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Quella mattina Enrico Armini si svegliò con un’idea conficcata nella testa.

Si rigirò tra le coperte. Come mai  quel pensiero (che in verità lo accompagnava da tanti anni) ora lo torturava come un coltello in una ferita? Irene dormiva. Sgusciò fuori dalle coperte, si vestì e uscì.

Erano le otto e mezza e il traffico urbano appariva al culmine. La giornata di dicembre si presentava gelida ma frizzante. Girovagò per i giardini del centro, nervosamente, e all’improvviso prese una decisione un po’ pazza… Ma sì, tanto valeva provare, una buona volta!

Il negozio che cercava era in una stradina defilata: roba elettronica per giovanissimi, ma anche un reparto di tecnologie costose e all’avanguardia. L’insegna era “PlayTime.” Entrò, diretto al reparto sperimentale.

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