I replicanti stanno tornando e, in seguito agli eventi narrati nel film diretto da Denis Villeneuve, Blade Runner 2049, sono questi ultimi ad aver vinto la guerra contro gli umani. È proprio da questo ribaltamento di potere che nasce la storia di Blade Runner 2099, miniserie in otto episodi che vede protagoniste Michelle Yeoh (Everything Everywhere All at Once) e Hunter Schafer (Euphoria), insieme a Dimitri Abold (The Hunger Games: The Ballad of Songbirds & Snakes) e Lewis Gribben (Somewhere Boy).

A raccontare questo mondo troviamo la showrunner Silka Luisa (Shining Girls), che nel corso del panel ha parlato del suo rapporto con il film del 1984 di Ridley Scott:

Siamo nel 2099, cinquant'anni dopo il 2049, e le notizie sono pessime. È accaduto il peggio. La rivolta dei replicanti, che covava già nei film, è esplosa e gli umani hanno perso. Il 2099 segna un momento di svolta: una specie sta per finire e una nuova sta emergendo. Ciò che ho amato del primo film è che affrontava il tema della mortalità su scala individuale: Roy Batty e gli altri replicanti lottavano per avere più vita. Questa serie pone lo stesso interrogativo, ma su scala collettiva. Cosa accade all'umanità quando ci rendiamo conto che il nostro tempo sta per scadere? Accetteremo questa perdita? Riusciremo a preservare la nostra umanità nel frattempo?

Blade Runner 2099 sarà disponibile in streaming su Prime Video il 25 novembre. Come si legge nella sinossi ufficiale:

Cinquant'anni dopo gli eventi di Blade Runner 2049, Los Angeles è rinata, ma non per opera dell'umanità. Cora, una fuggitiva che cerca disperatamente di smettere di scappare, assume un'ultima identità: quella di una Blade Runner. Costretta a collaborare con Olwen, una replicante in punto di morte, dà la caccia a una fuggitiva che nasconde una verità che potrebbe far crollare la loro fragile città.