Grandi Eventi al G277

Pubblicato il 31 Agosto 2012 in "Dategli le brioches" | 1 Commento »

Dopo numerosi ma inconcludenti G7, G8, G20, finalmente un summit dei Grandi della Terra, a Las Vegas, impostato in modo rivoluzionario e democratico, che presenta soluzioni definitive. Ve ne narra alcuni eventi, qui di seguito, il nostro inviato speciale Munìr, di TeleTunisia (trascrizione integrale di una “diretta”).    

Salve! In tutta onestà, signore e signori, a me frega ben poco se sia giorno o notte benché Las Vegas, va ricordato, abbia rinunciato al giorno. Quanto al sottoscritto: vi parla il vostro Munìr, in servizio speciale per TeleTunisi. E dunque, qui a Las Vegas è sempre cielo buio, grazie ai deflettori satellitari di luce solare in orbita. Qualcuno si chiederà come gli abitanti sopportino una simile situazione, ma è chiaro che se è sempre notte, in questa città più che mai è tempo non stop di baldorie notturne e allora bische, donne, alcool, balli, sballi, droghe, festini, pub, ristoranti, negozi, musicisti di strada, macchinette mangiasoldi, giochi, gare, tornei, processioni, che contribuiscono ad accrescere esponenzialmente il Pil locale. Ovviamente solo per gli appartenenti al celebre 1% (ora dicono sia diventato 0,80%, ma se la percentuale è diminuita, il divario è cresciuto). Per quelli del restante ex 99% (adesso 99,20%) si muore più che mai di fame… ma, ecco il punto, oggi pare che siamo tutti, come dire… se non contenti: “rassegnati”. E capirete, questo è già un enorme risultato positivo… 

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Il bosone musicale

Pubblicato il 21 Luglio 2012 in Tempo presente | 2 Commenti »

Esiste realmente una Musica delle sfere? Duemilacinquecento anni fa Pitagora ne era convinto: per il filosofo greco i movimenti dei corpi celesti produrrebbero una particolare musica, non udibile dall’orecchio umano, generata da concetti  armonico-matematici.

Teoria, questa, cui aderirono scienziati e filosofi fino al ’700. Ebbene, di recente il gruppo di studiosi del Progetto Dante, dell’Astra Project di Cambridge e dell’Ifn di Catania - rispettivamente Domenico Vicinanza, Mariapaola Sorrentino, Giuseppe La Rocca - hanno registrato e ascoltato la melodia dell’universo infinitamente piccolo. Ci riferiamo all’ormai famoso “bosone di Higgs” - detto “particella di Dio” - la cui esistenza, ipotizzata dal fisico Peter Higgs circa mezzo secolo fa, è stata confermata agli inizi di luglio dagli sperimentatori del Large Hadron Collider (LHC) di Ginevra. È possibile ascoltare la musica del bosone (dura circa 3,5 secondi): basta recarsi in rete, per esempio all’indirizzo http://daily.wired.it/news/scienza/2012/07/10/musica-bosone-higgs-65247.html, dove se ne offrono due versioni, una per pianoforte solo, una con vari strumenti musicali. È stato realizzato perfino il relativo spartito.

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Il Marte reale e quello sognato

Pubblicato il 15 Luglio 2012 in Tempo presente | 5 Commenti »

                                                                                                                                                           Nell’oceano di notizie quotidiane recenti, tra spread e grottesche ma temibili ”discese in campo”, più d’una riguarda anche il pianeta Marte. Sembrerebbe il momento meno adatto a sognare, il nostro. O no?

Sta di fatto che torna all’attenzione degli studiosi l’eterno interrogativo: se ci siano – o ci siano mai state – forme di vita su quel pianeta. Lì atterrarono, nel 1976, due sonde inviate dalla Nasa, i Viking 1 e 2. Fra i loro compiti c’era l’analisi di campioni del suolo, per rilevare eventuali materiali biologici. L’esperimento fu eseguito con esito positivo, ma prove successive smentirono il risultato e la Nasa non considerò i primi dati, abbandonando l’iniziativa. Non senza polemiche. E ora, a un trentennio di distanza l’astrofisico ed esperto in sistemi caotici Giorgio Bianciardi dell’Università di Siena, unitamente a Joseph Miller e Gilber Levin, ha pubblicato su “International Journal of Aeronautical and Space Sciences” l’esito di uno studio matematico condotto sui materiali prelevati da quei Viking. E la risposta torna a favorire l’ipotesi che su Marte la vita, se ora non c’è, verosimilmente ci sia stata.

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Democrazia svendesi

Pubblicato il 8 Luglio 2012 in "Dategli le brioches" | 2 Commenti »

.                                                                                                                                                                        Sarà una semplice opinione personale, ma sono convinto che mai l’Italia, dopo il fascismo, ha sopportato una simile perdita progressiva di democrazia. Un buco nero che data a partire da un altro infausto “ventennio” e cresce tuttora sotto i nostri occhi, giorno dopo giorno. Anche se questi “occhi” pare non vedano nulla di strano.

Incominciò con l’infausta “discesa in campo” di Berlusconi. Personaggio di indubbia furbizia (che non vuol dire intelligenza), di notevoli capacità imprenditoriali e di ferrea determinazione, ma scarsissimo quanto a cultura (anche riguardante la storia della sua nazione, handicap impensabile per un presidente del consiglio, che per esempio in tv dimostra di non aver mai sentito nominare i sette fratelli Cervi, martiri del nazismo). Geneticamente incapace di concepire natura e modalità della “democrazia”. Sostenitore d’una riduttiva idea “aziendale” dello stato Italia, di conseguenza creatore di un partito-azienda. Peraltro, secondo alcuni, ”grande  comunicatore”, sul che nutrirei seri dubbi, considerate le innumerevoli gaffe, le sue veementi dichiarazioni puntualmente smentite il giorno dopo incolpando la stampa d’aver distorto quanto detto; le litanie circa toghe rosse, comunisti etc.; gli unilaterali e cafoni interventi in diretta durante alcune trasmissioni tv; il modo di “spiegare” l’operato del suo governo agli italiani in coreografiche uscite televisive, in parole estremamente generiche, ripetitive, auto-osannanti con un fraseggio idoneo a bambini dell’asilo.

Il problema peggiore - del che va incolpata la nostra inesistente “sinistra” - è comunque aver permesso la scalata al Parlamento a un individuo già in partenza carico di mastodontici conflitti d’interessi. Berlusconi è, semplicemente, un elemento al quale non si doveva permettere neanche di porre piede nel Parlamento: le motivazioni legali, politiche, eccetera, c’erano, bene in evidenza. Tutto qui.

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Se il rock risveglia l’animale che c’è in noi. Con cenni storici sulla dissonanza

Pubblicato il 5 Luglio 2012 in Tempo presente | 5 Commenti »

                                                                                                                                                                 Rolling Stones, Led Zeppelin, Black Sabbath, Alice Cooper, Jimi Hendrix… e tanti altri. Ricordate quando, negli anni ’70, il “rock” fu accusato di essere “musica del diavolo”?

A riguardo ci furono anche pesanti intromissioni della Chiesa. In realtà c’erano band e rocker specializzati in musiche spesso martellanti, qualche volta con dissonanze (termine che indica suoni che appaiono come stonature), che peraltro spesso raggiungevano successi notevoli. “Scomunicare” l’intero genere musicale?

Ma non c’è pace per il rock . È trascorso un quarantennio, e in questi giorni uno studio condotto da ricercatori della prestigiosa Duke University (Usa), in un articolo a firma di Daniel Bowling  su “The Acousthical Society of America”, dimostrerebbe scientificamente che il rock, con certe sue acerbe sonorità, eccita l’essere umano “tirando fuori l’animale che c’è in noi”.

Stando ai risultati di questa ricerca, alcune dissonanze presenterebbero infatti caratteristiche sonore comuni alle vocalizzazioni di animali in difficoltà o in pericolo, che richiamano l’attenzione ed evocano sensazioni di allerta. Si ipotizza dunque che i compositori usino inconsapevolmente la nostra predisposizione evolutiva a entrare in allarme se ascoltiamo determinati suoni.

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Musica delle Sfere e di robot, non di umani

Pubblicato il 16 Giugno 2012 in Tempo presente | 4 Commenti »

Musicisti, compositori, cantautori: all’erta! La tecnologia minaccia di rubarvi il mestiere. E addirittura l’ispirazione. È nato il Dubbed Sound Machines 2.0

Si tratta di un particolarissimo quintetto d’archi – due violini, viola, violoncello, contrabbasso – costituito da cinque apparati robotici (non antropomorfi) realizzati dalla Festo, azienda tedesca. Scopo dell’ensemble: creare brani musicali ed eseguirli. Tramite meccanismi, ai robot giunge uno spunto musicale improvvisato. Muovendo da questo, un software con algoritmi e regole compositive genera e sviluppa un  brano originale. La notizia è in rete al sito Singularity Hub , dove troviamo anche un video (v. immagine sopra) in cui i “musicisti” giungono a proporci un saggio sonoro che dura un paio di minuti, decisamente accettabile, di stampo vagamente vivaldiano. E soprattutto indistinguibile da musica composta da esseri umani. Se il tutto è davvero come si presenta, le implicazioni di questa invenzione appaiono notevolissime, nel bene e nel male. La dilagante tecnologizzazione delle nostre vite permea ora anche le zone creative del pensiero umano. E’ come inventare una macchina alla quale sia possibile proporre un’idea, una trama, e ricavarne subito un leggibilissimo racconto.

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Minatori dello spazio

Pubblicato il 4 Giugno 2012 in Tempo presente | 2 Commenti »

.                                                                                                                                                                      C’è un rinato interesse negli Usa per l’esplorazione spaziale. Da parte del governo e - per la prima volta nella storia umana - anche di imprenditori privati.  

Barack Obama è tornato a parlare di spedizioni su Marte. E anche sugli asteroidi, per valutarne le possibilità di sfruttamento dei minerali. La Planetary Resources Inc., società privata recentemente costituita, è interessata alle risorse esistenti nello spazio e tra le sue finalità emerge l’estrazione di minerali dagli asteroidi più vicini al nostro pianeta.

Ovviamente nella Planetary si respira atmosfera plurimiliardaria: a parte gli imprenditori Eric Anderson, Peter Diamandis, Chris Lewicki e altri, tutti già coinvolti in iniziative spaziali varie, tra i finanziatori troviamo l’amministratore delegato di Google (Larry Page), il direttore esecutivo di Google (Eric Schmidt), l’astronauta veterano della Nasa Thomas Jones, nonché il famosissimo regista James Cameron. L’azienda ha diffuso un comunicato stampa in cui si dichiara che “…l’esplorazione dello spazio e la ricerca di nuove risorse copriranno due settori oggi critici e aggiungeranno milioni di dollari al Pil globale (…) Si darà così vita a un’industria che creerà una nuova definizione di “risorse naturali”. Tra i primi obiettivi, l’estrazione di ferro e nickel. In verità questo progetto non è affatto nuovo.

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“Quanti” universi?

Pubblicato il 7 Maggio 2012 in Tempo presente | 2 Commenti »

“Universi paralleli”: ipotetici universi “adiacenti” al nostro, o magari compenetrati con il nostro ma in altre dimensioni, in cui potrebbero valere leggi fisiche sconosciute. È fantascienza? Oggi sì, o al più è una teoria ritenuta finora indimostrabile. Ma presto forse non sarà più così.

E’ in progetto un esperimento di fisica che potrebbe dimostrare come l’“uni-verso” non sia affatto “uno”, e anzi ne esistano infiniti: si parlerebbe quindi di “multiverso”, del quale noi saremmo una frazione infinitesima. Concetti grandiosi, e tuttavia l’esperimento in programma appare, in proporzione, d’una semplicità sconcertante.

Fondamentale, in merito, l’assunto che la materia possa muoversi anche al di là dei nostri confini: stando agli studiosi, ciò sarebbe possibile attivando grandi energie. Ne dà notizia, in rete, il sito della Cornell University Library.

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Era Homo sapiens ma non del tutto

Pubblicato il 24 Aprile 2012 in Tempo presente | 2 Commenti »

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È recente la notizia del ritrovamento, all’interno di due cave in una regione nel Sud della Cina, dei resti di quattro ominidi somiglianti all’attuale Homo sapiens. La novità è che questi reperti (parti di scheletri e frammenti di ossa) risalgono dai 14 agli 11 mila anni fa.          

Quindi molto dopo i 200 mila anni fa, che sarebbe l’epoca finora conosciuta circa l’apparizione del “sapiens”, e non in Cina ma in Africa. Ciò che colpisce è che questo Homo sapiens presenta un insieme di caratteri anche somatici decisamente insolito, che crea un miscuglio tra l’arcaico e il moderno. Al punto che gli studiosi sono molto incerti sulla classificazione, e hanno provvisoriamente denominato gli ominidi con l’appellativo “Gente della Caverna del Cervo rosso” (nel sito vi sono tracce anche della presenza di questo animale). Il professor Darren Curnoe, a capo dell’équipe internazionale che ha esaminato i resti, ha dichiarato: “I fossili potrebbero appartenere a una popolazione arcaica finora sconosciuta (…) giunta in questa località, prima che gli esseri umani moderni si diffondessero in Eurasia”. In definitiva, “questi esemplari sono molto diversi sia dall’Homo sapiens sia dai loro contemporanei, sia da quelli che abitavano l’Africa 150 mila anni prima: potrebbero essere i rappresentanti di una nuova linea evolutiva”.

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Denaro virtuale nuovo di zecca

Pubblicato il 6 Aprile 2012 in Tempo presente | 6 Commenti »

“Ogni telefono portatile incorpora il documento identificativo del possessore e la sua Carta di Credito Universale, per cui le transazioni avvengono ovunque istantaneamente e solo con denaro virtuale. Ogni comunicazione o azione dei cittadini lascia tracce indelebili…

…a partire dagli acquisti nei supermercati o nelle farmacie, alle polizze assicurative, all’entità dei redditi, fino alle eventuali multe, nonché agli spostamenti in auto, in aereo e perfino negli ascensori automatici. L’insieme di tutti questi dati confluisce istante dopo istante nel National Data Center, ubicato a Denver: un centro fortificato e difeso con i mezzi più aggiornati (…)”.

Siamo nella fantascienza? Sì. Anzi ora non più. Il brano appena riportato è in effetti riferito a un romanzo di fantascienza: Chi vuole distruggere l’America?, dello statunitense Mack Reynolds. Ma non è stato scritto ora: risale al 1968. A quei tempi i due o tre computer (sperimentali) esistenti sul pianeta si chiamavano “cervelli elettronici”. Ne bastava uno per occupare un’intera stanza e avevano una memoria equivalente a pochissimi Kb.

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