Archive for the ‘Accadde... domani’ Category

Hellzapoppin kamikaze

Posted on Maggio 28th, 2009 in Accadde... domani | 1 Comment »

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Non chiedete il mio nome, l’ho già dimenticato. Tra poche ore non esisterò più. Tra pochi giorni non esisteranno più centinaia di migliaia, forse milioni di viventi. Li avrò distrutti io. Voi volete tentare di spezzare il circolo di odio, dolore e vendetta che da decenni insanguina Oriente e Occidente? Sì, appartengo all’Islam ma sono occidentale da generazioni, dal lontano 1997, quando mio nonno si trasferì in Italia. Ora, lo sapete, sono gli stessi servizi segreti occidentali che ci arruolano per queste azioni.  Siamo e resteremo l’arma più economica, invisibile, efficace. Così tradisco la mia patria d’origine, il Medioriente? Affatto. La mia azione avverrà in tutt’altra parte del mondo. Se va a fine, sarà difficile ricostruire attori e mandanti…

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Non voglio più pensare

Posted on Aprile 29th, 2009 in Accadde... domani | 2 Comments »

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Salve! Oggi sarà una giornata speciale, perché oggi non voglio più pensare. Per cominciare, non voglio neanche alzarmi dal letto. Meno male che la mia casa e la mia persona sono un concentrato ultratecnologico all’avanguardia. Ma presto queste possibilità saranno alla portata economica di tutti. Tutti - anche voi - potranno non pensare. E’ bello non pensare. Il cervello riposa. Non vi sembra, a volte (con quel formicolare inesausto e vorticoso che si agita nella vostra mente di giorno ma anche di notte, quando vorreste essere liberati da pensieri che vi assillano, vi ossessionano, vi danno il mal di testa, vi danno incubi, quando insomma vorreste sparire, dileguarvi, rendervi invisibili al mondo, annullarvi) subentri in voi un senso di impotenza per l’incapacità di realizzare il vostro umanissimo desiderio di “diventare nulla”? Presto potrete farlo. Il governo dà una sovvenzione per l’acquisto della macchinetta. Anche perché (è un mio sospetto) il governo gradisce chi non pensa. Comunque io l’ho già comprata.

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Contabilità Pubblica Individuale

Posted on Aprile 17th, 2009 in Accadde... domani | 1 Comment »

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Se parliamo di “contabilità pubblica”, pochi in realtà oggi, nel 2018, sanno a cosa ci riferiamo. Magari si pensa alla vecchia “contabilità nazionale” riguardante distribuzione e utilizzazione del reddito, conto economico di risorse e impieghi, formazione del capitale, transazioni internazionali, contabilità per l’inflazione eccetera. La disciplina in oggetto si è invece evoluta i questi ultimi tempi, ispirata al principio formulato a inizio millennio da un noto esponente di governo, secondo cui “lo Stato è un’azienda”.

In effetti, pochi all’epoca intuirono la profonda e rivoluzionaria verità, le ricche implicazioni di tale concetto; e solo oggi l’Italia, con l’attuazione di quanto sotteso a quella intuizione, comincia a raccoglierne i primi frutti. Uno Stato azienda comporta - ad esser logici - che anche i cittadini rientrino nelle “voci” contabili, nella potenziale “ricchezza” comune. Quindi le tabelle di Stato, i suoi conti patrimoniali ed economici, devono considerare questa nuova “posta” viva (l’individuo: il suo corpo, le sue capacità fisiche e psichiche) che va stimolata, valorizzata. Nella contabilità generale si è dunque aggiunto, alla struttura tradizionale, il DRU (Documento Risorse Umane), espressione d’una  nuova branca: la Contabilità Pubblica Individuale, riguardante i 70 milioni circa di italiani. Scopo del DRU: misurare analiticamente ogni movimento in attivo e in passivo del singolo Cittadino.

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Diaspora

Posted on Aprile 5th, 2009 in Accadde... domani | No Comments »

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Ai partecipanti all’Eurocon 2009 la Delosbooks ha fatto omaggio di un volumetto di 136 pagine, curato da Silvio Sosio e Flora Staglianò: The Deep Space Traveler’s Guide, contenente dieci racconti di fantascienza. Gli autori sono, nell’ordine: Ruth Nestvold (Mars: A Traveler’s Guide), Ian Watson (Giant Dwarfs), Geoffrey A. Landis (The Resonance of Light), Mary A. Turzillo (Scout), Frank Roger (Space Beach), Elisabetta Venier (Embargo), Thomas R.P. Mielke (Ein Mord im Weltraum), Lanfranco Fabriani (Passaggi incrociati), Vittorio Catani (Diaspora), Vittorio Curtoni (La luce). Ripropongo qui di seguito il mio racconto.   

Non vengo più tanto spesso qui, perché è diventato difficile reperire roba da portare. La pioggia diluviale ha reso fango il terreno, quasi sabbie mobili, inzuppandomi fino alle ginocchia. Busso con le nocche alla vecchia porta di assi scrostate: due lunghe e due brevi, come al solito.

Lo scricchiolare dello spioncino. Il cigolio della serratura, il vano si apre. Entro battendo i piedi sullo zerbino e strofinando le suole. — Buongiorno, dottor Mariani. —  L’uomo guarda, comprensivo, poi sorride e va alla scrivania: — Prego, si accomodi. Non si preoccupi, poi pulirò io. — Siedo.

E’ un sogno, qui. L’ambiente mi rinfranca. La mia sedia, un elaborato manufatto in stile Luigi XVI, è imbottita e rivestita di tessuto damascato. Guardo intorno con ammirazione, come sempre. La stanza è piccola ma sapientemente illuminata a giorno. Dal soffitto pende uno splendido lampadario di cristallo stile rococò, con lampade al posto delle candele. Alle mura lucidi parati, tendaggi, stucchi, quadri d’autore (riproduzioni? Non ho mai avuto il coraggio di chiederlo): Goya, Raffaello, Leonardo, Kandinskij, Klee, Boccioni, Hopper e altri che non riconosco.

 

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L’uomo che non sapeva odiare

Posted on Aprile 2nd, 2009 in Accadde... domani | 2 Comments »

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Scommetto che neanche ricordate più il suo nome: Tahrya Shrinawar. Vi dice niente? La sua scoperta ha talmente cambiato l’uomo che l’umanità ha cassato dalla memoria la coscienza di un passato completamente diverso, distruggendone lentamente anche le tracce. Non so se disperare o gioirne: sulla Terra siamo rimasti in pochissimi a rammemorare, ma tempo una generazione, scomparirà anche questo residuo, tenue velo mnemonico. Saranno mille e mille volte che io torno a narrarvi la mia inascoltata lezione…

Appena mezzo secolo fa tutto era molto differente. Immaginate - se almeno di questo siete ancora capaci - un mondo in cui c’è la “felicità” ma c’è anche un’alta percentuale di “sofferenza”. Chiamiamo (semplifichiamo) “felicità” la vostra ordinaria condizione attuale, “sofferenza” uno stato diverso, in cui molti eventi sono sbagliati, non vanno come dovrebbero andare e ciò “fa star male”, provoca cioé disturbi all’organismo e alla mente (Dio, come spiegare i colori a un cieco?), fa “ammalare”, talora addirittura morire. Riuscite a intendermi? In sostanza coesistevano due stati psichici…

Da migliaia di anni religioni e filosofie tentavano di interpretare o giustificare la compresenza della gioia e del dolore, capire perché senza l’una non potesse esserci l’altro e viceversa. Ora, accadde un giorno che a uno scienziato-filosofo…

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Le nubi barocche di Marte

Posted on Marzo 14th, 2009 in Accadde... domani | No Comments »

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Ricordo bene, sulla Terra doveva essere il settembre 2035, su Marte chissà che stagione era e comunque era identica a un settembre. D’altronde Marte, freddo glabro e spoglio com’è, con quella luce giornaliera tra il rosa e il color cenere, a noi astronauti è sempre apparso un eterno autunno, o un eterno tramonto. Un pianeta silente, immobile, forse inutile. Sì, ricordo bene quel pomeriggio. Tu, Liza, facevi parte della spedizione al Polo Nord e dovevi restare alla Base per altri tre mesi, ma era in arrivo dalla Terra la navetta delle turnazioni e io avevo deciso di ripartire. Non era indispensabile la mia sostituzione, pure mi ero incaponito a tornarmene.

Uscimmo dalla Base, formata da tante stanze semisferiche allineate. Sembravano igloo, collegati da piccole gallerie. Uscimmo per appartarci e salutarci, lasciando dentro Wachowski, Corbett, Nakamura e Delillo.

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Ambulante di memorie

Posted on Marzo 12th, 2009 in Accadde... domani | 3 Comments »

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Che senso ha oggi, nel 2018, percorrere le strade di città e metropoli vendendo merci su un carrettino? Ho settant’anni, e uno come me dovrebbe stare a riposo, o magari lavorare a casa in poltrona, attraverso un proprio sito in Internet. Ho anche quello ma mi serve poco, perché per il mio mestiere - presto converrete - devo essere un “venditore ambulante”: qualcosa che appartiene al passato. Proprio come la mia mercanzia.

Prego signori, per un momento fermatevi a immaginare con me. E’ pomeriggio avanzato e camminate per una strada grigia tra due file di palazzi grigi altissimi, una specie di canyon sempre più in ombra, che attraversa una metropoli anonima fra mille. Intorno c’è traffico, gente, ascoltate voci e rumori. Eppure siete solo. E all’improvviso, il sole al tramonto (nascosto e lontano alle vostre spalle, dietro i grattacieli) riesce a farsi strada attraverso il cemento, e infiamma d’un rosa dorato balconate e mura lontanissime, di fronte a voi, al fondo del canyon. Una visione quasi fatata che per un istante vi apre il cuore: perché a volte il mondo sorride, a dispetto di tutto. Ma contemporaneamente vi fa pesare ancor più la vostra solitudine…

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Nel nostro isolato

Posted on Febbraio 20th, 2009 in Accadde... domani | 3 Comments »

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Siamo ben attrezzati noi, nel nostro isolato. Si tratta di un comprensorio rettangolare affacciato su quattro strade, una delle quali principale. In tutto 114 portoni di palazzi mediamente di sei piani, per un totale di 1259 appartamenti. Il che significa che qui viviamo quasi in 4000. In tempi trascorsi ci sono state faide interne che hanno portato a epurazioni, ma ormai da tempo abbiamo raggiunto un equilibrio stabile. Il primo contenzioso, come potete immaginare, lo avemmo con il Comune allorché con decisione univoca decidemmo di isolarci. Non se ne poteva più di sentir parlare di stupratori, clandestini, ladri, squartamenti, assassini, neri, rossi e gialli. Detto fatto passammo a erigere mura fortificate intorno al nostro comprensorio. Il Comune pensò di venire a bloccare i lavori ordinandoci lo smantellamento immediato. Fu una prova di forza, ma noi eravamo pronti e giusto per far capire come stavano le cose rispondemmo con le armi, sia pure a scopo intimidatorio.

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Infantida

Posted on Febbraio 15th, 2009 in Accadde... domani | No Comments »

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Fonti riservatissime ci informano che è stato eseguito in tutta segretezza un esperimento rivoluzionario denominato UE/112S. Alla sua realizzazione hanno contribuito i capitali di varie nazioni importanti, Italia inclusa. La riservatezza ha motivo nella innovativa tecnologia, concernente l’applicazione di scoperte circa il funzionamento del cervello umano. Finora gli ostacoli erano anzitutto la bassissima potenza delle correnti elettriche che circolano nel cervello, appena un milionesimo di volt, ma anche l’insufficiente conoscenza dei meccanismi cerebrali. Per cui non era possibile - per esempio - trasmettere o ricevere a distanza messaggi dal/al cervello; o non si era in grado di registrare i pensieri di una persona e farli rivivere nella mente di un’altra. Ora il tutto è stato superato grazie a nuove micro-apparecchiature di strabiliante complessità, sensibilità e precisione. Esse sono pertanto capaci di creare un ponte telepatico-tecnologico mentale: entrare nei pensieri, trasmettere pensieri altrui, inviare a distanza immagini psichiche preregistrate e altro ancora.

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L’amore metallico

Posted on Febbraio 4th, 2009 in Accadde... domani | 1 Comment »

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Breve storia fanta-erotica sulla scia del “vecchio” cyber.

E’ un uomo. E’ una cosa.

Il suo è un mondo di metallo animato, di biologie non più senzienti. Il suo nome è Iron. Chip  /  elettrodi di torio / LED gli segnano come torce la geometria del corpo, i grandi occhi accesi.  Mentre attraversa la metropoli, dal cielo scroscia la notte magenta di un mestruo acido. Suoni, luci, sirene, copule, effluvi, spari, baci. La folla nera defluisce intorno come le rapide di un fiume, bagliori di fosforo lampeggiano sui coni sfrangiati all’apice di grattacieli, rivoli di fredda brezza cromata soffiano ombre negli anfratti di melma.

Iron è nel luogo. Si arresta. Le antenne gli vibrano di risonanze cosmiche, i collegamenti fremono, scariche di statica crepitano di energie ai bio-techno-innesti del suo corpo.

Fantasmi, miti, metafisiche, arcane magie.

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