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In un commento al precedente post ”CNR e Creazionismo”, Davide Mana precisa che la teoria darwiniana ha avuto anche conferme sperimentali, contrariamente a quanto si continua ad affermare da parte di creazionisti, pseudoscienziati, giornalisti di “Libero” e “Il Giornale” con relativi lettori, e da Benedetto XVI con i suoi fedeli. Riporto l’intero paragrafo di Mana:

“(…) Una puntualizzazione: la teoria dell’evoluzione attraverso la selezione naturale è verificata sperimentalmente. Il lavoro di Richard Lenski alla Michigan State University ha dimostrato la trasmissione di caratteri selezionati casualmente attraverso quarantacinquemila generazioni di Escheria coli. In perfetto accordo col principio galileiano di indagine scientifica, la teoria di Darwin è stata utilizzata per fare delle previsioni che poi sono state verificate sperimentalmente attraverso l’osservazione.
Bello liscio.
Il mio riferimento bibliografico è Il grande spettacolo del mondo. Le prove per l’evoluzione, di Richard Dawkins (2009). Dite al Vicepresidente del CNR dottor De Mattei di spegnere le luci, Mentre se ne va. E controllate che non si freghi la carta del fax o le matite “.

Ebbene, incuriosito dall’argomento ho fatto un giro in rete andando fra l’altro a sbattere - guarda caso - contro il sito “Sulle tracce delle Origini. Eco creazionista”. Riporto qui di seguito titolo e relativo sommario:

L’evoluzione dei batteri in laboratorio
di Mihael Georgiev 23/10/08
 

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L’EVOLUZIONE DEI BATTERI IN LABORATORIO

UN PUGNO NELL’OCCHIO PER GLI ANTIEVOLUZIONISTI?

di Mihael Georgiev

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Il quotidiano La Repubblica ha dedicato una pagina intera all’esperimento diretto da Richard Lenski che dimostrerebbe l’evoluzione in laboratorio. La pagina, pubblicata l’11 ottobre 2008 e firmata da Piergiorgio Odifreddi, prende spunto dai risultati dell’esperimento e dalla successiva polemica online  fra Lenski Conservapedia (www.conservapedia.org), un sito-enciclopedia sul modello di Wikipedia, ma di orientamento conservatore. I fatti riportati sono affidabili, ma lo è meno l’interpretazione che se ne da.

 

Insomma, roba troppo appetitosa perchè io non mi soffermassi sull’articolo che seguiva. Pertanto invito i lettori interessati a leggerlo, prima di andare oltre.

Ovviamente, terminata la lettura, mi sono rimaste molte perplessità. Non avendo il sottoscritto che essenziali nozioni dell’argomento, ho pensato di chiedere maggiori lumi proprio a Davide, riassumendogli il tutto in una e-mail alla quale l’interpellato, gentilissimo e puntuale come sempre, ha risposto a stretto giro e in modo brillantemente esaustivo. Trascrivo di seguito questa corrispondenza, perché mi sembra davvero significativa di un modo d’agire dei creazionisti: i quali solitamente “lo sono”, ma a volte “lo fanno”, credendo così di far quadrare i loro conti fasulli.

L’E-MAIL
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Ciao, Vittorio.
Ho letto l’articolo che mi hai segnalato.
Lettura affascinante, ed un eccellente esempio di ciò che si
definisce “selezione delle fonti”.
L’articolista non la dice tutta, e si concentra su un paio di
punti ambigui per poter giocare a fare il serio critico.
Come credo di averti già accennato in passato, penso che - come
sostenevano Gould e Dawkins - dar retta ai creazionisti sia
inutile, controproducente e in fondo sia fare il loro gioco.
Però non mi piace che si pubblichi il falso.
Perciò vediamo di mettere un po’ d’ordine nella faccenda…
L’articolo che mi segnali dice:
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> Come calcolato dallo stesso Lenski, durante i
> 20 anni si sono verificate più volte tutte le
> mutazioni possibili e, stando così le cose,
> l’esperimento può considerarsi concluso.
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Impreciso e tendenzioso.
Dunque.
Lenski ha preparato 12 flaconi di colture batteriche di E. coli,
prendendo i progenitori da una stessa coltura.
Quindi, al momento dell’avvio, le 12 fiasche contenevano animali
_quasi_ identici.
Quasi, perché 6 bottiglie contenevano batteri con il gene Ara+, e 6
contenevano batteri col gene Ara-.
Questo è importante.
I batteri sono in una coltura nella quale la % di glucosio viene
controllata - è perciò il fattore limitante.
Se ci fosse più glucosio, ci sarebbero più batteri, se ce ne fosse di
meno, ci la popolazione sarebbe più piccola.
Chiaro che chi utilizza meglio il glucosio - cavandone più energia per
unità consumata - ne ha un vantaggio.
 
Lenski ha poi osservato cosa accade al susseguirsi delle generazioni
in questi 12 “mondi” che all’inizio erano _quasi_ uguali.
 
Qui, l’articolista mette in pratica il suo gioco di prestigio -
farneticando di glucosio e citrato, sorvola su tutta un’altra serie di
eventi, liquidandoli con…
 
> Dopo una serie di cambiamenti adattativi di scarso interesse
> evolutivo [...]
 
Una balla!
Una delle prime osservazioni di Lenski dimostra che all’interno di
ciascuna delle 12 colture, i batteri più efficienti a metabolizzare il
glucosio prendono il sopravvento.
In altre parole - poiché il glucosio è la risorsa che scarseggia, il
“fattore limitante”, chiaramente chi sviluppa la capacità per
sfruttarla meglio ne ha un vantaggio evolutivo.
I cambiamenti “di scarso interesse” includono la comparsa - in ogni
bottiglia, dopo poche generazioni - di un gruppo di batteri più abili
nel trasformare il glucosio in energia. In capo a un paio di
generazioni, questo nuovo gruppo domina l’associazione, avendo portato
all’estinzione la concorrenza.
 
E due cose, qui, sono interessanti.
Prima - è vero che questi super-metabolizzatori compaiono in tutte e
dodici le colture, ma è anche vero che sono geneticamente diversi; in
altre parole, si tratta di 12 mutazioni diverse, che incidono su
diversi geni, ma che alla fine hanno lo stesso effetto. Le 12
popolazioni cominciano a fare la stessa cosa, con meccanismi diversi,
in momenti diversi - alcuni cominciano prima, altri dopo. Questo è ciò
che ci si aspetterebbe da mutazioni casuali selezionate
darwinianamente.
 
Seconda - la nuova popolazione ha una maggiore “fitness”, è in altre
parole meglio adattata alle condizioni in cui vive di quanto lo
fossero i suoi antenati.
Per saperlo, Lenski usa un semplice esperimento - mette un certo
numero dei nuovi batteri super-metabolizzanti su un piattino con una
uguale quantità dei loro antenati, prelevati da una coltura congelata
qualche generazione prima.
E poi si vede chi se la cava meglio.
 
Però, un batterio è un batterio, mica ha la targa.
Come faccio a sapere se alla fine del mio esperimento sul piatto hanno
vinto i supermetabolizzatori o i loro antenati?
Beh, di fatto, questi batteri _hanno_ la targa - basta mettere sul
piatto dei supermetabolizzatori Ara+ con i loro antenati Ara- (o
viceversa), e vedere quale delle due qualità sopravvive.
 
Sopravvivono i supermetabolizzatori - segno che sono più adatti
all’ambiente in cui si trovano rispetto ai propri antenati.
Che è ciò che ci si aspetterebbe se la “fitness” viene intesa come
effetto dell’evoluzione di una specie.
 
Quindi, due risultati perfettamente in linea con ciò che le teorie di
Darwin ci portano ad attenderci, e ben prima di arrivare alla
questione glucosio/citrato.
 
La faccenda glucosio/citrato è questa.
I batteri E. coli si nutrono di glucosio; non possono invece
metabolizzare il citrato in presenza di  ossigeno.
Dopo 33.000 generazioni, tuttavia, una tribù (uno dei dodici flaconi)
ha mostrato l’improvvisa esplosione della popolazione batterica.
Era accaduto che i batteri erano mutati, sviluppando la
capacità di metabolizzare il citrato.
 
Sorvoliamo sulla questione aerobici/anaerobici, che fa solo confusione.
 
Ciò che abbiamo qui è una forma di vita, che dopo 33.000 generazioni,
sviluppa la capacità di nutrirsi con qualcosa che prima non poteva
mangiare.
È come se, dopo 800.000 anni, un gruppo di esseri umani sviluppasse la
capacità di mangiare i sassi, o di bere il mercurio, e metabolizzarli,
ricavarne energia.
È un cambiamento radicale e impressionante, ed è frutto, come
dimostrato da Lenski, dell’accumularsi di molte piccole mutazioni _in
una sequenza precisa_.
Per questo capita a una sola delle 12 colture.
Dopo 33.000 generazioni, tutte le colture hanno subito tutte le
mutazioni possibili, ma una sola le ha subite in un determinato
ordine, che ne ha attivato una capacità che prima non aveva.
L’accumulo di piccole mutazioni che generano grandi cambiamenti è ancora
una volta una delle predizioni delle teorie di Darwin.
 
Uno degli studenti di Lenski ha successivamente dimostrato che la
“mutazione chiave” per attivare la metabolizzazione del citrato DEVE
avvenire attorno alle ventimillesima generazione - ma SE e SOLO SE la
generazione 20.000 subisce una certa mutazione e poi la generazione
33.000 ne subisce un’altra, altrettanto specifica. Solo in quel caso,
la capacità di metabolizzare il citrato si sviluppa.
 
Un batterio Escheria che metabolizzi il citrato non è un E.coli, è un
E.qualcos’altro.
È una specie diversa.
La creazione di nuove specie per via evolutiva è il quarto punto
segnato dai darwinisti in questa partita - Darwin l’aveva detto.
 
> ma è soltanto un gioco di parole, perché sarebbe
> come se gli europei fossero considerati di una
> specie diversa rispetto agli africani solo perché
> i primi tollerano il latte di mucca e gli altri no.
 
Questa invece è disonestà.
Non stiamo parlando di una intolleranza alimentare
più o meno diffusa fra gruppi etnici.
Stiamo parlando di un cambiamento radicale.
Tutti i gatti hanno un debole per l’erba gatta, ma un
gatto che si nutra esclusivamente di lattuga non è
Felis domesticus.
Anzi, probabilmente non è neanche Felis.
 
> Considerando poi che nel periodo di osservazione
> si sono verificate più volte tutte le mutazioni
> possibili, il risultato dell’esperimento – più che
> una prova di evoluzione – è semmai la fine dei
> tentativi di provare sperimentalmente l’evoluzione.
 
Frase priva di senso - è come negare il piacere di giocare a rubamazzo
perché, da quando è stato inventato il gioco, tutte le combinazioni di
carte possibili sono già state giocate.
 
L’esperimento dimostra anzi che non è solo il numero o la intensità
delle mutazioni a contare, ma anche e soprattutto la loro sequenza,
l’ordine in cui si presentano.
Mica male, come scoperta/verifica.
 
E questi, credo, sono i punti essenziali.
Gran parte delle obiezioni dell’articolo suonano sensate perché
molte delle informazioni iniziali non sono state presentate.
È omissione. è disonestà pura e semplice.
 
Spero che il mio sproloquio possa tornare utile.
Per qualsiasi cosa, non esitare a chiedere - in fondo mi divertono,
questi giochini dei creazionisti.
Quasi quasi non mi viene neanche più voglia di prenderli a
bastonate…
 
Ciao, e buone feste!
Davide
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