Colonie umane nello spazio (cronaca di un futuro mancato)


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Quaoar
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MessaggioInviato: Mer 18 Lug, 2007 09:35    Oggetto: Colonie umane nello spazio (cronaca di un futuro mancato)   

Un vecchio libro di Gerard O'Neill ritrovato in fondo ad un casseto de'un vecchio comò (come la mutanda con l'elastichino blù di Arbore). E' stato scritto nel lontano '77 e pubblicato in Italia nel '79 per i tipi di Mondadori.
Il titolo originale era "The High Frontier".
Libro molto piacevole, a metà tra un saggio e un romanzo illustrato, in cui le pagine tecniche sono inframezzate dai diari personali dei nuovi pionieri e dalle preziose chine di Donald Davis.
L'epopea è ambientata in un primo decennio del XXI secolo, dove nei punti di Lagrange dell'orbita lunare vi sono habitat come Isola 3: un cilindro di 6 km di diametro e 30 di lunghezza, che ruota a mezzo giro al minuto simulando una gravità terrestre, con prati, alberi e finestre di cielo dove entra la luce solare mediante un ingegnoso sistema di specchi (per la cronaca i Sides di Gundam sono stati disegnati partendo proprio da questo modello).

http://en.wikipedia.org/wiki/O%27neill_cylinders

Voi le avete viste tutte queste cose?
Io no. Adesso siamo nel 2007 e di colonie spaziali neanche l'ombra.
Eppure avevamo tutti i mezzi per farlo. Gerald O'Neill non era un visionario strampalato.


http://en.wikipedia.org/wiki/Gerard_K._O%27Neill

Era un professore di fisica a Princeton e nel suo libro spiega, dati alla mano, la fattibilità dei suoi progetti con la povera tecnologia degli anni settanta, senza far ricorso a nuove invenzioni come la propulsione nucleare.
La sua tesi, per altro è semplicissima: lanciare dalla Terra è antieconomico per la gravità, quindi l'habitat deve essere costruito con materiali ricavati dal suolo lunare, che come mostrato dai campioni raccolti dai vari astronauti, è ricco di metalli e ossigeno, che possono essere estratti e lavorati facilmente nello spazio.
Per far questo ha pure ideato una catapulta elettromagnetica capace di lanciare materiali raccolti sulla luna nei punti di Lagrange dove sorgeranno gli habitat.

http://en.wikipedia.org/wiki/Mass_driver

Per giunta la sua catapulta elettromagnetica può essere utilizzata anche come propulsore per le astronavi, utilizzando energia solare come fonte e rifiuti come propellente, con una velocità di scarico di circa 10 km/sec (doppia rispetto ai razzi chimici). Queste navi, ovviemente non potrebbero mai decollare dalla Terra per una questione di basso rapporto potenza/peso, ma sarebbero ideali per trasferire passeggeri arrivati con gli Shuttle dall'orbita bassa ai punti di Lagrange.
Le basi sono alimentate ovviamente a energia solare, che nello spazio è sicuramente la fonte più conveniente. Non essendoci parassiti potrebbero anche contare su un agricoltura completamente biologica.
Anche i costi sarebbero stati relativamente modesti: 100 miliardi di dollari per il primo habitat, che sarebbero però scesi progressivamente per gli habitat successivi, che avrebbero utilizzato le stesse basi lunari di raccolta e lancio materiali, e avrebbero avuto sempre meno bisogno di lanci dalla Terra.
Possono sembrare tanti 100 miliardi di dollari di allora, ma sono più o meno il costo del progetto Apollo e meno di quanto gli USA hanno speso per la guerra in Vietnam.
Inoltre le basi si sarebbero ripagate ampiamente con la prduzione e la messa in orbita di satelliti energetici solari che avrebbero inviato energia alla rete elettrica terrestre mediante microonde.

Un saluto
Quaoar
L'uomo che ha raggiunto il successo e l'uomo che ha fallito sono esattamente nella stessa posizione. Entrambi devono decidere cosa fare dopo.
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MessaggioInviato: Mer 18 Lug, 2007 15:11    Oggetto:   

libro interessantissimo, Q. ma suppongo sia fuori catalogo di brutto, no? peccato. Sad
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MessaggioInviato: Mer 18 Lug, 2007 17:59    Oggetto:   

mi ricordo di questo libro, lo lessi da ragazzo e mi affascinò moltissimo, però in altre pubblicazioni, negli anni, ho trovato spesso critiche alle sue idee, contestando molte idee e soprattutto i costi, per esempio la trasmissione dell'energia mediante microonde: avrebbero dovuto impiegare fasci di grande potenza e al suolo la superficie interessata sarebbe stata molto estesa e tra l'altro, fasci del genere potrebbero diventare armi pericolose...
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MessaggioInviato: Gio 19 Lug, 2007 10:24    Oggetto:   

jonny lexington ha scritto:
libro interessantissimo, Q. ma suppongo sia fuori catalogo di brutto, no? peccato. Sad


Probabilmente lo è, ma si può sempre reperire usato su internet o nelle bancarelle.

Quello di cui mi interessava discutere era l'occasione perduta, la perdita del "treno del futuro". Lo Shuttle, infatti, era nato proprio per costruire un habitat degno di questo nome e non quell'accozzaglia di moduli che è l'ISS... Forse avrei dovuto postare questo topic sul forum "Scienza".
Comunque la domanda che vi pongo è questa: nell'arco della nostra vita vedremo mai gli habitat spaziali?

Un saluto
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MessaggioInviato: Gio 19 Lug, 2007 10:28    Oggetto:   

paolo saltamonti ha scritto:
mi ricordo di questo libro, lo lessi da ragazzo e mi affascinò moltissimo, però in altre pubblicazioni, negli anni, ho trovato spesso critiche alle sue idee, contestando molte idee e soprattutto i costi, per esempio la trasmissione dell'energia mediante microonde: avrebbero dovuto impiegare fasci di grande potenza e al suolo la superficie interessata sarebbe stata molto estesa e tra l'altro, fasci del genere potrebbero diventare armi pericolose...


Questo è vero, però, l'invio di energia sulla Terra non è l'unica ragion d'essere degli habitat spaziali, che alla lunga risolvererbbero il problema della sovrappopolazione. Una volta costruito il primo, gli altri verrebbeo uno dopo l'altro, utilizzando materiali lunari a basso costo e dipendendo sempre di meno dagli shuttle, i cui lanci sono molto costosi.
Resta comunque il fatto che il costo iniziale è molto alto.

Un saluto
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MessaggioInviato: Gio 19 Lug, 2007 15:15    Oggetto:   

Quaoar ha scritto:
Quello di cui mi interessava discutere era l'occasione perduta, la perdita del "treno del futuro".

guarda, non vorrei sembrare troppo pessimista, ma se al giorno d'oggi ci fossero davvero delle colonie orbitanti come le ha pensate o'neill, avrebbero già subito almeno un paio di attentati terroristici. Sad

Citazione:
Comunque la domanda che vi pongo è questa: nell'arco della nostra vita vedremo mai gli habitat spaziali?

visto che conto di rimanere ancorato a questa vita almeno per ancora una sessantina d'anni, io dico di sí. purtroppo non mi sarà permesso di andarci a vivere, temo, ma quella è un'altra questione. Cool
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MessaggioInviato: Gio 19 Lug, 2007 18:57    Oggetto:   

Beh Quaoar, io lo spero, penso che per la nostra specie abitare lo spazio e pian piano espandersi nell'universo sia una necessità. ma non credo che i prossimi 40/50 anni vedranno l'avverarsi di questo sogno, Negli anni ottanta avremmo dovuto raggiungere Marte e invece, forse, ci andremo fra 25 anni e con qualcosa di così simile ad un Apollo che solo l'idea mi deprime Rolling Eyes
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MessaggioInviato: Ven 20 Lug, 2007 09:53    Oggetto:   

jonny lexington ha scritto:

guarda, non vorrei sembrare troppo pessimista, ma se al giorno d'oggi ci fossero davvero delle colonie orbitanti come le ha pensate o'neill, avrebbero già subito almeno un paio di attentati terroristici.


O forse avrebbero anche potuto evitarli: una variante di Isola 3 ha una superficie più o meno equivalente a quella di Israele, e forse proprio a questo stato, costretto a ingenti spese militari per lo stato di guerra permanente, costerebbe di meno trasferirsi nello spazio.

Un saluto
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MessaggioInviato: Ven 20 Lug, 2007 09:57    Oggetto:   

paolo saltamonti ha scritto:
Beh Quaoar, io lo spero, penso che per la nostra specie abitare lo spazio e pian piano espandersi nell'universo sia una necessità. ma non credo che i prossimi 40/50 anni vedranno l'avverarsi di questo sogno, Negli anni ottanta avremmo dovuto raggiungere Marte e invece, forse, ci andremo fra 25 anni e con qualcosa di così simile ad un Apollo che solo l'idea mi deprime Rolling Eyes


Temo che tu abbia ragione.

Un saluto
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MessaggioInviato: Ven 20 Lug, 2007 14:27    Oggetto:   

Quaoar ha scritto:
O forse avrebbero anche potuto evitarli: una variante di Isola 3 ha una superficie più o meno equivalente a quella di Israele, e forse proprio a questo stato, costretto a ingenti spese militari per lo stato di guerra permanente, costerebbe di meno trasferirsi nello spazio.

se non fosse che gli israeliani vogliono proprio quel pezzetto di terra dove stanno ora; stessa storia per i palestinesi. Neutral

forse un'idea migliore sarebbe di smontare gerusalemme, mattone per mattone, portare tutto nello spazio e rimontare pazientemente ogni cosa dentro una base geostazionaria, dopodiché sarebbe sotto il controllo delle nazioni unite e non più di una sola fazione. Idea! Smile
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MessaggioInviato: Ven 20 Lug, 2007 14:33    Oggetto:   

paolo saltamonti ha scritto:
penso che per la nostra specie abitare lo spazio e pian piano espandersi nell'universo sia una necessità.

colonizzare lo spazio è un po' paragonabile alle spedizioni europee in giro per il mondo dal sedicesimo secolo in poi. i costi erano alti e a breve termine ingiustificati, ma a lungo termine hanno dato frutti che ancora oggi si fanno sentire (purtroppo anche per le popolazioni indigene delle colonie).

già oggi ci sono tantissime persone che considerano le spedizioni nello spazio un spreco, quando invece si potrebbero investire i soldi nella sanità o nell'educazione (o nel caso dell'america - nell'incasinarsi ulteriormente in medio oriente). ma una volta che le prime missioni serie dovessero portare a casa i frutti sperati, sotto forma ad esempio di carichi di minerali, credo che assisteremmo ad un vero e proprio boom. Smile
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MessaggioInviato: Ven 20 Lug, 2007 16:58    Oggetto:   

lexington ha detto:
Citazione:
ma una volta che le prime missioni serie dovessero portare a casa i frutti sperati, sotto forma ad esempio di carichi di minerali, credo che assisteremmo ad un vero e proprio boom.


Niente di meglio di una forte motivazione economica per fare le cose.
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MessaggioInviato: Ven 20 Lug, 2007 19:50    Oggetto:   

beh le ricadute economiche delle innovazioni dovute alle esplorazioni spaziali sono tantissime dalle più scontate, il gps, alle meno conosciute, l'avvitatore a batteria, (che ha letteralmente cambiato il mio lavoro e quello di tantissimi artigiani) Ma anche le celle solari, le celle a combustibile e mille altre diavolerie, materiali, e applicazioni biomediche, il problema è che la gran parte della gente non lo sa... Rolling Eyes Però io intendo per necessità ,non il tornaconto economico, bensì la sopravvivenza della nostra specie che ad ogni momento, potrebbe venire cancellata da un cataclisma, un asteroide, il surriscaldamento o una glaciazione Confused
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MessaggioInviato: Dom 22 Lug, 2007 17:28    Oggetto:   

Quaoar ha scritto:

Voi le avete viste tutte queste cose?
Io no. Adesso siamo nel 2007 e di colonie spaziali neanche l'ombra.
Eppure avevamo tutti i mezzi per farlo. Gerald O'Neill non era un visionario strampalato.

Azzardo un'ipotesi: finchè la corsa allo spazio era una gara fra le due superpotenze in piena guerra fredda, era più importante ragiungere ogni singolo traguardo per primi, non necessariamente fare qualcosa di duraturo Confused.
Ora invece che la guerra fredda è finita forse la colonizzazione dello spazio diverrà il traguardo vero e proprio.

Secondo voi può influire positivamente il fatto che adesso il tutto è una corsa a tre (USA, Europa e Cina) o non fa differenza?
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MessaggioInviato: Dom 22 Lug, 2007 20:23    Oggetto:   

Ommadawn ha scritto:
Quaoar ha scritto:

Voi le avete viste tutte queste cose?
Io no. Adesso siamo nel 2007 e di colonie spaziali neanche l'ombra.
Eppure avevamo tutti i mezzi per farlo. Gerald O'Neill non era un visionario strampalato.

Azzardo un'ipotesi: finchè la corsa allo spazio era una gara fra le due superpotenze in piena guerra fredda, era più importante ragiungere ogni singolo traguardo per primi, non necessariamente fare qualcosa di duraturo Confused.
Ora invece che la guerra fredda è finita forse la colonizzazione dello spazio diverrà il traguardo vero e proprio.

Secondo voi può influire positivamente il fatto che adesso il tutto è una corsa a tre (USA, Europa e Cina) o non fa differenza?


Chissà... la Cina ha bisogno di una nuova frontiera e l'unica rimasta e lo spazio...
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