Fantascienza.pod 14: speciale Cyberpunk!


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Tardis
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MessaggioInviato: Mar 14 Nov, 2006 08:23    Oggetto:   

cateye10 ha scritto:
Avalon invece non ce la faccio ad inserirlo nel filone...

Perchè?

Mondo in un futuro prossimo, degradato ed ipertecnologico, realta virtuali , ..

Tardis
Da pari a pari chino il capo in saluto.
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Tardis
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MessaggioInviato: Mar 14 Nov, 2006 08:45    Oggetto:   

Faramir ha scritto:
Benvenuto!

Grazie! Smile
Faramir ha scritto:
Tardis ha scritto:
Avete parlato di film, di libri, di anime ma non di telefilm ...

Ehi, avevo appena parlato di un telefilm! Wink

Io mi riferivo al podcast, mi è sembrato strano non sentirlo citare visto che i riferimenti 'visivi' per il cyberpunk 'classico' sono Blade Runner e Max Headroom (anche perchè in quegli anni erano praticamente le uniche 'opere' cyberpunk, almeno nella fantascienza a larga diffusione).

Decoder, film tedesco del 1984, ad esempio era un gioiello ma in quanto a diffusione ... Wink

Faramir ha scritto:
Comunque rilancio con Harsh Realm, terzo e meno fortunato serial di Chris Carter, ambientato in una realtà virtuale!
Tratti in comune con Lost a bizzeffe, peraltro...

Ti sapro dire appena avro visto il pilot che mi devono passare. Il possibile paragone con Lost .mi intriga anche se dopo la 3x05 di Lost credo proprio che stiano per spostare la storia sull'esoterico ... vedremo a febbraio Smile

Ciao by Tardis
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cateye10
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MessaggioInviato: Mar 14 Nov, 2006 09:12    Oggetto:   

Tardis ha scritto:
cateye10 ha scritto:
Avalon invece non ce la faccio ad inserirlo nel filone...

Perchè?

Mondo in un futuro prossimo, degradato ed ipertecnologico, realta virtuali , ..

Tardis


non so come mai ma l'ho sempre associato più al filone fantasy( forse per la struttura GDR) che non fantascientifico puro....certo gli elementi che tu elenchi rimandano al cyberpunk, ma alla fine il nesso non ce la faccio a stringerlo completamente con il genere...anche perchè sono viziato da immagini diverse della cultura cyberpunk...dove la realtà virtuale è un elemnto non il fulcro...ma naturalmente è solo la mia visione interna!

Ciauzzzzzzzzzzzzzzzz
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MessaggioInviato: Mar 14 Nov, 2006 10:31    Oggetto:   

Tardis ha scritto:
Il possibile paragone con Lost mi intriga anche se dopo la 3x05 di Lost credo proprio che stiano per spostare la storia sull'esoterico ... vedremo a febbraio Smile

Io sostengo la teoria del videogioco - o più in generale della realtà virtuale - perché gli autori di Lost continuano a sostenere che ciò che vediamo è reale ed avrà una soluzione razionale. Orbene, l'unica spiegazione razionale a tutto quello che abbiamo visto è che ci si trovi in qualche simulazione informatica... del resto reale è l'opposto di immaginario, ma non di virtuale Wink
Almeno fino a febbraio - e comunque finché non ci vengano date spiegazioni esaurienti - siamo purtroppo OT...
F.
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Haut-Lord Haut-Lord
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MessaggioInviato: Mar 14 Nov, 2006 10:53    Oggetto:   

Tardis ha scritto:
A proposito di Cyberpunk ...
Avete parlato di film, di libri, di anime ma non di telefilm ...
Eppure esiste una serie MITICA decisamente cyberpunk, tardi anni 80, una delle poche serie di telefilm tradotte in italiano e trasmesse a più riprese negli anni persino dalla rai:MAX HEADROOM (20 minuti nel futuro ...)


Hai ragione, ma d'altro canto non si sono citate molte opere notevoli afferenti al filone: ogni singolo racconto delle due antologie maggiori uscite nel nostro Paese (Mirrorshades a cura di Sterling e Cyberpunk a cura di Nicolazzini) meriterebbe un discorso singolo, stesso discorso per i racconti di Gibson. E anche tra i romanzi precursori (Uomo Più di Pohl e Nova di Delany, per esempio) o esplicitamente cyberpunk (La Matrice Spezzata di Sterling, i citati romanzi di Shirley e Rucker), molti sono i titoli su cui abbiamo sorvolato.

Tra i telefilm (faccio outing: non ho mai visto Max Headroom, purtoppo, pur avendone letto e sentito parlare moltissimo) andrebbe citato anche Wild Palms, che credo non sia nemmeno mai arrivato in Italia... E poi fumetti (Blame!, Transmetropolitan, Metal Hurlant ed Enki Bilal etc.), film (a decine), e se vogliamo anche canzoni e gruppi rock (Sonic Youth, Massive Attack, Wim Mertens...), per non parlare dell'Italia (dal romanzo di Eliver ai Subsonica, passando per gli altri italiani già citati, o i lavori artistici di D'Isa e Cascone). Ma a quel punto non sarebbe bastato un ciclo annuale di dodici puntate per comprendere tutto... Wink

Credo comunque che se questo podcast è riuscito a solleticare un po' l'interesse dell'ascoltatore, spingendolo ad approfondire per conto suo l'argomento, possiamo ritenere che abbia degnamente assolto il suo compito. E a me, come credo anche a Eliver, resta una bella soddisfazione. Non come quella di sapere che il S*ommo ha ripreso in mano Neuromante, ma non si può pretendere tutto dalla vita... Laughing

C'ya!
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Tardis
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MessaggioInviato: Mar 14 Nov, 2006 18:11    Oggetto:   

cateye10 ha scritto:
Tardis ha scritto:
cateye10 ha scritto:
Avalon invece non ce la faccio ad inserirlo nel filone...

Mondo in un futuro prossimo, degradato ed ipertecnologico, realta virtuali , ..
Tardis

non so come mai ma l'ho sempre associato più al filone fantasy( forse per la struttura GDR) che non fantascientifico puro....certo gli elementi che tu elenchi rimandano al cyberpunk, ma alla fine il nesso non ce la faccio a stringerlo completamente con il genere...anche perchè sono viziato da immagini diverse della cultura cyberpunk...dove la realtà virtuale è un elemnto non il fulcro...ma naturalmente è solo la mia visione interna!


GDR non vuol dire solo fantasy, anzi diversi sono proprio Cyberpunk

Non so cosa intendi per fantascientifico puro comunque il Cyberpunk si posiziona in un futuro indefinito ma vicino/simile al presente dove la tecnologia è più avanzata di quella attuale ma è tecnologia già esistente oggi, anche se embrionale. Computer, robotica, realtà virtuali, ... Tecnologia 'nuova' può esserci ma come sfondo o espediente (le astronavi di Blade Runner o la tecnologia di recupero temporale nel film Freejack)

Un futuro prossimo (ogni episodio di Max headroom cominciava con un sottotitolo "20 minuti nel futuro ...") dove la società non vive più in funzione degli stati ma delle corporazioni multinazionali, un mondo dove esistono fondamentalmente quattro tipi di zone: Delle isole tecnologicamente avanzatissime roccaforti delle corporazioni, periferie sterminate dove moltitudini vivono nella miseria con la tecnologia ormai rottamata (nelle frange di Max Headroom i televisori ai poveri li regalano) tra scontri di strada e cacciatori di corpi per le banche di organi, periferie tecnologizzate dove le multinazionali fanno i loro esperimenti (lo Sprawl di Gibson) e il terzo mondo, in questa ottica le zone senza High-Tech (l'amazzonia dei racconti di Shepard dove si perdono marines ipertecnologizzati in overdrive da stimolanti o quella del fumetto Give Me Liberty) In ogni situazione comunque il punto in comune, che caratterizza il cyberpunk, è sempre quello di avere gente che sopravvive legata in modo indissolubile alla tecnologia, che sia low-tech o high-tech a seconda della situazione, senza avere visione della vita senza tecnologia in un mondo dove non è comunque possibile vivere senza.

Da questo punto di vista Avalon rispecchia in pieno la situazione, il film non è solo la descrizione del gioco ma quella del conflitto del mondo reale e quello simulato nel gioco, dove entrambi ricadono in pieno in quanto detto, la protagonista sente i limiti di tutto questo ma non considera nemmeno di cercare quello che le manca nel mondo reale, come un cowboy di Gibson il mondo reale lo vive di sfuggita il meno possibile tra una dose di vita tecnologica e l'altra e alla fine tutti i suoi dubbi esistenziali li risolve proprio lasciandosi andare in pieno nel gioco invece di uscirne.

Sul fatto che una tecnologia in particolare sia onnipresente in un film credo sia relativo,ad esempio Blade Runner fondamentalmente è basato su quella dei replicanti, e per quello che riguarda le realta virtuali direi che allora sarebbe da discutere se Matrix è cyberpunk (in effetti io non lo vedo come cyberpunk ma come fantascienza anche se lo trovo un capolavoro epocale)

Comunque dicevo di Avalon giusto per nominare un film tra i tanti, Robocop, Frrejack, ...dove la trama descrive un mondo reale che segue i dettami del cyberpunk. Se invece si vuole parlare di 'sensibilità cyberpunk' allora le cose sì si complicherebbero, ad esempio per me un film come 2046 allora è cyberpunk, cosi come lo è Tetsuo ma a quel punto la questione diventa tanto fumosa da diventare come minimo 'soggettiva' come giustamente dici
"naturalmente è solo la mia visione interna!"

Guardando la dimensione della scroolbar direi che ho scritto un romanzo quindi stacco e scusa la lungagine Smile anche se mi rimane la curiosità di sapere se comunque quel film ti piace.

Comunque sul cyberpunk ci sarebbe materiale per un altro podcast come minimo.

Ciao by Tardis
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MessaggioInviato: Mar 14 Nov, 2006 19:43    Oggetto:   

X ha scritto:
Tardis ha scritto:
A proposito di Cyberpunk ...
Avete parlato di film, di libri, di anime ma non di telefilm ...
Eppure esiste una serie MITICA decisamente cyberpunk, tardi anni 80, una delle poche serie di telefilm tradotte in italiano e trasmesse a più riprese negli anni persino dalla rai:MAX HEADROOM (20 minuti nel futuro ...)

Hai ragione, ma d'altro canto non si sono citate molte opere notevoli afferenti al filone: ...ogni singolo racconto delle due antologie maggiori uscite nel nostro Paese (Mirrorshades a cura di Sterling e Cyberpunk a cura di Nicolazzini) meriterebbe un discorso singolo, stesso discorso per i racconti di Gibson. E anche tra i romanzi precursori (Uomo Più di Pohl e Nova di Delany, per esempio) o esplicitamente cyberpunk (La Matrice Spezzata di Sterling, i citati romanzi di Shirley e Rucker), molti sono i titoli su cui abbiamo sorvolato.

E' vero l'elenco è lungo e in 30 minuti si deve pur fare oggettivamente una selezione, solo mi è sembrato strano che non fosse nominata quella serie perchè negli anni 80 in pieno periodo cyberpunk era l'unica serie del genere e del resto ad oggi resta l'unica se consideriamo il cyberpunk nei parametri del Gibson anni 80, la mia comunque non era una critica, l'ho presa come una selezione di 'settori' per il podcast percui si è deciso di parlare di cyberpunk scritto e di film

X ha scritto:
Tra i telefilm (faccio outing: non ho mai visto Max Headroom, purtoppo, pur avendone letto e sentito parlare moltissimo) andrebbe citato anche Wild Palms, che credo non sia nemmeno mai arrivato in Italia... E poi fumetti (Blame!, Transmetropolitan, Metal Hurlant ed Enki Bilal etc.), film (a decine), e se vogliamo anche canzoni e gruppi rock (Sonic Youth, Massive Attack, Wim Mertens...), per non parlare dell'Italia (dal romanzo di Eliver ai Subsonica, passando per gli altri italiani già citati, o i lavori artistici di D'Isa e Cascone). Ma a quel punto non sarebbe bastato un ciclo annuale di dodici puntate per comprendere tutto... Wink


Infatti, come non si sono considerati i telefilm sono rimasti appesi i discorsi sui fumetti (Give Me Liberty giusto per citarne un altro), gli anime (le serie sono diverse e se si considera lo steampunk come cyberpunk, specie negli ultimi anni, si sprecano). Se non si dovesse fare una selezione allora sarebbe interessante anche il discorso sui GDR Cyberpunk.

Se poi passiamo alla musica la cosa diventa molto più complicata. Se da un lato le discussioni tra musica e fantascienza vanno avanti da decenni, anche se poi si finisce sempre per trovare pochi riferimenti, e di solito sempre gli stessi, a meno di cercare nel fandom tra Tribute Band e Filksong, dall'altro l'unica parte della fantascienza che ha un riscontro notevole nella musica è proprio il cyberpunk, non tanto per gruppi rock o singoli pezzi (peraltro i gruppi che hai citato personalmente non li definirei cyberpunk) quanto per tutto quello che è musical Industrial, in particolare proprio quel suo 'sottogenere' che si definisce cyberpunk.

comunque fare una dozzina di podcast sull'argomento non sarebbe male Smile
Il problema è che sono tanti gli argomenti interessanti e non solo questo. Forse si potrebbe risolvere la cosa con un podcast giornaliero ma credo che Eliver e S* non sarebbero tanto disponibili Smile

X ha scritto:
Credo comunque che se questo podcast è riuscito a solleticare un po' l'interesse dell'ascoltatore, spingendolo ad approfondire per conto suo l'argomento, possiamo ritenere che abbia degnamente assolto il suo compito. E a me, come credo anche a Eliver, resta una bella soddisfazione. Non come quella di sapere che il S*ommo ha ripreso in mano Neuromante, ma non si può pretendere tutto dalla vita...


Personalmente sono appassionato dal cyberpunk da quando ho letto La notte che bruciammo Chrome e Neuromante la prima volta, e di anni ormai ne sono passati ormai parecchi, eppure ho apprezzato il podcast lo stesso, del resto comunque parlarne da comunque sempre spunti nuovi ed in questo il podcast, ma non solo questo episodio, direi che è riuscito in pieno.

Neuromante, la particolarità di quel romanzo continua ancora oggi, o si resta rapiti dalla prima riga e non si molla il libro fino alla fine, come è successo a me, oppure vent'anni dopo lo si ha ancora ricoperto dalla polvere, in ogni caso comunque la si pensi non sono tanti i libri così 'dicotomici'

Comunque dovresti vedere Max headroom, ogni episodio comincia con una ripresa panoramica di una citta ricoperta da un cielo dai colori assurdi con la scritta '20 minuti nel futuro' e per quanto quel cielo non sia grigio per me è proprio un cielo gibsoniano Smile

Comunque in Inghilterra uno dei motivi per cui la fantascienza non è considerata spazzatura di serie B ed è conosciuta ed apprezzata a livello di massa è che da 30 ogni giorno danno alla tv della fantascienza all'ora di cena su almeno un canale (mi autocensuro il paragone con quello che passa sui canali italiani). In effetti in italia bisognerebbe fare altrettanto,un podcast giornaliero in effetti sarebbe una bella idea Very Happy

Podcast, podcast, ad ogni puntata mi sembra di essere stato ad una miniconvention, e scusa se è poco Very Happy

e scusa la prolissita Smile

Ciao by Tardis
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MessaggioInviato: Mer 15 Nov, 2006 09:37    Oggetto:   

Tardis ha scritto:

Infatti, come non si sono considerati i telefilm sono rimasti appesi i discorsi sui fumetti (Give Me Liberty giusto per citarne un altro), gli anime (le serie sono diverse e se si considera lo steampunk come cyberpunk, specie negli ultimi anni, si sprecano). Se non si dovesse fare una selezione allora sarebbe interessante anche il discorso sui GDR Cyberpunk.


Infatti, GDR, fumetti, videogiochi (Deus Ex, oppure Blade Runner), ce ne sarebbe da parlare. Lo steampunk, poi, meriterebbe un discorso a parte (e qui più che nel cyberpunk ci sarebbe da dilungarsi sulle serie del Sol Levante).

Tardis ha scritto:

Se poi passiamo alla musica la cosa diventa molto più complicata. Se da un lato le discussioni tra musica e fantascienza vanno avanti da decenni, anche se poi si finisce sempre per trovare pochi riferimenti, e di solito sempre gli stessi, a meno di cercare nel fandom tra Tribute Band e Filksong, dall'altro l'unica parte della fantascienza che ha un riscontro notevole nella musica è proprio il cyberpunk, non tanto per gruppi rock o singoli pezzi (peraltro i gruppi che hai citato personalmente non li definirei cyberpunk) quanto per tutto quello che è musical Industrial, in particolare proprio quel suo 'sottogenere' che si definisce cyberpunk.


Premesso che non sono né un esperto né tantomeno un intenditore di musica, sono convinto che molti artisti e band affermate e di successo facciano un uso consapevole di immagini e temi mediati dal cyberpunk. Molte canzoni dei Subsonica, per esempio, hanno un debito evidente verso l'immaginario letterario imposto da Gibson (soprattutto). E che dire del primo album dei nuovi Litfiba: Elettromacumba non è forse ispirato dalla Trilogia dello Sprawl, con le divinità vudù che si diffondono nella Rete? Per non parlare dei Sonic Youth, che alle opere di Gibson hanno dedicato più di un brano. Per i Massive Attack forse il legame si fa più tenue, anche perché ultimamente sembrano attingere a piene mani dall'attualità e dal più ampio bacino SF. Quanto a Mertens, invece, da più di un appassionato, è considerato il sottofondo ideale per una lettura cyberpunk... Wink

Tardis ha scritto:
Neuromante, la particolarità di quel romanzo continua ancora oggi, o si resta rapiti dalla prima riga e non si molla il libro fino alla fine, come è successo a me, oppure vent'anni dopo lo si ha ancora ricoperto dalla polvere, in ogni caso comunque la si pensi non sono tanti i libri così 'dicotomici'


E' vero, la lettura può risultare ostica perché Neuromante impone una sospensione a più livelli: primo, per superare la barriera della lingua, densa di termini tecnici (non tutti con un corrispettivo reale, il cyberspazio che conosciamo dopotutto è modellato sul cyberspazio di Gibson, ma non è identico a quello) ed espressioni gergali, il classico dialetto da strada delle grandi città; secondo, per barcamenarsi nella giungla di riferimenti letterari. Non è di certo agevole, come impresa, ma credo che dopo averlo letto una prima volta "senza eccessive pretese", una seconda lettura più meditata potrebbe farne apprezzare maggiormente i pregi. Per me è saldamente insediato nella cinquina dei libri di fantascienza classica che ho amato di più: per la cronaca, è in compagnia di Tigre della Notte, Nova, La mostra delle atrocità e Cacciatore di androidi.

Tardis ha scritto:
Comunque dovresti vedere Max headroom, ogni episodio comincia con una ripresa panoramica di una citta ricoperta da un cielo dai colori assurdi con la scritta '20 minuti nel futuro' e per quanto quel cielo non sia grigio per me è proprio un cielo gibsoniano Smile


Mi sta incuriosendo ancora di più. Dovrò rimediarne una copia, in qualche modo... Wink

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MessaggioInviato: Mer 15 Nov, 2006 12:18    Oggetto:   

Tardis ha scritto:
passa sui canali italiani). In effetti in italia bisognerebbe fare altrettanto,un podcast giornaliero in effetti sarebbe una bella idea Very Happy


Beh, se tu e X vi mettete insieme a parlare davanti a un microfono,
secondo me ne viene fuori qualcosa di buono Smile

Posso farvi un po' di consulenza tecnologica di podcasting, se serve!
Ciaociao,
Eli
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MessaggioInviato: Mer 15 Nov, 2006 20:32    Oggetto:   

Eliver ha scritto:
Beh, se tu e X vi mettete insieme a parlare davanti a un microfono,
secondo me ne viene fuori qualcosa di buono Smile


Potrebbe essere un'idea... Se poi di fianco al microfono ci fosse pure una birra, sai i fuochi d'artificio! Wink

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MessaggioInviato: Mer 15 Nov, 2006 21:23    Oggetto:   

X ha scritto:
Tardis ha scritto:

... gli anime (le serie sono diverse e se si considera lo steampunk come cyberpunk, specie negli ultimi anni, si sprecano).
Lo steampunk, poi, meriterebbe un discorso a parte (e qui più che nel cyberpunk ci sarebbe da dilungarsi sulle serie del Sol Levante)


siamo daccordo quindi. La premesa dello steampunk dovrebbe essere quella di essere cyberpunk ma con una tecnologia di base basata non sulla tecnologia attuale, o meglio sulle attuali fonti di energia (elettricita, petrolio e, volendo, nucleare) ma su una tecnologia 'a vapore', o comunque alternativa.

Se questa tecnologia si è sviluppata nel passato abbiamo in pratica delle ucronie ma se si è sviluppata nel futuro allora abbiamo storie spesso post apocalittiche, spesso con forti risvolti ambientalisti, e quindi, pur mantenendo gli stilemi classici del cyberpunk e rispettandone i canoni di base in realtà ne 'amplificano' la portata tanto da diventare se non genere a se sicuramente qualcosa di diverso che in effetti meriterebbe una discussione a se, sempre considerando che le etichette sono sempre qualcosa di fittizzio che dovrebbe essere preso solo come indicazione e con distacco (non bisogna dmenticarsi che cyberpunk alla finfine è un termine che si è creato un giornalista che letto Gibson non poteva non definirlo fantascienza ma non sapendo in quale etichetta infilarlo se ne è creata una nuova Smile )

Del resto se si volesse cavillare allora lo steampunk ucronico non rispecchia il cyberpunk non descrivendo un futuro prossimo evoluzione/involuzione/degenerazione del nostro e llo steampunk postapocalittico il rapporto con la tecnologia lo impone con forza, nessuna alternativa à possibile perchè la sopravvivenza dipende completamente dalla tecnologia; in un mondo stile gibsoniano alternative esistono, si puo andare a fare l'ecoguerriglero in amazzonia per difendere la foresta o andarsene a vivere nel terzo mondo, ma soprattutto il legame con la tecnologia può essere a più livelli e con molte sfaccettature mentre non ci sono alternative alla totale dipendenza nello steampunk postapocalittico, un personaggio in Lost Exile come alternativa può giusto suicidarsi, giusto per fare un esempio. Se però teniamo ben conto della sostanza oltre alle etichette invece ecco che lo steampunk, se non tutto buona parte di sicuro, possiamo considerarlo cyberpunk.

X ha scritto:
Tardis ha scritto:

... dall'altro l'unica parte della fantascienza che ha un riscontro notevole nella musica è proprio il cyberpunk, non tanto per gruppi rock o singoli pezzi (peraltro i gruppi che hai citato personalmente non li definirei cyberpunk) quanto per tutto quello che è musical Industrial, in particolare proprio quel suo 'sottogenere' che si definisce cyberpunk.

Premesso che non sono né un esperto né tantomeno un intenditore di musica, sono convinto che molti artisti e band affermate e di successo facciano un uso consapevole di immagini e temi mediati dal cyberpunk. ...


Non è problema di esperto o intenditore ma solo una questione di gusti direi. i gruppi che avevi nominato li conosco marginalmente avendo gusti diversi quindi grazie per i riferimenti, mi aggiornerò velocemente Smile

Sulle immagini sono daccordo, se parliamo di videoclip si sprecano.

Se riesci a recuperaeli ti consiglio "Ciberpunk" (1990) e "Wetware" (2000) dei Cassandra Complex o i discki dei Clock Dva, direi più quelli fine anni 80/inizio 90 "Buried Dreams"(1989), "Man-Amplified" (1992), "Digital Soundtracks" (1993), "Sign" (1993), o i discki di Gary Numan (occhio quelli 79-81 e quelli dal 2000 ad oggi perchè quelli del periodo in mezzo sono solo dischi di syntopop dance che non centrano nulla). [Per semplificarti la ricerca, se la fai in italia o trovi qualcuno che te li presi o vai sul p2p, nei negozi, per quanto specializzati, non dovresti trovare nulla di così 'datato']

Se cerchi qualcosa di più recente ti basta cercare tra musica Industrial/Ebm/Electro/Electroclash soprattutto se vuoi 'sottofondi' ottimi per ambientazioni cyberpunk. Ti consiglierei, come subgenere Ebm-Cyber, ma se vuoi del materiale per sottofondi senza tante pretese puoi buttarti su questo sito http://www.italian-body-music.tk/ dove puoi scaricare tre compilation Ebm freeware di gruppi italiani.

X ha scritto:
E' vero, la lettura può risultare ostica perché Neuromante impone una sospensione a più livelli: primo, per superare la barriera della lingua, densa di termini tecnici (non tutti con un corrispettivo reale, il cyberspazio che conosciamo dopotutto è modellato sul cyberspazio di Gibson, ma non è identico a quello) ed espressioni gergali, il classico dialetto da strada delle grandi città; secondo, per barcamenarsi nella giungla di riferimenti letterari. Non è di certo agevole, come impresa, ma credo che dopo averlo letto una prima volta "senza eccessive pretese", una seconda lettura più meditata potrebbe farne apprezzare maggiormente i pregi. Per me è saldamente insediato nella cinquina dei libri di fantascienza classica che ho amato di più: per la cronaca, è in compagnia di Tigre della Notte, Nova, La mostra delle atrocità e Cacciatore di androidi.

Più che l'aspetto tecnico del linguaggio ho sempre visto gente bloccarsi per il suo aspetto estetico/artistico, come gente abituate a considerare la pittura come sacra del 400 e si ritrovano di fronte a dei quadri astratti moderni e semplicemente non li capiscono. Purtroppo molti hanno usato la scusa del tecnicismo per mascherare questo loro gap/rifiuto 'artistico'. Mi ricordo tutta una fumosa polemica, quando il romanzo arrivo in italia, sul fatto che fosse Gibson un pressapochista/inesperto dal punto di vista tecnico e quindi fosse colpa sua se il romanzo non era comprensibile, ad esempio per l'uso del termine modem nel romanzo indicato come un'assurdità ("come con quella tecnologia un modem ma è assurdo!") ora chiunque sa che un modem è un dispositivo che serve tra un computer ed una rete per mettere il computer in rete, il cowboy è il computer e il cyberspazio è la rete quando l'ho letto senza pensarci mi sono immaginato un cavo (tipo il Seamus Harper di Andromeda) oggi mi vedrei più una pastiglia che scatena una neurotossina che crea un link wifi/telepatica con la rete (tipo film di Aeon Flux), ma il concetto è che a quel punto bastava pensare "connessione" senza cavillare e senza bisogno di tecnicismi ... gap/rifiuto dicevo e di per se è sacrosanto diritto di ognuno avere il proprio specifico e gusto ma quello di scaricarlo su altri ... [no comment è meglio]

Bester, Ballard, Delany, Dick ottimo gusto dear X Smile
Stupendi i racconti, oltre ai romanzi, di Ballard. Hai letto "la leggenda di beta2" e "Babel 17" di Delany? Dick tutto ovviamente.
Le Guin, Moorcock, Dish, Shepard per rilanciare Smile

X ha scritto:
Tardis ha scritto:
Comunque dovresti vedere Max headroom, ogni episodio comincia con una ripresa panoramica di una citta ricoperta da un cielo dai colori assurdi con la scritta '20 minuti nel futuro' e per quanto quel cielo non sia grigio per me è proprio un cielo gibsoniano Smile
Mi sta incuriosendo ancora di più. Dovrò rimediarne una copia, in qualche modo.... Wink

Non credo esistano dvd in italia, io ho delle vecchie videocassette registrate malissimo dalla rai anni fa, ma in inglese in p2p lo trovi. Se la trilogia dello sprawl di Gibson ti è piaciuta devi proprio vederlo, ci uscirebbe un podcast solo a fare l'elenco di cose che li accomunano, e non parlo solo dei dettagli.
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Ultima modifica di Tardis il Mar 21 Nov, 2006 02:03, modificato 1 volta in totale
Tardis
Vogon Vogon
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Località: 57^ Brigata - Jebel Tarik
MessaggioInviato: Mer 15 Nov, 2006 21:31    Oggetto:   

X ha scritto:
Eliver ha scritto:
Beh, se tu e X vi mettete insieme a parlare davanti a un microfono,
secondo me ne viene fuori qualcosa di buono Smile


Potrebbe essere un'idea... Se poi di fianco al microfono ci fosse pure una birra, sai i fuochi d'artificio! Wink
X

Birra e fuochi di artificio? Interessante Smile
Peccato che il teletrasporto genova-milano non mi funzioni tanto bene e che la mia voce registrata sia talmente devastante da annullare persino quella sensuale di Eliver Laughing
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Future Bomb
Gizmo
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MessaggioInviato: Mer 29 Nov, 2006 17:19    Oggetto:   

Mi unisco al coro di commenti positivi riguardo all'ultimo podcast, anche la discussione su questo forum è moolto interessante, anche perchè il tema in passato mi aveva particolarmente appassionato, ora vedrò di approfondire il concetto di connettivismo, visto che condivido praticamente quasi tutto ciò che ha detto X...

piccola domanda, mi pare che nessuno nemmeno qua abbia citato "Tetsuo the ironman" io non l'ho mai visto ma l'ho sempre sentito legato al filone cyberpunk e avendo visto qualche spezzone mi sembrava del tipo sperimentale/concettuale che X proprio non se lo poteva far scappare... invece a quanto pare mi sono sbagliato...
X
Haut-Lord Haut-Lord
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MessaggioInviato: Mer 29 Nov, 2006 21:10    Oggetto:   

Future Bomb ha scritto:
Mi unisco al coro di commenti positivi riguardo all'ultimo podcast, anche la discussione su questo forum è moolto interessante, anche perchè il tema in passato mi aveva particolarmente appassionato, ora vedrò di approfondire il concetto di connettivismo, visto che condivido praticamente quasi tutto ciò che ha detto X...


Ehi, onoratissimo. Grazie! Wink

Future Bomb ha scritto:
piccola domanda, mi pare che nessuno nemmeno qua abbia citato "Tetsuo the ironman" io non l'ho mai visto ma l'ho sempre sentito legato al filone cyberpunk e avendo visto qualche spezzone mi sembrava del tipo sperimentale/concettuale che X proprio non se lo poteva far scappare... invece a quanto pare mi sono sbagliato...


Ahem... Non sbagliavi affatto Rolling Eyes Prova a riascoltare il podcast quando parliamo di cinema e Sol Levante. Tetsuo è un'opera fondamentale, che risente dell'influsso visivo (e ossessivo Wink ) di Cronenberg e allo stesso tempo se ne discosta. E se The Ironman è una piccola perla, il suo seguito, The Body Hammer, è assolutamente eccezionale: mantiene l'efficacia del primo film nel descrivere uno scenario metropolitano di solitudine e alienazione, e si avvale di una trama strutturata, per quanto mai lineare, laddove The Ironman era episodico, frammentario e burroughsiano.

Piccola curiosità: qualche anno fa si vociferava dell'interessarmento di Quentin Tarantino a collaborare con Shinya Tsukamoto alla stesura e realizzazione di Tetsuo III: Flying Tetsuo. Poi Quintino si è messo a studiare per Kill Bill, e il progetto è finito accantonato.

Ancora grazie e - se prima non ti stanchi del connettivismo - a presto Wink
X
Ex tenebris, veritas.

Holonomikon
MessaggioInviato: Gio 30 Nov, 2006 09:12    Oggetto:   

X ha scritto:
Ahem... Non sbagliavi affatto Prova a riascoltare il podcast quando parliamo di cinema e Sol Levante

DOH!
Ho ascoltato il podcast in macchina, imbottigliato nel traffico mentre tornavo dall'ufficio... ammetto che qualche passaggio me lo posso essere perso, magari mentre mi tagliavano la strada e suonavo insistentemente il clacson con il dito medio alzato! Laughing

Ci vediamo allora fra un po' su next station
Wink
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