• Fantascienza.com
  • Home
  • Libri
  • Cinema
  • Serie TV
  • Scienza
  • Giochi
  • Racconti
  • Video
  • Delos
  • Informazioni
    • Contatti
    • Redazione
    • Collaboratori
    • Crea un link a Fantascienza.com
    • Collabora con Fantascienza.com
    • Segnala una notizia
    • Segnala un sito
    • Delos Network
    • Colophon
    • I siti Delos Network
    • Associazione Delos Books
    • Iscriviti all'Associazione
    • Pubblicità
  • Login/Registrati
  • Informazioni
    • Contatti
    • Redazione
    • Collaboratori
    • Crea un link a Fantascienza.com
    • Collabora con Fantascienza.com
    • Segnala una notizia
    • Segnala un sito
    • Delos Network
    • Colophon
    • I siti Delos Network
    • Associazione Delos Books
    • Iscriviti all'Associazione
    • Pubblicità
  • Login/Registrati
Fantascienza.com
  • Home
  • LibriEbook e fumetti
  • CinemaNews e recensioni
  • Serie TVNews e video
  • Scienzae Tecnologia
  • Giochie Videogiochi
  • Raccontie fumetti originali
  • Videoe Gallerie
  • DelosScience Fiction
  • Argomenti caldi:
  • Disney
  • Marvel Cinematic Universe
  • Andy Weir
  • Margaret Atwood
  • Netflix
  • For All Mankind
  • Daredevil: Born Again
  • Steven Spielberg
  • Project Hail Mary
  • Charlie Cox

Ricerca: «finisci il corpo di fondo»

Segue - Pagina 4
News (126) Approfondimenti (35) Gallerie (1)

Analisi del Quinto Elemento

di Redazione lunedì 15 dicembre 1997

I film americani fanno divertire, i film europei fanno discutere. Come già era accaduto lo scorso anno con Nirvana, anche Il Quinto elemento, il colossal fantascientifico francese di Luc Besson, ha sollevato fra gli appassionati e gli addetti ai lavori un'ampia discussione. Sembrano prevalere, bisogna dire, i pareri negativi, ma a noi appare certo che un film che fa parlare di sé ha certamente colpito più a fondo di un altro che magari incassa molto ma viene subito dimenticato. Noi riportiamo alcuni interventi che ci sono sembrati sollevare punti interessanti.

Leggi

Le tre stimmate sintetiche (parte I)

di Emiliano Farinella lunedì 15 dicembre 1997

Droga e cyberpunk, a prima vista appare un accostamento facile e naturale. Lo squallore di certi contesti cyberpunk è il sito ideale in cui possa capillarmente diffondersi l'uso di sostanze stupefacenti d'ogni genere, con tutte le connotazioni negative che a livello di coscienza sociale siamo soliti attribuirvi nel presente. Ma quei contesti sono anche - nell'ottica degli abitanti di quelle storie future - il posto migliore per arricchire i propri sensi, meglio stimolare il proprio corpo e far schizzare in alto in una profusione di indimenticabile realismo i propri sogni attraverso l'uso di svariate droghe.
La droga (come fenomeno generale) è perfettamente inserita in quel tessuto sociale umano, e a raccontare una storia con la narrazione focalizzata su un abitante di quei luoghi molti aspetti possono passare in sordina, tanto sembrano naturali e integrati. Non è certamente la droga a far notizia in quei contesti.

Leggi

Notte in città

Racconto di Matteo Scaldaferri

domenica 15 giugno 1997

Francamente devo dire che ultimamente mi ero un po' stufato di certe stereotipaggini del cybervillage, ma Matteo Scaldaferri, in questo suo brevissimo racconto, riesce a coniugare con una certa abilità una velata malinconia di fondo con un finale intelligente, simpatico per la sua semplicità eppure accattivante, che se da una parte non ci dice niente di nuovo dall'altra è riuscito, fino a un certo punto, a mitigare la noia che generalmente provo quando affronto racconti tendenti al cyberpunk. Come dire che qualsiasi minestra, se ha quel qualcosa in più, può cambiare radicalmente sapore.

Leggi

Scacco doppio

Racconto di Lino Aldani

giovedì 15 maggio 1997

Lino Aldani, da molti, è considerato il padre della fantascienza italiana, eppure io, che indubbiamente sotto molti aspetti sono un suo "figlio" narrativo (nel senso che ho potuto beneficiare dei suoi preziosissimi consigli per aggiungere pepe e sale al mio modo di scrivere), credo che Lino non sia affatto uno scrittore di fantascienza. No, non voglio ricominciare con quelle sterili discussioni sul fatto che "Quando le radici" (il più bel romanzo di Aldani) o "Visita al padre" (il suo più bel racconto), secondo alcuni sono di fs mentre secondo altri no; voglio solo fare notare che quando le storie di Lino parlavano della nostra terra, con personaggi estremamente vicini a noi, al nostro presente umano e sociale (come nel romanzo e nel racconto citati prima), sono riuscite a intaccare la sensibilità del lettore, a trascinarlo in un universo evocativo di grande scrittura, a dargli insomma tutto quello che giustifica l'appellativo di scrittore. Lo stesso, a mio avviso, non è avvenuto quando Aldani si è cimentato in prove più specificatamente fantascientifiche. Alcuni dei suoi più applauditi racconti sono in realtà abbastanza approssimativi e mediocri, come se Lino fosse stato costretto a distrarre la sua ispirazione umanistica verso questi percorsi della narrativa di genere, che in definitiva non gli erano poi molto congeniali. Non mi riferisco solo a "Buonanotte Sofia", a "Trentasette centigradi" o ai piu' recenti "In attesa del cargo" e "Mochuelo", ma in generale a tutta la produzione di Lino che ha contribuito a classificarlo come uno scrittore di fs. Ebbene, se non fosse stata per questa "etichetta", Aldani avrebbe potuto conquistarsi uno spazio di rilievo come scrittore mainstream, producendo opere del livello di "Quando le radici" senza essere costretto a inventarsi mezzucci di second'ordine per farle apparire come appartenenti all'universo fantascienza. Potrebbe sembrare un paradosso, ma non lo è. Aldani ha sempre cercato di appiccicare un'etichetta fantascientifica alle sue opere, anche quando non lo erano affatto o potevano farne a meno (forse perché credeva di non avere alcuna speranza nell'acido mondo del mainstream, e che fosse più semplice affermarsi nello scantinato della narrativa di genere), e quando ha scritto fs pura, non so sotto quali stimoli, ha dato il peggio di sé, perché accade spesso che uno scrittore, quando deve sottostare a imposizioni di carattere "tecnico", anziche' "creativo", non riesca a dare il meglio. Anche se i racconti che seguono ci dimostrano che Lino era bravo comunque, conosceva il mestiere e sapeva imbastire un racconto come dio comanda. Eppure una cosa è la fredda operazione d'imbastitura di un racconto, un'altra è il processo creativo dettato dall'ispirazione e dalla musa interna che ogni vero scrittore porta dentro di sé. Musa che Lino ha consultato a fondo, quando si è messo a scrivere alcune opere che sono delle pietre miliari della narrativa italiana. Certo non di fantascienza.

Leggi

L'urlo montante del rumore di fondo

di Roberto Quaglia mercoledì 15 maggio 1996

Leggi

Seguici su

Articoli più popolari

Star Trek Academy cancellata, finirà con la seconda stagione
STAR TREK

Star Trek Academy cancellata, finirà con la seconda stagione

Leggi 24/03/2026
La lettera di Kurtzman e Landau ai fan: Roddenberry e la diversità
STAR TREK

La lettera di Kurtzman e Landau ai fan: Roddenberry e la diversità

Leggi 24/03/2026
La porta sull'estate si apre con meno di otto euro
EDITORIA

La porta sull'estate si apre con meno di otto euro

Leggi 10/04/2026
Il futuro incerto di Star Trek
STAR TREK

Il futuro incerto di Star Trek

Leggi 26/03/2026
Buona Pasqua dallo spazio
FANTASCIENZA.COM

Buona Pasqua dallo spazio

Leggi 5/04/2026

Gallerie fotografiche

Vedi tutte

Sticcon 2026 6 foto

I protagonisti di Dune Parte 3 9 foto

  • Termini d'uso
  • Privacy
  • Regole
  • Redazione
  • Contatti

Fantascienza.com - ISSN 1974-8248 - Registrazione tribunale di Milano, n. 521 del 5 settembre 2006.
©2003 Associazione Delos Books. Partita Iva 04029050962.

Pubblicità:

eADV EADV s.r.l. - Via Luigi Capuana, 11 - 95030 Tremestieri Etneo (CT) - Italy
www.eadv.it - info@eadv.it - Tel: +39.0952830326