Lezioni di etica sessuale da parte di autorità religiose.

E’ cronaca: Papa Benedetto XVI ha nuovamente ribadito che l’unico contraccettivo ammissibile è il metodo Ogino-Knaus, perché “naturale”. Il resto e’ peccato.

C’è da domandarsi quante siano al mondo, in un’epoca come la nostra, le dichiarazioni autorevoli - suscettibili di condizionare milioni di persone - sanzionabili e francamente irresponsabili come questa. Non sono poche, in realtà. Ma in un momento in cui il mondo soffre di penuria, con una popolazione globale che già eccede le risorse, con gravi e insolubili questioni di degrado ambientale e sociale, con serissimi problemi di AIDS, un’esortazione del genere dovrebbe essere stigmatizzata, avversata, criticata, disattesa e perfino derisa “coram populo”.

Ciò non accade, il che fa riflettere. Ma ci siamo anche stancati di “riflettere” su evidenze contrastate sistematicamente da fonti che dichiarano di possedere la Verità, hanno la forza di condizionare milioni di persone, ritengono di imporre agli altri le proprie visioni totalizzanti e le proprie nevrosi, e non hanno idea di cosa significhino democrazia e laicità.

Anzitutto, al mondo non si contano i figli che pesano sulla coscienza dell’Ogino-Knaus, metodo contraccettivo elementare e pragmatico ma di valenza scientifica molto modesta. Tanto vero che esso è stato abbandonato quasi da tutte le coppie: troppi i rischi di fecondazione involontaria. Lo praticano ormai pochi seguaci consapevoli, ma soprattutto i fondamentalisti del cattolicesimo. Inoltre ci tormenta una contraddizione: se una coppia per tutta la vita fa sesso soltanto nei periodi infertili della donna, e quindi pensa solo - e beatamente - a “divertirsi”, pecca o non pecca? (il quesito Papa Benedetto XVI non l’ha ancora posto).  

Sorgono altre patenti contraddizioni.

Pochi si rendono conto che la religione, specie quella cattolica, rappresenta quanto di più aderente esista alla pedissequa applicazione delle leggi naturali più elementari, leggi non mediate da alcuna elaborazione. Scopo della Natura è la sopravvivenza della specie? Ebbene, secondo la  religione uomo e donna devono, ovviamente nel matrimonio (”rimedio alla lussuria”) scopare appunto unicamente per far figli, giammai per il loro puro piacere di farlo (salvo Ogino-Knaus). La “famiglia” rappresenta quindi la consequenziale “sacra” istituzione che deve farsi carico di accudire la prole, educarla, inculcarle tali valori etico-religiosi e così tramandarli, allo scopo di avere milioni di persone che scopino solo  figliando e per attuare l’amorevole detto evangelico: “crescete e moltiplicatevi”.

In verità, con i 6,5 miliardi di persone del pianeta - in pesante percentuale indigenti ai limiti della sopravvivenza - e con il degrado ecologico in atto, l’imperativo di aggiungere altri miliardi suona più una Papa robot appena elettocupa beffa, una condanna irreversibile per poveri e malati a divenire sempre più poveri e malati. Insomma un amorevole invito alla strage e alla catastrofe. 

E forse qualcuno si chiederà anche in base a quale raziocinio persone come preti, sacerdoti, papi, suore & affini (che non dovrebbero avere alcuna esperienza pratica di ciò che sia vivere il sesso o metter su famiglia) pretendano, in virtù d’una autodichiarata illuminazione trascendente, di insegnarci cosa fare, quando, e con chi, dei nostri organi sessuali.

Sarebbe ora che molte, moltissime voci si sollevassero - dei politici e parlamentari non parliamo, intenti come sono ad affossare il pianeta per piatti di lenticchie - e dicessero con fermezza al mondo religioso che esso può e deve propagandare ciò che gli pare - perchè siamo in democrazia - ma non può pretendere di urlare le proprie idee premendo per imporle. Che la Chiesa quindi dica (cristianamente, senza strillare, attraverso i canali adeguati) la sua.

Noi diremo, faremo e scoperemo la nostra.