Quel che si intende per fantascienza italiana


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HappyCactus
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mar 05 Gen, 2016 09:52    Oggetto:   

Mah, si potrebbe inquadrare i discorso anche nella profonda crisi Italiana, che riguarda l'arte più in generale e ancor più l'inventiva italiana. 
La mia sensazione è che siamo un paese "vecchio", ancorato al passato, in declino e con una fottuta paura del futuro, di mettersi in gioco. E questo si riflette nell'arte e nella letteratura ancor più.
(i miei provocatori 2 eurocent.)
Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Mar 05 Gen, 2016 22:51    Oggetto:   

@HC: come dissentire sulla palpabile sensazione di decadenza del paese nelle sue forme, tra cui quelle artistiche, sebbene trovi in realtà ogni giorno piccoli segnali incoraggianti. Idem per la letteratura fantastica nostrana, che non manca di buoni esempi. Forse quello che manca è una organicità, una costanza che la renda veramente rappresentativa e viva a livello nazionale e oltre? 

@Davide ' la tua obiezione è un po' anche la mia, ma ripenso a quanto detto da Stefano nella prima pagina: il rrischio è che si passi da letteratura- quindi rivolta ad un pubblico generico - a narrativa di genere - che non è che abbia bisogno di un manuale per essere compreso, come stato detto, ma ha di certo un insieme di caratteristiche che soddisferanno gusti particolari, auto escludendosi dall'essere considerato come romanzo e basta.


C'è ovviamente da ribattere che va in realtà ogni romanzo ha un suo novum, solo che la Fs ne ha uno (che ogni autore declina nelle sue accezioni segnalate sia da te che elencate da me nell'elogio ai contenuti fatto in precedenza ) incentrato su un motivo fantastico, tale che esso non sia solo da cornice. Forse "il lettore medio " non lo accetta? 
Lidia Zitara
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MessaggioInviato: Mar 05 Gen, 2016 23:22    Oggetto:   

E niente, volevo solo dirvi che leggendo questa discussione ho appena acquistato "Lungo i vicoli del tempo" e se non mi fermo tutto il mio stipendio finirà in libri.
HappyCactus
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MessaggioInviato: Gio 07 Gen, 2016 10:02    Oggetto:   

Benvenuta nel folto club Smile
Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Gio 14 Gen, 2016 16:14    Oggetto:   

Giusto per far notare come gli spunti suggeriti non siano passati inosservati (penso che sia alquanto frustrante vedere persone che parlano parlano senza mai ascoltare veramente cosa dicon ogli altri), mi sono voluto un attimo informare sulla questione del Novum citata da Davide. Sebbene, l'avessi compresa in parte, in parte mi ero sbagliato. Se il novum è cmq i nucleo "irreale" di una storia, che quindi è ovviamente presente in ogni storia che non sia cronaca, il suo senso è un po' diverso da come l'avevo inteso.
Leggendo in rete questo articolo (mi ci è voluto del tempo, scusate il ritardo):
http://www.futureshock-online.info/pubblicati/fsk38/html/cazzato.htm

si legge questa frase:
Parrinder, al contrario di Suvin [che è colui che ha proposto il Novum, appunto NdMe], sembra aver fatto sua la convinzione di Guillén, secondo il quale non esiste l’esemplificazione pura di un genere, poiché un testo è il risultato dell’intersezione di più generi11. Constatato questo dato di fatto, Parrinder non ha tentato di purificare il genere, bensì di descriverlo così com’è, ovvero attraverso le forme storiche con le quali ha avuto i maggiori scambi: il romance, la favola, l’epica e la parodia. In questo senso la SF è vista non come un genere, ma come una letteratura tout-court.

Quindi in questo caso la FS viene vista come letteratura nella sua complessità. E quindi ridurre ad esempio un episodio scritto ad un campo solo, rischia di far uscire lo scritto dalla letteratura (intesa come "per tutti") a quella di genere (con il rischio concreto di essere emarginata). Potrebbe essere questo un motivo per cui certi romanzi siano accettati da un pubblico vasto, tanto da dire "questo non è un romanzo di FS". Questo perché talmente ricco che ognuno vede quello che gli riesce, si creano i cosidetti "piani di lettura" e via dicendo. E questo indipendentemente dalla sua complessità perché effettivamente la letteratura diventa di massa se è semplice. Quando si va troppo sul complicato difficilmente avrà un grande pubblico, visto il livello generale di ignoranza (sia nel senso buono che in quello cattivo), ma se si sommano senza soluzione di continuità una pletora di temi, anche semplici, avremo effettivamente un romanzo che cela la complessità nell'intreccio di molte linee semplici. La letteratura considerata di genere ritengo (e qui volevo scoprire il fianco alla discussione) che possa insistere o ingrossare alcune linee a scapito delle altre. Quindi può piacere un racconto "se piace il genere". Non perché non valgano le regole valide per ogni romanzo (che poi non esistono, non penso che si possa leggere Il Conte di Montecristo ala stregua che so de Il Nome della Rosa, che pure si pone come letteratura di massa - pur visto solo come giallo storico quando in realtà è molto più complesso) ma perché attirerà il gusto di coloro che amano quelle linee.
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Gio 14 Gen, 2016 21:11    Oggetto:   

Fedemone ha scritto:
Se il novum è cmq i nucleo "irreale" di una storia, che quindi è ovviamente presente in ogni storia che non sia cronaca, il suo senso è un po' diverso da come l'avevo inteso.

E' un po' diverso: il novum fantascientifico e' ben definito (si fa per dire) nel senso che e' un elemnto fantastico che prende il via da elementi piu' o meno forti di scienze piu' o meno forti (nel senso si scienze hard e scienze soft o se preferisci materie "positive" e materie "negative" come le si intende nelle universita').
Usando questo tipo di definizione e' fantascienza non solo se e' presente un novum fantascientifico; questo deve anche essere centrale allo sviluppo della storia.

E' una maniera di riconoscere ed identificare la fantascienza e non e' peregrino perche' attribuisce una qualita' specifica e finalita' alte al genere ed alle opere (esplorare le scienze e le sue applicazioni in ambito narrativo, ed e' tantissimo: assomiglia parecchio a come la intendo io) e non e' tanto utile in termini di catalogazione ma semmai al contrario come stimolo ad un maggior impegno e spia indicatrice e chiave interpretatrice delle migliori qualita' per i lettori.

Ma, appunto, e' solo una delle maniere di intenderle.
Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Lun 18 Gen, 2016 13:58    Oggetto:   

Vero, sono stato più che riassuntivo, parecchio impreciso - e questo a scapito della comprensione.

Superato lo scoglio della definizione di Novum, l'idea sarebbe che il tema fanstastico, predominante in un genere ne è anche il suo limite se isolato. Appunto la narrazione rimane confinata nel genere, quando una letteratura dovrebbe inglobare il più possibile: una posizione che supera il genere puro proposto da Suvin e quello impuro proposto da Parrinder.
Se quindi l'iniziatore della discussione prediligeva il fantastico solo come sfondo, o cornice o cmq non di primo piano, in questa ottica non interessato (come propria ammissione) alla FS (che deve essere fulcro), ma questo ne va comuqnue a detrimento, perché una letteratura è tale se ricca e trasversale, e l'esistenza del novum è un arricchimento notevole (in quanto stimolo di immaginaizone e di libertà, senso del meraviglioso, filosofia sociale, critica del presente, futurologia, impatto del moderno e transitorio sull'uomo come eterno e immantinente, e via discorrendo).

Da qui il commento sul valore di unpoera: "se ti piace il genere" è un commento veramente denigratorio perché non significa che l'opera supera il criterio normale ma necessita quello particolare dle genere ma anzi, proprio per via di un criterio normale l'opera non ha qualità generiche se non quelle proprie del "genere". Quindi ottiene un punteggio positivo solo se il proprio gusto coincide con esso, ma altrimenti non ha valore particolare.


[OT]: ho anche ripensato al 1984 di Orwell, e sono giuto alla conclusione che è più un'horror che altro.
Questo perché la fantascienza ha è essenzialmente immaginare qualcosa che non è e che potrebbe o non potrebbe accadere.
Un horror è un'opera il cui tema narrato può aderire in gradi differenti alla realtà, quindi distaccarsene e che suscita emozioni fortemente negative a riguardo.
Orwell mostra un mondo che in reatà esiste o è esistito (Russia, Germania, Cina ecc.) e suscita in noi na repulsione assoluta, nonché un'angoscia che possa capitare a noi o ripetersi. Non interessa insomma il fantastico, anzi!, quanto il reale e il suo impatto. Quindi è un grosso errore considerarlo FS, perché significa non aver letto nulla oltre la data.
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Lun 18 Gen, 2016 14:41    Oggetto:   

Fedemone ha scritto:
Vero, sono stato più che riassuntivo, parecchio impreciso - e questo a scapito della comprensione.

Superato lo scoglio della definizione di Novum, l'idea sarebbe che il tema fanstastico, predominante in un genere ne è anche il suo limite se isolato. Appunto la narrazione rimane confinata nel genere, quando una letteratura dovrebbe inglobare il più possibile: una posizione che supera il genere puro proposto da Suvin e quello impuro proposto da Parrinder.
Se quindi l'iniziatore della discussione prediligeva il fantastico solo come sfondo, o cornice o cmq non di primo piano, in questa ottica non interessato (come propria ammissione) alla FS (che deve essere fulcro), ma questo ne va comuqnue a detrimento, perché una letteratura è tale se ricca e trasversale, e l'esistenza del novum è un arricchimento notevole (in quanto stimolo di immaginaizone e di libertà, senso del meraviglioso, filosofia sociale, critica del presente, futurologia, impatto del moderno e transitorio sull'uomo come eterno e immantinente, e via discorrendo).


Questa e' un po' la solita questione: meglio specializzare, e dunque approfondire un argomento, oppure generalizzare e quindi perdere profondita' ma inserire soluzioni gia' pronte in un altro contesto?
La risposta, per come la vedo io, e' dipende.
Dipende dall' argomento, dalla sensibilita' ed abilita' dello scrittore e dalla finalita' ultima di chi scrive.

Io non sarei troppo rigido con queste classificazioni: vanno intese, sempre a mio modo di vedere (e non necessariamente questo coincide con quello di chi le concepisce), sono delle indicazioni di massima e sopratutto di intenti.

Quindi il "novum fantascientifico" deve essere indispensabile all' esistenza stessa della storia (e non vuole neppure dire predominante), perche' questa si possa considerare fantascienza.
La questione si sposta sulla natura del novum: molti non considerano, per dire, la storia o la sociologia elementi adeguati.
Be' io la vedo diversamente ma come sempre sono opinioni.
Tiro comunque la coperta dalle parti di quella che ritengo la "mia" definizione del genere che comunque trovo piu' calzante (o piu' adatta alle mie esigenze).




Fedemone ha scritto:


[OT]: ho anche ripensato al 1984 di Orwell, e sono giuto alla conclusione che è più un'horror che altro.
Questo perché la fantascienza ha è essenzialmente immaginare qualcosa che non è e che potrebbe o non potrebbe accadere.
Un horror è un'opera il cui tema narrato può aderire in gradi differenti alla realtà, quindi distaccarsene e che suscita emozioni fortemente negative a riguardo.


Non sono d' accordo con la definizione che dai di horror.
La fantascienza e' il fantastico ancorato alla realta' che usa l' emento non mimentico per uno scopo ben preciso (e quello di 1984 e' una distopia: dunque esplorazione di un futuro possibile negativo dovuto a fatti molto concreti), il fantasy e' fantastico piu' "libero" che inserisce elementi non razionali con intenti di rottura e rilettura della realta' con chiavi narrative non riconducibili in alcuna maniera al razionale, l' horror e' il fantastico costruito attraverso il disagio, l' orrore e lo spavento con il puro fine di rompere la catena della natura umana attraverso non il superamento della realta' in chiave "magica" (fantastica, libera dalle costrizioni della realta') quanto attraverso la distruzione stessa della natura e dunque della realta'.
Con tutti gli incroci del caso (secondo alcuni scrittori l' horror non e' neppure un genere ma semmai una sfumatura; anche su questo non condivido), le linee di confine, i romanzi e racconti che presentano piu' elementi ecc si tratta di tre intenti profondamente diversi per quanto accumunati dalla volonta' di analizzare la realta' attraverso chiavi di lettura fantatiche (realta' possibile ma non realizzata, realta' impossibile per ingigantirla ed ampliarla, anti realta' per affrontarla per negazione).

Non sono precisamente la bibbia a riguardo ma insomma e' cosi' che intendo io i romanzi ed in generale le storie di questi tre generi ed e' attraverso queste lenti che li leggo e li faccio miei.
Fedemone
Asgard Asgard
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MessaggioInviato: Mar 19 Gen, 2016 13:35    Oggetto:   

Fai bene a non essere d'accordo con quella definizione, soprattutto perché no nvoleva essere una deifnizione Razz Più che altro è una caratteristica innegabile (?) quella di voler suscitare repulsione, avversione, anche fisica, nel lettore all'idea di certi eventi e situazioni. La Distopia nel suo voler mettere a disagio il lettore (in maniera alquanto retorica oserei dire, visto che suggerisce che mondi dove accadono cose cattive sono spiacevoli, con notevole acume lapalissiano) perché più che sulla esplorazione del possibile o l'uso di certa tecnologia (se non incanalato a forza nell'ottica esclusivamente distopica) vuole metterlo a disagio, colpirlo dove è sensibile, fare sentire come concreto il pericolo. Quindi, provocatoriamente in effetti, direi che è più accumunabile all'horror, appunto per l'orrore che suscita, che alla fantascienza, dove il tema FS è secondario rispetto al politico / sociale (proprio in quanto distopia)
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mar 19 Gen, 2016 17:23    Oggetto:   

Fedemone ha scritto:
  Quindi, provocatoriamente in effetti, direi che è più accumunabile all'horror, appunto per l'orrore che suscita, che alla fantascienza, dove il tema FS è secondario rispetto al politico / sociale (proprio in quanto distopia)

Ho capito cosa intendi anche se vedo le cose un po' diversamente.
Stefano M. Trucco
Morlock
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MessaggioInviato: Gio 04 Feb, 2016 20:14    Oggetto:   

Bene, ho di nuovo un po' di tempo libero.
Dicevamo?
No, vabbè, ho perso il filo.
Comunque mi metto volentieri alla prova, facendo seguire alla teoria la pratica.
Qui c'è una nuova rivista di narrativa online, molto stilosa, anche graficamente. Tre racconti, più una graphic short story. Il tema è l'addio.
Il mio racconto è a pagina 18 e si intitola, in un ovvio omaggio a Douglas Adams, 'Addio e grazie per tutti i morti'. E' al tempo stesso fantasy e fantascienza e vorrebbe essere molto crudele e cool (poi alla fine fa quel che può, come tutti).
Grazie per gli eventuali commenti.

http://ilbradipo.wix.com/rivistadinarrativa
Lidia Zitara
Hortha Hortha
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Località: Regno delle Due Sicilie
MessaggioInviato: Mar 09 Feb, 2016 15:26    Oggetto:   

Ciao Stefano, ho appena aperto il file (bradipi davvero: l'avete intolato "gli", solo l'articolo) e ho immediatamente riscontrato una cosa: leggerlo da pc è scomodo perché su due colonne, occorre stamparlo. Forse su un tablet grande si legge bene.
S*
Grande Antico Grande Antico
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MessaggioInviato: Gio 03 Mar, 2016 12:41    Oggetto:   

Stefano M. Trucco ha scritto:
Bene, ho di nuovo un po' di tempo libero.
Dicevamo?

ciao Stefano, ho letto il tuo post introduttivo, e devo dirti sì, hai ragione, siamo colpevolmente silenziosi sulla fantascienza che esce fuori dal nostro mondo. Non per volontà ma perché è difficile individuarla e stargli dietro.
Mentre un autore di sf quando pubblica ci manda la notizia, o ce la manda il suo editore, quando Ammanniti o gli altri che hai citato pubblicano qualcosa nessuno ce lo fa sapere, la notizia non esce sulle nostre fonti abituali. 
Ci vorrebbe qualcuno che è abituato a seguire gli ambienti della narrativa mainstream che avesse voglia quando trova qualcosa del genere di scriverci l'articolino. Interessato, per caso?
S*
chip65C02
Hortha Hortha
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MessaggioInviato: Lun 07 Mar, 2016 14:25    Oggetto:   

Non mi piace parlare male degli altri che scrivono di SciFi (in copyright o copyleft) ma é indubbio che immaginare che i romani potessero aver avuto telefoni fax, oppure che alieni siano sbarcati a Roma... sono sinceramente delle ucronie che più che far cascare le braccia al lettore, IMHO fanno pensare ad un manicomio!

Lo so, é de gustibus, come spesso accade per lo steam punk...

Tuttavia mi piace rimarcare alcune cose: non tutta la SciFi é una letteratura da lesionati.

Fu nel 1926-1927 che Amazing Stories stampò la storia del secondo diluvio, scritta da G.P. Serviss, un lungo racconto catastrofico, in varie puntate che oggi suona profetico nella prima parte, sotto il climate change.

E' in Amazing Stories n°8 del novembre 1926 con -the mad planet- l'autore M. Leinster immaginò un cambiamento climatico indotto dall'effetto serra con innalzamento delle temperature, causate da massiva emissione umana di gas ad effetto serra. Purtroppo le ottime premesse di Leinster si spersero per una tangente erronea su una fantomatica trasformazione climatica verso il Carbonifero con l'emersione d'insetti giganti... Però era il 1926 e non c'era la conoscenza scientifica diffusa del 2015.

Su Amazing Stories n.4 del Luglio 1929 il capitano S.P. Meek narrò con un Flashback, l'esistenza di un robot elettromeccanico da calcolo, che applicando curve ed interpolando funzioni matematiche, combinando gli output intermedi di variabili critiche, sarebbe riuscito a stimare eventi futuri. 

Nella Storia esistono evidenze euristiche interessanti, come quello che accadde sull'Isola di Pasqua, un'ottima metafora del pianeta Terra come sistema chiuso. 
https://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Pasqua#Prime_colonizzazioni

Che le risorse siano scarse e suscettibili d'impieghi alternativi e concorrenti, é noto persino agli economisti sani di mente. Così come é noto che mercati oppure i bisogni non sono infiniti, per cui i servizi e/o prodotti ancorché innovativi, poggiano sempre sui brevetti; i quali hanno vincoli fisici, ambientali, demografici, legali, economici, politici, sociali, militari, talvolta persino etici.

Il rapporto -the limith to growth- é un'analisi simulata al computer dove si predice l'avvento di uno scenario distopico entro cento anni dalla data di divulgazione (1972). Se il tasso di crescita della popolazione, dell'industrializzazione, dell'inquinamento, della produzione di cibo e dello sfruttamento delle risorse continuerà inalterato, i limiti dello sviluppo sul pianeta Terra saranno raggiunti, in un momento imprecisato entro i prossimi cento anni (2072=100+1972). Il risultato più probabile, sarà un declino improvviso ed incontrollabile della popolazione e della capacità industriale. (Da notare, che la risorsa é in PDF+COPYLEFT, non in ePub ed é invisibile ai lettori eReader ottimizzati per ePub)
http://collections.dartmouth.edu/published-derivatives/meadows/pdf/meadows_ltg-001.pdf

E' facilmente intuibile il fatto che esistano dei limiti alla crescita economica di una popolazione dentro un pianeta, dato che questo per quanto possa essere grande, é sempre un sistema chiuso ancorché abbia meccanismi d'autorinnovo. Concetti ben evidenziati in questa bella conferenza che discute sul trade off nuovi mercati/sicurezza.
https://youtu.be/Mk_e9JGhf2A

Al pentagono (lo sanno anche i sassi) é da lungo tempo che vanno dicendo che il climate change provocherà guerre.
https://occupycorporatism.com/military-experts-climate-change-will-cause-next-world-war/

E non é un mistero, che i militari americani ne parlino apertamente da anni!.
https://youtu.be/GO9t67mNIYM

Ci sono "profeti di sventure", che ignorano il climate change, ma inferiscono dalla dinamica della storia e dall'attuale assetto politico internazionale, l'esistenza di una WWIII nel futuro.
https://www.youtube.com/watch?v=V3M3RxzJSfU

Tralasciando i rapporti IPCC che stimano tendenze a trend esponenziale con delle rette, e che l'IPCC ha ignorato per ragioni politiche, tutta l'emissione naturale incontrollabile di metano, dal permafrost in scongelamento nella tundra siberiana. Tralasciando, anche il fatto che il climate change sta cambiando il jet stream, a casua della riduzione del gradiente termico.
https://www.youtube.com/watch?v=0yaUbQT5quo
https://www.youtube.com/watch?v=m6pFDu7lLV4
https://www.youtube.com/watch?v=37wcfLeZ9u8
Di certo le molte sottostime IPCC spiegano perché l'IPCC desse navigabile il polo nord non prima del 2100, mentre in realtà il polo nord é navigabile già da 5 anni in estate-autunno ed i russi si preparano a tenere aperto la rotta anche in inverno-primavera, con propri rompighiaccio.
https://www.youtube.com/watch?v=WSKS9JuLX0s

E' fuori di dubbio che il Climate Change non sia una sola questione di sfrattare gli orsi polari, ma sia genesi di migrazioni ossia guerre, a causa della sovrapopolazione sulla Terra e dall'iterazione violenta dei suoi abitanti.
https://youtu.be/5ylQljtlpeo
http://www.ustream.tv/recorded/84140208

Quindi, la risposta é Sì!, il "novum fantascientifico" ha IMHO molto a che fare con la vecchia definizione di SciFi di Gernsback. Ossia sulla capacità di congetturare e speculare con un linguaggio semplice ed accessibile per la gente e per tutte le classi sociali, sul WHAT/IF circa eventi futuri. La costruzione di distopie predittive, sta solo nelle qualità degli autori.

 
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Lun 07 Mar, 2016 15:08    Oggetto:   

chip65C02 ha scritto:
Non mi piace parlare male degli altri che scrivono di SciFi (in copyright o copyleft) ma é indubbio che immaginare che i romani potessero aver avuto telefoni fax, oppure che alieni siano sbarcati a Roma... sono sinceramente delle ucronie che più che far cascare le braccia al lettore, IMHO fanno pensare ad un manicomio!

Scusa ma di che cosa stai parlando?
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