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Stamattina avrò un incontro con un personaggio. Sarà una feroce battaglia mascherata da amichevoli pacche sulle spalle e strette di mano. Tutto sarà deciso dalle tecnologie di cui io e il mio antagonista siamo portatori. Personalmente, però, sono certo di essere all’avanguardia. Ho chip sottopelle e, in una tasca interna della mia giacca, nascondo un apparecchietto dotato di tutte le ultime novità in fatto di difesa bio-informatica. Nuovi brevetti, protetti dal segreto industriale, ovviamente.

Ma incontri del genere sono sempre a rischio.

Le tecnologie di offesa e difesa si evolvono ormai quasi giornalmente e seguirle da vicino è difficile, costoso e prende molto tempo. Ma fa parte del mio lavoro. O meglio: queste tecnologie io devo “testarle”. Sono una cavia umana agli ordini della mia mega-azienda. Così come il personaggio che incontrerò, il mio antagonista, che lavora agli ordini della sua. E’ una cavia anche lui. Ciascuno di noi è attrezzato al meglio e cercherà di prevalere sull’altro. Sarà un test determinante per le nostre rispettive aziende. Ancora  non so chi sia ma ecco, lo vedo arrivare…

Riconosco da lontano il logo dell’azienda concorrente/avversaria, sul suo giaccone. Lui avrà riconosciuto me per lo stesso motivo. Si avvicina… Accidenti, non mi sbagliavo, la prima impressione era che fosse… Sì, ora è sicuro. Una donna. Ed è anche bella, bellissima. Non ho mai avuto in “incontro” del genere con una rappresentante del gentil sesso…

Sarà davvero “gentile” con me? Ma questa nostra è una guerra. Esordisce lei, senza preamboli: “Salve! Tu sei Mark, vero? Per caso sei meravigliato?” Segue un sorriso smagliante ma felino. Rispondo: “Sai anche il mio nome?” Io non so il suo. “Mi chiamo Lucy”. Allungo il braccio per una stretta, ma le mani restano ferme, a distanza. Ci stiamo squadrando “da nemici”. Al diavolo, certo non mi lascerò abbagliare dai suoi begli occhi. Sottopelle ho il chip BlackTact, che amplifica il debole campo elettrico del corpo umano in veri segnali elettrici. Io sono quindi una HAN (Human Area Network) capace di far viaggiare fino a 15 Mb al secondo. Pertanto io e Lucy siamo conduttivi, raggiungibili e connettivamente integrati. Col semplice sfioramento delle dita posso far transitare attraverso il mio corpo (“rubare”) le informazioni possedute dall’avversario, se non ha adeguate difese per proteggersi, e viceversa per l’avversario. Ma questa Lucy e il baraccone della sua azienda mega-galattica di cartapesta non possono avere idea di cosa celano le mie difese…

Fu Bill Gates, ai primi del secolo, a brevettare la capacità del corpo umano di far da tramite nel trasferire informazioni elettriche. E da allora a oggi, 2015, strada se n’è percorsa in questo ambito! Siamo corpi-cellulari-internet-email. Ci troviamo in aperta campagna, non c’è nessuno che assista a questo nostro scontro. Le due mani finora immobili si avvicinano, tendono a toccarsi… Per un attimo immagino che la pelle di una donna debba essere molto più piacevole di quella callosa d’un precario pezzente come me, che per campare rischia continuamente la vita. Le nostre dita sono a pochi millimetri… Si toccano…

Ah!  Qualcosa è accaduto! Guardo nel mio indicatore da polso: il minischermo segnala che ho acquisito una bella dose di informazioni sugli apparati dell’avversario, cioé ho rubato preziosi, nuovissimi segreti aziendali. Ma al contempo l’indicatore registra che Lucy mi ha trasmesso, con quei dati, anche segnali di disturbo. Mi sento strano… Dio, speriamo bene. Anche lei ha “rubato” dati privatissimi a me, ora me ne accorgo. Il suolo ondeggia, Lucy ha capito e approfitta per premere le sue mani sul mio viso. Con un sorriso che ora irride dice: “Succede qualcosa, tesoro?”

Mi sento male. Con le mani deve avermi trasmesso nei canali nervosi un ulteriore overflow informativo, chissà di che genere. Sono  stordito, folgorato. Voglio toccare lei, voglio bruciarla, fulminarle il sistema nervoso, chiuderle per sempre quegli occhi mortali e cerco di farlo ma le sue tecnologie resistono, avrà difese che la mia azienda non ha ancora sviluppato! Mi sento crollare a terra, in ginocchio. Aiutatemi! Lucy, aiutami… Sto per perdere i sensi. Hai vinto tu… Come nei duelli d’un tempo… anzi ha vinto l’azienda che ti paga, addio, e che mi frega se ora il mercato sarà suo…

                                                                                                                                                                           [Pubblicato su "La Gazzetta del Mezzogiorno", nella rubrica Accadde... domani, l'11 gennaio 2006].

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