Michele Medda firma Caravan

E' in edicola Il cielo su Nest Point, primo albo della miniserie Caravan, creata da Michele Medda, uno degli ideatori di Nathan Never.

La copertina del primo numero di Caravan. ingrandisci

È in edicola il primo numero di Caravan, miniserie in dodici albi creata da Michele Medda — uno dei tre papà di Nathan Never — e pubblicata dalla Sergio Bonelli Editore. Il primo albo ha per titolo Il cielo su Nest Point e vede come autore dei testi lo stesso Medda e ai disegni Roberto De Angelis, con la copertina di Emiliano Mammucari.

 

Questo nuovo progetto di Medda è singolare sia per quanto concerne la storia, sia per quanto concerne alcune scelte di base. La storia è la seguente: è un pomeriggio di mezza estate a Nest Point, e per il diciassettenne Davide Donati l’unica preoccupazione è giocare — e possibilmente vincere — una partita di calcio. Ma, a un tratto, misteriose nuvole dall’aspetto irreale appaiono nel cielo e un black out totale paralizza la città, facendo presagire una catastrofe apocalittica e gettando la popolazione nel panico. Il fenomeno cessa all’improvviso, così com’era iniziato, lasciando Nest Point isolata, ma l’incubo è solo all’inizio e il mattino del nuovo giorno porta infatti un’amara sorpresa: una colonna dell’esercito arriva in città con l’ordine di evacuare immediatamente tutti gli abitanti…

 

Per la prima volta, il protagonista di un albo Bonelli non è uno solo, ma una pluralità di soggetti, ossia tutti i cittadini di Nest Point. Se la trama vi ricorda telefilm come 4400, Lost e soprattutto Jericho, siete fuori strada. È, infatti, lo stesso Medda che, su un blog aperto appositamente in occasione dell’uscita della miniserie in edicola, smentisce gradi di parentela fra la sua creatura e il telefilm americano.

 

"Tre anni fa, ai primi tentativi di spiegare agli amici di cosa parla Caravan, — spiega Medda — mi sentii dire: «Ah, è una cosa tipo Jericho!». Io Jericho non l’avevo vista (d’altronde era ancora inedita in Italia) e non sapevo nemmeno che esistesse. A quel punto, a scanso di guai, evitai di guardarla. Ho visto un paio di puntate in tivù solo quando ero già a metà del lavoro su Caravan, e l'ho guardata per intero solo poco tempo fa. Beh, Jericho non ha nulla in comune con Caravan, né nello spunto iniziale né nella struttura."

 

Michele Medda è nato a Cagliari nel 1962, attualmente vive a Milano. Dopo la laurea in Lettere moderne si dedica a tempo pieno alla scrittura. Nel 1986 comincia a collaborare con l'Editoriale Daim Press (la futura Sergio Bonelli Editore) insieme ad Antonio Serra e Bepi Vigna. Il trio scrive storie per Martin Mystère, Dylan Dog e Zona X, per poi creare, nel 1991, la serie Nathan Never, che sarà seguita, nel 1995, da Legs Weaver. Le avventure dell’agente speciale Alfa vengono pubblicate in diversi paesi europei, negli Stati Uniti e in Brasile, e procurano agli autori vari riconoscimenti, tra cui il premio Yellow Kid nel 1997. Da solo, Medda firma anche sceneggiature per Tex e Nick Raider. Ha vinto due premi ANAFI (uno con Serra e Vigna e uno singolarmente), e all'attività di sceneggiatore affianca quella di divulgatore e critico.

Autore: Carmine Treanni - Data: 8 luglio 2009 - Fonte: www.sergiobonellieditore.com

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Commenti

1 Questa notizia meritava di essere pubblicata un po' prima, visto che è già in edicola il numero 2. Ad ogni modo, checché ne dica l'autore, la somiglianza con Jericho, ma anche con Lost, c'è - se non altro perché la storia echeggia in qualche modo il progenitore comune, L'Ombra dello Scorpione, di Stephen King. A me ha anche ricordato in qualche modo Rising Stars di Straczynski, ma è presto per trarre conclusioni: è una bella storia, avvincente e ben disegnata, e questo basta. F.

» postato da Faramir alle 21:14 del 08-07-2009

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