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Oggi vi  illustrerò le meraviglie di un nuovo portentoso ritrovato: JumpTime.

Come recita la pubblicità, “Con JumpTime saltate nei momenti felici!” E potete crederci. JumpTime si assume in pillole su stretto controllo medico e in casi particolari. Siete in una fase di scontentezza, depressione, malattia, noia estrema, delusione amorosa, attesa incerta? Vi piacerebbe tanto “saltare” questi tempi morti come se fossero pozzanghere, approdando al di là del guado (poniamo: fra tre mesi esatti), in un’oasi di riconquistata serenità, quando la causa dei vostri crucci sarà attutita o scomparsa, e la vostra “tempesta” psicologica non avrà più ragion d’essere? Oggi questo è possibile! Basta qualche capsula di JumptTime (”Salta-tempo”).

Con JumpTime continuerete a vivere la vostra vita d’ogni giorno e nessuno noterà nulla di strano, ma per voi sarà molto diverso! Pur continuando a svolgere le vostre consuete attività in modo adeguato, normalissimo, il vostro cervello innesterà per i tre mesi prestabiliti una specie di “pilota automatico”, grazie al quale relegherete in un angolo lontano ogni stimolo…

Sarà come se foste “soprappensiero” per tre mesi, pur reagendo regolarmente alle sollecitazioni esterne. O come se la vostra autoconsapevolezza fosse scesa di livello. Insomma  agirete come dovuto, ma praticamente senza accorgervene. Porto un esempio esplicativo: vi è mai capitato di guidare un’auto, e di colpo accorgervi che siete giunti a destinazione? La vostra mente vi ha guidato senza incidenti, magari avete anche risposto al saluto di un amico incrociato sulla strada, ma non ve ne siete nemmeno accorti (sforzando la memoria, poi ricordate) e muovendovi per la città avete raggiunto senza incidenti la vostra meta. Ebbene,  in poche parole questo è JumpTime. Consente di lavorare, vivere una vita di relazione, agire, ma “senza accorgersene”. I tre mesi per voi “critici” (o se volete sei mesi, un anno) sono stati, come dice il nome del farmaco, “saltati” a piè pari. Vi “risvegliate” - meglio, riacquistate la vostra piena autocoscienza - alla fine del periodo… E vi ritrovate dimesso dall’ospedale (se eravate ricoverati), o con il vostro momento di crisi smaltito e l’infelicità è alle spalle, se era questo il vostro problema… E così via.

Perché angustiarsi o affannarsi con le situazioni tristi e ingarbugliate che affliggono la vita d’oggi? Evitatele con JumpTime! Vivete solo gli istanti felici, quelli che vale davvero vivere! Naturalmente considererete un modesto effetto collaterale: vivere durante JumpTime significa quasi “non vivere”; esistere non del tutto consapevolmente. Pertanto, eccedere con il farmaco vuol dire (in pratica) accorciarsi la vita, tagliare con un’accetta interi pezzi di esistenza, almeno dal punto di vista soggettivo. Si narra - ma probabilmente è una leggenda metropolitana - di individui che hanno assunto volontariamente dosi di JumpTime tali, da far trascorrere in non-consapevolezza la loro intera vita…

Ma un uso equilibrato di JumpTime non nuoce! A che valgono cent’anni vissuti male se potete averne sessanta o settanta felici? Conta la qualità, non la durata: JumpTime!

Leggerebeneleavvertenzefarmacoproibitoaibambinipuòindurreeffettisecondari.

                                                                                                                                                               [Pubblicato su "La Gazzetta del Mezzogiorno", rubrica Accadde... domani, il 24 aprile 2005] 

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