantascienza. D'altronde la cosa accade palesemente con i giudizi espressi sui, oggi reperibilissimi, volumi del Darkover della Bradley (che a me non piacciono, ma questo è un altro discorso).
» postato da metalupo alle 09:47 del 11-03-2008
7 Non mi stupisce per niente questo risultato del sondaggio perche' e' la stessa impressione che avevo io, seguendo le varie discussioni.
Se esiste un "settarismo", uno "snobismo", o per essere benevoli, una selettivita' di gusti, e' piu' fra i lettori di fs vs. fy che viceversa.
Alcune delle spiegazioni date sono convincenti: differenza di eta' media, conservatorismo dei fantascientisti... ma non sono sufficienti.
Alcuni anni fa, come ricorda Metalupo, era tutto un gran parlare di contaminazioni. Ancora adesso, queste esistono: e allora perche' imporre a tutti i costi questa separazione rigida?
Io stessa sono per natura una che, pur partendo come appassionata e scrittrice di fs, ed essendo approdata piu' tardi al fy, amerei leggere e scrivere soprattutto storie intriganti che attingessero all'immaginario in genere, scientifico o mitico o sociologico ecc.
Se volessi essere maligna, direi che c'e' un po' di invidia perche' il fy vende molto meglio attualmente
;
In ogni caso, le cause sono molteplici e complesse. Di sicuro ce' anche un arroccarsi,un distinguersi degli appassionati di fs che si sentono come minacciati dal dilagare del fy tutto intorno e prendono le distanze cercando di distinguersi a tutti i costi.
Dall'altra parte esiste un (minore, perche' qui non vi sono minacce percepite) pregiudizio di alcuni lettori specie giovani verso la fs ritenuta noiosa.
L'importante, secondo me, sarebbe soprattutto cercare di giustificare le proprie scelte e i propri gusti in base ad argomenti validi e supportati da motivazioni concrete.
Non " la fy e' ripetitiva, solo elfi e nani, trame fotocopia, e poi e' pura evasione, priva di contenuti profondi..."
Oppure " non mi piace la fs per via di tutte quelle spiegazioni scientifiche..."
Per parte mia sono d'accordo con il giudizio espresso da Simak (che mannaggia non riesco a ritrovare) : per me non e' importante il veicolo che scegli, ma il percorso che vuoi fare, e non faccio distinzioni di sottogenere. L'importante e' il risultato, che sia piacevole evasione, che sia studio di trame, caratteri, ipotesi scientifiche o sociali, un bravo scrittore puo' veicolarlo attraverso mondi fantastici o rigorose teorie. A scelta. Per me non bisogna mai dimenticare che stiamo parlando di letteratura. Di intrattenimento, anche.
» postato da dued alle 10:10 del 11-03-2008
8 «Sono sicuro che un lettore di fantasy che li apprezzasse oggi sosterrebbe che si tratta di fantasy. E un lettore di fantascienza che li apprezzasse oggi sosterrebbe che si tratta di fantascienza. D'altronde la cosa accade palesemente con i giudizi espressi sui, oggi reperibilissimi, volumi del Darkover della Bradley (che a me non piacciono, ma questo è un altro discorso). » La Bradley - ma anche la McCaffrey - secondo me sono esempi di un tempo in cui per scrivere fantasy dovevi cammuffarla da fantascienza (anche se il confronto tra società tecnologica e società magica è uno degli aspetti più interessanti del ciclo della Bradley). Sintomatico del cambio dei tempi il fatto che "Naufragio sul pianeta Darkover" sia stato ristampato di recente col titolo "Naufragio sulla terra di Darkover".
» postato da S* alle 10:14 del 11-03-2008
9 «
Dimmi chi è che sostiene che Jack Vance è fantasy, che gli spezzo le braccine.
S*»
io
(mi piace rischiare, forse l'ho già detto
)»
Sarai contattato al più presto da un incaricato della Gilda degli Assassini, se per cortesia vuoi iniziare a pensare a che metodo preferisci...
Certo che Vance a volte si metta abbastanza sul confine, per esempio i suoi premi Hugo hanno un forte profumo fantasy, e ha anche pubblicato opere prettamente fantasy, vedi il ciclo di Lyonesse, ma resta uno scrittore di fantascienza, più che fantasy.
Questo non toglie che leggere le sue opere fantasy sia estremamente piacevole, alla fine il discriminante è se ci si trova davanti a un libro scritto bene o no, meglio un buon fantasy che una cattiva fantascienza.
E' da notare che molti scrittori di fantascienza non hanno affatto disdegnato incursioni nel fantasy, e viceversa, oltre al già citato Vance anche RAH ha "sconfinato", e con ottimi risultati, che dire poi di un Anderson che ha scritto opere splendide in un campo e nell'altro?
Mi sembra che lo snobismo in questo caso sia decisamente fuori luogo.
Anacho
» postato da Anacho alle 10:19 del 11-03-2008
10 Salve a tutte/i!
Sono un "cucino" di FM attirato per la prima volta qui da questo topic. Piacere!
La differenza di giudizio sul Fantasy a me non stupisce più di tanto e per una serie di ragioni.
1 - Siamo in Italia che, traducendo, significa: "Faziosità".
2 - Attualmente vanno di moda i romanzi noir o gialli e il Fantasy, gli editori mostrano resistenza a pubblicare manoscritti di carattere marcatamente SF.
3 - C'è una certa ignoranza, anche entro la cerchia dei tanti patiti di Fantasy, di tutte le possibilità che offre questo grande genere. Di solito quando si dice Fantasy si tende a pensare a Tolkien (in primis), poi vengono i vari film, Hanry Potter e altro, a seguire viene la Troisi e, credo, dopo il solito abusato fantasy da gioco di ruolo.
Eppure non mi aspetto che i patiti di Star Wars o di Dune possano disprezzare tanto il Fantasy, nemmeno chi segue da tempo la Le Guin fantascientifica, che è anche una Grande del Fantasy, idem (con minor statura, imo) per MZ Bradley.
Poi, magari potrei indicarvi autori, di gran pregio e seguitissimi in Anglosassonia, come Gaiman, Pullman, Miéville e - me lo sto studiando in questi giorni - forse anche Erikson... che Non Sono né il solito clone di Tolkien e nemmno robetta gdr-Fantasy. Nemmeno sono roba "infantile" o solo "d'evasione" come si usa pensare per tutto il Fantasy sbagliandosi di grosso.
Poi, forse ci sarebbe da meditare anche s'un altro fatto: autori in Italia conosciuti come Fantasy (CS Friedman o George Martin) hanno scritto o scrivono ancora Fantascienza e chissà quanti altri! ![]()
» postato da un muspeling alle 10:38 del 11-03-2008
11 «La Bradley - ma anche la McCaffrey - secondo me sono esempi di un tempo in cui per scrivere fantasy dovevi cammuffarla da fantascienza »
Giusto!
In effetti è un bel po' che non sento usare l'etichetta "science fantasy". Magari qualcosa di nuovo con queste caratteristiche si pubblica anche, ma la sbattono direttamente in una collana dell'uno o dell'altro genere, e che non se ne parli più. Un altro sintomo della frattura definitiva
«Per me non bisogna mai dimenticare che stiamo parlando di letteratura. Di intrattenimento, anche.»
Mi viene un'altra considerazione eterea. Se chiaccheri con un collega, un conoscente, un amico, che sia un lettore abituale ma non particolarmente assiduo, e gli chiedi cosa legge... ti risponde i soliti nomi mass market. Che sò... Ken Follett, Patricia Cornwell, M. Z. Bradley, Philip Dick, Isaac Asimov e (
) Terry Brooks.
Continuando a conversare vien fuori che costoro si sentono lettori eclettici, perché spaziano fra i generi. Ma il punto che non riescono a cogliere è che stanno leggendo solo cose di genere (e facilmente reperibili... di quelle che vendendosi anche nei supermercati prima o poi ti capitano sotto gli occhi).
Ecco... mi viene da riflettere che la separazione più marcata fra i generi sia un sottoprodotto del fatto che la letteratura di genere ha definitivamente stravinto (almeno nelle tirature) sulla letteratura cosidetta alta.
Non avendo più un nemico esterno da combattere... ![]()
» postato da metalupo alle 10:51 del 11-03-2008
12 OT ON Ciao un muspeling, ci si becca anche qui
p.s ho finito di leggere belgariad di eddings, ti ho postato in WMI
OT OFF
tornando in topic, io resterò del'eterno parere che sono belli entrambi, lo so sono una mente semplice lo so
inoltre concordo con il discorso del punto rossi, credo ci sia una questione generazionale sotto, le nuove leve crescono a pane e fantasy, questo poi magari le spinge a cercare contaminazioni, e poi a leggere anche fantascienza, quoto anche gli altri discorsi fatti, e aggiungerei che, sembreròà una sciocchezza, ma volte è anche una questione di rapporto pagine descrizioni, contenuti ![]()
» postato da stefanoventa alle 11:15 del 11-03-2008
13 Quoto il ragionamento di red angel anche se il sottoscritto segue il trend nonostante i 40 anni suonati . saludos
» postato da jetscrander alle 11:19 del 11-03-2008
14 «
ma volte è anche una questione di rapporto pagine descrizioni, contenuti
»
La tendenza al gigantismo però esiste (ormai) in entrambi i generi. E anche la tendenza a imbastire tri-tetra-penta-ecc-logie. ![]()
» postato da metalupo alle 11:20 del 11-03-2008
15 ««
ma volte è anche una questione di rapporto pagine descrizioni, contenuti
»
La tendenza al gigantismo però esiste (ormai) in entrambi i generi. E anche la tendenza a imbastire tri-tetra-penta-ecc-logie.
»
vero, ma il fantasy è un passo avanti sulla corposità francamente, spesso la scifi da il meglio sulle opere brevi, sui nebula, gli hugo, per un universo incostante che esce ci sono cento libri, magari anche di un ciclo come la bujold, che alla fine sono autoconclusivi
» postato da stefanoventa alle 11:24 del 11-03-2008
16 Salve a tutti!
Le domande che mi faccio sono queste
:
Ma i poteri psichici sono un elemento di fantascienza o di fantasy?
La Forza di Guerre Stellari per esempio è un Potere Magico? E Gandalf e Obi-Wan Kenobi non sono simili?
Le Bene Gesserit sono un tipo di streghe?
Le creature mostruose della Fantasy sono tanto diverse dagli alieni o dalle creature generate dalle mutazioni post-atomiche?
La fantasy nonè tutta medievaleggiante, e la fantascienza non è tutta tecnologia ed astronavi... e personalmente trovo che è proprio quando le cose si mischiano (ed escono dai cliché) che diventano più interessanti...
Avventure simili, in ambienti diversi. Per rendere varie le letture !!!
k:
» postato da Incantatore dalle 9 vite alle 11:59 del 11-03-2008
17 Questione matematica: la FY è al cento percento "fantasia". La FS è (più o meno) 50% fantasia + 50% scienza. Evidentemente chi apprezza la FY apprezza anche la componente fantastica della FS. Allo stesso modo chi apprezza la componente fantastica della FS apprezza la FY. Chi invece ama la FS più per la sua componente scientifica può anche non trovare stimolante la FY che ne è priva. Ovviamente considerando una distribuzione equa degli amanti della SF sull'asse fantasia-scienza probabilmente il 20% che ha votato "pessimo" corrisponde al gruppo più scintifico-estremista.
» postato da (Max Mazzieri) alle 13:08 del 11-03-2008
18 Bella questa teoria matematica! Ma essendo così scientifica credo che gli amanti del fantasy non la condivideranno. S*
» postato da S* alle 14:11 del 11-03-2008
19 In effetti la Fy si basa su un concetto che le cose accadono e si risolvono per un motivo, diciamo "magico", invece la Fs deve avere una logica, le cose non si risolvono con un colpo di bacchetta magica, per dire. Se una porta chiusa si apre magicamente grazie un parola, nella Fs invece si devono illustrare i meccanismi che l fanno aprire, ecc. Forse è questo che il popolo Fs non sempre accetta la Fy.
» postato da Massimiliano Licandro alle 14:31 del 11-03-2008
20 « Di sicuro ce' anche un arroccarsi,un distinguersi degli appassionati di fs che si sentono come minacciati dal dilagare del fy tutto intorno e prendono le distanze cercando di distinguersi a tutti i costi. » non sono molto d'accordo: più che un appassionato di fantascienza, descrivi un tizio che vuole "etichettarsi" come appassionato di fantacienza. Non credo che la maggioranza di quelli che amano la fantascienza (o il fantasy) abbiano bisogno di usare un genere letterario per definire la propria identità.
» postato da Dr. Weir alle 16:05 del 11-03-2008
21 Secondo me le ragioni sono molteplici. Io leggo al 70%fs e al 30% fantasy. Sicuramente c'è di mezzo l'età, che nei lettori di FM ha una media più bassa, e che li porta ad essere più tesi alla scoperta e al provare cose differenti, anche se ho il dubbio che la maggioranza dei "cugini" del fantasy abbiano una conoscenza non molto estesa della fantascienza (ma non lo intendo in senso denigratorio, sia chiaro) e che si limitino ai consueti nomi (Asimov, Dick... o comunque quelli che si trovano normalmente in libreria) o ai più noti spettacoli televisivi e cinematografici. E' più che plausibile che quello che leggono e incontrano gli piaccia. I "fantascientifici" hanno forse già operato più selezione e sono spesso in cerca di cose ancora più specifiche e meno comuni, quindi hanno gusti più selettivi. Che non è un pregio o un difetto, ma una fase. E' anche vero che l'offerta fantasy è maggiore e molto più varia (e se ha successo di pubblico in senso di vendite, diventerà ancora più ampia e varia) e che anche gli argomenti su FM rendono il fantasy un calderone più ampio, che unisce Tolkien a Harry Potter passando da Iron Man, la Troisi e D&D. La fantascienza è un campo più concentrato, in cui magari può piacere o meno un autore, ma non tutto un argomento. Se chiedere "ti piace il fantasy" a uno di fs significa abbracciare tutto l'arco che viene mostrato su FM è plausibile che uno risponda di no. Ad esempio io adoro GRR Martin, ma di HP me ne è bastato uno di libro (con tutto il rispetto per lui che posso avere come introduzione alla lettura), Paolini è scandaloso e tutti i libri di Dragonlance e D&D sono davvero tutti uguali (e lo dico da giocatore).
» postato da Otrebla alle 16:26 del 11-03-2008
22 «« Di sicuro ce' anche un arroccarsi,un distinguersi degli appassionati di fs che si sentono come minacciati dal dilagare del fy tutto intorno e prendono le distanze cercando di distinguersi a tutti i costi. »
non sono molto d'accordo: più che un appassionato di fantascienza, descrivi un tizio che vuole "etichettarsi" come appassionato di fantacienza.
Non credo che la maggioranza di quelli che amano la fantascienza (o il fantasy) abbiano bisogno di usare un genere letterario per definire la propria identità.»
Infatti non mi riferivo alla totalita', ma a una delle possibili spiegazioni per coloro che dicono di non amare il fy.
E comunque mentre scrivevo avevo in mente persone e discussioni ben precise a cui mi era capitato di assistere/partecipare. Dalle cui parole a volte capitava di intuire un pensiero "difensivo" di questo tipo. Specie per alcuni fra gli appassionati, e sono tanti, che sono anche scribacchini.
Insomma, se ho scritto questo e' perche' mi riferivo ad esempi concreti. E diro' di piu', ribadisco che spesso, molto spesso, sempre andando per esempi ed esperienze e non per statistiche, ovviamente, , tra i filo-fy non lettori fs la motivazione addotta e' stata semplicemente: da quello che ho provato a leggere non mi piace e non mi interessa. Mentre spesso, molto spesso, pur se non mancano casi come sopra, tra i filo -fs odiatori del fy ho visto addurre un sacco di motivi elaborati tesi a sminuire il genere cugino.
Del resto, questo confermerebbe semplicemente il piccolo sondaggio da cui e' partita la discussione.
Questo non vuol dire che chi ama un genere e non l'altro sia necessariamente mosso da motivi subdoli o contorti. Esistono anche i semplici gusti. Ma io, per esempio, che non amo le catalogazioni, tutta quella differenza "di principio" fra i due, parlando in termini generici, continuo a non vedercela.
» postato da dued alle 18:12 del 11-03-2008
23 Io ODIO Dune.
» postato da Selene Verri alle 18:49 del 11-03-2008
24 «Io ODIO Dune.» Va be', dai, allora chiudiamo tutto. Sbaracchiamo. Qualcuno vuole un server usato?
» postato da S* alle 19:03 del 11-03-2008
25 ah, che birboni! bella furbata il sondaggio speculare sui due portali! quello su fantasymagazine non l'avevo visto perché non frequento (e forse da questo si intuisce quale sia stata la mia risposta), ma è stata una bella idea. essendo arrivato in ritardo ho trovato le mie opinioni già espresse. credo che ci sia tanto una sorta di "settarismo" della sf, che cerca di mantenere il suo spazio e la sua "dignità" nell'attuale dilagare di fantasy (che poi sia fantasy di più o meno alta qualità, più o meno degno di questo nome è un altro discorso, perché viene comunque passato come fantasy), quanto un semplice problema di gusti. l'esempio matematico di sopra è forse semplicistico, ma rende l'idea: diciamo che il fantasy, in quanto letteratura "fantastica" comprende anche la fantascienza. quest'ultima però ha in più la componente del "what if", quella scintilla di futuribilità (in senso lato, anche quando non ci si riferisce al futuro) che invece può essere assente nel resto. quindi, chi ama la fantascienza proprio per questo suo aspetto "in più", è naturalmente portato ad ignorare il fantasy.
» postato da Piscu alle 19:09 del 11-03-2008
26 « E comunque mentre scrivevo avevo in mente persone e discussioni ben precise a cui mi era capitato di assistere/partecipare. Dalle cui parole a volte capitava di intuire un pensiero "difensivo" di questo tipo. Specie per alcuni fra gli appassionati, e sono tanti, che sono anche scribacchini.
»
può darsi che ci sia una differenza fra gli "scribacchini" e i semplici "lettori" che non hanno bisogno di pensieri "difensivi" ma che semplicemente leggono quello che gli piace... fare il lettore è più facile
« E diro' di piu', ribadisco che spesso, molto spesso, sempre andando per esempi ed esperienze e non per statistiche, ovviamente, , tra i filo-fy non lettori fs la motivazione addotta e' stata semplicemente: da quello che ho provato a leggere non mi piace e non mi interessa. Mentre spesso, molto spesso, pur se non mancano casi come sopra, tra i filo -fs odiatori del fy ho visto addurre un sacco di motivi elaborati tesi a sminuire il genere cugino. »
questo devo dire che mi sorprende un po', ma ti credo sulla parola.
«
Questo non vuol dire che chi ama un genere e non l'altro sia necessariamente mosso da motivi subdoli o contorti. Esistono anche i semplici gusti. Ma io, per esempio, che non amo le catalogazioni, tutta quella differenza "di principio" fra i due, parlando in termini generici, continuo a non vedercela.»
Penso che sia dai semplici gusti che bisogna partire. Anzi, direi che pirma di tutto vengono i semplici gusti. Ognuno di noi ha delle preferenze, e non credo che siano spiegabili. Altro è giudicare della qualità di un libro o di un film o di una serie televisiva con parametri più o meno tecnici.
» postato da Dr. Weir alle 19:29 del 11-03-2008
27 «da quello che ho provato a leggere non mi piace e non mi interessa. Mentre spesso, molto spesso, pur se non mancano casi come sopra, tra i filo -fs odiatori del fy ho visto addurre un sacco di motivi elaborati tesi a sminuire il genere cugino. »
Ma no, dai, questo lo dicono anche gli appassionati di sf.
Con la differenza che hanno ragione, perché effettivamente la fantasy è tutta uguale!!
S*
» postato da S* alle 19:53 del 11-03-2008
28 «Con la differenza che hanno ragione, perché effettivamente la fantasy è tutta uguale!!
S*»
ahahah l'ha detto il capo! se l'ha detto il capo, posso dirlo anch'io! ![]()
» postato da Dr. Weir alle 19:56 del 11-03-2008
29 Fantasy tutta uguale... questa poi...
Erikson, Miéville e Martin, che sono recenti, si assomigliano?
Questi con la Rowling hanno qualcosa in comune?
Costoro con Gaiman o un Pullman c'azzecano qualche ché?
E loro con Tolkien?
Tolkien con Peake o Eddison?
Prima di fare affermazioni, si è letto qualcosa di più dell'immediatamente evidente?
Potreste concederci, per favore, che ci sono autori più in evidenza, ma non per questo più rappresentativi, e opere che potreste non avere conosciuto e che, a conoscerle, magari il giudiziio vi usicrebbe diverso? ![]()
» postato da un muspeling alle 23:31 del 11-03-2008
30 «Fantasy tutta uguale... questa poi...
Erikson, Miéville e Martin, che sono recenti, si assomigliano?
Questi con la Rowling hanno qualcosa in comune?
Costoro con Gaiman o un Pullman c'azzecano qualche ché?
E loro con Tolkien?
Tolkien con Peake o Eddison?
Prima di fare affermazioni, si è letto qualcosa di più dell'immediatamente evidente?
Potreste concederci, per favore, che ci sono autori più in evidenza, ma non per questo più rappresentativi, e opere che potreste non avere conosciuto e che, a conoscerle, magari il giudiziio vi usicrebbe diverso?
»
eheheh le mie provocazioni antifantasy colpiscono sempre.
Comunque, Martin è diverso perché è uno scrittore di fantascienza che scrive fantasy per far soldi. Gaiman non è uno scrittore fantasy, al più è uno scrittore fantastico, non facciamo confusione di generi. Melville scrive science fantasy, non fantasy. Per forza poi la fantasy risulta varia, se ci mettiamo dentro la fantascienza.
Tolkien, Marvyn Peake e ER Eddison appartengono alla fantasy alta, non alla fantasy popolare attuale, capisco che vengano inseriti nel novero del fantasy ma meritano ovviamente discorsi a parte. Così come a parte va trattata la Rowling per ovvie ragioni.
Tutti testi che penso che vadano letti, e in effetti ne ho letti gran parte. Ci aggiungerei anche Oz.
Il termine fantasy è poco definito e può racchiudere molto, ma resta innegabile che c'è un'enorme "motherlode" di romanzi di genere tolkieniano/dungeons-and-dragonsiano che vantano davvero poche variazioni.
S*
» postato da S* alle 09:12 del 12-03-2008
31 qual è la differenza tra fantasy e fantastico? credevo fosse l'equivalente di sci-fi e fantascienza ![]()
» postato da Andrea Pagani alle 09:49 del 12-03-2008
32 Ah beh, allora bisogna mettersi d'accordo su come circoscrivere il fenomeno Fantasy.
Su quanto sia scarsa la produzione di cloni di Tolkien e l'infinita pletora del TSR-Fantasy (ma oramai c'è anche il GamesWorkshop-Fantasy, rabbrividite!
) possiamo concordare.
Che Martin sia quanto tu dici, bah... io ho letto i suoi primi dieci racconti SF (magari li avrei letti tutti e 35 non fosse per quella cosaccia della ImMondadori!
) e come autore di SF sembra dagli esordi discretamente puntato a tematiche Fantasy. Il rapporto tradizione/modernità, realtà/fantastico (o sogno) è presentissimo. Lo definirei piuttosto persona che può saltare agevolmente da un genere a un altro senza farsi grossi problemi.
Tolkien, Peake, Eddison e compagnia bella, si possono chiarmarli anche "carciofi" per me, ma sarebbero comunque carciofi Fantasy, anzi Il Fantasy per come dovrebbe essere!
Miéville autore di SF... guarda, ritorniamo al problema di Martin di prima. la New Crobuzon sua mischia steampunk alla magia, esistente e funzionante, ha un modo di vedere le cose decisamente antiumanista e quindi cyberPunk (se mi passate il termine), eppure non è solo quello!
Aggiungerei, fra gli autori di buon pregio per il Fantasy, anche King, con la sua eptalogia "La Torre Nera". Ho già avuto modo di constatare che alcuni non considerano questa una saga Fantasy, ma gli posso concedere semmai che vi siano Anche altri elementi, ma l'impianto dei suoi mondi, della saga tutta è basato molto sulla simbologia Eliottiana che, ragazzi miei, con la SF proprio non ha nulla a che fare...
Infine, io citavo Erikson, che scrive gdr-Fantasy, ma essendo un antropologo/archeologo ha fatto un gdrFantasy coi Fiocchi e che rivaluta l'intero sottogenere (almeno, ne rivela potenzialità in precedenza tarpate dalle esigenze puramente commerciali) ![]()
» postato da un muspeling alle 09:52 del 12-03-2008
33 «qual è la differenza tra fantasy e fantastico? credevo fosse l'equivalente di sci-fi e fantascienza
»
Non saprei fare classificazioni precise, ma possono andare per autori.
Al genere "Fantatsico" ascriverei Borgès, Sepùlveda, Ende e i nostri Buzzati (che ha scritto anche SF però) e Calvino.
Non so se è chiaro, ma io la so così ![]()
» postato da un muspeling alle 09:53 del 12-03-2008
34 «qual è la differenza tra fantasy e fantastico? credevo fosse l'equivalente di sci-fi e fantascienza
»
In generale per fantasy si intende letteratura ambientata in mondi fantastici dove l'aspetto fantastico si riconduce agli archetipi del mito o della fiaba (quindi magia, draghi, cavalieri, creature come elfi eccetera).
Il genere fantastico è un supercontenitore che contiene tutti i generi "non mimetici" o se vuoi non realistici, quindi inclusi fantascienza, fantasy e horror.
Si parla di fantastico anche per esclusione quando un'opera è fantastica ma non è facilmente riconducibile a uno dei tre generi di cui sopra; per esempio le storie con qualche elemento soprannaturale ma non abbastanza paurose da essere horror; American Gods e la gran parte delle cose di Gaiman, o molta della produzione di Bradbury, o di Borges e così via.
In inglese c'è molta più confusione tra i generi, per esempio non di rado si parla d science fiction includendoci dentro anche il fantasy, più che altro perché il fantasy popolare è nato come ramo della fantascienza. E il termine fantasy - che in definitiva significa "fantasia" - può avere ovviamente una connotazione molto più ampia, analoga al nostro fantastico.
Tutti i generi comunque hanno ampie zone di sovrapposizione e larghi confini. Fantasy e fantascienza hanno un'ampia sovrapposizione nella cosiddetta science fantasy, nata proprio a causa del fatto che il fantasy è nato sulle riviste di fantascienza e quindi richiedeva una giustificazione scientifica. Possiamo mettere nel science fantasy le prime cose di Jack Vance (il ciclo del sole morente), romanzi come La via della gloria di Heinlein, i cicli di Darkover della Bradley e dei draghi della McCaffrey, e il ciclo di New Crobuzon di Miéville.
S*
» postato da S* alle 10:10 del 12-03-2008
35 «
Per forza poi la fantasy risulta varia, se ci mettiamo dentro la fantascienza.»
E sono d'accordo. Ma quanta fantascienza va scorporata dall'etichetta?
"L'Uomo Disintegrato" di Bester (meraviglioso!) è fantascienza"? La telepatia che io sappia non ha il minimo riscontro scientifico.
Mi trovano più convinto le obiezioni sullo "stile" di approcciarsi al fantastico. Certo fantasy fa affidamento sulla mole, sul fatto di far perdere il lettore dentro il mondo. Fino a che lui non si chiederà più quale importanza ha ciò che legge, non avrà più l'ansia di arrivare al dunque. Tutto gli sembrerà significativo.
E' un approccio sentimentale o se vogliamo sensoriale. In questo senso è sicuramente altra cosa rispetto a quello (teoricamente) razionale, o raziocinante, o quantomeno razionalmente consequenziale, della SF.
(ed ecco che secondo questa chiave di lettura Vance è fantasy!)
Anche a me ammazzano certe lunghezze, certe divagazioni esasperanti, del fantasy. Però... se devo essere rigoroso a questo punto direi che posso continuare a pensare come la pensavo a 17 anni (la fantascienza è solo quella di Austoding/Analog
).
«
Il termine fantasy è poco definito»
Sul significato di fantascienza invece si sono messi d'accordo tutti da tempo
«
ma resta innegabile che c'è un'enorme "motherlode" di romanzi di genere tolkieniano/dungeons-and-dragonsiano che vantano davvero poche variazioni.»
A me piace un botto la space-opera! ![]()
» postato da metalupo alle 10:55 del 12-03-2008
36 «E sono d'accordo. Ma quanta fantascienza va scorporata dall'etichetta?
"L'Uomo Disintegrato" di Bester (meraviglioso!) è fantascienza"? La telepatia che io sappia non ha il minimo riscontro scientifico.
»
Neanche i viaggi a velocità superiore a quella della luce. Non è mica una condizione obbligatoria. La telepatia è un argomento classico della fantascienza; al di là di ciò, dipende da come lo si usa.
«Mi trovano più convinto le obiezioni sullo "stile" di approcciarsi al fantastico. Certo fantasy fa affidamento sulla mole, sul fatto di far perdere il lettore dentro il mondo. Fino a che lui non si chiederà più quale importanza ha ciò che legge, non avrà più l'ansia di arrivare al dunque. Tutto gli sembrerà significativo. »
La sospensione dell'incredulità è un presupposto di tutta la letteratura fantastica, non solo del fantasy. E ci sono abbondanti esempi di saghe di fantascienza che rispondono a questa descrizione, da Dune a Vance, da Smith a Banks.
«E' un approccio sentimentale o se vogliamo sensoriale. In questo senso è sicuramente altra cosa rispetto a quello (teoricamente) razionale, o raziocinante, o quantomeno razionalmente consequenziale, della SF.
(ed ecco che secondo questa chiave di lettura Vance è fantasy!)»
ed ecco perché ti spacco le braccine
No, questa è una visione da appassionato di fantasy che vede la fantascienza solo per le caratteristiche che la differenziano dalla fantasy, ma non ha una visione complessiva e storica del genere.
Non dico che sia il tuo caso - mi sembri abbastanza ferrato - forse, frequenti solo cattive compagnie che ti hanno traviato.
«A me piace un botto la space-opera!
»
Ma la space opera sarà un 10% della fantascienza, non l'80%.
Forse alla fine è proprio più una questione di numeri e di percentuali.
S*
» postato da S* alle 12:02 del 12-03-2008
37 « Ma la space opera sarà un 10% della fantascienza, non l'80%. Forse alla fine è proprio più una questione di numeri e di percentuali. S*» discorsi, numeri, percentuali, generi, sottogeneri, commistioni.... alla fine è solo una questione di gusti personali
» postato da ekkeppalle alle 12:47 del 12-03-2008
38 «
La sospensione dell'incredulità è un presupposto di tutta la letteratura fantastica, non solo del fantasy. E ci sono abbondanti esempi di saghe di fantascienza che rispondono a questa descrizione, da Dune a Vance, da Smith a Banks.
»
Come ho fatto notare più sopra. Ma m'han risposto che in fantascienza "mole" e "saghe" sono eccezione e non regola. E che essendo la SF una roba fatta di idee, essa si riesce a esprimere meravigliosamente anche su distanze cortissime (poi spesso leggo che quelli che scrivono queste cose, sacrosante, odiano le antologie!
).
«
ma non ha una visione complessiva e storica del genere.
»
Un minimo di visione storica ce l'ho, come dici... ma quello che vorrei essere spiegato meglio è cosa significa 'sta frase. So bene che Vance pubblicava molto sulle riviste peggiori (e peggio paganti) degli anni '50. Il sottobosco degli editori o riviste che provavano a lanciarsi in coda alle varie Austoding (o era già Analog, all'epoca?), Galaxy, If, ecc. Riviste che puntavano più sull'avventura, l'esotismo, il sensazionalismo.
Cioè, non ho capito se la frase di sopra implica che stai dicendo che "Vance è sf perché comunque pubblicato su una rivista di sf" (in un'epoca in cui non esistevano riviste di fantasy - e "fantasy" non esisteva neanche come etichetta).
Perché a questo punto stiamo discutendo del vuoto. A me convince molto la definizione apparentemente "vuota" di fantascienza data (credo di ricordare) da P. J. Farmer secondo cui "è fantascienza se pubblicata sotto questo nome". Di fronte alla difficoltà di creare una definizione di fantascienza che sia omnicomprensiva, e di fronte alla difficoltà di tenere conto delle "scorie" ascientifiche accumulate nel tempo dalla fantascienza (telepatia, FTL, Time Machines), credo sia l'unica possibile. Anche se inutile!
Ma se parliamo di mercato... di una definizione che si limita a fotografare il mercato... allora (1) Fantasy esiste ed è tutt'altro che mal definito (2) Le cose "fantascientifiche" del passato che oggi qualche lettore avvertisse come "fantasy" SONO fantasy!
«
No, questa è una visione da appassionato di fantasy»
In realtà sto là sopra perchè segretamente innamorato di Franco Clun. Ma tieniti il segreto
«
Ma la space opera sarà un 10% della fantascienza, non l'80%.
»
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHRRGHHH!
Basta, ci rinuncio!
«
Forse alla fine è proprio più una questione di numeri e di percentuali.
»
Sì. Specie per le pagine, più che per il contenuto. M'accorgo che dalla SF voglio cose brevi (ma se lo sono troppo mi restano curiosità insoddisfatte) e dalla fantasy cose più lunghe (ma se lo sono troppo mi rompo terribilmente). Eternamente indoddisfatto.
Fornite un servizio di aiuto psichiatrico ai lettori sul delosstore?
![]()
» postato da metalupo alle 13:00 del 12-03-2008
39 Eddai, su, S*
in certi momenti mi finisci nel discorso: quello che piace a me, e potrebbe essere considerato fantasy, trovo da etichettarlo diversamente cosi' sono a posto.
Quella parte della fs, che non gode delle caratteristiche tipiche della definizione (what if, immaginario scientifico, rigore delle ipotesi ecc. ) , dico che e' minoritaria o non conta.
Le contaminazioni appartengono comunque a una corrente o a un periodo o che so io.
Il fantasy tipico e' solo quello ripetitivo/tolkeniano
Eccetera.
Non e' piu' semplice dire e dirci, fuori dai denti, che nell'ottica del successo del fy attuale, da HP ad altri libri per bambini/adolescenti, alle saghe interminabili, agli echi dei film tratti dal LOTR, gli scaffali sono invasi anche da robaccia ed e' difficile distinguere quello che invece ha un qualche valore intrinseco, non dico letterario, ma di dignita' e autonomia?
Che pure esiste, eh.
E non possiamo dire e dirci che chi di per se' non e' particolarmente interessato a eroi e creature fantastiche e saghe ripetitive, insomma, che non ama certi aspetti del genere, e' portato ad avere un rifiuto diciamo, attivo?
Cioe', non solo non leggo niente, ma ne parlo pure malissimo?
"Ho sempre avuto la sensazione che se esiste una cosa chiamata mainstream, la fantascienza debba rientrarvi anche solo marginalmente, dato che chiunque ne scrive o prova a scriverne lo fa dentro i parametri di una tradizione letteraria che si è evoluta, sviluppata e modificata attraverso gli anni. E lo sforzo di 'disassociare' il fantasy (che è un termine pressoché indefinibile) dalla science fiction (che forse lo è altrettanto) equivale alle intricate discussioni su quanti angeli possono ballare sulla testa di uno spillo. Io non penso che dovremmo tentare di separare i due generi, e soprattutto penso che lo scrittore dovrebbe ignorare qualunque artificiale linea di separazione fra essi. Le storie migliori, secondo me, sono semplicemente delle fantasie, anche quando sono basate su estrapolazioni scientifiche o su concetti tecnologici spinti all'estremo, o su qualcos'altro ancora."
Clifford Simak, 1969
(Finalmente l'ho trovato. Dicono che poi ha cambiato un po' idea. Forse perche' allora tirava piu' la fs del fy. Ma insomma...)
» postato da dued alle 13:35 del 12-03-2008
40 ««
Ma la space opera sarà un 10% della fantascienza, non l'80%.
Forse alla fine è proprio più una questione di numeri e di percentuali.
S*»
discorsi, numeri, percentuali, generi, sottogeneri, commistioni....
alla fine è solo una questione di gusti personali»
mi piace ekke, semplice semplice, io non non saprei mai scegliere tra l'una o l'altra, leggo quello che mi piace ![]()
» postato da stefanoventa alle 14:05 del 12-03-2008
41 «««
Ma la space opera sarà un 10% della fantascienza, non l'80%.
Forse alla fine è proprio più una questione di numeri e di percentuali.
S*»
discorsi, numeri, percentuali, generi, sottogeneri, commistioni....
alla fine è solo una questione di gusti personali»
mi piace ekke, semplice semplice, io non non saprei mai scegliere tra l'una o l'altra, leggo quello che mi piace
»
...anch'io...anche se...anche se ultimamente ho una propensione sempre maggiore per la fantascienza. Fatico a trovare un libro fantasy che mi soddisfi appieno. Il problema di un mercato fantasy così dilatato è che reperire le due o tre cose valide in mezzo al miliardo di spazzatura si sta rivelando sempre più difficile...e la spazzatura cresce a livello esponenziale perchè la richiesta di mercato aumenta...
Mieville l'ho adorato, Moorcock mi piace, Tolkien lo apprezzo abbastanza ma ci sono pochi altri che salverei dal macero... ![]()
» postato da Zakalwe alle 14:16 del 12-03-2008
42 «««
Ma la space opera sarà un 10% della fantascienza, non l'80%.
Forse alla fine è proprio più una questione di numeri e di percentuali.
S*»
discorsi, numeri, percentuali, generi, sottogeneri, commistioni....
alla fine è solo una questione di gusti personali»
mi piace ekke, semplice semplice, io non non saprei mai scegliere tra l'una o l'altra, leggo quello che mi piace
»
ahhhhh finalmente! mi associo!
solo che a me il fantasy non piace, che ci posso fare? E non saprei dare delle motivazioni diverse dai gusti personali. Ogni volta che incappo in un libro fantasy non riesco ad andare più in là delle dieci pagine.
Contrariamente sarei sul forum fantasy. ![]()
» postato da Dr. Weir alle 15:11 del 12-03-2008
43 ««««
Ma la space opera sarà un 10% della fantascienza, non l'80%.
Forse alla fine è proprio più una questione di numeri e di percentuali.
S*»
discorsi, numeri, percentuali, generi, sottogeneri, commistioni....
alla fine è solo una questione di gusti personali»
mi piace ekke, semplice semplice, io non non saprei mai scegliere tra l'una o l'altra, leggo quello che mi piace
»
ahhhhh finalmente! mi associo!
solo che a me il fantasy non piace, che ci posso fare? E non saprei dare delle motivazioni diverse dai gusti personali. Ogni volta che incappo in un libro fantasy non riesco ad andare più in là delle dieci pagine.
Contrariamente sarei sul forum fantasy.
»
Fables però lo leggi e ti piace... ![]()
» postato da Zakalwe alle 15:13 del 12-03-2008
44 «
Fables però lo leggi e ti piace...
»
Fables non è un libro...
(in effetti è la prima volta in anni e anni che mi capita)
» postato da Dr. Weir alle 15:16 del 12-03-2008
45 «discorsi, numeri, percentuali, generi, sottogeneri, commistioni.... alla fine è solo una questione di gusti personali» Certo. A qualcuno possono piacere più i film di Christian De Sica che quelli di Stanley Kubrick, liberissimo. Quando però ci si trova a dover scrivere una critica cinematografica e a dover dare dei consigli, bisogna avere una base un po' più consistente su cui parlare. E probabilmente alla gran parte della gente a cui interessa il cinema dei gusti del tipo a cui piace più Christian De Sica che Stanley Kubrick non gliene importa nulla. S*
» postato da S* alle 16:04 del 12-03-2008
46 ««discorsi, numeri, percentuali, generi, sottogeneri, commistioni.... alla fine è solo una questione di gusti personali» Certo. A qualcuno possono piacere più i film di Christian De Sica che quelli di Stanley Kubrick, liberissimo. Quando però ci si trova a dover scrivere una critica cinematografica e a dover dare dei consigli, bisogna avere una base un po' più consistente su cui parlare. E probabilmente alla gran parte della gente a cui interessa il cinema dei gusti del tipo a cui piace più Christian De Sica che Stanley Kubrick non gliene importa nulla. S*» ma io non devo scrivere una critica cinematografica e non tengo neanche una casa editrice per cui devo fare un'analisi di mercato, e così la quasi totalità degli appassionati. e soprattutto non mi interessa convincere nessuno che la fantasy è "meglio" della fantascienza (o viceversa) o che un certo libro appartiene a un genere piuttosto che a un altro, al massimo (se mi va) esprimo un'opinione
» postato da ekkeppalle alle 16:27 del 12-03-2008
47 Bradbury ha dichiarato d'aver sempre scritto fantasy, e sempre uno scrittore di fantascienza dichiarava che il 90% di quanto veniva pubblicato era spazzatura (Ninety percent of everything is crud - Theodore Sturgeon).
Non faceva, credo, una distinzione di generi.
Curioso che la distinzione la si voglia a tutti costi fare noi, che da sempre ci lamentiamo di essere ghettizzati. Sugli striscioni scriviamo: la FY (o la FS) è peggio!
Rabbrividisco e penso che a volte gli steccati ce li meritiamo.
p.s. Vance scrive anche fantasy. Silvio, ci vediamo all'alba all'abbazia di Chiaravalle ![]()
» postato da franz alle 17:20 del 12-03-2008
48 «
Tolkien, Marvyn Peake e ER Eddison appartengono alla fantasy alta, non alla fantasy popolare attuale, capisco che vengano inseriti nel novero del fantasy ma meritano ovviamente discorsi a parte. S*»
Sei fantastico!
La tua definizione di fantasy è chiarissima: la parte di letteratura fantastica che fa schifo (soprattutto paragonata alla fantascienza).
Gaiman scrive fantasy, altroché, così come molti altri autori che hai citato. In compenso Dick non scrive fantascienza (e ha scritto anche un racconto fantasy) ![]()
» postato da franz alle 17:32 del 12-03-2008
49 Che dire? Io ho comiciato con la fantascienza, praticamente ho imparato a leggere sugli Urania. Poi mi sono concentrata sul fantasy, ma leggo tutt'ora entrambi i generi. Schifezze nel fantasy? Oh sì, e tante. Ma ci sono degli autori relativamente "nuovi" che, da soli, riabilitano tutta la categoria. La fantascienza attualmente è in ombra rispetto al fantasy? Probabilmente perchè non siamo più invogliati a sognare il futuro. E questa è una cosa triste. Mièville è Steamfantasy, volendo per forza dare una definizione. Cris
» postato da Kinzica alle 17:38 del 12-03-2008
50 Siamo proprio bravi, noi italiani, a dividerci e ad azzannarci fra di noi, anche quando non ce n'è bisogno!
Discriminati si sentono: patiti di Fantasy, Fantascienza, Horror, fumetto Jap (animé, Manga e quant'altro), i tassisti, i parrucchieri e chissà quanti altri!
Così il patito di fantascienza italiano, non rendendosene conto, finisce prigioniero di un assetto trecentesco della nostra società e cultura...
Altro che sognare il futuro! ![]()
» postato da un muspeling alle 18:00 del 12-03-2008
51 --- OT --- non trovando un topic di presentazione o similare lo chiedo qui: ma il "muspeling" è un'unità di misura? --- OT ---
» postato da Piscu alle 09:16 del 13-03-2008
52 «Bradbury ha dichiarato d'aver sempre scritto fantasy, e sempre uno scrittore di fantascienza dichiarava che il 90% di quanto veniva pubblicato era spazzatura (Ninety percent of everything is crud - Theodore Sturgeon).
Non faceva, credo, una distinzione di generi.»
Vero.
Bradbury quando dice di scrivere fantasy lo intende nel senso americano di fantastico, vedi post precedente sui differenti ambiti linguistici.
«Curioso che la distinzione la si voglia a tutti costi fare noi, che da sempre ci lamentiamo di essere ghettizzati. Sugli striscioni scriviamo: la FY (o la FS) è peggio!»
Certo, è la guerra tra poveri per spartirsi l'ultimo tozzo di pane
«p.s. Vance scrive anche fantasy. Silvio, ci vediamo all'alba all'abbazia di Chiaravalle
»
No, questa frase mi sta bene: Vance ha scritto la trilogia di Lyonesse, e anche buona parte del ciclo del sole morente è quasi del tutto fantasy.
Ben diverso è dire che quello che scrive Vance "di solito" è fantasy.
S*
» postato da S* alle 09:23 del 13-03-2008
53 «--- OT ---
non trovando un topic di presentazione o similare lo chiedo qui: ma il "muspeling" è un'unità di misura?
--- OT ---»
OT - Scusatemi
ops: ma a noi tipi fiammeggianti capita che sfugga qualcosa di tanto in tanto!
Anyway, ho provveduto!
Fine OT
» postato da un muspeling alle 11:29 del 13-03-2008
54 « Fatico a trovare un libro fantasy che mi soddisfi appieno.» C'è la Bussola d'Oro. E mi sembra che siano buoni i Guardiani, fanta-horror, vero?
» postato da l'Anto alle 13:16 del 13-03-2008
56 «http://www.fantasymagazine.it/libri/5498/ questo?» non ti fidare della recensione da come è scritta pare che prenda un tot a copia venduta
» postato da ekkeppalle alle 14:00 del 13-03-2008
57 ««http://www.fantasymagazine.it/libri/5498/ questo?» non ti fidare della recensione da come è scritta pare che prenda un tot a copia venduta» Io avevo visto il film...ed era abbastanza orribile...non in senso horror... Per tornare a bomba...bè...con l'andar del tempo apprezzo molto trame e personaggi ben congegnati...non necessariamente complesse semplicemente ben fatte... Il tipico romanzo fantasy è un romanzo di formazione o di ricerca...con pochissime sorprese lungo il cammino e personaggi solitamente un pò sfigatelli che si trasformano in eroi strafichissimi perchè predestinati...mmmmmm...non mi basta più...
» postato da Zakalwe alle 14:07 del 13-03-2008
58 «««http://www.fantasymagazine.it/libri/5498/ questo?» non ti fidare della recensione da come è scritta pare che prenda un tot a copia venduta» Io avevo visto il film...ed era abbastanza orribile...non in senso horror... Per tornare a bomba...bè...con l'andar del tempo apprezzo molto trame e personaggi ben congegnati...non necessariamente complesse semplicemente ben fatte... Il tipico romanzo fantasy è un romanzo di formazione o di ricerca...con pochissime sorprese lungo il cammino e personaggi solitamente un pò sfigatelli che si trasformano in eroi strafichissimi perchè predestinati...mmmmmm...non mi basta più...» prova..... hmmmmm si la novik http://www.fanucci.it/scheda.asp?i=88-347-1244-3 oppure gemmell - il ciclo delle sipstrassi
» postato da ekkeppalle alle 14:10 del 13-03-2008
59 «««http://www.fantasymagazine.it/libri/5498/ questo?» non ti fidare della recensione da come è scritta pare che prenda un tot a copia venduta» Io avevo visto il film...ed era abbastanza orribile...non in senso horror... Per tornare a bomba...bè...con l'andar del tempo apprezzo molto trame e personaggi ben congegnati...non necessariamente complesse semplicemente ben fatte... Il tipico romanzo fantasy è un romanzo di formazione o di ricerca...con pochissime sorprese lungo il cammino e personaggi solitamente un pò sfigatelli che si trasformano in eroi strafichissimi perchè predestinati...mmmmmm...non mi basta più...» e naturalmente pratchett
» postato da ekkeppalle alle 14:11 del 13-03-2008
60 o ancora il brooks del ciclo di landover (negli oscar che sono anche in sconto in questo periodo)
» postato da ekkeppalle alle 14:12 del 13-03-2008
61 Pratchett e Gemmell li ho letti quasi tutti...il primo mi fa scompisciare mentre l'ultimo lo trovo un rimedio rilassante alla depressione...
La novik mai letta ma da quanto vedo nella sinossi oggi la piglio e fra due giorni, se scrive accettabilmente, ti so dire com'è...
» postato da Zakalwe alle 14:14 del 13-03-2008
62 ...ehm...capo...facciamo un sondaggio sui fumetti per vedere se apprezzano di più i fumetti quelli che leggono fantascienza o fantasy?
![]()
» postato da Zakalwe alle 14:15 del 13-03-2008
63 « non ti fidare della recensione da come è scritta pare che prenda un tot a copia venduta» Di solito non mi arrabbio quasi mai, ma alcuni messaggi hanno il potere di infrangere la regola che mi sono autoimposto. Hai tutti i diritti di dire che la recensione non ti è piaciuta e che non condividi il contenuto, ma mi spieghi cosa significa 'pare che prenda un tot a copia venduta'? (sto facendo sforzi enormi per moderarmi)
» postato da franz alle 14:16 del 13-03-2008
64 «« non ti fidare della recensione da come è scritta pare che prenda un tot a copia venduta» Di solito non mi arrabbio quasi mai, ma alcuni messaggi hanno il potere di infrangere la regola che mi sono autoimposto. Hai tutti i diritti di dire che la recensione non ti è piaciuta e che non condividi il contenuto, ma mi spieghi cosa significa 'pare che prenda un tot a copia venduta'? (sto facendo sforzi enormi per moderarmi)» intanto se ti arrabbi sono problemi tuoi e non miei se leggi la recensione non è altro che un insieme di toni iperbolici che neanche tolstoj
» postato da ekkeppalle alle 14:18 del 13-03-2008
65 « se leggi la recensione non è altro che un insieme di toni iperbolici che neanche tolstoj» Che quindi presuppongono il fatto che il recensore sia stato pagato (e non che creda effettivamente nella qualità dell'opera). Acuto!
» postato da franz alle 14:29 del 13-03-2008
66 «« se leggi la recensione non è altro che un insieme di toni iperbolici che neanche tolstoj» Che quindi presuppongono il fatto che il recensore sia stato pagato (e non che creda effettivamente nella qualità dell'opera). Acuto!» se leggessi avresti notato che ho usato la parola "pare" sinonimo di "sembrare" che presuppone un'apparenza
» postato da ekkeppalle alle 14:44 del 13-03-2008
67 «Pratchett e Gemmell li ho letti quasi tutti...il primo mi fa scompisciare mentre l'ultimo lo trovo un rimedio rilassante alla depressione...
La novik mai letta ma da quanto vedo nella sinossi oggi la piglio e fra due giorni, se scrive accettabilmente, ti so dire com'è...»
il primo è gradevole, l'ho anche trovato originale per certi versi
il secondo già un po' stantio
» postato da ekkeppalle alle 14:52 del 13-03-2008
68 Bella questa discussione. Adesso vi posto un intervento scritto da Gregory Benford, che è il mio scrittore di fantascienza preferito dopo Arthur Clarke. Fatemi sapere cosa ne pensate... George Martin's mammoth fantasy novel sits atop the bestseller lists, so it's time to ask: WHAT DOES THE RISE OF FANTASY MEAN? Four out of the last five Hugo awards were won by fantasy. Yet it's the award of the World Science Fiction Convention, named for Hugo Gernsback, who edited the first science fiction magazine. Fantasy has very, very cleverly managed to capture the apparatus erected by science fiction fandom and pro-dom, and fantasy writers now dominate the Science Fiction Writers of America. They've taken over the Hugo awards—which I thus usually don't attend. A Harry Potter novel won a few years back and I walked out. I think this move to fantasy has led to a core lessening of what I value in the larger genre, with a lot less real thinking going on about the future. Instead, people choose to be horrified by it, or to run away from it into medieval fantasy. The American culture that once read Heinlein and went the moon now puts George Martin (a very good writer, who started in sf) on the bestseller lists, and goes nowhere. I see all of this as a retreat from the present, or rather, from the implications of the future. I don't think it's an accident that fantasy novels dominate a market that once was plainly that of Heinlein, Clarke, Asimov, and Phil Dick. I think it's to the detriment of the total society, because science fiction, for decades really, has been the canary in the mineshaft for the advanced nations, to tell us what to worry about up ahead. Phil Dick was a genius at this. He could see the implications of the technologies, and what they would lead to, and people's responses to them. But now, most of the readership is running away from these problems, perhaps terrified by them. So instead, while reading doorstop sagas they can pretend that they're really wielding swords in defense of the king, or something—a retreat that horrified people like Isaac Asimov. He saw this as just an old intellectual cowardice. But of course, people do it for emotional reasons. They like to pretend that they're really the princes from another land. But they're really corporate serfs. In some ways, the watershed event was the first Star Wars movie—a fantasy plot with a technosizzle backdrop. That genre, so-called, is bigger than all of conventional science fiction now. To me, this is a progressive failure of the advanced societies. Both in Europe and the US that fantasy outsells science fiction by at least a factor of ten, if not twenty or thirty. It's a bad signature for the West, that the very idea behind Western civilization, that we could master the universe and create a better society. But who can create a better society when you spend your free time thinking about really big problems like dragons? Of course, part of this is that these are people who never worked on a farm. They have no idea what life was like even a few centuries ago—almost entirely grunt labor. So they think lords and kings are swell, romantic. Growing up in southern Alabama, I cut cane and sacked potatoes and worked on fishing boats—and quickly realized that the best jobs were indoors. I determined that I wasn't going to do an ordinary manual-laborer job, because I found it boring, plus other detriments. My grandfather died in his forties of lockjaw, for example. Sf suffers from a literary establishment that thinks naïve realism is the only "serious" approach—what I call the Culturally Correct. In this, mainstream critics are unconsciously echoing the Socialist Realiam bromides of the 1930s. These critics are mostly middlebrow literary types, they don't seem to realize this is the Stalinist position. Magic Realiam, Dada—fine—but not the Dreaded Genres, heaven help us. It's just another, older way of not facing the future. So I think we should be seriously worried about where the West is going. We can distract ourselves with our fantasy novels, our buzz and sass—but not the Chinese and the Indians and the Japanese... I think we're seeing now the first surges of the next major stage in the development of all humanity. The West has reached a very high level, and these benefits are spreading. Advanced technophilic cultures are developing elsewhere, becoming major players on the stage. In Europe they are terrified of the competition of the Chinese and Indian markets, but that's just the beginning. Next will come the domination of their fresh Asian takes on technologies. The advanced physical, biological and even social technologies will spring from those societies. It's not crazy to think that a hundred years from now, Europe will be a complete backwater, a place that is essentially seen as a living museum, and the hot, big, where-it's-happening cities in the world will be Lahore or Delhi, Bangkok, Singapore, and just possibly maybe Perth, or even Darwin. So I've decided to write no more sf novels for a while, concentrating instead on nonfiction essays. I'm writing reflections on our time and science with Michael Rose, instead. It seems better than writing fiction, somehow, in the gathering dark of our time.
» postato da Slan alle 15:50 del 13-03-2008
69 «Bella questa discussione. Adesso vi posto un intervento scritto da Gregory Benford, che è il mio scrittore di fantascienza preferito dopo Arthur Clarke. Fatemi sapere cosa ne pensate...» Penso che c'entri poco con una eventuale diatriba frontale fra fantasy e fantascienza. Perchè sostanzialmente spiega il successo della fantasy solo in chiave di pura evasione. Stessa accusa mossa fino a pochi anni fa (con qualche ragione, con riguardo alla produzione media) alla fantascienza. In linea di massima Benford dice cose molto più interessanti sul resto. Il confronto occidente-oriente. La SF "hard" ormai incapace di conciliare un giusto equilibrio fra immaginazione e verosimiglianza, eccetto che nel caso di un numero molto ristretto di autori. Ma non è colpa degli scrittori. Sono i problemi tecnologici e filosofici (e contraccolpi sociali) che richiedono un maggior grado di preparazione, sforzi e tempi maggiori di lavorazione e alla fin fine lasciano meno spazio (per loro stessa natura) all'immaginazione. Mi avventuro in un discorso più speculativo. Un esperimento mentale mio: Nell' "era spaziale" potevi immaginare di uscire fuori dalla Terra, e a quel punto ti si apriva tutto un universo di possibilità immaginative, sia serie che più avventurose. Nell'era "infotech", "biotech" e "nanotech" puoi immaginare di tutto. Eppure... è come questa immaginazione fosse più vincolata (un po' è anche "colpa" - fra virgolette - di lettori più smaliziati e esigenti, che non si accontentano più delle ingenuità del passato). Queste tecnologie più radicali e rivoluzionarie di un semplice "razzo", trasformerebbero (e trasformano) qualunque cosa in qualunque cosa. A voler essere rigorosi, quindi, finisci per vedere ben poche possibilità "realistiche" che non siano la semplice distruzione dell'umanità o la creazione di "cose" prive di una appeal su cui installare un sense of wonder "scientifico"... perchè queste cose, per caratteristiche esteriori risultanti, sarebbero indistinguibili da un prodotto ottenuto per magia! Prova ne sia che il Cyberpunk ha esaurito la sua stagione, e la sua lezione è oggi stata ripresa e assimilata in contesti più vasti in cui il cyberpunk continua ma con caretteristiche meno immediatamente identificabili. Prova ne sia che uno scrittore acuto e audace come Sawyer si rifiuti di scrivere un romanzo a base di nanotecnologia perchè essa è tanto stravolgente da bloccargli l'immaginazione. Prova ne sia che i primi prodotti "biotech", al pari dei razzi dell'era spaziale, sono ormai nella nostra vita quotidiana e hanno perso anche loro parte del loro appeal più immediato. E' un peccato che Benford non voglia scrivere più SF. Secondo me potrebbe scriverne ancora proprio sui temi da lui stesso sollevati. Dice che non vede la possibilità di speculare "per un mondo migliore". Invece un po' di spazio per la "social sf" io ce lo vedo eccome. Ma forse non è il suo genere.
» postato da metalupo alle 11:45 del 14-03-2008
70 Mi piace l'analisi che hai fatto perchè è molto lucida. Però io penso che sia ancora possibile far scaturire il sense of wonder dalla vecchia cara fantascienza, anche nella sua versione hard o space operistica, si pensi ad esempio al ciclo di Uplift di David Brin, o ai romanzi di Charles Sheffield, o addirittura a Ian Banks. Anzi, io penso che il senso del meraviglioso del fantasy sia molto più artefatto rispetto a quello che la grandiosità di un affresco galattico possa suscitare. So che molti non condivideranno questo mio modo di vedere, ma sono cresciuto con i romanzi di Arthur Clarke e il fantasy, per quanto gradevole e avvincente, non mi farà mai provare quelle profonde emozioni che invece un certo tipo di fantascienza rende possibili. Ovviamente questo è solo il mio punto di vista...
» postato da Slan alle 14:27 del 14-03-2008
71 «Mi piace l'analisi che hai fatto perchè è molto lucida.»
Grazie
«
Però io penso che sia ancora possibile far scaturire il sense of wonder dalla vecchia cara fantascienza, anche nella sua versione hard o space operistica»
Anche io. Ma è un fatto che anche le cose che citi siano ormai prodotti dei primi o al massimo tardi anni 80 (e strascichi). Oggi mi pare ci sia fra gli autori ancora più pudore di allora a lasciarsi andare. Purtroppo ![]()
» postato da metalupo alle 15:24 del 14-03-2008
72 ««Mi piace l'analisi che hai fatto perchè è molto lucida.»
Grazie
«
Però io penso che sia ancora possibile far scaturire il sense of wonder dalla vecchia cara fantascienza, anche nella sua versione hard o space operistica»
Anche io. Ma è un fatto che anche le cose che citi siano ormai prodotti dei primi o al massimo tardi anni 80 (e strascichi). Oggi mi pare ci sia fra gli autori ancora più pudore di allora a lasciarsi andare. Purtroppo
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Reynolds, Hamilton, Stross, Wright, Stephenson...basta cercarli...sono autori che invece di esser limitati dai confini proposti dall'attuale comprensione tecnologica riescono a farne un trampolino di lancio...
» postato da Zakalwe alle 15:46 del 14-03-2008
73 « Reynolds, Hamilton, Stross, Wright, Stephenson...basta cercarli...sono autori che invece di esser limitati dai confini proposti dall'attuale comprensione tecnologica riescono a farne un trampolino di lancio...» Yes... impressione sbagliata allora. E che la metà di questi non l'ho letta. Escludo dai non letti Stross (che digerisco male) e Hamilton (grandioso ma prolisso). Il post-Cyberpunk Stephenson (non letto) però mi sembra (impressione a naso e per sentito dire) già più vecchiotto, in parte già digerito. Forse sta vivendo una seconda stagione felice grazie all'avvento di Second Life.
» postato da metalupo alle 16:10 del 14-03-2008
74 Il problema però è anche il mercato italiano, nel senso che non tutto quello che esce negli Usa, in Gran Bretagna, ma anche in Francia, esce poi qui da noi, purtroppo...
» postato da Slan alle 16:25 del 14-03-2008
75 ««
Il post-Cyberpunk Stephenson (non letto) però mi sembra (impressione a naso e per sentito dire) già più vecchiotto, in parte già digerito. Forse sta vivendo una seconda stagione felice grazie all'avvento di Second Life.»
Adesso Stephenson sta scrivendo romanzi di fantascienza ambientati nel '600...
In quanto a Wright si è dato ad una saga fantasy...
«Il problema però è anche il mercato italiano, nel senso che non tutto quello che esce negli Usa, in Gran Bretagna, ma anche in Francia, esce poi qui da noi, purtroppo...»
Vero...però almeno, per chi legge inglese, adesso è molto più semplice procurarsi la "merce"...
» postato da Zakalwe alle 16:48 del 14-03-2008
76 Infatti gli altri due romanzi della trilogia marziana di Kim Stanley Robinson me li sono comprati in inglese su amazon...
» postato da Slan alle 17:23 del 14-03-2008
77 ««http://www.fantasymagazine.it/libri/5498/ questo?» non ti fidare della recensione da come è scritta pare che prenda un tot a copia venduta» Questoi genere di commenti non mi piacciono proprio per niente. Dì che ti fa schifo e che non sei d'accordo, ma evita di accusare chi scrive facendosi un culo così gratis per darti un servizio di prendere soldi per scrivere cose che non pensa, grazie. S*
» postato da S* alle 22:39 del 14-03-2008
78 Ho scritto una recensione su I Guardiani del Crepuscolo, pubblicata su FM. E posso assicurare che non arrivano bustarelle dalla casa editrice o dalla Delos. Sarebbe ora di farla finita con la storia che, se uno elogia un romanzo lo fa per interesse personale, se lo stronca è un figlio di buona donna invidioso del successo altrui. Cris
» postato da Kinzica alle 17:54 del 17-03-2008
79 «
chi scrive facendosi un culo così gratis
S*»
Ah, ma allora non eri in ritardo con i pagamenti.
Anacho
» postato da Anacho alle 15:53 del 18-03-2008
80 Abbastanza regolare che il sondaggio abbia portato questi risultati. Il pubblico medio che legge fantasy pensa che la fantascienza sia "una specie di fantasy solo che ci sono le pistole a razzi al posto delle bacchette magiche". Una persona che abbia affrontato il tema della fantascienza, invece, oltre a sapere bene che non è così , è regolare che s'incazzi a sentire questa definizione. Non è finita: il fantasy è diventato un genere "di mercato" , sempre più propenso ad accontentare il lettore con delle figure immediate e delle realtà stabili e immutabili. Se cercando di descrivere il fantasy dico: " X ha ragione e Y ha torto marcio ma detiene il potere, la storia si dipana in diverse avventure pseudopersonali o battaglie finchè X vince" ho descritto veramente il 90% delle avventure fantasy ( perlomeno di quelle moderne ). Mi sembra regolare che chi apprezza un genere con connotati un tantino più profondi, trovi limitante questa definizione, soprattutto se (like me) s'è rotto i coglioni di vedere scaffalate di roba come Il mondo Emerso e Eragon, che c'hanno l'intensità e la passionalità d'un detersivo per piatti sciolto in 4 catini d'acqua.
» postato da Joshi Spawnbrood alle 16:22 del 18-03-2008
81 «««http://www.fantasymagazine.it/libri/5498/ questo?» non ti fidare della recensione da come è scritta pare che prenda un tot a copia venduta» Questoi genere di commenti non mi piacciono proprio per niente. Dì che ti fa schifo e che non sei d'accordo, ma evita di accusare chi scrive facendosi un culo così gratis per darti un servizio di prendere soldi per scrivere cose che non pensa, grazie. S*» ancora..... questa non è un'accusa è un modo di esprimere un commento, forse antipatico ma è tutto tranne un'accusa (per chi vuole capire)
» postato da ekkeppalle alle 16:39 del 18-03-2008
82 «ancora..... questa non è un'accusa è un modo di esprimere un commento, forse antipatico ma è tutto tranne un'accusa (per chi vuole capire)» le cose scritte sui forum possono essere lette da chiunque, anche da chi non ti conosce e da chi non ha letto i messaggi precedenti. Per questo genere di affermazioni non c'è spazio per l'interpretazione: non vanno fatte e basta. S*
» postato da S* alle 16:46 del 18-03-2008
Puoi continuare la discussione sul forum
1 Sono convinto si tratti di una questione puramente anagrafica. non ho statistiche o indirizzi ip da consultare ma avendo il negozio queste cose le vedo e le tocco con mano (e forse forse è anche meglio!). quello che ho notato è che sicuramente tra i lettori di Fantascienza e quelli Fantasy c'è una differenza di almeno 15 anni di media. si sa che con l'età si diventa tutti un pò più conservatori e decisamente meno aperti specie nei confronti dei nuovi fenomeni, ma nel caso dei lettori di fantascienza abituati a decenni di ghetto , sottocultura settaria e bla bla bla l'effetto intransigenza e chiusura è duplice rispetto la norma (anzi nel caso di questo sondaggio e' quadruplice!) . Questa chiusura avviene in special modo nel campo letterario dove l'età media del lettore scifi e' alta, molto meno in campo cinematografico, ancor meno in quello dei serial tv dove l'età si abbassa vertiginosamente. Personalmente il mio autore preferito di fantascienza è Jack Vance, che opps sicuramente qualche intransigente di quel 20% mi dirà che è dannatamente Fantasy, sarà per questo che ho votato bene a entrambi i sondaggi?
» postato da Angelo.Rossi alle 00:17 del 11-03-2008