L'ultima frontiera editoriale: regalare i libri

La Random House regala il primo romanzo di una serie sci-fi o fantasy per stuzzicare il lettore e convincerlo ad acquistare i volumi successivi.

Uno dei primi volumi della Suvudo Free First Book Library

Suvudu Free First Book Library. Segnatevi queste quattro parole perché potrebbero essere quelle che cambieranno le regole del gioco in campo editoriale. La Random House, multinazionale dell’editoria che vanta fra le sue fila firme come John Grisham, Danielle Steele e Michael Crichton, ha deciso di regalare i suoi libri. Non tutti, per carità.

 

L’obiettivo è avvicinare il più alto numero di lettori possibile a popolari cicli sci-fi e fantasy. Ma come? L’appetito vien mangiando, avranno pensato gli uomini del marketing di Random House. Allora perché non mettere a disposizione, gratis e in formato digitale, il primo volume di un ciclo o una saga, per poi cercare di vendere quelli successivi? Detto fatto.

 

Sul portale Suvudo Free First Book Library sono già disponibili i primi cinque titoli:

 

His Majesty’s Dragon di Naomi Novik, primo volume della saga Temeraire (cinque titoli in totale), pubblicato in Italia da Fanucci col titolo Il drago di sua maestà;

 

Assassin’s Apprentice di Robin Hobb, primo volume della Trilogia dei Lungavista, pubblicato in Italia da Fanucci col titolo L'apprendista assassino;

 

-  Return Engagement di Harry Turtledove, primo volume della tetralogia Settling Accounts, a sua volta compresa nella serie Timeline 191 (11 volumi in totale);

 

Red Mars di Kim Stanley Robinson, primo volume della Mars trilogy;

 

Blood Engines di T.A. Pratt, primo volume della tetralogia fantasy Marla Manson.

 

Le opere saranno accessibili anche attraverso scribd.com e Stanza, l’applicazione ebook reader per iPhone. Ogni mese verranno aggiunti nuovi titoli. I prossimi in lista sono Magic Kingdom for Sale — Sold! di Terry Brooks (in Italia conosciuto come Il magico regno di Landover, edito da Mondadori e primo volume della saga Magic Kingdom of Landover) e Trading in Danger di Elizabeth Moon (primo volume della tetralogia Vatta's war).

 

Non si tratta sicuramente di un'iniziativa che interesserà chi è legato al piacere di sfogliare le pagine di un libro, ma potrebbe essere un modo per avvicinare nuove leve ai mondi sci-fi e fantasy. Staremo a vedere se Suvudu attecchirà o meno.

Autore: Alessandro Murč - Data: 19 marzo 2009 - Fonte: suvudu.com

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Commenti

1 Iniziativa interessante e che spero abbia successo. Per Turtledove gratis non basta, devono pagarmi. :-)

» postato da Anacho alle 00:28 del 19-03-2009

2 ottima iniziativa! Si potrebbe fare una cosa simile anche per una pubblicazione "a puntate" di un singolo libro... mi regali i primi capitoli e, se "mi prende", acquisto il libro intero! un po' come accade con i demo dei videogiochi ;) E' una scommessa con se stessi e con il mercato... il costo è minimo (si parla di e-book) e, se il libro è valido, le vendite arrivano a ruota! Speriamo si possa fare qualcosa di simile anche da noi (anche se temo che entità come la SIAE si opporranno, perchè "non si regala la cultura"... devono guadagnarci loro!!!)

» postato da Andrea Pagani alle 08:43 del 19-03-2009

3 «Iniziativa interessante e che spero abbia successo. Per Turtledove gratis non basta, devono pagarmi. :-)» Eretico!! :lol: Certo che se danno il volume numero 8 senza i primi sette :shock:

» postato da Otrebla alle 11:42 del 19-03-2009

4 Sembrerebbe quasi un'opera di carità, invece è solo un altro colpo nella battaglia dell'editoria, che ormai si trova in una situazione allucinante... Ogni stratagemma è lecito per prevalere su altri prodotti editoriali... Secondo me questa iniziativa (comunque lodevole) cerca di far partire l'inserimento graduale da parte di un grosso editore anche nell'ambito dell'e-book, perché paradossalmente sono proprio i grandi editori ad essere reticenti verso le nuove tecnologie applicate all'editoria: un piccolo editore, se non viene stritolato dalla concorrenza e dai costi, faticherà sicuramente di meno per proporre e-book e prodotti legati editoria on demand, al contrario di un colosso che magari investe (e ha investito 25-30 anni fa per il rinnovamento tecnologico della stampa, editing e quant'altro) parecchio per i costi di magazzino, avvio macchine stampa, ecc ecc... Questa sviluppo basato sull'editoria on-line è sicuramente una boccata d'ossigeno per il settore... speriamo bene.

» postato da Turner alle 13:10 del 19-03-2009

5 Ho ancora delle perplessità sull'e-book. Il fatto di avere fisicamente il libro in mano è un bel piacere e lettori per libri digitali alla Star Trek mi sembrano ancora commercialmente lontani. Palomino.

» postato da KVT Palomino alle 13:25 del 19-03-2009

6 «Ho ancora delle perplessità sull'e-book. Il fatto di avere fisicamente il libro in mano è un bel piacere e lettori per libri digitali alla Star Trek mi sembrano ancora commercialmente lontani. » contrarissima all'e-book, primo perchè sono una feticista della carta, secondo perchè mi piace sottolineare le frasi che mi colpiscono, terzo perchè sono già mezza cecata dal computer senza mettermi davanti ad un altro schermo

» postato da Wintermute alle 13:39 del 19-03-2009

7 Anche se non è il caso della Random House, bisogna considerare che negli USA i negozi e le librerie tradizionali (anche in catena), i cosiddetti "brick and mortar" da una parte hanno difficoltà come tutti e dall'altra proseguono nella tendenza (ma questo da anni) a ridurre il numero di autori proposti... tanto che le case più piccole e i nuovi autori denunciano sempre maggiori difficoltà a essere comperati ed esposti. E non va dimenticato che negli USA quello che esce in hardcover viene stampato come paperback almeno nell'80-90% dei casi e che quasi tutto viene ristampato quando termina. Quindi questo non lo vedrei solo come tentativo di promuovere l'e-book, ma anche come modo di far vedere il catalogo e di spingere i potenziali lettori anche a cercare i titoli di quell'autore o casa. Anche la Baen fa così da tempo e ha reso disponbile una moltitudine di titoli più vecchi!

» postato da Otrebla alle 13:51 del 19-03-2009

8 ««Ho ancora delle perplessità sull'e-book. Il fatto di avere fisicamente il libro in mano è un bel piacere e lettori per libri digitali alla Star Trek mi sembrano ancora commercialmente lontani. » contrarissima all'e-book, primo perchè sono una feticista della carta, secondo perchè mi piace sottolineare le frasi che mi colpiscono, terzo perchè sono già mezza cecata dal computer senza mettermi davanti ad un altro schermo» Il tuo feticismo per la carta può stare tranquillo, visto che difficilmente il libro così come lo conosciamo scomparirà; questo appunto perché un libro è (ancor prima del suo contenuto) un oggetto culturale ormai ben definito, e l'avvento degli e-book non è altro che un arricchimento di quest'ultimo, così come l'avvento della fotografia (come sottolinea Eco) non ha sostituito la pittura. «Anche se non è il caso della Random House, bisogna considerare che negli USA i negozi e le librerie tradizionali (anche in catena), i cosiddetti "brick and mortar" da una parte hanno difficoltà come tutti e dall'altra proseguono nella tendenza (ma questo da anni) a ridurre il numero di autori proposti... tanto che le case più piccole e i nuovi autori denunciano sempre maggiori difficoltà a essere comperati ed esposti.» Chiaro. Anche in considerazione del fatto che, quando entriamo in libreria (intendo nelle grandi distribuzioni), in molti casi la disposizione dei libri certo non la sceglie chi lavora li, ma viene dettata direttamente dalle case editrici. Insomma, è proprio una guerra tra grandi (e pochi) colossi, in cui i piccoli fanno sempre più fatica nel cercare di restare a galla; ben venga la nuova tecnologia a dare un minimo di supporto in tal senso...

» postato da Turner alle 15:19 del 19-03-2009

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