Il fantastico: narrativa di bassa lega, o letteratura?


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Autore Messaggio
big bang
Scaraburra
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MessaggioInviato: Mar 06 Feb, 2018 15:32    Oggetto:   

L'assurdità su Firdusi non è tanto quanto sia conosciuto dal grande pubblico (il "grande pubblico" temo manco conosca il Paradise Lost di Milton ecc ecc) ma che non esista un'edizione italiana dopo il 1880 circa!!?
Perfino i capolavori cinesi o indiani hanno (e ci mancherebbe altro) delle edizioni italiane relativamente recenti...

Venendo a tempi più vicini, anche i grandi romanzi del novecento arabi o africani sono appena considerati dagli editori. Basti pensare a Mahfuz (premio Nobel) col suo capolavoro "Il rione dei ragazzi" (tra l'altro di genere fantastico!) ormai introvabile; oppure ad Achebe con quel grande romanzo che è "Le cose crollano" altrettanto introvabile a causa di un'unica edizione italiana di una piccola casa editrice.
Cwy
Fedemone
Ghem-Lord Ghem-Lord
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MessaggioInviato: Gio 08 Feb, 2018 12:29    Oggetto:   

Mah, che ti posso dire, l'editoria italiana deve far fronte ad un pubblico molto ridotto e quindi l'interesse per i romanzi recenti che siano molto "facili" è minimo, mentre per opere di interesse maggiore se ne dovrebbe occupare scolastica, università e stampa specializzata.

Tanto epr dire, anche Le Tragiche di D'Aubignè (https://it.wikipedia.org/wiki/Th%C3%A9odore_Agrippa_d%27Aubign%C3%A9) ha una unica edizione italiana, non integrale e tradotta coi piedi. Era talmente pessima che mi sono messo a leggere l'originale francese senza conosce la lingua...

Vogliamo contare i romanzi giapponesi, anche quelli classici, che mai hanno avuto una edizione italiana o le traversie de Le Mille e Una Notte?
Purtroppo son cose comuni assaj.

Ma non vedo - di fondo - il nesso con l'argomento della discussione...
Fedemone
Ghem-Lord Ghem-Lord
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MessaggioInviato: Ven 23 Feb, 2018 16:16    Oggetto:   

Nell'introduzione de La principessa della Giungla Lineare c'è un passo molto interessante.

Cito:
I due protagonisti, dice Di FIlippo, sembrano incarnare l'ideale dell'antico saggio di Ursula Le Guin su "la fantascienza e la signora Brown": come in Virginia Woolf, "niente guerre, niente colpi di scena, niente avventura, niente superuomini". SOlo scrittura raffinata, e fantascienza.

Dunque se togliamo tutto quanto citato, cosa rimane? Se togliamo tutto lo spettacoloso, il meraviglioso appunto, rimane il nucleo di quella che è la FS e quello che fa della FS letteratura.

Per cui propongo questa analisi strutturale, "estetica" a parte, di un racconto fantastico, una sorta di tripartizione che esiste in quantità variabili e caratterizza più o meno questo o quel genere.

Una parte di meraviglioso, fatta di invenzione irrazionalii e dello stupore che segue. E' la favola, il racconto fantastico puro, ma anche il racconto horror, specie quello sovrannaturale (il thriller invece è paura di un dolore fisico, quindi più aggressivo e materiale) dove tensione e paura colpiscono più di tutti. E l'intrusione nel nostro mondo, è il perturbante, è l'impossibile, è il surreale che suggerisce ma non si comprende. Ci sono mondi dietro gli armadi, e tappeti volanti e città di smeraldo. Sono astronavi in fiamme e soli che esplodono. Riguarda in un certo senso anche la possanza (sovrannaturale, mistico, gigantesco).
Qui non ci vuole la sospensione della credulità, ma ci vuole accetazione e sudditanza, prostrazione davanti eventi che ci riempioni di stupore, e forse di terrore. la loro grandezza (sopratutto se la prosa è riuscita) è dovuta a numi tutelari come la Bellezza, all'Eroismo o appunto l'Orrore.
E' però anche qualcosa legato maggiormente all'estetica - in quanto il colpo d'occhio è uno dei più importanti. E qui si tratta di colpire il lettore/spettatore, quindi su più livelli (quello "materiale", con l'estetica appunto e quello "spirituale", coi suoi numi).

Una parte invece è arbitraria e ha una sua coerenza. Perché astronavi con equipaggio umano? Cosa accadrà nel 2600 DC?
Non hanno giustificazioni immediate, sono scelte ed è quello che caratterizza il fantasy, in tutet le sue accezioni, anche quelle esteticamente di fantascienza (ok ci sono astronavi, ma la componente strutturale è un'altra).
Qui ci vuole una certa sospensione dell'incredulità, si accetta la scelta per quello che è e si vede come prosegue seguendo una certa coerenza (imperi in guerra, esplorazioni e via dicendo)
E' una componente oserei dire "sociale", dove è il mondo ad essere il perno, lo scenario.

Ci stiamo avvicinando sempre di più al reale, fino ad arrivare alla letteratura mimetica, ossai quellac he vuole confondersi con il quotidiano. Più che un ambiente arbitrario, è una conseguenza logica (inevitabile?) di una devizione dalla realtà. Può essere un personaggio immaginario ma perfettamente plausibile, o un evento che potrebbe accadere.
La letteratura esattamente questo fa, raccontare storie che potrebbero essere vere, ove l'immedesimazione è forte e quello che dice ci coinvolge. Ci sono delle sorte di lezioni di vita, o esemplificaizoni di casi "universali", che si possono ripetere nel futuro esattamente come si son ripetute nel passato.
Questo perché? Perché definire una distanza dal reale in realtà mette in luce due punti, quelli di contatto (da cui fare un raffronto diretto e quindi il racconto può essere metafora del mondo a noi noto o verosimile ad esso, ed immedesimarci, sentirsi letteralmente vicini e rimanere quindi più coinvolti) e la differenza.
Questa differenza se ha una spiegazione di qualche tipo serve per rendere la cosa verosimile, come nel racconto parafantascientifico di Murakami: un college per cloni usati come ricambi di organi. Non è impossibile, ma anzi ci coglie il sospetto che potrebbe essere vero.
Notare che nel cas di una spiegaizone scientifica, specie se dettagliata, in genera solletica l'immaginario, quindi tenta di colpire il lettore più che rendere genericamente plausibile la situaizone: è un  caso di "meraviglioso" quindi, non di "mimesi". E la FS in realtà abbonda di casi di spiegazioni raizonali e verosimili.
Quindi il racconto di FS è un racconto mimetico, e nella sua varietà, tanto più ci sono punti di contatti con il nostro presente (quindi cerca di "spiegare l'oggi", o cerca di prevededere il futuro o semplicamente mette in scena la perpetua umana tragedia che non cambia pur al variare della scenografia) più è vicina alla letteratura comunemente intesa.
Se vogliamo fare a gara di quanti racconti di FS siano stati rivalutati dalla critica generalista, scommetto che troveremo specialmente quelli dove il parallelo/metafora/altro con il nostro tempo è più forte.

E un racconto di FS è una mescolanza di tre cose, in proporzioni differenti e siamo radicalmente lontani dallo strutturalismo degli anni '70 e '80. Diciamo che meritiamo una critica più moderna per un genere mutevole e di natura camaleontica.
Fedemone
Ghem-Lord Ghem-Lord
Messaggi: 1564
MessaggioInviato: Ven 23 Feb, 2018 16:17    Oggetto:   

Spero di aver fatto tesoro di tutto quanto sia stato detto da altri utenti nelle varie sedi, e spero prima o poi di dare una forma organica a questi due cent, che forse valgono qualcosa.

ovviamente critiche e migliorie sono benvenute!
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