scrivere e pubblicare gratuitamente un ebook...liberta' oppu


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Autore Messaggio
Lidia Zitara
Hortha Hortha
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Località: Regno delle Due Sicilie
MessaggioInviato: Lun 25 Gen, 2016 20:08    Oggetto:   

Ritengo che gli editori non siano ancora pronti ad abdicare ad un potere così grande come quello delle porte della distribuzione.
Mi pare che vi stiate dimenticando questo punto.
Pubblicare, lo faccio anche io domani. Distribuire è ben altro.
Il digitale aggira il problema della distribuzione, ma in questo sono d'accordo con Stefano (a proposito, sei ancora da queste parti?), la mole di pattume (e non intendo sperimentazioni di giovani alle prime armi, ma magari talentuosi, ma di vero, autentico, inemendabile pattume) è tale da assumere proporzioni di genocidio culturale.
Gruppi di lettura, recensioni, commenti, scambi? Tutta fuffa. Le recensioni sono su commissione, pilotate o false, se ci sono. I gruppi di lettura sono fallimentari dai tempi degli incunaboli, reggono solo i forum specialistici vecchio modello, come questo, e qualche amico fidato che ha perso tempo prima di te e ti sconsiglia una lettura.

per il cartaceo la storia è tutta diversa, si tratta solo ed esclusivamente di puntare su un prodotto vincente che ha le caratteristiche per vendere. Alcune case editrici non hanno neanche collane in grado di ospitare romanzi o racconti "di genere", a volte non hanno neanche narrativa, di nessun tipo. La media editoria si basa non sulla narrativa, ma sulla saggistica!
Una casa editrice di medio livello (non qualitativo, ma economico), riesce a coprire le sue regioni di competenza. Il libro non trova distribuzione e non si vende.

Tornando a noi: per la letteratura italiana di genere, specialmente per la fantascienza, credo che sia obbligatorio iniziare con il self publishing on line, specie se consideriamo che le due case editrici maggiori (cartaceo) non sono neanche poi tanto grandi.

Mi sembra non tanto una questione di principi, quanto di quello che si può fare in questo momento.
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Lun 25 Gen, 2016 21:56    Oggetto:   

Lidia Zitara ha scritto:


Tornando a noi: per la letteratura italiana di genere, specialmente per la fantascienza, credo che sia obbligatorio iniziare con il self publishing on line, specie se consideriamo che le due case editrici maggiori (cartaceo) non sono neanche poi tanto grandi.

Mi sembra non tanto una questione di principi, quanto di quello che si può fare in questo momento.

C'e' una grande quantita' di piccole case editrici di settore che pubblicano autori italiani, esordienti ecc.
Il problema e' che manca lo spazio per il passaggio successivo.
Albacube reloaded
Horus Horus
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Località: Un paesello in provincia di Padova
MessaggioInviato: Mar 26 Gen, 2016 01:02    Oggetto:   

Davide, come inquadri in tale contesto l'ultima aggregazione dei cosiddetti big e la fuoriuscita dei dissidenti?
HappyCactus
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mar 26 Gen, 2016 09:45    Oggetto:   

Lidia Zitara ha scritto:
Ritengo che gli editori non siano ancora pronti ad abdicare ad un potere così grande come quello delle porte della distribuzione.
Mi pare che vi stiate dimenticando questo punto.


Oh, no, nessuno lo dimentica, è che il fatto che "non siano pronti ad abdicare" è irrilevante; se non si adatteranno alle nuove esigenze saranno spazzati via, esattamente come gli spazzacamini e i costruttori di carrozze.

Citazione:

Pubblicare, lo faccio anche io domani. Distribuire è ben altro.


Certo ma la questione è se sono efficienti nel farlo.

Citazione:

Il digitale aggira il problema della distribuzione, ma in questo sono d'accordo con Stefano (a proposito, sei ancora da queste parti?), la mole di pattume (e non intendo sperimentazioni di giovani alle prime armi, ma magari talentuosi, ma di vero, autentico, inemendabile pattume) è tale da assumere proporzioni di genocidio culturale.


Questione in parte irrilevante. Il focus non è l'offerta (che comprende di tutto dal pattume ai veri geni), ma la domanda; e cosa chiede il mercato? questo è difficile da dire, nessuno lo può fare con sicurezza, ma la risposta non può certo darla l'editore classico da solo. Soprattutto perché l'ebook è in forte crescita essendo oramai un prodotto maturo e con notevoli spazi di innovazione sia dal punto di vista tecnico (colore, mobilità, fruizione multimediale, software, traduzione, ...) sia dal punto di vista del business (l'all you can eat di Amazon è un primo rudimentale esperimento... arriveremo a forme come lo streaming ?). Liquidare il self-publishing come dannoso, inutile o destinato alla morte è ingenuo, nessuno può sapere dove porterà il mercato.
E il fatto che vi sia ancora un'asimmetria informativa tra la domanda e l'offerta è un non-problema, che si è già risolto in ambiti differenti, dove il mercato è "libero".

Citazione:

Gruppi di lettura, recensioni, commenti, scambi? Tutta fuffa.


Curioso affermarlo in un forum di scifi, dove spesso si commentano e si consigliano gli autori e non tanto gli editori, non credi ? Smile

Citazione:

Le recensioni sono su commissione, pilotate o false, se ci sono.


Chiediamo a tutti coloro che qui dentro commentano, recensiscono o tengono un blog?

Citazione:

I gruppi di lettura sono fallimentari dai tempi degli incunaboli, reggono solo i forum specialistici vecchio modello, come questo, e qualche amico fidato che ha perso tempo prima di te e ti sconsiglia una lettura.


Eppure se c'è gente che vi partecipa, tanto fallimentare non deve essere, non credi?

Citazione:

per il cartaceo la storia è tutta diversa, si tratta solo ed esclusivamente di puntare su un prodotto vincente che ha le caratteristiche per vendere.


"Solo" ? ahahah, chiediamo a S* che ne pensa su questo "solo" ?

Citazione:

Alcune case editrici non hanno neanche collane in grado di ospitare romanzi o racconti "di genere", a volte non hanno neanche narrativa, di nessun tipo. La media editoria si basa non sulla narrativa, ma sulla saggistica!
Una casa editrice di medio livello (non qualitativo, ma economico), riesce a coprire le sue regioni di competenza. Il libro non trova distribuzione e non si vende.


E' proprio questo che intendevo quando parlavo di efficienza nella distribuzione. I vecchi modelli di business basati sulla distribuzione di n copie in m librerie con i contratti fatti "vecchio stampo" sono altamente inefficienti, il settore subirà prima o poi un grosso scossone in cui molti editori medi e grandi saranno spazzati via senza pietà. A meno che non intervenga lo stato a sussidiarli, come fanno con i giornali da troppo tempo, e infatti ci ritroviamo con giornali che paghiamo con le tasse ma nessuno compra né legge neanche nella sala d'attesa del dentista.
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mar 26 Gen, 2016 18:50    Oggetto:   

Albacube reloaded ha scritto:
Davide, come inquadri in tale contesto l'ultima aggregazione dei cosiddetti big e la fuoriuscita dei dissidenti?

Sai che non ho capito la domanda (scusa ma sono un po' cotto).
Albacube reloaded
Horus Horus
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Località: Un paesello in provincia di Padova
MessaggioInviato: Mer 27 Gen, 2016 00:24    Oggetto:   

Davide Siccardi ha scritto:
Lidia Zitara ha scritto:


Tornando a noi: per la letteratura italiana di genere, specialmente per la fantascienza, credo che sia obbligatorio iniziare con il self publishing on line, specie se consideriamo che le due case editrici maggiori (cartaceo) non sono neanche poi tanto grandi.
...

C'e' una grande quantita' di piccole case editrici di settore che pubblicano autori italiani, esordienti ecc.
Il problema e' che manca lo spazio per il passaggio successivo.


Citazione:
Davide, come inquadri in tale contesto l'ultima aggregazione dei cosiddetti big e la fuoriuscita dei dissidenti?


Intendevo come inquadri l'eventuale concentrazione Mondadori-Rcs (che ha recentissimamente destato l'attenzione dell'antitrust), abbinata ovviamente alla fuoriuscita dei dissidenti.
Mi spiego, potrebbe una "concentrazione" - anche in capo ad altri soggetti eh - garantire maggiore spazio per il passo successivo?
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mer 27 Gen, 2016 15:11    Oggetto:   

Albacube reloaded ha scritto:

Intendevo come inquadri l'eventuale concentrazione Mondadori-Rcs (che ha recentissimamente destato l'attenzione dell'antitrust), abbinata ovviamente alla fuoriuscita dei dissidenti.
Mi spiego, potrebbe una "concentrazione" - anche in capo ad altri soggetti eh - garantire maggiore spazio per il passo successivo?

In linea di principio non mi piacciono gli oligopoli ed i  monopoli.
Nello specifico l' editoria non funziona bene da molto tempo (anche se il grosso del problema e' in ambito giornalistico, dal punto di vista dell' utente finale), ma le dinamiche interne appaiono a noi fruitori finale un po' oscure.

Quanto al minimo orticello degli appassionati di sf e fantastio in generale credo cambiera' poco: poco spazio per quanto non va di moda, nessuna collana dedicata (sperando che Urania, con tutti i suoi difetti, sopravviva in edicola), ristampe a random.

Sopravvive la micro editoria (e non so come fanno) ma ovviamente le tempistiche ed i mezzi sono molto diversi. In generale sono sempre una risorsa per gli appassionati ma possono "scoprire" un autore non dargli forte continuita' specie quando questa comincia a diventare famoso nel suo paese d' origine.

Insomma e' sempre spessa.
Lidia Zitara
Hortha Hortha
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Località: Regno delle Due Sicilie
MessaggioInviato: Mer 27 Gen, 2016 20:15    Oggetto:   

Scusa happy cactus, ma non riesco a seguire il filo del tuo ragionamento con questa miriade di citazioni.
Riesco solo a mettere insieme un apio di considerazioni: il potere che hanno gli editori è enorme, e oltre a ostacolare il libro elettronico, ci saranno altri passaggi difficoltosi per chi si autopubblica, fino a quando anche loro non si saranno affrancati nel passaggio e comanderanno spietatamente il settore editoriale, esattamente come hanno fatto in passato.
termini come "spazzati via dal nuovo" li trovo un po' ottimistici. La resistenza sarà più tenace di quello che si può pensare ora.
la distribuzione: ho appunto detto che le case editrici più piccole  equindi più interessate, hanno una distribuzione limitata.
le recensioni: francamente ho letto recensioni entusiastiche su libri di immensa povertà creativa e stilistica. Reggono solo i forum specialistici, come questo appunto.
Non conosco S*, se sei così gentile da spiegarmi a cosa ti riferissi forse potrei darti la mia opinione. In ogni caso il fatto che le case editrici puntino su un prodotto e lo gonfino per la vendita direi che è storia.
Non ho comunque "etichettato" l'ebook come totalmente negatico, anzi, consiglio a chi esordisce in ambito fantascientifico proprio la strada dell'autopubblicazione.
Sul resto, mi spiace, ma non ti seguo, perdo il filo e non capisco dove vuoi arrivare.
HappyCactus
Horus Horus
Messaggi: 5059
Località: Verona
MessaggioInviato: Gio 28 Gen, 2016 09:35    Oggetto:   

Lidia Zitara ha scritto:
Scusa happy cactus, ma non riesco a seguire il filo del tuo ragionamento con questa miriade di citazioni.


HappyCactus tutto attaccato Smile grazie Razz

Citazione:

Riesco solo a mettere insieme un apio di considerazioni: il potere che hanno gli editori è enorme, e oltre a ostacolare il libro elettronico, ci saranno altri passaggi difficoltosi per chi si autopubblica, fino a quando anche loro non si saranno affrancati nel passaggio e comanderanno spietatamente il settore editoriale, esattamente come hanno fatto in passato.
termini come "spazzati via dal nuovo" li trovo un po' ottimistici. La resistenza sarà più tenace di quello che si può pensare ora.


Non c'è dubbio, infatti è lì che ho messo l'accento sui sussidi di stato.
La questione in realtà è che nessuno può sapere il destino del mercato, se andrà a premiare i grandi editori, quelli piccoli, o l'autopubblicazione. E' proprio questo il punto. Per questo si "specula", si guarda al futuro cercando di estrarne un senso.
Però si possono rilevare alcune cose: i grandi editori sono spesso fragili come tutte le grandi istituzioni. Difficilmente abbracciano il nuovo, e quando lo fanno ci mettono spesso troppo tempo o partono fuori mercato: vedi l'e-commerce.
La distribuzione: ha già cambiato faccia e sarebbe stata rivoluzionata se non si fossero sussidiate indirettamente le librerie tradizionali per "farle sopravvivere" (in una mentalità luddista tipica dei regolatori economici), ma ci si arriverà. Un sistema non può vivere di sussidi.
E' in questo che la resistenza si arroccherà, sui sussidi e gli aiuti di stato, sistema che spesso blocca e storpia l'innovazione.
Tutte queste considerazioni prendile per "neutre", per quanto se un settore non sopravvive significa che il mercato non lo vuole o che il sistema lo strangola (identifica da quale parte pende l'ago per il settore delle librerie tradizionali).


Citazione:

la distribuzione: ho appunto detto che le case editrici più piccole  equindi più interessate, hanno una distribuzione limitata.


Vero, ma quale è la causa? L'interesse del mercato, o gli ostacoli economici protezionistici dei media tradizionali? Fino a poco tempo fa l'IVA sugli ebook era al 22% mentre sul cartaceo era al 4%, non poco. Consideriamo anche che il sistema economico/fiscale italiano penalizza moltissimo i piccoli.


Citazione:

le recensioni: francamente ho letto recensioni entusiastiche su libri di immensa povertà creativa e stilistica. Reggono solo i forum specialistici, come questo appunto.


E quindi? le recensioni sono uno degli strumenti che intermediano l'informazione tra i produttori/editori e gli utenti, e guarda caso, sono anche lo strumento più tradizionale. Non è l'unico e quelli citati forse non sono i più innovativi né costituiscono gli unici strumenti a disposizione.
Mi sembra che si ritorni sempre al problema dell'asimmetria informativa come se un lato del problema (quello del produttore) fosse essenziale nel risolverlo. Non è così, anzi. Quando non esisteva l'autopubblicazione, non esisteva il problema dell'asimmetria informativa? non mi pare proprio.
Quindi direi che è un fattore del tutto irrilevante nell'ambito della discussione.

Citazione:

Non conosco S*, se sei così gentile da spiegarmi a cosa ti riferissi forse potrei darti la mia opinione. In ogni caso il fatto che le case editrici puntino su un prodotto e lo gonfino per la vendita direi che è storia.
Non ho comunque "etichettato" l'ebook come totalmente negatico, anzi, consiglio a chi esordisce in ambito fantascientifico proprio la strada dell'autopubblicazione.
Sul resto, mi spiace, ma non ti seguo, perdo il filo e non capisco dove vuoi arrivare.


Quello che intendo dire è che gli editori sono arroccati in difesa contro l'innovazione, e l'autopubblicazione è un vento di libertà e di innovazione, che è sempre e comunque positivo.
Forse non porta percezione di qualità netta, ma ti invito a considerare non tanto i romanzi splendidi che sono stati pubblicati grazie agli editori tradizionali, ma a tutti i romanzi splendidi, geniali che non sono stati pubblicati a causa di qualche editore miope, ovvero a concentrarti su ciò che non si vede piuttosto che su ciò che si vede.

...che per l'inciso è anche il titolo di un saggio dell'800 che tutti dovremmo leggere...
Lidia Zitara
Hortha Hortha
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MessaggioInviato: Gio 28 Gen, 2016 16:19    Oggetto:   

Scusa, HappyCactus, per aver scritto male il tuo nome.
HappyCactus
Horus Horus
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MessaggioInviato: Ven 29 Gen, 2016 09:15    Oggetto:   

Ma figurati, era una battuta Smile
Lidia Zitara
Hortha Hortha
Messaggi: 116
Località: Regno delle Due Sicilie
MessaggioInviato: Sab 30 Gen, 2016 14:24    Oggetto:   

Non si sa mai, e poi io sono una persona cortese. Wink
Anubis84
Morlock
Messaggi: 98
Località: In Sicilia, al sole!
MessaggioInviato: Mer 16 Mar, 2016 13:55    Oggetto:   

É assolutamente necessario il self publishing, avere più offerta comporta la possibilitá che ci sia più spazzatura, e allora? Comporta anche la possibilitá di far emergere talenti che sarebbero rimasti nascosti. Amazon é fatto piuttosto bene, si può scaricare l'estratto di un libro e farsi un'idea. Poi lo si può recensire, partendo dal presupposto che i consumatori siano onesti, non vedo perché qualcuno dovrebbe dare 5 stelle ad un libro che ha trovato pessimo. Certo, c'é la possibilitá che le recensioni siano di amici, ma questo può essere entro un certo numero, chessò 10 recensioni. Ad ogni modo l'estratto comprende circa un capitolo intero.
Faria
Vogon Vogon
Messaggi: 672
MessaggioInviato: Ven 15 Apr, 2016 14:53    Oggetto:   

la storia del copyleft non mi convince tanto. Perché qualcuno dovrebbe investire tempo in un opera che non gli porterà guadagni?
HappyCactus
Horus Horus
Messaggi: 5059
Località: Verona
MessaggioInviato: Sab 16 Apr, 2016 09:39    Oggetto:   

Dicevano lo stesso dell'open source.
E poi... se qualcuno lo sceglie, significa che vantaggi li porta, magari non di tipo economico.
Qual è il problema, se la scelta è consapevole ed individuale?
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