Classici su un futuro in cui siamo tutti controllati?


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Valeriob80
Ameboide amorfo
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MessaggioInviato: Mar 05 Mag, 2015 00:25    Oggetto: Classici su un futuro in cui siamo tutti controllati?   

Salve a tutti, scusate se vi disturbo, sto aiutando il figlio di alcuni miei cari amici con la sua tesina di terza media e visto che lui vorrebbe parlare di internet avrei pensato di fargli inserire, per lettere, un collegamento ai classici di fantascienza che hanno immaginato un mondo in cui siamo tutti costantemente osservati e controllati.

Il primo libro che viene in mente è ovviamente 1984 di Orwell ma volevo chiedervi se avete altri titoli da consigliarmi sull'argomento. Io ho letto anche Noi di Zamjatin e Mondo Nuovo di Huxley, ma sono convinto che anche altri, ad esempio Philip K. Dick, abbiano scritto storie sull'argomento. Sono tutte letture che ho fatto tanto tempo fa però ed ho difficoltà a metterle a fuoco.

Qualsiasi "classico" che possa essere collegato alla realtà di internet, intesa tanto nel suo lato oscuro di "controllo" e "violazione della privacy" quanto in quello positivo di intelligenza collettiva e cose simili, sarebbe bene accetto Smile

Grazie in anticipo!

P.S.: Se poi sapeste citarmi qualche autore italiano, sempre classico, sarebbe grandioso... ma mi sa che non ce ne sono :-/
doralys
Bibliotecaria di Babele Bibliotecaria di Babele
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MessaggioInviato: Mar 05 Mag, 2015 07:36    Oggetto:   

Il primo che mi viene in mente è Gli amanti di Siddo di Farmer, anche col titolo Un amore a Siddo, puoi trovarlo in queste edizioni:

Gli amanti di Siddo - Urania collezione 063 - aprile 2008
- Cosmo Oro 119 - settembre 1991
Un amore a Siddo - SFBC 53 - gennaio 1978 (con trad. differente)
- SFBC Libro del bimestre n. 2 / III serie aprile 1966

E' anche uno dei miei preferiti...




Smile
Per decreto imperiale la velocità della luce resta quella stabilita dalla natura.(Risen!)

Incantesimi e Pozioni Magiche dal pentolone di Doralys
Nirgal
Haut-Lord Haut-Lord
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MessaggioInviato: Mar 05 Mag, 2015 09:20    Oggetto:   

Non saranno classici, Little Brother di Cory Doctorow uscito da noi il titolo X da newton copton ed in ristampa da Multiplayer.it con il titolo originale; è un ottimo libro molto scorrevole, coinvolgente e facile da leggere, può essere senz'altro un ottima lettura.
Anche Infoguerra (Odissea. Fantascienza) sempre di Cory Doctorow può essere interessante per affrontare tematiche legate alla rete e le sue problematiche.
Ed in generale molti dei romanzi di Doctorow trattano tematiche legate ad internet ed alle sue problematiche, sono anche disponibili per il download gratuito dal suo sito (http://craphound.com/), ovviamente in inglese Smile

Poi se si parla di internet direi che è assolutamente d'obbligo
Isole della rete di Bruce Sterling (Fanucci), forse il primo romanzo che affronta le problematiche della rete con una visione attuale.

Molto interessante può essere anche il saggio

I Surfisti di Internet di C.J. Herz (Universale economica Feltrinelli)

Racconta degli albori della diffusione di internet, quando a dominare erano irc, mud, ecc... di sicuro fa capire come fosse internet negli anni 90 e l'ambiente in cui sono cresciuti molti dei degli attuali guru del panorama IT
Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Mar 05 Mag, 2015 16:22    Oggetto:   

Uhmm un futuro di controllo volontario è quello di Kalifornia, scritto da Marc Laidlaw, ovvero come il potere della televisione, fino all'interazione con essa, da divertimento diventi puro controllo.
E' un libro che ha comunque un po' di anni alle spalle per essere d'anticipazione, anche se forse il precursore del filone è stato Codice 4GH di Brunner, ove tutti sono alla portata di un terminale e quindi visibili a chi detiene il potere.

Gli altri esempi che mi vengono non sono romanzi ma fumetti, non sono classici, e non so quanto possano entrare con il binomio internet/controllo...
Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Mar 05 Mag, 2015 16:29    Oggetto:   

Ah, se invece pensiamo alla rete globale in senso positivo, perché non Accelerando, di Stross? E' un nuovo classico, e la singolarità computazionale sembra dietro l'angolo.
Nirgal
Haut-Lord Haut-Lord
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MessaggioInviato: Mar 05 Mag, 2015 17:40    Oggetto:   

Fedemone ha scritto:
Ah, se invece pensiamo alla rete globale in senso positivo, perché non Accelerando, di Stross? E' un nuovo classico, e la singolarità computazionale sembra dietro l'angolo.


Accelerando mi pare troppo vertiginoso, le parti sull'esplorazione spaziale "via rete" le trovo fantastiche, ma forse si allontano veramente tanto dall'oggetto della tesina, per di più si tratta di una tesina di terza media, non so quanto possa essere ampia e approfondita.
HappyCactus
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mar 05 Mag, 2015 17:44    Oggetto:   

Fedemone ha scritto:
Ah, se invece pensiamo alla rete globale in senso positivo, perché non Accelerando, di Stross? E' un nuovo classico, e la singolarità computazionale sembra dietro l'angolo.


Uh, complicato, troppo secondo me.
Una sfera di Dyson che è impegnata nell'elaborazione di uno schema finanziario è un concetto molto astratto per un ragazzino, anche per uno precoce...
Ceci n'est pas une signature
L.MCH
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mar 05 Mag, 2015 18:31    Oggetto:   

Nella maggior parte dei romanzi e racconti ambientati in un futuro tecnologicamente più avanzato "siamo tutti controllati" rispetto al presente.

E lo stesso vale per noi ora rispetto al passato (basta pensare a come siano tracciabili cellulari, smartphone, carte di credito, connessioni internet in genere, ecc. ecc. se un agenzia governativa decide di interessarsi a noi).

Ma al tempo stesso metodi e modi per sfuggire al controllo si fanno a loro volta più sofisticati.
Valeriob80
Ameboide amorfo
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MessaggioInviato: Mer 06 Mag, 2015 01:26    Oggetto:   

Quante risposte, grazie!!

Le analizzerò una per una. In realtà non so ancora se i professori gli lasceranno fare questa tesina, molti non amano le "novità" e pretendono che i ragazzi si attengano scrupolosamente al programma, quindi è possibile che alla fine finisca col portare la solita tesina sulla seconda guerra mondiale. Io intanto però mi documento, e mi studio i vostri consigli, grazie Smile

Nel peggiore dei casi, magari avrò trovato qualcosa da leggere per me Wink
Albacube reloaded
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mer 06 Mag, 2015 02:43    Oggetto: Re: Classici su un futuro in cui siamo tutti controllati?   

Valeriob80 ha scritto:
... classici di fantascienza che hanno immaginato un mondo in cui siamo tutti costantemente osservati e controllati...

...ma sono convinto che anche altri, ad esempio Philip K. Dick, abbiano scritto storie sull'argomento...

Così a memoria direi Un oscuro scrutare, di P. K. Dick, argomento forte e soprattutto non adatto ai professori.
In gran parte di Dick comunque l'eterocontrollo, almeno nelle paranoie dei protagonisti, c'è e ricalca le paranoie dello scrittore.
Ci oscureremo in un mondo di luce.
senji
Time Lord Time Lord
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MessaggioInviato: Mer 06 Mag, 2015 15:17    Oggetto:   

Di Dick ci potrebbe essere anche la penultima verità per es. ma con internet c'entra poco... però bello.
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Gio 07 Mag, 2015 19:35    Oggetto: Re: Classici su un futuro in cui siamo tutti controllati?   

Valeriob80 ha scritto:


Qualsiasi "classico" che possa essere collegato alla realtà di internet, intesa tanto nel suo lato oscuro di "controllo" e "violazione della privacy" quanto in quello positivo di intelligenza collettiva e cose simili, sarebbe bene accetto Smile


La trilogia degli Illuminati di Shea e Wilson, non molto politicamente corretta...
Non c'era internet ma va bene per ogni stagione e ben si adatta.
In piu' e' molto politcamente scorretta, dunque si divertira' a leggerla.

Acqua luce e gas di Matt Ruff, come per gli Illuminati.

Sulle cospirazioni temporali c'e' poi il dittico di Fabriani sui viaggi nel tempo controllati da enti statali corrotti, ma niente internet.

C'e' poi Permutation city di Egan dove si immaginano duplicati virtuali che sviluppano una societa' autonoma in righe di codice che poi si evolve autonomamente e diviene indipendente dal resto della realta' al punto da suggerire un parallelo tra l' umanita' ed u suo presunto dio appartenente ad una sfera di realta' differente... ma non e' detto che gli insegnanti colgano la natura dell' osservazione e non comprendano che e' perfettamente in tema.
All' assalto del fortino!
"Siamo nella follia a norma di legge" - Andrea Zucchi
Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Mar 17 Gen, 2017 11:06    Oggetto:   

Uhmm, non sapevo se scrivere qui, dove l'argomento è in tema, anche se la persona che aperto la discussione al 100% non è più interessata, o se un topic sulla fantascienza trascversale, ossia quella che lo sarebbe ma è spacciata per altro.

Insomma, ho rovato questa recensione di un libro:
http://daily.wired.it/news/cultura/2013/11/20/the-circle-eggers-46728.html

sul "infocomunismo", ossia la condivisione totale delle vite, fino al controllo dei propri costumi sociali. Nessuna privacy per una utopia senza criminali e senza comportamenti scorretti. E ovviamente senza vita reale.

Trovo alcune inesattezze nella recensione, a partire dalla definizione di distopia (ma è una cosa funzionale per un discorso che si vuole imbastire), fino alla confusione tra osservazione totale e azienda unica. Le due cose non vanno per forza a bracceto, anzi. E se c'è un fulminante racconto di Ken Liu a riguardo sulla seconda, sulla prima secondo me Ballard avrebbe potuto dire molto.

Mi ricordo vagamente di un racconto sui canali televisivi che la gente mandava sulla propria vita, ma finivano tutti tragicamente.
Ecco, questo penso si possa veramente criticare agli scrittori che immaginano queste distopie (e da qui il mio non amore per le stesse): dimenticano sempre qualcosa di dannatamente fondamentale. E Ballard ci ricorda qualcosa del tipo che una telecamera ad ogni angolo della strada ci porta ad essere delle star di quartiere e moltiplicare gli sforzi di vandalismo, non prevenirli.
La gente farebbe cose oscene per il gusto di essere visti o per trsgressione.
Dall'altra c'è pure l'idea che se per ogni telecamera ci vuole un osservatore, ci vogliono tanti osservatori quanti gli osservati. E quindi sarebbe ingestibile come cosa. Ergo, tra mille miliardi di webcam, nessuno guarderà nulla e a nessuno fregherà niente, altro che prevenzione (un po' come sempre in Ballard, la storia della terza guerra mondiale, durata 7 minuti e da tutti ignorata).

Il crollo di qualsiasi società è il pallino di Ballard ed è una costante nella storia. Ed è questo che mi manca.

A quando un racconto su un video finito pubblicato su internet ma effettivamente introvabile perché c'è troppa roba e nessun motore di ricerca riesce a trovarlo?
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