Archive for the ‘Tempo presente’ Category

Addio ad Antonio Caronia

Posted on Febbraio 5th, 2013 in Tempo presente | 2 Comments »

.                                                                                                                                                                                                  Il 30 gennaio 2013 è deceduto all’età di 69 anni Antonio Caronia. Giornalista, critico letterario, traduttore, Caronia è stato un importante personaggio della fantascienza italiana, forse poco conosciuto dalle più recenti generazioni di lettori ma notissimo, per la sua intensa poliedrica e creativa attività, specie negli anni ’70-90.

Nato nel ‘44 a Genova, ma residente a Milano, Caronia studiò matematica, laureandosi con una tesi su Naom Chomsky. Dal ‘64 al ‘77 svolse attività politica, prima nella sinistra del PSI, poi nella sezione italiana della Quarta Internazionale, dirigendo per un paio d’anni il giornale “Bandiera Rossa”;  fino al ‘91 insegnò nella scuola secondaria superiore. Dal ‘78 data il suo ingresso nel mondo della fantascienza italiana, allorché si unì all’attivissimo collettivo milanese “Un’ambigua utopia” (UAU), denominazione che riprendeva il sottotitolo del celebre romanzo di Ursula K. LeGuin I reietti dell’altro pianeta (The Dispossed, 1976). In quel collettivo – per vari anni vivacissimo punto di riferimento per un’ala della fantascienza italiana – Caronia collaborò a numerose iniziative: alla rivista omonima, ai dibattiti, alle manifestazioni, nonché a una sorta di vivacissima contro-convention rimasta famosa, “L’invasione dei mar/x/ziani” (Milano, settembre 1978).

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L’immortalità è una piccola medusa

Posted on Gennaio 21st, 2013 in Tempo presente | No Comments »

.                                                                                                                                                      Immortalità: sempre un sogno? La medicina, la farmacologia, la chirurgia, le tecnologie riguardanti l’analisi e l’esplorazione del corpo umano, protesi grandi e piccole d’ogni genere, una dieta più appropriata, hanno grandemente contribuito, negli ultimi decenni, a far crescere l’età media dell’Homo sapiens…

 Ma quale può essere il limite massimo di vita dell’uomo? Nel giugno scorso è morta nel Congo, a Kinshasa, Antoinette Mbinga: età 130 anni. Aveva 9 figli, 88 nipoti e 130 pronipoti. Probabilmente era la donna più anziana del mondo. Davvero una bella età, se vissuta senza troppi malanni.

Una longevità, però, che passa in second’ordine se entriamo nel regno animale. Per non dire di quello vegetale. Nel novembre 2006 morì per un attacco cardiaco la tartaruga gigante Harriet, che aveva festeggiato i 176 anni. Viveva in uno zoo di Sydney, in Australia, e si dice che l’avesse prelevata Darwin nelle isole Galápagos, quando l’animale aveva cinque anni (era, si noti bene, il 1835), facendone accurato soggetto dei suoi studi. Ma ancora più “anziano” è un esemplare di vongola oceanica della specie Arctica islandica: 376 anni. C’è di più: la Spugna antartica, che ha un ciclo vitale estremamente lento e si ritiene che alcuni esemplari superino i 1.550 anni.

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Casa mia, casa mia, per robotica che tu sia…

Posted on Novembre 25th, 2012 in Tempo presente | No Comments »

“Domotica”: da molti anni, ogni tanto la stampa torna a occuparsene. Di recente se n’è parlato in un programma tv. Il termine viene dal latino “domus”, che significa “casa”, e il fine della domotica è, in breve, migliorare la qualità della vita domestica e in generale dei luoghi in cui si vive, grazie all’automazione, all’elettrotecnica, all’informatica, ai nuovi materiali dell’ingegneria edile.

Si tratta quindi di una scienza interdisciplinare a vasto raggio, che interessa argomenti quali la sicurezza, la riduzione dei costi domestici, l’assunzione di mansioni servizi e controlli finora eseguiti dall’uomo. Quest’ultimo punto assume particolare importanza allorché ci si riferisce ai disabili, ma è in ogni caso importante perché influisce favorevolmente sul “tempo libero” di ciascuno di noi.

La domotica è anche il creare reti comunicative in casa rendendo “intelligenti” oggetti ed elettrodomestici. Gli esempi sono numerosi, e partono da apparecchiature già oggi in uso, per proseguire con quelle che – si ritiene – presto vedremo.

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L’arte di essere un cadavere

Posted on Novembre 11th, 2012 in Tempo presente | No Comments »

.                                                                                                                                                                       Fa molto discutere la mostra itinerante Body World, giunta anche in Italia (dapprima Roma, alle Officine Farneto, ora a Milano alla Fabbrica del Vapore) che esibisce corpi di defunti posizionati in vari atteggiamenti, sottoposti a plastinazione.

Si tratta di una tecnica che sostituisce i liquidi del corpo umano con polimeri di silicone, e può essere considerata una evoluzione tecnologica dell’antica imbalsamazione: il procedimento rende i corpi – o i reperti organici – inodori e rigidi, mentre lascia intatti i colori. Ne è ideatore e proprietario del brevetto l’anatomopatologo tedesco prof. Gunther von Hagens, che da decenni lavora a questi progetti e ha al contempo avuto l’idea di esporre corpi plastinati in atteggiamenti vari, talora quotidiani, o ripresi da celebri dipinti e sculture, o anche in pose atletiche. Altre volte invece i corpi sono sezionati a puro scopo didascalico.

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Le nubi barocche di Marte

Posted on Novembre 8th, 2012 in Tempo presente | 3 Comments »

                                                                                                                                                                Ricordo bene, sulla Terra doveva essere il settembre 2035, su Marte chissà che stagione era e comunque era identica a un settembre…

D’altronde Marte, freddo glabro e spoglio com’è, con quella luce giornaliera tra il rosa e il color cenere, a noi astronauti è sempre apparso un eterno autunno, o un eterno tramonto. Un pianeta silente, immobile, forse inutile. Sì, ricordo bene quel pomeriggio. Tu, Liza, facevi parte della spedizione al Polo Nord e dovevi restare alla Base per altri tre mesi, ma era in arrivo dalla Terra la navetta delle turnazioni e io avevo deciso di ripartire. Non era indispensabile la mia sostituzione, pure mi ero intestardito a tornarmene.

Uscimmo dalla Base, formata da tante stanze semisferiche allineate. Sembravano igloo, collegati da piccole gallerie. Uscimmo per appartarci e salutarci, lasciando dentro Wachowski, Corbett, Nakamura e Delillo.

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Il bosone musicale

Posted on Luglio 21st, 2012 in Tempo presente | 2 Comments »

Esiste realmente una Musica delle sfere? Duemilacinquecento anni fa Pitagora ne era convinto: per il filosofo greco i movimenti dei corpi celesti produrrebbero una particolare musica, non udibile dall’orecchio umano, generata da concetti  armonico-matematici.

Teoria, questa, cui aderirono scienziati e filosofi fino al ’700. Ebbene, di recente il gruppo di studiosi del Progetto Dante, dell’Astra Project di Cambridge e dell’Ifn di Catania - rispettivamente Domenico Vicinanza, Mariapaola Sorrentino, Giuseppe La Rocca - hanno registrato e ascoltato la melodia dell’universo infinitamente piccolo. Ci riferiamo all’ormai famoso “bosone di Higgs” - detto “particella di Dio” - la cui esistenza, ipotizzata dal fisico Peter Higgs circa mezzo secolo fa, è stata confermata agli inizi di luglio dagli sperimentatori del Large Hadron Collider (LHC) di Ginevra. È possibile ascoltare la musica del bosone (dura circa 3,5 secondi): basta recarsi in rete, per esempio all’indirizzo http://daily.wired.it/news/scienza/2012/07/10/musica-bosone-higgs-65247.html, dove se ne offrono due versioni, una per pianoforte solo, una con vari strumenti musicali. È stato realizzato perfino il relativo spartito.

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Il Marte reale e quello sognato

Posted on Luglio 15th, 2012 in Tempo presente | 5 Comments »

                                                                                                                                                           Nell’oceano di notizie quotidiane recenti, tra spread e grottesche ma temibili ”discese in campo”, più d’una riguarda anche il pianeta Marte. Sembrerebbe il momento meno adatto a sognare, il nostro. O no?

Sta di fatto che torna all’attenzione degli studiosi l’eterno interrogativo: se ci siano – o ci siano mai state – forme di vita su quel pianeta. Lì atterrarono, nel 1976, due sonde inviate dalla Nasa, i Viking 1 e 2. Fra i loro compiti c’era l’analisi di campioni del suolo, per rilevare eventuali materiali biologici. L’esperimento fu eseguito con esito positivo, ma prove successive smentirono il risultato e la Nasa non considerò i primi dati, abbandonando l’iniziativa. Non senza polemiche. E ora, a un trentennio di distanza l’astrofisico ed esperto in sistemi caotici Giorgio Bianciardi dell’Università di Siena, unitamente a Joseph Miller e Gilber Levin, ha pubblicato su “International Journal of Aeronautical and Space Sciences” l’esito di uno studio matematico condotto sui materiali prelevati da quei Viking. E la risposta torna a favorire l’ipotesi che su Marte la vita, se ora non c’è, verosimilmente ci sia stata.

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Se il rock risveglia l’animale che c’è in noi. Con cenni storici sulla dissonanza

Posted on Luglio 5th, 2012 in Tempo presente | 5 Comments »

                                                                                                                                                                 Rolling Stones, Led Zeppelin, Black Sabbath, Alice Cooper, Jimi Hendrix… e tanti altri. Ricordate quando, negli anni ’70, il “rock” fu accusato di essere “musica del diavolo”?

A riguardo ci furono anche pesanti intromissioni della Chiesa. In realtà c’erano band e rocker specializzati in musiche spesso martellanti, qualche volta con dissonanze (termine che indica suoni che appaiono come stonature), che peraltro spesso raggiungevano successi notevoli. “Scomunicare” l’intero genere musicale?

Ma non c’è pace per il rock . È trascorso un quarantennio, e in questi giorni uno studio condotto da ricercatori della prestigiosa Duke University (Usa), in un articolo a firma di Daniel Bowling  su “The Acousthical Society of America”, dimostrerebbe scientificamente che il rock, con certe sue acerbe sonorità, eccita l’essere umano “tirando fuori l’animale che c’è in noi”.

Stando ai risultati di questa ricerca, alcune dissonanze presenterebbero infatti caratteristiche sonore comuni alle vocalizzazioni di animali in difficoltà o in pericolo, che richiamano l’attenzione ed evocano sensazioni di allerta. Si ipotizza dunque che i compositori usino inconsapevolmente la nostra predisposizione evolutiva a entrare in allarme se ascoltiamo determinati suoni.

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Musica delle Sfere e di robot, non di umani

Posted on Giugno 16th, 2012 in Tempo presente | 4 Comments »

Musicisti, compositori, cantautori: all’erta! La tecnologia minaccia di rubarvi il mestiere. E addirittura l’ispirazione. È nato il Dubbed Sound Machines 2.0

Si tratta di un particolarissimo quintetto d’archi – due violini, viola, violoncello, contrabbasso – costituito da cinque apparati robotici (non antropomorfi) realizzati dalla Festo, azienda tedesca. Scopo dell’ensemble: creare brani musicali ed eseguirli. Tramite meccanismi, ai robot giunge uno spunto musicale improvvisato. Muovendo da questo, un software con algoritmi e regole compositive genera e sviluppa un  brano originale. La notizia è in rete al sito Singularity Hub , dove troviamo anche un video (v. immagine sopra) in cui i “musicisti” giungono a proporci un saggio sonoro che dura un paio di minuti, decisamente accettabile, di stampo vagamente vivaldiano. E soprattutto indistinguibile da musica composta da esseri umani. Se il tutto è davvero come si presenta, le implicazioni di questa invenzione appaiono notevolissime, nel bene e nel male. La dilagante tecnologizzazione delle nostre vite permea ora anche le zone creative del pensiero umano. E’ come inventare una macchina alla quale sia possibile proporre un’idea, una trama, e ricavarne subito un leggibilissimo racconto.

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Minatori dello spazio

Posted on Giugno 4th, 2012 in Tempo presente | 2 Comments »

.                                                                                                                                                                      C’è un rinato interesse negli Usa per l’esplorazione spaziale. Da parte del governo e - per la prima volta nella storia umana - anche di imprenditori privati.  

Barack Obama è tornato a parlare di spedizioni su Marte. E anche sugli asteroidi, per valutarne le possibilità di sfruttamento dei minerali. La Planetary Resources Inc., società privata recentemente costituita, è interessata alle risorse esistenti nello spazio e tra le sue finalità emerge l’estrazione di minerali dagli asteroidi più vicini al nostro pianeta.

Ovviamente nella Planetary si respira atmosfera plurimiliardaria: a parte gli imprenditori Eric Anderson, Peter Diamandis, Chris Lewicki e altri, tutti già coinvolti in iniziative spaziali varie, tra i finanziatori troviamo l’amministratore delegato di Google (Larry Page), il direttore esecutivo di Google (Eric Schmidt), l’astronauta veterano della Nasa Thomas Jones, nonché il famosissimo regista James Cameron. L’azienda ha diffuso un comunicato stampa in cui si dichiara che “…l’esplorazione dello spazio e la ricerca di nuove risorse copriranno due settori oggi critici e aggiungeranno milioni di dollari al Pil globale (…) Si darà così vita a un’industria che creerà una nuova definizione di “risorse naturali”. Tra i primi obiettivi, l’estrazione di ferro e nickel. In verità questo progetto non è affatto nuovo.

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