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Nella Moldavia del 600 la strega Asa (Barbara Steele) è condannata a morte con il suo amante e sepolta nella tomba di famiglia. Due secoli dopo, due incauti viaggiatori la riportano in vita. Lei tenterà di impossessarsi del giovane corpo di Katja (Barbara Steele) una sua discendente.
Esordio alla regia di Mario Bava, grande direttore della fotografia e geniale maestro di trucchi che qui evocando un suggestivo mondo visivo si cimenta in un esercizio di necrofilia imperniata sul tema della sessualità femminile che.. torna a sfidare l’ordine e la repressione.
Grande successo internazionale per Mario Bava, il film consacrò l’inquietante Barbara Steele
E brava la Ripley Home Video! Dopo Wenders, Herzog e altri grandi autori di un cinema più intimista insieme a Totò e ai film di Alberto Sordi, ecco quella che si rivela per essere davvero una bellissima sorpresa. Un classico di Bava non facilissimo da vedere altrimenti (sicuramente non al cinema) che a quasi mezzo secolo di distanza riesce ancora a spaventare per le sue atmosfere inquietanti mutuate di sana pianta dal racconto di Nikolaj Gogol che ha ispirato la sceneggiatura di De Concini. Un classico da vedere, rivedere e amare.
DISCO 1
Selezione capitoli
Trailer Italiano
Trailer inglese
Galleria fotografica
Filmografie
DISCO 2
Mario Bava - Maestro of the Macabre, documentario
Il documentario ripercorre la carriera di Mario Bava attraverso le testimonianze di collaboratori, del figli Lamberto e di registi come Tim Burton, John Carpenter, Joe Dante
Intervista inedita con Barbara Steel
Curiosità
L'omaggio di Camillo Mastrocinque
Ciak
Nota all'edizione italiana
1 Ne ho socperto l' esistenza sul dizionario dei film che ho a casa e devo dire che è una gran bella pellicola, perla del cinema italiano. Coinvolge da subito e cioé dall' agghiacciante prologo. Il regista ha detto che quando lo rivide una volta con suo figlio si mise a ridere. Beh, beato lui, perchè a me questo film non ha fatto proprio ridere. Soprattutto credo grazie al fatto che non si è calcato troppo con i trucchi delle figure surreali sennò lì sì credo che a quarantesette anni di distanza ci si metterebbe a ridere. Per quello da come ho letto ce ne sono diversi degli anni 70-80 di film che vorrebbero inquietare e far paura e che invece hanno un altro effetto.
» postato da Francesco Romani alle 20:44 del 27-10-2007