Fantascienza.pod 14: speciale Cyberpunk!


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MessaggioInviato: Ven 10 Nov, 2006 13:50    Oggetto: Rispondi citando

metalupo ha scritto:
X ha scritto:
[...]se non è cyberpunk questo... Wink


Se non è fantascienza questa... Wink

No... continuo a credere che Egan la produzione complessiva di Egan si possa far rientrare solo per una piccola frazione (facciamo 1-2% tanto per illustrare come la vedo) nel Cyberpunk o PostCyberpunk che sia.


Quello che dici (in tutto il post, ma io mi limito a riportarne solo l'ultima parte per facilità di lettura) ci pone di fronte al problema di definire compiutamente cosa sia davvero il cyberpunk, lavoro che tutto sommato non è mai stato fatto. Sono state prodotte tonnellate di saggistica, a riguardo, ma se poi si va a vedere il pelo ognuno sostiene la sua campana: chi vede nel cyberpunk la rivoluzione estetica della fantascienza, Sterling che definisce il movimento come "l'intersezione dell'immaginario fantascientifico con la cultura pop, specie nel suo aspetto tecnologico", chi sostiene la centralità della tecnologia e critici che invece non si pongono affatto il problema perché secondo Gibson è cyberpunk la fantascienza scritta dagli autori del Gruppo Mirrorshades (che infatti volevano farsi chiamare neuromantici, e non cyberpunk, etichetta per loro esclusivamente commerciale), etc.

A leggere un po' in giro, sembrerebbe che ognuno abbia le idee ben chiare sul cyberpunk (cavoli, io ce le ho ben chiare su cosa è stato il cyberpunk... ce le ho ben chiare anche sul connettivismo... Wink ) però se poi si va a guardare bene è un po' difficile trovare due opinioni che siano tra loro concordi.

Personalmente credo che al di là dei meriti estetici e delle peculiarità stilistiche di cui si è parlato nel podcast e in questo thread (l'affinità con lo sperimentalismo letterario di Burroughs, a cui possiamo aggiungere la libertà di registro di Pynchon), il cyberpunk abbia portato un rinnovamento nell'uso di modelli letterari abusati. Mi spiego meglio: la tecnologia è sembre stata al centro della fantascienza, fin dalla sua nascita sulle riviste pulp degli anni Venti (e se vogliamo lo era pure nel precursore storico, il Frankenstein di Mary Shelley). Però era una tecnologia da laboratorio, una tecnologia funzionale alle esigenze del protagonista della storia, una cosa pulita, insomma, anche quando serviva da bersaglio per un monito. Con il cyberpunk, invece, la tecnologia diventa un affare da strada, perché è sulla gente della strada che ricade dopo essere uscita dalle stanze asettiche della scienza, persone comuni che cercano di servirsene come possono e spesso devono soccombere all'uso che ne viene fatto da qualcuno più forte (che il burattinaio sia una multinazionale, un governo o una IA - "strumento senziente di se stesso"... mi sento molto Ghezzi Rolling Eyes - poco importa). Con il cyberpunk la tecnologia entra nei corpi e nel sangue, laddove il massimo della fantascienza pre-cyberpunk (escludendo appunto pochissimi nomi: Delany, soprattutto, e in una certa misura Ballard e Bester) ammetteva un condizionamento esterno, ma mai una vera e propria integrazione/fusione. E infatti l'icona del cyberpunk è il cyborg (organismo integrato con impianti tecnologici, funzionalità organiche estese da protesi cibernetiche) che si muove in un paesaggio elettronico mutante. La tecnologia diventa così strumento di oppressione e di ribellione, riacquista la sua neutralità rispetto alla fantascienza classica dove veniva considerata sempre come un bene (soprattutto le origini) oppure come un male (il filone distopico fiorito di seguito), ma il suo controllo assurge a un ruolo di primo piano, perché attraverso il controllo della tecnologia passa il controllo del mondo (il famoso know how nelle mani delle corporation, trafugato dagli hacker...).

Per questo, pur riconoscendo il valore dell'iscrizione generica di Egan nell'albo dell'hard SF, mi sento anche di individuare nel cyberpunk la maggiore influenza letteraria sul suo lavoro, che invece si nutre (come giustamente sostieni) di scienza (ancor più che di tecnologia).

Spero di non essere stato troppo cervellotico... Confused

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metalupo
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MessaggioInviato: Ven 10 Nov, 2006 14:12    Oggetto: Rispondi citando

X d'Ospite vestito ha scritto:

Spero di non essere stato troppo cervellotico... Confused


Al contrario m'aspettavo una risposta articolata e d'altra parte t'ho apprezzato nel pod anche per la apacità di impostare un discorso tutt'altro che didascalico.
Per ampliare il mio post precedente t'ho scritto anche un PM che probabilmente non hai ancora visto dato che ti sei connesso da ospite.

In ogni caso, come la descrivi ora la cosa mi torna meglio. Wink
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MessaggioInviato: Sab 11 Nov, 2006 16:48    Oggetto: Rispondi citando

ho letto con molto piacere l'articolo di S* su Brazil, è incredibile come un film di 20 anni fa ed un articolo del 2004 siano ancora così attuali. quando c'è un'idea intelligente lo scorrere del tempo si annulla.

vorrei chiedere a tutti quelli che hanno contribuito alla discussione e che ne sanno molto più di me, se l'anime Trigun può inserirsi nel filone cyberpunk
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Vash the Stampede
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MessaggioInviato: Sab 11 Nov, 2006 16:49    Oggetto: Rispondi citando

diamine! ho commeso anch'io l'errore di non fare il login Embarassed
scusate. l'ospite sono io
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Andrea Pagani
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MessaggioInviato: Sab 11 Nov, 2006 17:17    Oggetto: Rispondi citando

Anonymous ha scritto:
ho letto con molto piacere l'articolo di S* su Brazil, è incredibile come un film di 20 anni fa ed un articolo del 2004 siano ancora così attuali. quando c'è un'idea intelligente lo scorrere del tempo si annulla.

vorrei chiedere a tutti quelli che hanno contribuito alla discussione e che ne sanno molto più di me, se l'anime Trigun può inserirsi nel filone cyberpunk


trigun è piaciuto molto anche a me...

che faccia parte o meno del genere cyberpunk, non saprei... ci sono elementi che lo fammo pensare, altri che fanno pensare allo steampunk, altri ancora alla fantascienza "classica"... in effetti trigun è un bel mix! Wink
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Vash the Stampede
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MessaggioInviato: Sab 11 Nov, 2006 17:23    Oggetto: Rispondi citando

uustiii...dovrò andare a ripassare cosa vuol dire steampunk...ma non ditelo a nessuno di quelli sul ten forward che sono così ignorante...
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Andrea Pagani
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MessaggioInviato: Sab 11 Nov, 2006 17:38    Oggetto: Rispondi citando

Vash the Stampede ha scritto:
uustiii...dovrò andare a ripassare cosa vuol dire steampunk...ma non ditelo a nessuno di quelli sul ten forward che sono così ignorante...


da wikipedia:

Lo steampunk è un filone di narrativa fantastica, ambientato solitamente nel XIX secolo e in particolare nella Londra vittoriana tanto cara a Conan Doyle e H. G. Wells, visto come un mondo anacronistico, a volte un'ucronia (storia alternativa), in cui armi e strumentazioni vengono azionate dalla forza motrice del vapore (steam in inglese) anziché dall'energia elettrica; dove i computer sono completamente analogici, o enormi apparati magnetici sono in grado di modificare l'orbita lunare. Un modo per descrivere l'atmosfera steampunk risiede nello slogan "come sarebbe stato il passato se il futuro fosse accaduto prima" (What the past would look like if the future had happened sooner). Lo steampunk è considerato un sottogenere della fantascienza, ma a volte anche del Fantasy o dell'Horror (per i quali è usata la denominazione complessiva di speculative fiction nella letteratura contemporanea anglosassone, o altre).




http://it.wikipedia.org/wiki/Steampunk
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Faramir
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MessaggioInviato: Sab 11 Nov, 2006 22:58    Oggetto: Rispondi citando

Che bel thread!
metalupo ha scritto:
X d'Ospite vestito ha scritto:

Spero di non essere stato troppo cervellotico... Confused

Al contrario m'aspettavo una risposta articolata e d'altra parte t'ho apprezzato nel pod anche per la apacità di impostare un discorso tutt'altro che didascalico.

L'unica cosa è che non direi che Oceanic sia proprio tra i romanzi post-cyberpunk di Egan, visto che tratta - di fatto - di psicobiologia. E' molto più cronenberghiana la fine di Teranesia, a parità di argomento... *biologico*.
Permutation City e Diaspora (e tanti racconti, in primis Assiomatico) confermano senza dubbio la tua tesi. Un po' meno la Scala di Schild, molto più vicina ai temi *quantistici* di Quarantine, Distress o del racconto Singleton (da poco uscito su Urania).
Amo Egan, lo avrete capito: più ancora che per la speculazione estrema, per la provocatorietà etica delle sue trame. Il più challenging degli autori contemporanei.
A presto!
F.

PS. Che bello, sono diventato Agguantatore a strisce! Sono pure sheckleyiano, of course Wink
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Garrett
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MessaggioInviato: Dom 12 Nov, 2006 15:37    Oggetto: Rispondi citando

Interessante questo pod, completo come sempre.
Una domanda, come mai tra i film non è stato citato Johnny Mnemonic? Sbaglio o è materiale di Gibson anche quello?
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MessaggioInviato: Dom 12 Nov, 2006 16:00    Oggetto: Rispondi citando

Faramir ha scritto:
L'unica cosa è che non direi che Oceanic sia proprio tra i romanzi post-cyberpunk di Egan, visto che tratta - di fatto - di psicobiologia. E' molto più cronenberghiana la fine di Teranesia, a parità di argomento... *biologico*.


Teranesia, purtroppo, mi manca. Però per quello che concerne la nostra discussione la prospettiva postumana di Oceanic è molto interessante perché, per esempio, si colloca ventimila anni nel futuro di una civiltà che ha raggiunto un tale progresso tecnologico da permettersi la digitalizzazione delle coscienze (la misteriosa Beatrice... che fosse una nave spaziale o una condottiera o solo una sonda non è dato saperlo), un lungo volo spaziale (l'Attraversamento) e la manipolazione della materia e dei geni (la ricostituzione di due ceppi umani: Terricoli e Acquliberi).

Faramir ha scritto:
o del racconto Singleton (da poco uscito su Urania).


Ce l'ho! Ma ancora non l'ho letto... Crying or Very sad Grazie per avermi rinfrescato la memoria Wink

Faramir ha scritto:
Amo Egan, lo avrete capito: più ancora che per la speculazione estrema, per la provocatorietà etica delle sue trame. Il più challenging degli autori contemporanei.


Come darti torto!? Però al pari di Egan, per la densità letteraria, ci vedo bene anche M. John Harrison, Vernor Vinge e il solito Gibson (un sempreverde...).

C'ya!
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MessaggioInviato: Dom 12 Nov, 2006 16:08    Oggetto: Rispondi citando

Garrett ha scritto:
Una domanda, come mai tra i film non è stato citato Johnny Mnemonic? Sbaglio o è materiale di Gibson anche quello?


Come no? Citato, è stato citato... solo che sui meriti cinematografici ho preferito glissare... Cool

Comunque tra un annetto o due dovrebbe arrivare nei cinema finalmente il primo romanzo di Gibson: no, non Neuromante, mettete giù i coltelli... intendevo dire il primo romanzo trasposto al cinema, ovvero l'ultimo dato alle stampe dal Nostro, ovvero Pattern Recognition (L'accademia dei sogni). Considerate le potenzialità del soggetto e i nomi coinvolti, chi se la sente di scommettere con me che diventerà il prossimo vero cult movie di questa generazione?

X
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MessaggioInviato: Dom 12 Nov, 2006 20:56    Oggetto: Rispondi citando

X ha scritto:
Teranesia, purtroppo, mi manca. Però per quello che concerne la nostra discussione la prospettiva postumana di Oceanic è molto interessante perché, per esempio, si colloca ventimila anni nel futuro di una civiltà che ha raggiunto un tale progresso tecnologico da permettersi la digitalizzazione delle coscienze

Per associazione di idee (Egan+Cronenberg, isole, Oceanic...), ti segnalo a margine che io ho una teoria su Lost che tira in ballo molto di quanto abbiamo citato. Per me il serial è un videogioco (tesi che ho sostenuto più volte in LostPod), ambientato in una polis eganiana - i personaggi sarebbero coscienze digitalizzate, che *girano* in un luogo nascosto (Antartide, Himalaya, boh) in attesa della fine del mondo e di essere reinstallati in un corpo formattato... ad apocalisse passata.
Carina, no? Lettura cyberpunk del miglior serial televisivo sul mercato!
F.

PS. Grazie delle dritte: Harrison e Vinge mi aspettano, Gibson... continua ad aspettarmi Wink
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MessaggioInviato: Lun 13 Nov, 2006 09:04    Oggetto: Rispondi citando

Ciao a tutti Smile

A proposito di Cyberpunk ...
Avete parlato di film, di libri, di anime ma non di telefilm ...
Eppure esiste una serie MITICA decisamente cyberpunk, tardi anni 80, una delle poche serie di telefilm tradotte in italiano e trasmesse a più riprese negli anni persino dalla rai:MAX HEADROOM (20 minuti nel futuro ...)

Come film (grazie per avere citato Nirvana nel podcast e Brazil ed ExistenX sul forum) aggiungerei senzaltro almeno Avalon (2001) di Mamoru Oshii ( http://www.imdb.com/title/tt0267287/ )

Ciao by Tardis

p.s.
Io ho trovato Neuromante stupendo la prima volta che l'ho letto ed anche tutte le volte che l'ho riletto Cool
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Da pari a pari chino il capo in saluto.
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MessaggioInviato: Lun 13 Nov, 2006 09:17    Oggetto: Rispondi citando

Tardis ha scritto:
Ciao a tutti Smile

A proposito di Cyberpunk ...
Avete parlato di film, di libri, di anime ma non di telefilm ...
Eppure esiste una serie MITICA decisamente cyberpunk, tardi anni 80, una delle poche serie di telefilm tradotte in italiano e trasmesse a più riprese negli anni persino dalla rai:MAX HEADROOM (20 minuti nel futuro ...)

Come film (grazie per avere citato Nirvana nel podcast e Brazil ed ExistenX sul forum) aggiungerei senzaltro almeno Avalon (2001) di Mamoru Oshii ( http://www.imdb.com/title/tt0267287/ )

Ciao by Tardis

p.s.
Io ho trovato Neuromante stupendo la prima volta che l'ho letto ed anche tutte le volte che l'ho riletto Cool


Sottoscrivo per Max Headroom...serie molto particolare e con molti alti e bassi...Avalon invece non ce la faccio ad inserirlo nel filone...

Tra i fumetti ricordo un "convoy" che veniva pubblicato su Granata Press, se non erro....ma di esso non ho molte altre notizie...qualcuno si ricorda?

Ciauzzzzzzzzzz
_________________
Vi Veri Veniversum Vivus Vici
"Uomo che litiga con vacca sul muro e' come treno senza rotaglie: non va da nessuna parte"
Non provare mai a spiegare il computer a un profano. E' più facile spiegare il sesso a una vergine.
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MessaggioInviato: Lun 13 Nov, 2006 12:30    Oggetto: Rispondi citando

Benvenuto!
Tardis ha scritto:
Avete parlato di film, di libri, di anime ma non di telefilm ...

Ehi, avevo appena parlato di un telefilm! Wink
Comunque rilancio con Harsh Realm, terzo e meno fortunato serial di Chris Carter, ambientato in una realtà virtuale!
Tratti in comune con Lost a bizzeffe, peraltro...
F.
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