.                                                                                                                                                                        Sarà una semplice opinione personale, ma sono convinto che mai l’Italia, dopo il fascismo, ha sopportato una simile perdita progressiva di democrazia. Un buco nero che data a partire da un altro infausto “ventennio” e cresce tuttora sotto i nostri occhi, giorno dopo giorno. Anche se questi “occhi” pare non vedano nulla di strano.

Incominciò con l’infausta “discesa in campo” di Berlusconi. Personaggio di indubbia furbizia (che non vuol dire intelligenza), di notevoli capacità imprenditoriali e di ferrea determinazione, ma scarsissimo quanto a cultura (anche riguardante la storia della sua nazione, handicap impensabile per un presidente del consiglio, che per esempio in tv dimostra di non aver mai sentito nominare i sette fratelli Cervi, martiri del nazismo). Geneticamente incapace di concepire natura e modalità della “democrazia”. Sostenitore d’una riduttiva idea “aziendale” dello stato Italia, di conseguenza creatore di un partito-azienda. Peraltro, secondo alcuni, ”grande  comunicatore”, sul che nutrirei seri dubbi, considerate le innumerevoli gaffe, le sue veementi dichiarazioni puntualmente smentite il giorno dopo incolpando la stampa d’aver distorto quanto detto; le litanie circa toghe rosse, comunisti etc.; gli unilaterali e cafoni interventi in diretta durante alcune trasmissioni tv; il modo di “spiegare” l’operato del suo governo agli italiani in coreografiche uscite televisive, in parole estremamente generiche, ripetitive, auto-osannanti con un fraseggio idoneo a bambini dell’asilo.

Il problema peggiore - del che va incolpata la nostra inesistente “sinistra” - è comunque aver permesso la scalata al Parlamento a un individuo già in partenza carico di mastodontici conflitti d’interessi. Berlusconi è, semplicemente, un elemento al quale non si doveva permettere neanche di porre piede nel Parlamento: le motivazioni legali, politiche, eccetera, c’erano, bene in evidenza. Tutto qui.

Durante il detto secondo ventennio, in Parlamento abbiamo assistito alle bravure di questo personaggio che si è enormemente arricchito - come da suggerimento craxiano - e ha picconato in modo feroce il sistema democratico. Penso alle sue innumerevoli leggi ad personam, alle sue chiarissime dichiarazioni dispregiative nei confronti del concetto “democrazia”, ai suoi continui decreti legge varati chiedendo la “fiducia”, nonostante i richiami del Presidente della Repubblica, ai suoi interminabili problemi con la legge dai quali è uscito indenne grazie a prescrizioni e leggi commissionate ai vari parlamentari a busta paga. Ciò che non si dice è che se Berlusconi è coinvolto in 20 o 30 processi, ciò accade non perché i comunisti lo vogliono morto ma, molto più semplicemente, perché nel suo agire di imprenditore la legge ha individuato 20 o 30 buchi neri da chiarire. E se i processi finiscono in prescrizione non è affatto una vittoria: vuol dire che potrebbe anche essere dalla parte del torto. E ho ancora nella pelle la vergogna di aver assistito a un Parlamento che sostiene a maggioranza un Presidente del Consiglio allorché costui dichiara che era in buonafede credendo Ruby una nipote di Mubarak. Un momento dei più stomachevoli nella storia della politica italiana, che ha fatto sganasciare tutto il modo e soprattutto ci ha fatto commiserare da tutto il mondo. Un Presidente del Consiglio che si lascia infinocchiare dalla prima puttanella di passaggio? O è in malafede, o è persona incapace: in entrambi i casi dovrebbe avere il pudore di dimettersi. E non comprendo neanche coloro che sembrano perdonarlo per le sue scappatelle orgiastiche poi venute a galla e sbandierate ai quattro punti cardinali. Non è vero che il privato non si tocca. Non lo è per chi riveste cariche così importanti. Con quale credibilità una persona del genere può dichiarare  di voler  combattere la prostituzione? O di voler varare leggi contro la corruzione? Contro l’evasione fiscale? Gli esponenti di un governo, spercie ai vertici, devono essere di specchiata condotta, altrimenti - semplicemente - si diano a un altro mestiere. 

Ora che gli eventi hanno preso un’altra piega, Berlusconi è tornato pateticamente alla carica. Spero che non torni a infastidirci, ma so che spero invano. E’ uno degli uomini più ricchi del mondo. Anche se dovesse trasferirsi a vita in un’isola deserta, avrebbe sempre modo di comperare mezzo pianeta, uomini inclusi (soprattutto questi ultimi). 

Altre bordate eversive di Berlusconi? La scomparsa alla chetichella del referendum per le modalità del voto. Mai visto, in decenni, un simile schiaffo alla democrazia e agli italiani. Ma la maggior parte del Parlamento, e magari anche dei cittadini, sembra che se ne freghi altamente. Pazienza, gente: è la nuova mentalità che avanza. Calpestateci pure, noi abbiamo altro a cui pensare. Rivedere l’articolo 18? Se po’ fa’. Lo dice perfino la sinistra (”sinistra”??). Rivedere e cancellare ogni diritto del lavoratore, renderlo girovago perenne alla ricerca di lavori che non gli consentiranno mai - ammesso che trovi da lavorare - di giungere a una specializzazione che gli frutti un po’ più che un tozzo di pane, per non parlare di un’attività che soddisfi il diritto d’ogni essere umano cioé in linea con i propri desideri, le proprie aspettative. E’ tutta potenziale ricchezza soffocata. Due secoli con migliaia di scioperi, milioni di persone che hanno sfilato per strade e piazze, battaglie in cui si fucilavano i dimostranti, ettolitri di sangue versato, tanto entusiasmo, diritti umani letteralmente strappati con i denti, conquistati e resi legge grazie a scontri e incontri: chi se ne ricorda? Tutto azzerato. La plebaglia è domata. Dategli le brioches. Coloro che timidamente chiedono un lavoro, oggi, spesso si guardano bene dal domandare se avranno anche ferie e quando, se avranno una paga e quanto, se potranno prendere il caffé e andare a far pipì e per quanti minuti e secondi. Contratto? Si vedrà. A mesi, a settimane, a giorni? Certo, anzi oggi abbiamo anche contratti a ore. In attesa di quelli a minuti. Bassa manodopera elemosinante, ridotta allo stato bestiale. Esagero? Certo conoscete il caporalato: ecco, diciamo che esiste una sorta di caporalato mascherato, urbano, che gode di strepitoso successo.

Il governo Monti ha un unico pregio: si presenta con la dovuta serietà e compostezza e ci ha tolto (apparentemente) dai coglioni Berlusconi. Già non vederlo mettere la mano al culo di qualche allegra parlamentare al vari G8 o G20 eccetera, è un gran pregio, che ci rivaluta agli occhi del mondo ed evita il nostro disgusto. Per il resto Monti - e magari avrà le sue ragioni - dimostra con la massima evidenza che siamo tutti schiavi di alcuni divieti, evidentemente imposti dall’alto: per esempio non toccare o neanche sfiorare i ricchi, non toccare e neanche pensare di sfiorare la Chiesa. L’attuale nuova manovra camuffata gentilmente come spending review prevede, tra altre delizie, di tagliare 200 milioni di euro alle università (!) e regalarli alle scuole private (!!!). Quando ho letto non credevo ai miei occhi. Siamo davvero senza speranza. Con una scuola statale che crolla e fa acqua da tutte le parti, si pensa a quelle private, in buona misura appartenenti alla Chiesa. E’ come per il patetico balletto dell’Ici o dell’Imu riguardante il Vaticano. Non finisce qui: tagli progressivi negli anni, da 9 a 24 milioni di euro, alla Ricerca. Penalizzati perfino i nostri fisici dell’LHC ginevrino che hanno contribuito alla scoperta del bosone di Higgs acquisendo fama mondiale. Un bellissimo premio dalla loro nazione. Siamo al grottesco. Nessuna giustificazione, se non quella di non sfiorare casta e intoccabili.

E non è ancora ben chiarito un argomento importantissimo: quello della “cessione di sovranità” nei confronti delle decisioni prese dalla UE. Bella roba. La nostra sovranità di italiani è scritta nella nostra Costituzione, e che nessuno si permetta di metterci mano o di scavalcarla. Democrazia?

Infine, visto che la crisi è stata scatenata da un pessimo e delinquenziale uso della finanza - anche se pare non vi siano leggi che possano proteggerci - ancora non si capisce fino a quando i grandi e piccoli speculatori potranno continuare ad arricchirsi e a sganasciarsi, mentre succhiano il nostro sangue e manovrano i mercati. Cresce a vista d’occhio il divario mondiale ricchi/poveri? Democrazia in vendita, alla lettera. Ma già, siamo in un sistema capitalistico avanzato e questo ne è un normale risultato, vero?, un’ondata fisiologica che passerà, il mercato dev’essere libero e non si poteva prevedere che… Altolà. Si poteva benissimo prevedere, nientemeno l’aveva già previsto Marx (ho detto una bestemmia?) Ma lo sappiamo: il Dio Mercato è un altro intoccabile e non rompeteci le palle. Tutto questo è, ancora, l’esatto contrario della democrazia.

Berlusconi chiedeva spessissimo la fiducia al “suo” Parlamento e la otteneva praticamente sempre. Il perché è semplice: fin dall’inizio il Pdl aveva la maggioranza. Mi sono sempre chiesto se questa fosse democrazia: un partito che, avendo la maggioranza assoluta, voterà e approverà sempre tutto ciò che gli pare, mentre il cittadino non può far altro che restare a guardare. E quando magari è in ballo qualcosa che all’interno dello stesso Pdl provoca mugugni, ecco che si invoca la fiducia. Democrazia? Ora, gli ultimissimi interventi di Monti sono stati dichiaratamente presentati evitando anche di discuterli in Parlamento. Occorre votare “sì” a occhi chiusi. Senza discussioni con i partiti. Senza concertazione con i sindacati. Insomma senza i cittadini (almeno, così ho ascoltato in tv il 7 luglio 2012). Cosa può esserci di ancora peggio, di meno democratico? Siamo in un pozzo senza fondo. E ieri sera si parlava proprio di questo al Tg3 “Linea notte” e i convenuti, giornalisti, applaudivano trovando “ottima” la predetta idea di Monti: imporre con la forza e alla cieca il suo menu. Se l’idea di democrazia non fa suonare un campanellino nemmeno nelle teste di costoro, in chi o cosa possiamo sperare?

Non sono uno sportivo, non seguo il calcio, ma le belle partite mi piacciono e le vedo con partecipazione. Recentemente, quando l’Italia ha battuto la Germania, sono sceso in strada per fatti miei, ovviamente imbattendomi  nella marea ululante e strombazzante dei tifosi. Li capisco, il calcio può entusiasmare. Ma perdonatemi una riflessione che potrà apparirvi banale, stantia, puerile, qualunquista, ideologica, ma tant’è. D’altronde in altri stati accade: e sono coloro che noi, nella nostra grandeur di occidentali, abbiamo sempre guardato con superiorità. Mi riferisco alla Libia, l’Egitto, l’Iran, la Siria, lo Yemen, la Birmania eccetera. Specie in questi tempi, lì decine di migliaia di persone scendono in strade, piazze, a protestare rischiando la vita e morendo per la democrazia. Ecco: mi piacerebbe che tutti gli attivissimi tifosi di cui ho detto, tutta questa gente, tutti noi, scendessimo in piazza usando questa nostra enorme energia anche per eventi molto, molto più determinanti per noi e i nostri figli e nipoti che una sia pure importante partita. Sarebbe molto più giusto, razionale, proficuo. E molto probabilmente non sentiremmo mai più parlare di Berlusconi, né di quegli altri che sappiamo, e staremmo tutti molto meglio, grazie.     

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NOTA (non inerente specificamente a questo articolo) - Mi scuso con i lettori, che avranno notato nell’intero blog l’assenza improvvisa di quasi tutte le immagini, sostituite da una scritta che richiama norme riguardanti il sito http://imageshack.us/ (di cui mi servo) e/o un mio intervento diretto in proposito. In realtà la scomparsa delle immagini dipende esclusivamente da un mio “incidente di percorso” del tutto involontario. Spero di poter presto reintegrare almeno una parte delle immagini perdute.