Nel 1997, uscì nelle sale americane un film dal titolo Wag The Dog (Sesso & Potere in italiano) per la regia di Barry Levinson e con protagonisti Robert De Niro e Dustin Hoffman. La storia è la seguente: a undici giorni dalle elezioni, il presidente degli USA è accusato di aver molestato una girl scout alla Casa Bianca. Urge deviare altrove l’attenzione dell’opinione pubblica. Per evitare gli effetti negativi dello scandalo, si riunisce immediatamente il comitato di crisi, ed è chiamato in soccorso il super esperto di manipolazione dei media, lo spin doctor Conrad Brean (Robert De Niro). Brean ordina al presidente di prolungare la trasferta in Cina, per cause di salute e imbastisce, con l’aiuto del celebre produttore hollywoodiano Stanley Motss (Dustin Hoffman), il diversivo di una guerra con l’Albania (ma perché l’Albania? “Perché no?” risponde Conrad Brean), visto che secondo alcune “autorevoli fonti” (naturalmente false) dei terroristi albanesi avrebbero sbarcato delle bombe atomiche in Canada per oltrepassare più facilmente il vicino confine con gli States. Il gioco è fatto e tutta l’America crede di essere minacciata dall’Albania, che poi non è neanche dotata dell’atomica, ma lo sanno solo gli esperti della CIA che hanno il rapporto dei satelliti e sostengono il candidato avversario del presidente, il senatore Neal. I comuni cittadini, intanto, ascoltano i grossi network che fanno da grancassa alla versione di Brean.

La pellicola di Levinson ha messo in luce un tema già caro alla fantascienza più dirompente e satirica: la simulazione. Nel film un evento di cronaca viene simulato, viene dato in pasto al pubblico spacciandolo per vero. Qui siamo dalle parti di un fenomeno che ormai è entrato nel costume civile: stiamo parlando della spettacolarizzazione dell’informazione. Ogni qualvolta balza agli onori della cronaca nera un evento delittuoso, scatta l’assedio dei media e una vera e propria narrazione dell’evento. La spettacolarizzazione dell’informazione è un fenomeno nato più o meno alla metà degli anni Novanta. Tutto è iniziato però sulla carta stampata. Titoli sempre più forzati e allarmanti, foto grandi e a colori. La notizia si allarga a dismisura sulle prime pagine dei giornali, usando tutto lo spazio che il giornalista gli concede. L’obiettivo (evidentemente sbagliato) era quello d’inseguire la televisione. Ma in Tv la notizia scorre lungo l’asse del tempo. Si deve tenere desta l’attenzione del telespettatore. E allora ritmo e brevità sono le regole fondamentali di chi fa informazione sul piccolo schermo. Tutto, anche le notizie, dunque, devono diventare story, devono appassionare chi guarda il programma.

Questo fenomeno al tempo dei social network si è evoluta, ora siamo alla bufala, alla notizia falsa, che in inglese si chiama fake news, che come ci spiega Wikipedia:

indica articoli redatti con informazioni inventate, ingannevoli o distorte, resi pubblici nel deliberato intento di disinformare o diffondere bufale attraverso i mezzi di informazione tradizionali o via Internet, per mezzo dei media sociali. Le notizie false sono scritte e pubblicate con l'intento di attrarre il lettore o indurlo in errore al fine di ottenere finanziariamente o politicamente – spesso con titoli sensazionalistici, esagerati o palesemente si – la sua attenzione.

Al temo delle fake news, succede che Bruce Sterling, lo scrittore americano sia sbarcato a Napoli per una conferenza alla Apple Developer Academy dell'Università di Napoli “Federico II” . Succede che la moglie di Sterling viene alleggerita del suo portafoglio, senza che se ne accorga. I due dei più autorevoli – leggete autorevoli con una certa ironia – quotidiani nazionali, per la cronaca La Repubblica e Il Corriere della Sera, scrivono un articolo in cui Sterling e la moglie sono stati rapinati con tanto di pistola. Ma non solo. Alla conferenza a cui lo scrittore era stato invitato, Sterling si sarebbe lasciato andare a dichiarazioni del tipo: Di Napoli conosco solo il suo passato e l'immondizia. E ancora: In Texas (paese d'origine dello scrittore, NdR) giro con la pistola, in Italia invece non è consentito, ma qui mi sentirei a mio agio. Il titolo del Corriere della Sera è: Bruce Sterling rapinato a Napoli: «Qui meglio girare con la pistola».

Ecco la spettacolarizzazione della politica, ecco la fake news. A Silvio Sosio, il direttore di Fantascienza.com, conoscendo un po' Sterling gli è sembrato strano che lo scrittore americano abbia usato un certo tipo di parole come “In Texas giro con la pistola” e ha contattato la moglie, chiedendo lumi sulla vicenda. Ha fatto ciò che ogni giornalista dovrebbe fare: cercare la fonte della notizia e verificarla. Così Sosio ha contattato Jasmina Tesanovic, moglie di Sterling, la quale ha detto che erano tutte balle. Non c'è stata una rapina con tanto di pistola, ma un “semplice” furto del portafogli, di cui non si è subito accorta. E le dichiarazioni di Sterling? Tutte inventate o male interpretate. Volete mettere: questa non è una notizia, mentre la pistola, le dichiarazioni del co-fondatore del cyberpunk stile cowboy e lo scenario di una Napoli, città dell'immondizia, non sono una notizia, ma un grande racconto. Western? Fantascientifico? Noir? Scegliete voi.

La chiosa più bella a questa storia l'ha fatta lo stesso Sterling, commentando come sia ironico trovare i fatti verificati su una rivista di fantascienza e storie di fantasia del tutto inventate sulla stampa normale.