La dichiarazione

In un prossimo futuro la scienza riesce a sconfiggere la morte, si vive praticamente per centinaia di anni, ma si presenta subito il grave problema della sovrappopolazione. Quale sarà la soluzione?

La vicenda che viene narrata nel romanzo La Dichiarazione (The Declaration, 2007) scritto da Gemma Malley si svolge in Inghilterra nel 2140.

Finalmente la morte è stata bandita dal nostro pianeta, non è più una certezza inevitabile, infatti la scienza medica è riuscita a trovare medicine che fermano l’invecchiamento. Sembrerebbe una cosa meravigliosa ma come tutte le medaglie hanno un'altra faccia meno piacevole.

Infatti ma nel mondo ormai sfruttato al massimo non c'è più posto per i nuovi nati: non ci devono essere più nascite perché ogni nuova bocca toglie cibo e risorse.

Inevitabilmente tutti i bambini sono considerati qualcosa di orribile, di innaturale. C'è una sola soluzione: la coppia che vuole un figlio deve “rinunciare” alle medicine che bloccano il normale corso della vita, invecchiare e morire per creare una vita.

Ci sono però coppie che non accettano tutto ciò e cercano di avere un figlio senza rinunciare alle medicine: se scoperti vengono condannati e il bambino diventa una eccedenza, senza alcun diritto, chiuso in collegi-lager, dotato del minimo indispensabile per sopravvivere e destinato a diventare un servitore.

Il lettore segue la vita di Anna, una ragazza di quindici anni che in pratica ha passato tutta la vita in uno di questi collegi. Per lei è normale essere una “eccedenza”, almeno sino all’arrivo di un ragazzo della sua età che ha vissuto libero prima di essere catturato in quanto irregolare.

 


Gemma Malley
Gemma Malley ha studiato Filosofia all’università prima di diventare giornalista. L’idea di questo romanzo d’esordio le è venuta mentre stava svolgendo un’inchiesta sulle pensioni e sul generale allungamento delle prospettive di vita.

 

La quarta di copertina: «Mi chiamo Anna e non dovrei essere qui. Non dovrei nemmeno esistere. Invece esisto».

Anna non avrebbe mai dovuto nascere. Insieme a tutte le Eccedenze come lei, è costretta a vivere in un apposito istituto, per diventare Risorsa Utilizzabile e poter pagare in questo modo il suo “Peccato di Esistenza”. Non conosce il Mondo Esterno e non ricorda il proprio passato, è come se fosse nata lì dentro, prigioniera in una Casa d’Eccedenza. Finché in quel luogo spietato e grigio non arriva un ragazzo strano, che non tiene lo sguardo a terra ma guarda tutto e tutti con occhi penetranti e curiosi. E che racconta ad Anna una storia diversa...

Nel suo audace debutto narrativo Gemma Malley ci costringe a riconsiderare alcuni miti dominanti nella nostra società, come quelli della bellezza e della giovinezza, e getta una luce inquietante su grandi temi ecologici e politici, quali la sovrappopolazione e la limitatezza delle risorse del nostro pianeta, creando un potente dramma futuristico. Ma La Dichiarazione è anche qualcosa in più: il manifesto che l’esistenza ha già in sé e per sé la propria giustificazione e che l’essere utile non ha un valore consumistico ma è all’interno della logica dell’amore.

 

La Dichiarazione di Gemma Malley (The Declaration, 2007), Traduzione di Stefano Massaron, Adriano Salani Editore, pag. 304, euro 16,50.

Autore: Pino Cottogni - Data: 23 maggio 2008

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Commenti

1 E' un tema interessante che si aggiunge a tanti altri trattati da George Orwell, Simone De Beauvoir etc. e che riflette l'eterno pensiero dell'uomo e della sua fugacità: -considerando tutta la gamma di una vita vissuta con i suoi problemi, malattie, sofferenze, ansie e pochi momenti di felicità- "a che cosa servono la fatica e la tribolazione quotidiane se da un momento all'altro e/o dopo lunga malattia si può morire?" A questo proposito cito una frase di una lettera, scritta anni fa da un famoso cardiologo romano in una rivista specializzata: "La vecchiaia è una catastrofe estetita e fisica" che è incontrastabile. A questo punto non ci resti altro che rivolgersi al nostro Dio Onnipotente e credere a tutto quello che ci ha insegnato il suo figlio Gesù Cristo per vivere più serenamente. Cordiali saluti, H.

» postato da (Hilde alle 11:28 del 24-05-2008

2 «A questo punto non ci resti altro che rivolgersi al nostro Dio Onnipotente e credere a tutto quello che ci ha insegnato il suo figlio Gesù Cristo per vivere più serenamente. Cordiali saluti, H.» E' una conclusione arbitaria che dai senza alcuna motivazione. A meno che non la intendi nel senso "per evitare di soffrire l'unica soluzione è rinunciare a farsi domande e vivere in una dorata illusione". Chi crede a queste cose magari può trovarvi conforto, ma non è certamente l'unica risorsa che resti a una persona intelligente. Anzi, la prima cosa secondo me sta proprio nell'imparare ad apprezzare la vita, che è il contrario di vivere aspettando ciò che eventualmente verrà dopo. S*

» postato da S* alle 12:18 del 24-05-2008

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