I dieci romanzi di fantascienza indispensabili?


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chip65C02
Hortha Hortha
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MessaggioInviato: Lun 30 Mag, 2016 14:32    Oggetto:   

Mi attracco alla discussione, come incompetente, non avendo letto di quei libri "pay", vivendo le mie letture di SciFi solo di prodotti FREE in PDF, prevalentemente pulp mags in lingua inglese.

Dalla recensione, sullo "lo smeraldo" penso che sicuramente sarà un ottimo libro di Fantascienza.
http://rikipedia.it/recensioni/LosmeraldoMarioSoldati


Citazione:
Si rende sempre più conto che vive in uno strano mondo, dove, a seguito della terza guerra mondiale, il globo è diviso in due confederazioni, quella del Nord, dominata dai russi, tecnologica ed efficientista, e quella del Sud, dominata dagli arabi e dai cinesi, levantina e contadina.

Tuttavia, ho qualche dubbio sulla plausibilità e la consistenza, dello scenario proposto.
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Lun 30 Mag, 2016 16:24    Oggetto:   

Davide Siccardi ha scritto:
Stefano M. Trucco ha scritto:

Che poi la fantascienza italiana potrebbe essere riassunta nella trilogia di Guido Morselli: Roma senza Papa - Contropassato prossimo - Dissipatio H.G. Devo scriverci un articolo, uno di questi giorni.

Be' no.

Provo a spiegarmi meglio.

Approssimando della grossa, ma proprio della grossa, la fantascienza italiana si puo' dividere in: protofantascienza avventurosa (Yambo per capirci e simili), fantascienza avventurosa (Rambelli, Malaguti ecc), fantascienza "alta" ma interna al genere (Aldani, Catani ecc ovviamente con tutte le differenze del caso e senza entrare nel merito), ucronie e simili (un' infinita' di esempi, da Ricciardiello a Masali, passando per Farneti, ecc ecc ecc), fantascienza "sperimentale" (un po' legata alla new wave inglese un po' no, di nuovo Ricciardiello, Curtoni ecc), fantascienza comica e umoristica (ad esempio Mongai, Verrengia, Fabriani ecc), fantascienza hard (per dire Aresi), fantascienza noir/azione (Altieri, Genovesi, Cola ecc ma anche i Connettivisti che rientrano pure nella categoria sperimentali), fantascienza sociale (Zunic, Ferris per dire), una fantascienza chiaramente "umanistica" (bho Vitiello per dire, religione e arte in sf).

E sicuramente mi sto dimenticando molto.
Non esiste una riduzione a singola ed uniforme entita' della fantascienza italiana, si puo' al massimo dire che sono prediletti i temi dell' ucronia e di un certo tipo di critica culturale.
Ma se la quantita' di ucronie scritte hanno una certa rilevanza (anche se sinceramente non mi sono mai messo a contarle e confrontarle proporzionalmente con il resto, tenendo anche lasco il termine di classificazione) sul secondo punto ci sarebbe molto da dire.

C'e' sovente una percezione di uniformita' che pero' non corrisponde al vero.
Non possiamo neppure dire che ai fini dell' identificazione dei temi e della natura della fantascienza nazionale si puo' escludere la produzione amatoriale a favore di quella professionale perche' in effetti in casa nostra il confine e' molto labile non esistendo un affermato e consistente canale di pubblicazione professionale per gli autori italiani (per quanto molti di questi riescano a pubblicare anche all' estero e per quanto le piccole case editrici e associazioni culturali che pubblicano romanzi e racconti italiani hanno un discreto se non buono target di qualita' medio).

Non si possono mettere sullo stesso piano Altomare, Quaglia, Aresi, Curtoni, Evangelisti, Tonani. Non si assomigliano, hanno stili, temi e spunti completamente diversi.
E siamo certamente al di fuori dell' amatoriale.
Stefano M. Trucco
Morlock
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MessaggioInviato: Lun 30 Mag, 2016 18:33    Oggetto:   

"Mi attracco alla discussione, come incompetente, non avendo letto di quei libri "pay", vivendo le mie letture di SciFi solo di prodotti FREE in PDF, prevalentemente pulp mags in lingua inglese". 


In effetti se non sei disposto a spendere nulla su un certo argomento vuol dire che non ti interessa veramente, quindi posso facilmente credere alla tua incompetenza.


@ Davide Siccardi


Quella su Morselli era ovviamente una battuta però: tu stesso citi come l'ucronia come molto presente nella fantascienza italiana e Contropassato prossimo è una delle migliori ucronie mai scritte in qualsiasi lingua (e ne ho lette davvero tante); Roma senza Papa copre alla grande un paio degli ambiti che citi; mentre Dissipatio H.G. in effetti fa gruppo a sé e al massimo lo si può aggregare ad altri romanzi del genere 'ultimo uomo sulla Terra'. Comunque posso essere di parte: Morselli è il mio scrittore italiano preferito del XX secolo.
jonny lexington
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MessaggioInviato: Mar 31 Mag, 2016 15:06    Oggetto: Re: I dieci romanzi di fantascienza indispensabili?   

Stefano M. Trucco ha scritto:
ho cercato di dare un'idea della storia dell'evoluzione del genere, quasi impossibile in soli 10 titoli

anche perché tenersi entro il limite dei 10 libri significa che interi subgeneri della fantascienza non vengono proprio tenuti in considerazione, visto che il sci-fi conta ben più di 10 categorie e non puoi quindi nominare il "condottiero" di ognuna.

magari uno potrebbe rimarcare che non sono mai stati scritti romanzi imperdibili di steampunk, o fantascienza militare, o biopunk (mica vero probabilmente), però sono pur sempre interi generi che vengono epurati in toto, senza pietà. un esercizio troppo crudele per me, non ci riesco. 
Smile


Ultima modifica di jonny lexington il Ven 03 Giu, 2016 12:01, modificato 1 volta in totale
jonny lexington
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MessaggioInviato: Mar 31 Mag, 2016 15:06    Oggetto: Re: I dieci romanzi di fantascienza indispensabili?   

Stefano M. Trucco ha scritto:
ho cercato di dare un'idea della storia dell'evoluzione del genere, quasi impossibile in soli 10 titoli

anche perché tenersi entro il limite dei 10 libri significa che interi subgeneri della fantascienza non vengono proprio tenuti in considerazione, visto che il sci-fi conta ben più di 10 categorie e non puoi quindi nominare il "condottiero" di ognuna.

magari uno potrebbe rimarcare che non sono mai stati scritti romanzi imperdibili di steampunk, o fantascienza militare, o biopunk (mica vero probabilmente), però sono pur sempre interi generi che vengono epurati in toto, senza pietà. un esercizio troppo crudele per me, non ci riesco. 
Smile


Ultima modifica di jonny lexington il Ven 03 Giu, 2016 12:01, modificato 1 volta in totale
Stefano M. Trucco
Morlock
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MessaggioInviato: Mar 31 Mag, 2016 15:09    Oggetto: Re: I dieci romanzi di fantascienza indispensabili?   

jonny lexington ha scritto:

Smile


E io allora, che ho dovuto barare, portando i 10 titoli a 17, eh?
Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Mar 31 Mag, 2016 15:36    Oggetto:   

Però l'hai fatto bene e con criterio. Esercizio crudele, am di quella crudeltà che ci delizia tanto quanto ci tormenta.
Pure io temo di non riuscirci...
val62
Morlock
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MessaggioInviato: Gio 12 Gen, 2017 22:06    Oggetto:   

fare un elenco dei 10 migliori, è semplicemente divertente e stimolante: quindi, non posso resistere!
sperando che sia utile a qualcuno, ecco i miei preferiti, inserendo solo romanzi di autori diversi tra loro. Le motivazioni? Solo una: sono a livello dei capolavori Mainstream e hanno storie originali come poche altre (non per niente il più recente è degli inizi degli anni '80...).

City, di Simak
Cristalli sognanti, di Sturgeon
Fahrenheit 451, di Bradbury
Pianeti allo specchio, di Pangborn
Ghiaccio nove (o Mattatorio n. 5), di Vonnegut
Ubik, di Dick
La mano sinistra delle tenebre, di LeGuin
Signore dei Sogni, di Zelazny
Solaris, di Lem
La porta dell'infinito, di Pohl

Ovviamente ne potrei aggiungere molti altri, ma bisognava fermarsi a 10...

Racconti e romanzi brevi (con la stessa regola che siano di autori diversi):

Stagione di vendemmia, di Kuttner (tradotto anche in atri modi)
Fiori per Algernon, di Keyes
I nove miliardi di nomi di Dio, di Clarke
Una rosa per l'Ecclesiaste, di Zelazny
Furiosamente fahrenheit, di Bester
Se speri, se ami, di Sturgeon
La quinta testa di Cerbero, di Wolfe
Premi Enter, di Varley
Alla fine dell'arcobaleno, di Pohl
Occhio per occhio, di O.S. Card
Storia della tua vita, di Chiang

Kuttner merita due parole in più: racconti come L'occhio, Mimetizzazione, Shock, Eran mestrizzi i borogovi, Armadio temporale, Punto di rottura e, ovviamente, Stagione di vendemmia, sono alcuni dei capolavori assoluti della fantascienza breve. Mai più letto uno così nella science-fiction.
orcolat
Vorlon Vorlon
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MessaggioInviato: Ven 13 Gen, 2017 08:38    Oggetto:   

Mimsy were the Borogoves risiede nella mia testa da secoli, per dire quanto mi ha colpito.

A me però le classifiche non piacciono tanto, ad esempio, val62, dubito non ci sia qualcosa di Asimov valido da poter essere inserito, e non perché "se non c'è Asimov non c'è SF" ma perché ha scritto anche cose intelligenti il caro vecchio grafomane.

Sunto: il rischio di andare sul personale anche con criteri oggettivi è imprescindibile.

[Vai con Dio J. Evans Evans Prichard, Professore Emerito!]
Tobanis
Antinano Antinano
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Località: Padova
MessaggioInviato: Ven 13 Gen, 2017 09:38    Oggetto:   

Val62 ma veramente ti è piaciuto Il signore dei sogni di Zelazny?

ciao!
val62
Morlock
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MessaggioInviato: Ven 13 Gen, 2017 13:16    Oggetto:   

sì, mi è piaciuto molto, quando lo lessi molti anni fa. ovviamente qui entriamo nel gusto personale, e il primo Zelazny è sempre stato uno dei miei autori di sf preferiti. Però credo che anche guardando da un punto di vista strettamente critico (struttura compositiva, originalità dell'idea, sviluppo della vicenda, personaggi, dialoghi, qualità stilistica, significati) sia un bel romanzo. Magari ha qualche punto debole, ma pochi libri non ne hanno. Comunque mi è piaciuto anche Signore della Luce o L'isola dei morti (Metamorfosi cosmica).

per Orcolat: non voleva essere una classifica, ma solo un elenco dei primi 10 romanzi di sf che mi sono venuti in mente come meritevoli di essere citati. Niente da dire su Asimov: però il ciclo della Fondazione non è proprio un vero romanzo, e la stessa cosa per Io, Robot.
Avrei potuto citare almeno un suo racconto tra le dieci opere brevi, ma allora quanti altri di tanti autori dovrei aggiungere? E' solo un gioco per stimolare reazioni e qualche discussione tra "amici", niente di più.
val62
Morlock
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MessaggioInviato: Ven 13 Gen, 2017 14:23    Oggetto:   

ultima battuta su Signore dei Sogni. Dall'introduzione di Vittorio Curtoni e Gianni Montanari alla prima edizione del libro in lingua italiana:

Il romanzo è tutto intriso d'una sommessa poesia che si sviluppa su toni crepuscolari, discreti, mai rabbiosi o urlati; e l'impressione amara di tragedia finale, definitiva, nasce proprio di riflesso per il geniale contrasto tra una scrittura poeticamente lievitata e una sostanza tragica quanto poche. Lo stesso tipo di procedimento, in definitiva, che in passato ha prodotto le opere migliori di scrittori come Sturgeon o Bradbury; ma adottato qui con un ritmo, una sapienza narrativa e una coerenza che non conoscono momenti di sosta. Sicché Dream Master resta, e resterà, uno dei documenti più compiuti e sofferti sulla condizione alienata dell'uomo contemporaneo; un romanzo che varrà la pena di rileggere tra qualche anno, per constatare direttamente quante fondamentali verità contenga sul nostro problematico futuro.

Almeno non sono l'unico ad averlo apprezzato... (e Vittorio e Gianni non erano propriamente dei lettori "qualsiasi", no?).
senji
Time Lord Time Lord
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Località: toscana
MessaggioInviato: Sab 14 Gen, 2017 09:49    Oggetto:   

( ecco sopratutto perché frequento questo forum, ↑ : al di là dei gusti personali si imparano molte cose e si leggono pareri interessanti ed ovviamente... molti spunti di lettura Wink )
val62
Morlock
Messaggi: 85
MessaggioInviato: Dom 15 Gen, 2017 11:48    Oggetto:   

aggiungo ancora un titolo, non tanto perché da primi 10, quanto perché troppo poco citato tra quelli meritevoli (un po' come lo splendido Pianeti allo specchio): "Perché richiamarli dal Paradiso?" di Simak (tradotto come Infinito, in italiano). Ha i limiti letterari del suo autore, ma tema e svolgimento sono notevoli.
Davide Siccardi
Horus Horus
Messaggi: 5539
MessaggioInviato: Dom 15 Gen, 2017 12:53    Oggetto:   

val62 ha scritto:


Almeno non sono l'unico ad averlo apprezzato... (e Vittorio e Gianni non erano propriamente dei lettori "qualsiasi", no?).

be' le "intro" del Vic meriterebbero un' antologia a parte. Smile 
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