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Un travolgente virtuosismo…

Di notevole interesse il concerto del giovane pianista russo Sergej Koudriakov, la sera di lunedì 3 novembre presso la Sala Giuseppina del Kursaal Santalucia, Bari, nell’ambito delle programmazioni de “Il Coretto”. Nato a Mosca nel 1978, Koudriakov vanta numerosi riconoscimenti fra cui il primo premio al Concorso Internazionale Géza Anda (Zurigo). Questo artista è soprattutto un notevole, talora stupefacente virtuoso della tastiera.

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Le musiche in programma concedevano in effetti ben poco a un’esecuzione che non fosse tecnicamente impegnata: la Sonata n. 9, Op. 19 di Alexander Scriabin, sei Lieder di Schubert/Lisz (Auf dem Wasser zu singen, Die Forelle, Gretchen, Städchen, Aufenthalt, Erlkönig); i Quattro Impromptus, Op. 90 di Schubert; un pot-purri di arie da Le nozze di Figaro, di Mozart/Liszt/Busoni.

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Koudriakov ha affrontato la tastiera con piglio talora dolce o quasi romantico (il primo tempo della sonata scriabiniana, la Städchen e momenti degli Impromptus schubertiani), talora con impeto, o quasi una violenza da cataclisma. La sua tecnica non è parsa sempre perfetta (qualche imprecisione specie all’inizio del concerto, un pedale forse un po’ insisitito; momenti che avrebbero magari richiesto un passo meno veloce). Comunque è innegabile che il pianista russo vanti doti tecniche e una capacità di coinvolgimento del pubblico spettacolari. Già i Lieder di Schubert trascritti sulla tastiera da Liszt avevano esaltato l’uditorio (in particolare Erlkönig); ma il “pezzo” finale ha suggellato il concerto con un virtuosismo travolgente, oseremmo dire ai limiti dell’umano. Il brano in questione è anche una rarità: abbozzato da Liszt sulle note di Mozart, fu completato da Ferruccio Busoni. Koudriakov ha raccolto una lunga, convinta ovazione acconsentendo a due bis. Dapprima ha eseguito, con riuscito contrasto (verosimilmente memore della pianista Clara Schumann), un brano facile tecnicamente, ma che per non naufragare richiede particolare intensità espressiva: la celeberrima Träumerei. Il secondo bis, altro brano rarissimo, ha reimmerso l’uditorio nei… lampi e tuoni d’una vertiginosa trascrizione del tema Capuleti e Montecchi dal balletto Giulietta e Romeo di Sergej Prokofiev.

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Tutto bene, dunque? Quasi. Punto nero: il pubblico. Sergey Koudrialov meritava più della trentina di ascoltatori plaudenti che si è ritrovato davanti, ai quali peraltro ha compitamente risposto con profondi inchini. Né si può accampare a scusante il prezzo del biglietto, davvero minimo. In platea più d’uno si chiedeva dove fossero i melomani e gli studenti del Conservatorio e insomma dove fosse Bari. Forse davanti alla tv con L’Isola dei famosi.

 

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