Nel frattempo in Cina ...


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Palomino
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MessaggioInviato: Mer 06 Mar, 2013 20:01    Oggetto:   

jonny lexington ha scritto:
KVT Palomino ha scritto:
Questi disseppellivano i corpi delle ragazze, le ripulivano, falsificavano il certificato di morte per eventuali malattie e le rivendevano

Blink


son fuori di testa 'sti cinesi.

Non saprei.
E' questione di tradizione. Tipo far nascere in anticipo un figlio per impedire che nasca in un mese infausto. O puntare tutto sul maschio e sentirsi falliti se nasce una femmina. Tanto che il rischio prossimo futuro per i cinesi è quello di non avere abbastanza donne per accontentare tutti i maschi. da qualche parte ho perfino letto che c'è un gran numero di bambine che ufficialmente non esistono. La legge sul figlio unico ha spinto molte coppie ha non dichiarare la nascita di una figlia femmina. E nella vastità della Cina rurale è facile che accada.
Probabilmente la Cina arriverà per prima alla clonazione per ovviare al problema o scatenerà una guerra sul modello "ratto delle sabine".
Palomino.
"But now the rains weep o'er his hall,
With no one there to hear.
Yes now the rains weep o'er his hall,
And not a soul to hear"
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L.MCH
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MessaggioInviato: Mer 06 Mar, 2013 22:03    Oggetto:   

KVT Palomino ha scritto:

Probabilmente la Cina arriverà per prima alla clonazione per ovviare al problema o scatenerà una guerra sul modello "ratto delle sabine".


No, semplicemente perchè lo squilibrio non è così grave e la società cinese non è così repressiva come altre in cui tale squilibrio sarebbe un problema grave.
L.MCH
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MessaggioInviato: Gio 07 Mar, 2013 01:21    Oggetto:   

Ritornando alla faccenda delle proprietà immobiliari ...
Se ho ben capito in Cina i cittadini (gli stranieri invece si) non hanno ancora tasse sugli immobili ecc. ecc. ai livelli tipici occidentali.
http://en.wikipedia.org/wiki/Taxation_in_China
Quindi da quelle parti comprare immobili (se sei cinese) è ancora più conveniente che da noi ed è praticamente l'unico vero investimento "sicuro" per le persone comuni, è come investire in Bot qui da noi.
Inoltre per tale motivo anche aziende che operano in altri settori, "investono in immobili" una parte dei loro utili.
Ma ora le cose stanno cambiando ... anche se ci sono parecchie perplessità sulle conseguenze:
http://www.reuters.com/article/2013/02/01/us-china-property-tax-idUSBRE91004020130201
Articolo Reuters ha scritto:
China will postpone the expansion of a pilot program to implement a property tax, the official China Securities Journal reported, citing anonymous official sources, who added that Beijing intends to keep a tight lid on the property market through other means in tier 1 cities.
L.MCH
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MessaggioInviato: Gio 07 Mar, 2013 17:27    Oggetto:   

E sempre a proposito di case e tasse:
http://business.financialpost.com/2013/03/06/the-chinese-are-so-desperate-about-property-taxes-they-are-divorcing-in-droves-to-avoid-them/
Vanno a divorziare per evitare le tasse sulla vendita delle case (recentemente è stata introdotta una tassa del 20%).

Il motivo è che la tassa sulla vendita non viene applicata se si possiede un unica casa, quindi le coppie che hanno investito sul mattone comprandosi una seconda casa ed ora la vogliono vendere ... prima divorziano formalmente per evitare di venir tassati quando vendono la seconda casa.
Paolo7
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MessaggioInviato: Ven 29 Mar, 2013 13:01    Oggetto:   

Inquinamento, alla Cina è costato 138 mld di euro nel 2010

La corsa allo sviluppo intrapresa dalla Cina ha presentato il suo conto: oltre 138 miliardi di euro di perdite economiche causate dall’inquinamento e solo nell’anno 2010. La cifra da capogiro è contenuta nella relazione presentata oggi dal Ministero del Protezione Ambientale che rivela come il Paese stia affrontando spese dirette praticamente raddoppiate rispetto a quelle del 2004. Un calcolo, per ora incompleto, dei costi ambientali del 2010 dimostra come le perdite economiche direttamente legate all’inquinamento abbiano rappresentato il 2,5 per cento della produzione economica totale; se a questo dato venissero aggiunti anche quelli relativi ai danni sull’ecosistema – comprese le foreste, le zone umide e le praterie – la cifra salirebbe oltre i 193 miliardi di euro, pari al 3,5 per cento del prodotto interno lordo di quell’anno. La ricerca tuttavia non calcola i costi per la salute connessi all'inquinamento che, secondo l’Accademia della Pianificazione ambientale del Ministero, evidenzierebbero perdite economiche ancora maggiori.
I dati sconcertanti e il clima di insofferenza che si sta lentamente svegliando fra la popolazione cinese hanno fatto sì che il primo ministro Li Keqiang fornisse delle rassicurazioni in prima persona alla nazione. Il premier ha, infatti, promesso che il suo governo avrebbe “mostrato una determinazione ancora maggiore” nella lotta contro la crisi dell'inquinamento. “Abbiamo bisogno di affrontare la situazione, punire i colpevoli senza alcuna remora e far rispettare la legge con pugno di ferro”, ha affermato Li. “Non dobbiamo andare avanti con una crescita economica a spese dell'ambiente. Questo tipo di sviluppo non potrà mai soddisfare le persone”.

http://www.repubblica.it/news/ambiente/rep_rinnovabili_quanto-costa-cina-655.html

In più:

Secondo il rapporto China's power utilities in hot water di Bloomberg New Energy Finance (Bnef) le "Big Five" energetiche cinesi - Huaneng, Datang, Huadian, Guodian e China Power Investment - hanno molti impianti in aree a rischio stress idrico ed avrebbero bisogno di investimenti per 20 miliardi di dollari per migliorare la loro resilienza.

http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=21196

Ma non si tratta di problemi esclusivamente cinesi...
yurika m.
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MessaggioInviato: Gio 09 Mag, 2013 15:21    Oggetto:   

Commento del sole24ore sui dati dell'export Cinese: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-05-08/lexport-cinese-diventa-giallo-192055.shtml?uuid=AbiNcEuH
L.MCH
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MessaggioInviato: Lun 17 Giu, 2013 18:28    Oggetto:   

Anche quest'anno Fitch segnala che in Cina c'è un rischio sempre più grande che esploda la bolla speculativa nel settore finanziario.
http://www.telegraph.co.uk/finance/china-business/10123507/Fitch-says-China-credit-bubble-unprecedented-in-modern-world-history.html

Notare che la cosa è stata segnalata più volte a partire dal 2008:
http://www.nytimes.com/2008/02/20/business/worldbusiness/20iht-rtrcol21.1.10220162.html?_r=0
2009:
http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/ambroseevans_pritchard/5675198/Chinas-banks-are-an-accident-waiting-to-happen-to-every-one-of-us.html
2010:
http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/ambroseevans_pritchard/8182605/Chinas-credit-bubble-on-borrowed-time-as-inflation-bites.html
2011:
http://www.telegraph.co.uk/finance/china-business/8957289/Chinas-epic-hangover-begins.html
2012:
http://www.huffingtonpost.com/2011/09/08/fitch-china-credit-risk_n_953533.html

E' quindi tutto un gridare "Al lupo! Al lupo!" ?
Forse "la Cina è differente" ?

Vediamo altri casi simili:

1) La crisi dei subprime del 2008 arrivata così "a sorpresa" in realtà non era così sorprendente era dal 2001 che uscivano articoli sulla preoccupante bolla speculativa nel mercato immobiliare statunitense.

2) La bolla speculativa su immobili ed azioni di aziende giapponesi si gonfiò dal 1986 al 1991, mentre in quel periodo uscivano libri e film sul futuro "dominio economico del Giappone" c'erano anche articoli che avvertivano che si trattava di una bolla, a questo seguè il "decennio perduto" con continua deflazione dal 1991 al 2000 seguita da una stasi dal 2001 al 2010, ancora adesso il Giappone deve ancora iniziare a riprendersi sul serio.

Nel caso 1) la crisi fu "esportata" con i derivati (e specialomente qui in Europa che la siamo presi in quel posto).
Nel caso 2) la crisi "rimase interna" (il Giappone era ed è essenzialmente indebitato con la sua stessa popolazione), ma la riduzione degli investimenti esteri ha danneggiato in parte anche altri paesi.

Notare comunque che i segni delle bolle speculative erano evidenti da 6..7 anni prima dello scoppio conclamato ed in entrambi i casi c'erano "quelli che sapevano di economia" che dicevano "ma il Giappone è differente" oppure "ma gli USA sono differenti". Rolling Eyes
Davide Siccardi
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MessaggioInviato: Lun 17 Giu, 2013 23:35    Oggetto:   

L.MCH ha scritto:

Notare comunque che i segni delle bolle speculative erano evidenti da 6..7 anni prima dello scoppio conclamato ed in entrambi i casi c'erano "quelli che sapevano di economia" che dicevano "ma il Giappone è differente" oppure "ma gli USA sono differenti". Rolling Eyes


Be' certo tutti i paesi sono differenti: difatti le crisi assumono forme diverse, ma puntualmente si presentano alla porta.
D' altro canto la Cina e' un paese determinato ad entrare di fatto nel giro dei paesi che contano ed in cui vale la pena vivere ed arricchirsi.
Per fare questo,cioe' scardinare rapidamente e profondamente equilibri di potere politici ed economici internazionali dalla mattina alla sera non per vivacchiare ma per comandare, tanto pulito non si puo' giocare.
L' assurdo e' che effettivamente la Cina ha una crescita "reale" velocissima: ma perche' e' partita da un livello profondamente basso.
Basso in termini di preparazione professionale dei suoi cittadini, di tutela dei diritti dei lavoratori, di certezze da parte degli imprenditori, di strutture ecc ecc.
Se si e' determinati, ci vuole proco a mostrare crescite spaventose partendo da livelli cosi' bassi: ed i numeri della crescita inducono gli osservatori a scommettere su una crescita ancora piu' vertiginosa.
Solo che ad un certo punto la crescita rallenta per forza, strutturalmente: ed a quel punto il rallentamento di una crescita comunque molto forte puo' indurre gli osservatori a fare considerazioni errate di senso contrario.
E le speculazioni degli osservatori possono peggiorare la situazione.
L' ho fatta un poì tanto semplice, ma solo per sottolineare come lo squllibrio, con ricadute positive, non ci sia solo nel momento in cui si esagera nello scommetere su un paese in crescita ma anche quando si fugge da investimenti che comunque son piu' "sani" di tanti altri.
All' assalto del fortino!
"Siamo nella follia a norma di legge" - Andrea Zucchi
L.MCH
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MessaggioInviato: Mar 18 Giu, 2013 03:54    Oggetto:   

Davide Siccardi ha scritto:

Se si e' determinati, ci vuole proco a mostrare crescite spaventose partendo da livelli cosi' bassi: ed i numeri della crescita inducono gli osservatori a scommettere su una crescita ancora piu' vertiginosa.
Solo che ad un certo punto la crescita rallenta per forza, strutturalmente: ed a quel punto il rallentamento di una crescita comunque molto forte puo' indurre gli osservatori a fare considerazioni errate di senso contrario.
E le speculazioni degli osservatori possono peggiorare la situazione.
L' ho fatta un poì tanto semplice, ma solo per sottolineare come lo squllibrio, con ricadute positive, non ci sia solo nel momento in cui si esagera nello scommetere su un paese in crescita ma anche quando si fugge da investimenti che comunque son piu' "sani" di tanti altri.


Solo che li il problema è che c'è ancora lo stato che pensa di controllare l'economia.
Ha senso investire in Cina solo se produci li qualcosa che poi esporti (è l'unico modo relativamente semplice per portare soldi fuori da qual paese) oppure se l'attività produttiva che hai li deve comprare qualcosa da una tua azienda fuori dalla Cina.
Se invece si investe nel settore finanziario la situazione è tipo quello dei derivati dei subprime (tutti a dire che erano roba sicura basata "sul mattone" e poi ...).
Stiamo parlando dello stesso stato che pensava di tenere sotto controllo la faccenda della SARS e si è visto come è andata.
Paolo7
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MessaggioInviato: Sab 29 Giu, 2013 13:00    Oggetto:   

Anche Scacciavillani la vede nera: Si preannuncia uno spettacolo per stomaci robusti. Nel sistema bancario, come nelle reti fognarie, si depositano le scorie dell’economia. Scoperchiando i tombini è raro che si spanda un effluvio.


http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/28/banche-cinesi-alle-strette/640416/
Paolo7
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MessaggioInviato: Dom 23 Ago, 2015 09:13    Oggetto:   

L'economia cinese è in frenata, tutti gli indicatori economici (esportazioni, produzione industriale, vendite al dettaglio) puntano verso il basso. Il Pil dichiarato dal governo è già ai minimi da vent'anni, ma molti economisti sono convinti che i dati ufficiali siano in qualche modo gonfiati e il tasso di crescita non sia del 7%, ma del 5 o addirittura del 3%. I mercati sono sopravvalutati e gli investitori temono una crisi finanziaria. Il debito pubblico è al 280% del Pil. Anche il surplus commerciale è in discesa: nel 2007 era pari al 10% del Pil, l'anno scorso è sceso al 2,1%. Questo andamento sembra suggerire che negli ultimi anni la Cina abbia agito da ammortizzatore della crisi globale, alimentando instabilità interna, con il surriscaldamento dell'immobiliare, l'ipertrofia del sistema creditizio ombra, il decollo verticale dei listini azionari e dell'indebitamento. Lasciando scendere lo yuan e promuovendo la correzione dei mercati azionari, Pechino starebbe allora abbandonando un ruolo da “cuscinetto” che in ogni caso non è più in grado di svolgere.

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2015-08-22/cinae-perche-yuan-scende--104221.shtml
_Kaos_
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MessaggioInviato: Dom 23 Ago, 2015 11:33    Oggetto:   

E la svalutazione della moneta.
jonny lexington
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MessaggioInviato: Mar 25 Ago, 2015 12:46    Oggetto:   

in altre parole, mi toccherà aspettare ancora un po' prima di cambiar casa, perché se il mercato immobiliare mi esplode sotto il sedere di punto in bianco, mi ritrovo a mangiare pane raffermo e croste di formaggio per i prossimi 20 anni.
Ermm

grazie di tutto, cina.
Glenn
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MessaggioInviato: Mar 25 Ago, 2015 20:46    Oggetto:   

Maledetti musi gialli, ora pagate l'occupazione della sacra terra tibetana che occupate peggio dei nazisti da 70 anni, cinesi fuori dal Tibet o morti.
Glenn
Shrike Shrike
Messaggi: 875
MessaggioInviato: Mar 25 Ago, 2015 20:46    Oggetto:   

cadete, cadete MANGIACANI GIALLI
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