Venezuela verso il disastro


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L.MCH
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MessaggioInviato: Sab 16 Mag, 2015 03:58    Oggetto: Venezuela verso il disastro   

Perche non importa se il tuo stato ha un sacco di petrolio, miniere d'oro, ed un sacco di altre risorse agricole e naturali, se mandi al potere gente che pensa che l'economia sia un opinione, finisci con il pagarla molto cara:
http://www.cnbc.com/id/102678399

Già quando c'era Hugo Chavez si capiva che stavano allegramente
minando le basi della loro economia, ma ora sono arrivati a livelli surreali.

(edit:: cambiato titolo perche da pagina 7 in poi è quello di cui si sta parlando)


Ultima modifica di L.MCH il Sab 30 Lug, 2016 22:47, modificato 1 volta in totale
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Horus Horus
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MessaggioInviato: Sab 16 Mag, 2015 08:40    Oggetto:   

Ah, la redistribuzione! Ah la decrescita felice! Ah la sovranità monetaria!

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Albacube reloaded
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MessaggioInviato: Sab 16 Mag, 2015 10:57    Oggetto:   

O anche ah, il petrolio pesante che costa un botto estrarlo e raffinarlo... e ah, la politica dell'arabia saudita che ha bellamente cercato di segare l'olio da fracking americano, non considerando che gli usa sono letteralmente inondati di moneta, che non sanno dove metterla, e sostengono un mercato "strategico", anche se di fatto gli arabi volevano farlo esplodere tipo bolla.
Con le idee "progressiste", da sole e male implementate, non si mangia.
Ci oscureremo in un mondo di luce.
L.MCH
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MessaggioInviato: Dom 17 Mag, 2015 01:46    Oggetto:   

Alba3 reloaded ha scritto:

Con le idee "progressiste", da sole e male implementate, non si mangia.


Nel caso del Venezuela non c'era niente di progressista, solo tanto populismo finalizzato al mantenimento del potere.

E' il destino di tutti i paesi il cui governo può sostenersi con l'export di materie prime e prodotti alimentari, prima o poi capita al potere qualcuno che pensa di non dipendere dall'esistenza di un sistema economico interno decente, di tener buoni i suoi sostenitori con i soldi governativi, ecc.
Ma quando non si diversifica e/o non si fa almeno la manutenzione dell'infrastruttura necessaria all'export poi succedono casini; in Venezuela hanno fatto entrambi gli errori (più altri).
Albacube reloaded
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MessaggioInviato: Dom 17 Mag, 2015 02:43    Oggetto:   

Messe le virgolette per contestualizzare al sudamerica. Poi il "progresso" è stato tipico di molti regimi populisti, in paesi molto ricchi di risorse naturali, e naturalmente andati a catafascio.
Ci oscureremo in un mondo di luce.
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MessaggioInviato: Lun 18 Mag, 2015 10:31    Oggetto:   

L.MCH ha scritto:

Nel caso del Venezuela non c'era niente di progressista, solo tanto populismo finalizzato al mantenimento del potere.

E' il destino di tutti i paesi il cui governo può sostenersi con l'export di materie prime e prodotti alimentari, prima o poi capita al potere qualcuno che pensa di non dipendere dall'esistenza di un sistema economico interno decente, di tener buoni i suoi sostenitori con i soldi governativi, ecc.
Ma quando non si diversifica e/o non si fa almeno la manutenzione dell'infrastruttura necessaria all'export poi succedono casini; in Venezuela hanno fatto entrambi gli errori (più altri).


Vedi il problema non è che il governo non ha pianificato. Anzi, il problema è proprio che il governo ha pianificato l'economia e pensato che con politiche sempre più restrittive potesse risolvere i problemi (indotti dal controllo dello stato sull'economia).
Che poi il controllo statale sull'economia è una droga, perché rilasciarlo implica ridurre i diritti acquisiti e dunque perdere consensi elettorali.
E' quello che succede in Europa, in Grecia e in Italia in primis.
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Davide Siccardi
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MessaggioInviato: Lun 18 Mag, 2015 18:19    Oggetto:   

Ecco il Venezuela e' come i politici italiani ed i loro elettori vorrebbero l' Italia.
Tutto statale, tutto retto sull' esportazione, privati porci e schifosi al gabbio.

Ah la gente muore di fame e fa la coda per la carta igenica nei supermercati vuoti.

Con un po' di pazienza ce la facciamo anche noi.
All' assalto del fortino!
"Siamo nella follia a norma di legge" - Andrea Zucchi
Antha
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MessaggioInviato: Lun 18 Mag, 2015 18:49    Oggetto:   

Davide Siccardi ha scritto:
Ecco il Venezuela e' come i politici italiani ed i loro elettori vorrebbero l' Italia.
Tutto statale, tutto retto sull' esportazione, privati porci e schifosi al gabbio.
Ah la gente muore di fame e fa la coda per la carta igenica nei supermercati vuoti.
Con un po' di pazienza ce la facciamo anche noi.

Non direi proprio. In Italia vedo di tutto, ma sovra estimatori del Venezuela non troppi.
E comunque a me pare che quando da noi c'era solo Stato, non si andava poi così male; per qualche decennio, anzi, al contrario. E andavano bene il pubblico e il privato. Male semmai abbiamo cominciato ad andare una ventina di anni fa, guarda caso quando i politici tutti, hanno pensato bene, tra l'altro, di cavalcare la tigre del federalismo, proprio per avere meno Stato centrale. La moltiplicazione dei capi bastone ha fatto il resto.
"Grandi erano gli Antha: così è scritto nell'Unico Libro della Storia; più grandi forse di ogni altro Popolo Galattico..."
Davide Siccardi
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MessaggioInviato: Lun 18 Mag, 2015 20:13    Oggetto:   

Antha ha scritto:

Non direi proprio. In Italia vedo di tutto, ma sovra estimatori del Venezuela non troppi.


Come no?
Tutti che vogliono piu' Stato e meno liberta': ecco, il Venezuela e' dietro l' angolo.

Antha ha scritto:

E comunque a me pare che quando da noi c'era solo Stato, non si andava poi così male; per qualche decennio, anzi, al contrario.


Ed ora paghiamo il conto.
Nessun pasto e' gratis, finiti i soldi finita la pacchia.

In fondo von Mises e morto nel 73 , Hayek nel 92 e Friedman nel 2006 ed erano solo tre tra i piu' noti ed importanti tra quelli che hanno ripetuto per decenni che un certo comportamento economico porta alla lunga alla distruzione (pianificazione ecomica statale, espansione artificiosa del credito -che piu' in contrasto con Keynes di cosi' si muore- ecc).

Ma sono morti e dunque ci teniamo i krugman.

Va be', falliremo convinti di non essere falliti perche' e' impossibile fallire.
All' assalto del fortino!
"Siamo nella follia a norma di legge" - Andrea Zucchi
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MessaggioInviato: Lun 18 Mag, 2015 21:55    Oggetto:   

Antha ha scritto:

Non direi proprio. In Italia vedo di tutto, ma sovra estimatori del Venezuela non troppi.


Non occorre esserne estimatori a parole. I fatti parlano, tra PD e M5S sono in molti che vorrebbero un'economia come quella venezuelana, con Welfare insostenibile, più debiti per tutti, eccetera eccetera.

Citazione:

E comunque a me pare che quando da noi c'era solo Stato, non si andava poi così male; per qualche decennio, anzi, al contrario. E andavano bene il pubblico e il privato. Male semmai abbiamo cominciato ad andare una ventina di anni fa, guarda caso quando i politici tutti, hanno pensato bene, tra l'altro, di cavalcare la tigre del federalismo, proprio per avere meno Stato centrale. La moltiplicazione dei capi bastone ha fatto il resto.


Ma tu credi che i problemi di oggi siano frutto delle politiche malsane di oggi?
Far la vita da nababbo non è mica difficile: basta fare debiti, impegnare i propri patrimoni magari mettendoli doppiamente a garanzia, firmando cambiali e pagherò mettendo a garanzia gli stipendi dei propri figli e nipoti. Salvo poi che, ad un certo punto, i soldi finiscono.
E non ti sto raccontando fandonie, l'unica differenza è che un tempo si poteva limitare questo impegno tassando occultamente i contribuenti (con la svalutazione competitiva), ed oggi non solo non si può (ed è questa l'unica cosa che ci differenzia dal Venezuela), ma ci siamo resi conto che i figli sono un po' stufi e incazzati di lavorare per mantenere i padri.
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MessaggioInviato: Lun 18 Mag, 2015 22:01    Oggetto:   

Davide Siccardi ha scritto:

Ma sono morti e dunque ci teniamo i krugman.


La cosa più incomprensibile di Krugman è che non ci azzecca mai, lo ammette, ma ciò nonostante continua a fare previsioni che non può azzeccare.
Ma credo sia tutta parte del cliché del pensiero economico imperante, se qualcosa non funziona, come le politiche espansive, vuol dire che ne serve di più... Pare di aver a che fare con dei fessi.
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Albacube reloaded
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mar 19 Mag, 2015 00:50    Oggetto:   

Antha ha scritto:

E comunque a me pare che quando da noi c'era solo Stato, non si andava poi così male; per qualche decennio, anzi, al contrario. E andavano bene il pubblico e il privato.

Se c'era solo stato, il privato non c'era... tra l'altro ritengo che uno stato (e politica) pervasivi come quelli attuali (a tutti i livelli di amministrazione) probabilmente non c'erano neppure nel ventennio.
E si sente dire che si vuole ancora più stato.... bah.
Antha ha scritto:

Male semmai abbiamo cominciato ad andare una ventina di anni fa, guarda caso quando i politici tutti, hanno pensato bene, tra l'altro, di cavalcare la tigre del federalismo, proprio per avere meno Stato centrale. La moltiplicazione dei capi bastone ha fatto il resto.

No.
Il debito esplode agli inizi dei '70, guarda caso in concomitanza con le regioni (e non con il federalismo, si badi bene). Le regioni non sono altro che nuovi centri di potere e vengono di fatto spartiti coi soliti sistemi di lottizzazione, diventando dei feudi (di entrambi gli schieramenti).
Non è il federalismo che tu dici che ha creato il marasma italiano 20 anni fa, nè ovviamente quello che spacciano per federalismo ha portato a meno stato: ci avevano pensato già prima.
Per il venezuela (e anche per l'italia)... da me si dice: mae che se voe, no doe (male che uno si cerca, non duole).
Ci oscureremo in un mondo di luce.
Tobanis
Antinano Antinano
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MessaggioInviato: Mar 19 Mag, 2015 11:40    Oggetto:   

Beh ma il debito pubblico non è come il maltempo, che arriva e amen, ha un nome e cognome, no?

Il primo nome e cognome è quello di un delinquente, vicinissimo a quello che poi sarà un pregiudicato e Presidente del Consiglio.

Altrettanto pregiudicato e presidente del Consiglio, e altrettanto indifferente allo stato delle casse dello stato, fu infatti Craxi.
Costui, morto poi da latitante, portò il debito pubblico (sostanzialmente stabile da sempre, attorno al 50-60% del PIL...in termini normali di Europa, insomma) a sfiorare il 90% del PIL, durante i terribili anni '80.

Milano da bere, si diceva, soldi facili, tanti...Milano da andare a fanculo, direbbero le generazioni che oggi stanno pagando.
I successivi governi DC furono incapaci di riportare le cose in ordine. Il debito saliva, anche se non in maniera così spaventosa come con Craxi, ma sarà un altro politico che non voglio vedere neanche dipinto, Amato, a dare un altro bel colpo di grazia.
Sempre piaciuto alla sinistra o ai media di sinistra (e questo basta a bollare sia la sinistra che i loro media di riferimento), riusci nell'impresa di fare superare al debito il 100% del PIL e di lasciarci il debito al 115%.

E subito dopo Berlusconi lo portava al 121%.
Tutti socialisti, tutti socialisti si fa per dire.

I governi Dini Prodi D'Alema lo riportarono al 109% (piaccia, non piaccia, sono fatti), durante il successivo governo Berlusconi rimase stabile, bontà sua, anzi già col Prodi tendeva a calare, riavvicinandosi al 100%.

Ci penserà B. col suo quarto governo a riportarlo al 120%, poi anche sotto Monti e Letta la crescita è continuata impetuosa.

Insomma, il debito si chiama soprattutto Bettino, ma anche Giuliano e Silvio (e non solo).
Ha un nome, non è un meteorite arrivato chissà da dove.
Albacube reloaded
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MessaggioInviato: Mar 19 Mag, 2015 13:52    Oggetto:   

Tobanis ha scritto:
...
Insomma, il debito si chiama soprattutto Bettino, ma anche Giuliano e Silvio (e non solo).
Ha un nome, non è un meteorite arrivato chissà da dove.

Sia qui che in venezuela, se qualcuno è in debito, c'è anche un creditore, e anche chi beneficia di quel debito.
Da noi il creditore spesso è il cittadino stesso, e pure il beneficiato non si discosta tanto dal cittadino (almeno da una parte dei cittadini, che comunque in maggioranza hanno sempre votato i governi, utimi periodi a parte).
Il "cittadino" però, quando è chiamato a saldare il debito statale (e lo stato è fatto di cittadini), non ci sente ed è sempre l'ultimo a voler stringere la cinghia.
Quindi si Bettino, Giuliano, Silvio, ma anche tanti altri nomi, me compreso.
Poi a spostare tutto verso le nuove generazioni sono capaci tutti, e qui torna utile quello che HC diceva poco sotto.
Ci oscureremo in un mondo di luce.
Davide Siccardi
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MessaggioInviato: Mar 19 Mag, 2015 21:15    Oggetto:   

Tobanis ha scritto:
Beh ma il debito pubblico non è come il maltempo, che arriva e amen, ha un nome e cognome, no?


Certo: DC, PCI, PSI, poi FI tutte le incarnazioni del mostro che oggi si chiama PD e del/dei partitini correlati che oggi si chiama Sinistra Ecologia e Liberta', Lega Nord, Italia dei Valori, AN poi fuso in PDL i vari UDC/CCD/CHETESTOADI' .
Boh forse ne ho dimenticato qualcuno.
Anzi sicuramente ne avro' dimenticato qualcuno.
Gli assenti non sono considerati solo perche' non hanno avuto modo di raggiungere cariche adeguate al produrre danni.
Ma se Grillo, per dire, avesse mano libera distruggerebbe quel bricciolo di economia italiana che e' rimasto in circa un quarto d' ora.
Ma e' bravo eh, mica lo fa per rubare.

Poi ci sono i complici esterni, quelli che hanno convinto gli italiani che, per dire, mantenere la FIAT in cambio di marchette fosse negli interessi di tutti gli italiani.
Che so, i sindacati ed i giornalisti ad esempio.

L' elenco e' lungo Tobanis e nascondersi dietro alla faccia di quattro gatti vuol dire non capire quanto e' drammatica la situazione in Italia.

Molto semplicemente NON SI ASSUME NEL PUBBLICO PER RIDURRE LA DISOCUPAZZIONE (come vorrebbero tutti gli emuli di tsipras), non si gioca con i bilanci dello stato, non si organizzano gare d' appalto e mega opere inutili (vizio sopratutto di PD e Berlusca, ma anche di tutti quelli che li hanno preceduti), non si inventano sgravi fiscali che poi non si danno, si chiedono indietro o sono riservati a pochissimi solo per far vedere sulla carta che si "e' fatto" nella speranza che privati ed aziende ci caschino facendo investimenti sbagliati ma utilissimi a taroccare i bilanci dello stato SI RIDUCONO LE TASSE TAGLIANDO I COSTI DEI SERVIZI PRIVATIZANDOLI, si non racconta la balla che il servizio pubblico e' di qualita' maggiore di quello privato, non si fanno pagare ai privati che vogliono usufruire di servizi privati anche le tasse per quelli pubblici di cui non usufruiscono, non si gioca con il valore della moneta manco fossero patatine fritte ecc ecc
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