.                                                                                                                                                                       Fa molto discutere la mostra itinerante Body World, giunta anche in Italia (dapprima Roma, alle Officine Farneto, ora a Milano alla Fabbrica del Vapore) che esibisce corpi di defunti posizionati in vari atteggiamenti, sottoposti a plastinazione.

Si tratta di una tecnica che sostituisce i liquidi del corpo umano con polimeri di silicone, e può essere considerata una evoluzione tecnologica dell’antica imbalsamazione: il procedimento rende i corpi – o i reperti organici – inodori e rigidi, mentre lascia intatti i colori. Ne è ideatore e proprietario del brevetto l’anatomopatologo tedesco prof. Gunther von Hagens, che da decenni lavora a questi progetti e ha al contempo avuto l’idea di esporre corpi plastinati in atteggiamenti vari, talora quotidiani, o ripresi da celebri dipinti e sculture, o anche in pose atletiche. Altre volte invece i corpi sono sezionati a puro scopo didascalico.

A quanto si apprende, la mostra di Body World sta riscuotendo un grande interesse: finora più di 35 milioni di visitatori in oltre sessanta città del mondo; 150 mila a Roma, dove c’è stata la “prima” italiana. Finalità della mostra sarebbe, in poche parole, “avvicinare” in modo più intimo, adeguato, consapevole, la persona al “corpo”. Che è anche il proprio corpo. Conoscerlo più approfonditamente, ammirarne la complessità. E in verità organi interni, cavità, muscoli, arterie, ossa, tendini, in questa abbondante rassegna di materiale umano appaiono scoperti e ben chiari, evidenti, a poca distanza dai nostri occhi, ciò che non  viene mai dato di vedere, esaminare, verificare, se non al medico specializzato. E non mancano i confronti tra organi sani e malati, con un corredo di dettagli anatomici esplicativi circa malattie, cure, prevenzione.

A Milano Body World è prodotta da Arts & Sciences Italy ed è ospitata dal Comune negli ex spazi industriali della vastissima Fabbrica del Vapore. Inoltre è patrocinata dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Milano. Una analoga mostra di corpi plastinati, The human body exibition – del tutto indipendente dalla Body World – si è da pochi giorni installata a Torino, nei locali del  Palaolimpico “Isozaki”, e vi resterà fino al 13 gennaio.

Nell’insieme, sembra che i visitatori stiano accogliendo con grande interesse questi eventi, come risulta anche dai “forum” in Internet, ma ovviamente non mancano pareri negativi e forti polemiche. Si parla e si scrive di “una visione unica e affascinante del corpo umano”, di una “celebrazione” del corpo, della sua “stupefacente complessità e perfezione”. Si sottolinea altresì la valenza didattica dell’evento, che rivela i segreti del corpo, rendendo accessibili informazioni che altrimenti resterebbero prerogativa del solo scienziato. In alcune “composizioni” traspare perfino un valore artistico: si veda il trio dei “Giocatori di poker” (che apparve addirittura in una scena del film “Casino Royale”, della serie “007”), o il “Cavallo impennato con cavaliere”. E in definitiva, siamo dinanzi a un trionfale “spettacolo dell’anatomia”.

Per altro verso, c’è chi non apprezza una così perentoria, talora violenta, dissacrante rappresentazione della morte, o denuncia – appunto – la spettacolarità dell’insieme, che viola senza porsi problema alcuno la sacralità del corpo senza vita; e che pur di ricavarne un utile trasforma “cadaveri in burattini”. Oppure esprime macabra ironia: “Forse in futuro cominceranno a venderli, qualche facoltoso porterà a casa il cadavere da collezione” (“vale”, http://it.notizie.yahoo).

Intanto si è verificato qualche “incidente di percorso”:  due rappresentanti del Comune milanese hanno imposto agli organizzatori l’eliminazione d’un paio di “opere” in esposizione: un feto e un teschio di bambino. Vietate anche immagini di “rapporti sessuali”, e qualunque altra esposizione troppo… “splatter”, che possa urtare la sensibilità dei visitatori.              

Circa la mostra di Torino, Elda Tessore - presidentessa del Parcolimpico - ha dichiarato di puntare ai 200 mila visitatori: l’investimento è importante e si spera che il costo dei biglietti d’ingresso (Euro 16,50) copra le spese. La Tessore, consapevole delle variegate reazioni che giungeranno dal pubblico, ha tenuto a precisare che i vari reperti plastinati di The human body exibition “non hanno nulla a che fare con l’esibizione cruenta del Body World di von Hagens, che da Roma a Milano sta scioccando l’Italia”.

Ma di fronte a eventi del genere ci si pone anche un’altra domanda importantissima: da dove giunge il “materiale” della mostra. A quanto dichiara Body Worlds, la sua operazione è basata su un proprio privato  programma di donazione dei corpi, curato dal German Institute for Plastination, che conta più di 13000 donatori volontari registrati, tra cui nove italiani (pare che, volendo, tutti possano iscriversi). Data la fonte, si ritiene veritiera l’informazione. Tuttavia va segnalato che con riferimento a una società che amministra negli Usa il “milionario business dei corpi” (e, ci sarebbe da aggiungerre, di organi), nel maggio 2008 il New York Times metteva in guardia: “Quello che state per vedere può provenire da prigionieri perseguitati e giustiziati in Cina” (vedasi http://it.clearharmony.net/).

Per quanto riguarda Torino, alla mostra appartengono corpi di cadaveri di cinesi deceduti esclusivamente per morte naturale, cioè non condannati a morte “come spesso si dice, né malati, né torturati, come ha certificato un pool di medici americani”, ha puntualizzato il promotore Arnie Geller.

Quali conclusioni trarre? Restando in un ambito “quotidiano”, da questi contrasti emerge come l’uomo non abbia ancora metabolizzato il suo rapporto con la morte, e verosimilmente non potrà mai farlo. Impossibile razionalizzare la propria scomparsa, in situazioni talora non raccontabili. Pertanto il cadavere, che rappresenta un tramite con la non-vita, qualcosa al confine tra esistenza e non esistenza,  insomma un potentissimo tabù, ha da sempre sollecitato sensazioni, pensieri, atteggiamenti, riti e visioni, carichi di significati tra i più vari e spesso in antitesi fra loro, a partire dalla sepoltura alla imbalsamazione fino alla cremazione. Occhio: ora abbiamo anche la plastinazione. Con mostre.

   

                                                                                                                                                                    [Articolo apparso su "La Gazzetta del Mezzogiono" di venerdì 9 novembre 2012 con il titolo "L'arte raccapricciante di fare il cadavere"].

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