Quando Adolf Hitler scriveva fantascienza

Ritorna in libreria grazie a Fanucci Il signore della svastica, capolavoro di Norman Spinrad da anni introvabile

Il signore della svastica è uno dei romanzi più importanti e più interessanti di Norman Spinrad. Scritto nel 1972 e pubblicato nel nostro paese solo nel 1976 (collana La Ginestra della Longanesi), era ormai diventato un volume mitico, ricercato da moltissimi lettori di fantascienza che ne avevano sentito solo parlare. Finalmente ora è stato pubblicato, con una nuova traduzione, da Fanucci Editore.

In quest'opera l’autore immagina che Adolf Hitler emigrato negli Stati Uniti sia diventato un’affermato scrittore di fantascienza vincendo addirittura il Premio Hugo del 1953 (in realtà mai assegnato) con il romanzo Il sogno d’acciaio nel quale descrive le avventure e la conquista del potere di Feric Jagger, che combatte contro mutanti, umani degenerati e i loro padroni per la purezza della razza, sino ad arrivare alla conquista delle stelle.

 

Ecco la quarta di copertina.

Provate a immaginare che Adolf Hitler, dopo un tentativo fallito di lanciarsi in politica, sia emigrato negli Stati Uniti facendo fortuna come scrittore di fantascienza. Quale sarebbe stato il suo romanzo di maggior successo se non la storia di Feric Jagger, difensore dei diritti degli individui geneticamente puri, e pronto a distruggere il ripugnante impero di Zind per estendere a tutto il pianeta e all'intero Sistema Solare il dominio della Razza Padrona? Pseudoromanzo di Adolf Hitler, curato da un non troppo misterioso Homer Whipple, Il Signore della Svastica è una parodia terribilmente seria, un attacco frontale all'anima reazionaria di troppa letteratura fantastica, una critica all'ambigua carica libertaria insita nelle fantasie di potere.

Il Signore della Svastica di Norman Spinrad (The Iron Dream, 1972), traduzione di Maurizio Nati, Fanucci Editore, collana Immaginario Solaria 17, pag. 291, euro 15,00.

Autore: Pino Cottogni - Data: 19 luglio 2005

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Commenti

1 Ciao, io sono riuscito a leggerlo in una edizione della TEA: quindi posso ritenermi fortunato. Ciò che mi aveva colpito era il tema molto fascista del libro. Ma ai tempi, avevo quattordicianni quando avevo letto il libro, se non avessi letto sulla quarta di copertina che era una parodia non l'avrei immaginato

» postato da pelrouge alle 14:58 del 19-07-2005

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