Archive for the ‘Storie d'ordinario infinito’ Category

In attesa di Aline

Posted on Febbraio 6th, 2009 in Storie d'ordinario infinito | No Comments »

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Eros e Tanathos nell’era del pensiero chimico

La notte era una losanga bianca psicotica in fondo a un corridoio nero, ma a tratti la notte diventava strabica e Vetto vedeva una losanga nera in un corridoio bianco, con al centro la falce di luna declinante alta sul suo letto spettrale. Vetto non sapeva se la notte sarebbe finita, o se avrebbe cambiato ancora colore, magari una notte senza tempo rossa di sangue. A un certo punto la losanga divenne una finestra alta, lui non poteva arrivarci neanche mettendo la sedia sul tavolino. Si alzò.

L’orologio segnava le nove e venti, un’ora buona per la sua ultima giornata. — Ciao, Signorina Deda — disse. Dette un’occhiata intorno, come un addio. Ma sapeva quanto fosse inutile: conosceva a menadito la celletta spoglia e il suo puzzo inestirpabile, e sapeva che la Signorina Deda era una specie di mostro capace di vederlo e sentirlo parlare respirare anche dall’altro capo del mondo.

Avanti, indietro, sopra, sotto. I gesti rituali da fare senza pensarci, da non pensarci sperando di non doverli fare. Appena si vide vestito Vetto andò al tavolino, e sedette. Aline…

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Casa popolare vista mare

Posted on Gennaio 7th, 2009 in Storie d'ordinario infinito | No Comments »

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La guerra eterna dell’abitare

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Sceglie una mistura di toni dal nostalgico al colto, al popolare, ironico, patetico (talora poetico), ma soprattutto satirico se non corrosivo come un acido Giacomo Annibaldis, autore del breve romanzo Casa popolare vista mare (Besa, 2007, pagg. 92, euro 10,00). Siamo in una sorta di odissea quotidiana vissuta e dipanata nel corso d’un paio di decenni in un ambiente davvero fuori del tempo: un gruppo di case popolari, L’Iaccipì, alias IACP (Istituto Autonomo delle Case Popolari).

Il volumetto è ordinato non per capitoli ma per “palazzine”, perché sono queste ultime (la “A”, la “B”, la “C”…) in un certo senso le vere protagoniste: incombenti, immobili, immutabili a fronte di eventi e vite che, quasi fossero arredo, si susseguono, alternano, ripetono e consumano in un loop temporale circolare. Perché su tutte le paure di chi abita nell’Iaccipì pende quella più terribile, definitiva: il furto violento dell’immobile che si è avuto in assegnazione. O che, comunque, “si è avuto”. Furto che può estrinsecarsi in una stupefacente gamma di modalità, sebbene tutte con finale obbligato: “smammare”, cambiare aria, “fuori dai piedi”. Con annessa appendice di varia umanità.

Annibaldis ci narra del povero vecchio disgraziato come del mafioso, del ricattatore e altri ancora. Per esempio c’è l’anziana signora che andava “a pisciare fuori casa, appoggiata al muro retrostante la nostra palazzina, apriva le gambe e scrosciava”.

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Anno dopo anno in un quasi-diario

Posted on Ottobre 13th, 2008 in Storie d'ordinario infinito | No Comments »

 

Daniele Giancane, “Un anno dopo l’altro. Quasi un diario per i miei 60 anni”. Bari, La Vallisa, 2008.

 

L’ultimo libro di Daniele Giancane è una voce amica che ti sale da dentro, una voce che ti sembra di conoscere da sempre. Seguendo i capitoletti in forma di diario (ogni giorno un pensiero, un argomento, per un intero anno: 25 settembre 2007 / 24 settembre 2008) è come dialogare, non solo leggere. Un dialogo minimale sui massimi sistemi, si potrebbe dire. Ma non meno significativo e profondo. Perché questo piccolo - quanto a dimensioni - libro di Giancane (docente in Scienza della Formazione presso l’Università di Bari, poeta, scrittore, fondatore del gruppo di poeti La Vallisa)  ricapitola e ripercorre in poco più di cento paginette un’intera vita – sessanta anni – di eventi e di interrogativi che appartengono a chi li scrive ma che diventano inevitabilmente anche i nostri. La riflessione - anche critica, filosofica - di Daniele Giancane è personalissima. Concisa, pragmatica, bonaria, sognante; a volte autoironica, disillusa.

 

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Alia 5 - L’Italia e il Sol Levante

Posted on Ottobre 8th, 2008 in Storie d'ordinario infinito | 2 Comments »

“Alia. L’arcipelago del fantastico” n. 5, Autori italiani.  Ed. CS_Libri, Torino 

“Alia. L’arcipelago del fantastico” n. 5, Sol Levante. Ed. CS_Libri, Torino

Sono ora disponibili i primi due volumi della quinta uscita di Alia, dedicati ad autori del fantastico rispettivamente giapponesi e italiani. Entro l’anno uscirà il terzo, con racconti di scrittori d’area anglofona.

Senz’altro da ammirare la determinazione con cui i librai-scrittori-editori (raro trinomio!) Massimo Citi e Silvia Treves, coadiuvati da uno scelto gruppo di collaboratori, propongono ormai da un quinquennio questa corposa antologia di narrativa fantastica nel senso più ampio del termine (fantastico puro, fantascienza, horror eccetera) articolata in tre sezioni. L’iniziativa, come già detto, non si limita - secondo la tradizione editoriale nostrana - a presentare nomi americani o al più inglesi. I volumi sono di circa 200 pagine ciascuno.       

Ogni sezione spazia ampiamente nelle varie sfaccettature del fantastico, presentando autori - spesso per la prima volta nel nostro Paese - d’ogni stile ed epoca. In quanto parte in causa come curatore e prefatore della sezione italiana, non posso esimermi dal sottolineare anzitutto che in Italia “narrativa fantastica” significa soprattutto fantasy, horror e (in misura molto minore) fantascienza: del fantastico puro si propone poco o nulla. 

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