Migliore sotto molti punti di vista rispetto al suo predecessore, il secondo capitolo della saga degli X men è incomparabilmente superiore sotto il profilo musicale. Il noioso e tortuoso Michael Kamen lascia spazio al pieno di talento John Ottman, che torna a collaborare con il regista Bryan Singer dopo L'allievo e I soliti sospetti. E Ottman, oltre ad inventarsi una serie di temi molto accattivanti, compone la cosiddetta X men suite in grado di dare spessore e carattere non solo al film, ma all'intera colonna sonora. Pur rimanendo molto classicheggiante e allontanando ogni tentazione di hard rock e heavy metale, Ottman riesce a costruire uno score interessante, anche se notevolmente subordinato alla visione del film per essere apprezzato in pieno nelle sue sfumature.