Archive for Ottobre, 2008

Fregole e cattivo sangue

Posted on Ottobre 25th, 2008 in "Dategli le brioches", Pensieri derivati | 4 Comments »

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Studenti in rivolta, cavalcare la tigre, infiltrati, mediocrità dei media e di chi ne frequenta le scene.

Naturalmente ciò che sta accadendo provoca un’altra grande “bolla”… di bla-bla. Provvisoriamente, da notare fra l’altro e rapidamente che:

- gli studenti (quelli intervistati) nella maggior parte tengono a dichiarare di non appartenere a nessun gruppo politico né ai centri sociali;

- Il “dialogo” della ministra o ministressa Gelmini si è risolto in un: “No”;

- Berlusconi non sapeva che solo il Rettore può autorizzare l’ingresso della polizia nelle università;

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Pensieri derivati

Posted on Ottobre 22nd, 2008 in Pensieri derivati | No Comments »

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Cioè pensieri subprime… o alla deriva. A scelta.

- Comunque la Gelmini un risultato notevole l’ha ottenuto: è riuscita a provocare una rivoluzione.

- Il Governo è sopravvalutato. E’ il momento di vendere!

- La differenza fra il diavolo e Manon? Il diavolo fa le pentole, Manon i coperchi.

- Tremonti. Garantito un fulgido tramonto.

- Tremonti che scrive libri no-global? Arriva un tantino in ritardo. E chieda subito perdono alle vittime del G8 di Genova.

- Le orate sono pesci / i pesci hanno le ali / va pensiero sull’ali d’orate.

- Aquila Reale: opposto di aquila virtuale.

- Cura del Governo per la crisi: alle banche iniezioni di denaro. Ai cittadini supposte.

- Passa un giorno passa l’altro / mai non cede il gran Berluska / ora vuole riformare / l’Accademia della Crusca / Bagaglino, manganello / e la crusca nel cervello.

- E’ il momento delle modelle dodicenni. Ebbene, perché tutto questo scandalo, perchè pretendere che sfilino solo donne adulte? Dalla passera alla passerella.

- Slogan pubblicitari: [Barilla] Noi impastiamo, tu crei.  / [ILVA, Taranto] Noi impestiamo, tu crepi.

- Prima BancaIntesa, poi Intesasanpaolo, poi Bancodinapoli. Acc… con quanti se la intende!

- Benedetto: un Papa in sedicesimo.

- Vorrei commettere un peccato originale…

- Il sindacato va a puttana. Con tutto il rispetto per le puttane.

- Questa non è una boutade, è una boutanade.

- Il cielo è nero / nel Cosmo piove / dice il nocchiero: / “Cercar che, Giove?”

- L’unico viscerale “imbarazzo” che continua a resistere di questi tempi è l’imbarazzo viscerale.

- Pronto… pronto… parla Marte… / l’astronave adesso parte! / Hanno detto gli scienziati /meglio noti e accreditati / che i Marziani periranno / se per caso troveranno / pioggia e gelo sulla Terra. / La paura il cuor ci serra / chè non sono abituati / d’acqua a essere bagnati / e si lavan, com’è noto / sol con l’elio e con l’azoto! / Ma il rimedio è già trovato / serio e ben sperimentato / lo diciam senza interesse: / è l’ombrello marca “Esse”.

- Dal Governo, promesso un prestito alle famiglie in attesa della cicogna. Per chi crede alla cicogna.

- [L'amore al tempo delle microparticelle] Cara, il nostro è un amore quantico. Anche se lontani miliardi di anni luce, noi saremo sempre vicini. Come due fotoni entangled.

- [Scritta murale a Bari]  Sopra la gente la Chiesa campa / sotto la Chiesa la gente crepa.

-    :-)  [faccia]   +   ).(  [culo]   =    :-).(  [faccia di culo]        

          - Papa Ratzy il venerdì santo ha detto alle vittime del terremoto in Abruzzo, riunite ad ascoltarlo: “Voi siete nei pensieri del Signore…”

- Sono un tipo fedele, io: non tradirei mai la mia amante.

- [Modi di dire]  La mia donna, io l’ho raccolta dal marciapiede. Le voglio un gran bene e anche lei a me, mi si è attaccata come una mignotta…  

- …e come disse il Fisico, questo è quanto.

[Pagina in costante aggiornamento]

 

Aiuto, aiuto, i Globolinks!

Posted on Ottobre 13th, 2008 in Amadeus | No Comments »

“Aiuto, aiuto, i Globolinks!” - Opera lirica di Gian Carlo Menotti (1969), Filarmonica di Stato di Amburgo - ArtHaus Studio Musik - Durata 71 minuti - Prezzo 21,50 euro.

Un Dvd musicale assolutamente insolito, una curiosità più unica che rara questo Aiuto, aiuto, i Globolinks!, che merita attenzione per più d’un motivo. Anzitutto si tratta di un’opera — anzi un’operina — lirica (dura 71 minuti); inoltre è di fantascienza. Ancora: è una messa in scena (in studio) filmata nel 1969, dopo la prima mondiale presso l’Opera di Stato di Amburgo (1968). “Un’opera per ragazzi” recita una didascalia nei titoli di testa “e per chi abbia ancora un cuore giovane”, libretto in tedesco, sottotitoli in italiano.

Vissuto fra Italia e Usa, Menotti (1911 - 2007) è stato uno dei compositori più importanti ed eclettici del ’900 italiano, fra l’altro fondatore nel 1958, nonché direttore, del prestigioso Festival dei Due Mondi (Spoleto), di rinomanza internazionale. Tema dell’opera è l’invasione terrestre da parte dei Globolink, creature misteriose e maligne che al semplice tocco trasformano in Globolink gli esseri umani. Si scoprirà che contro simili esseri malvagi esiste un’unica arma: la musica. E sarà la musica, suonata da ragazzi e adulti, a salvarci: mentre non scamperà alla… “globolinkzazione” il buffo e retrogrado direttore scolastico, nel finale trasformato (e deformato) a sua volta in Globolink!

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Anno dopo anno in un quasi-diario

Posted on Ottobre 13th, 2008 in Storie d'ordinario infinito | No Comments »

 

Daniele Giancane, “Un anno dopo l’altro. Quasi un diario per i miei 60 anni”. Bari, La Vallisa, 2008.

 

L’ultimo libro di Daniele Giancane è una voce amica che ti sale da dentro, una voce che ti sembra di conoscere da sempre. Seguendo i capitoletti in forma di diario (ogni giorno un pensiero, un argomento, per un intero anno: 25 settembre 2007 / 24 settembre 2008) è come dialogare, non solo leggere. Un dialogo minimale sui massimi sistemi, si potrebbe dire. Ma non meno significativo e profondo. Perché questo piccolo - quanto a dimensioni - libro di Giancane (docente in Scienza della Formazione presso l’Università di Bari, poeta, scrittore, fondatore del gruppo di poeti La Vallisa)  ricapitola e ripercorre in poco più di cento paginette un’intera vita – sessanta anni – di eventi e di interrogativi che appartengono a chi li scrive ma che diventano inevitabilmente anche i nostri. La riflessione - anche critica, filosofica - di Daniele Giancane è personalissima. Concisa, pragmatica, bonaria, sognante; a volte autoironica, disillusa.

 

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Alia 5 - L’Italia e il Sol Levante

Posted on Ottobre 8th, 2008 in Storie d'ordinario infinito | 2 Comments »

“Alia. L’arcipelago del fantastico” n. 5, Autori italiani.  Ed. CS_Libri, Torino 

“Alia. L’arcipelago del fantastico” n. 5, Sol Levante. Ed. CS_Libri, Torino

Sono ora disponibili i primi due volumi della quinta uscita di Alia, dedicati ad autori del fantastico rispettivamente giapponesi e italiani. Entro l’anno uscirà il terzo, con racconti di scrittori d’area anglofona.

Senz’altro da ammirare la determinazione con cui i librai-scrittori-editori (raro trinomio!) Massimo Citi e Silvia Treves, coadiuvati da uno scelto gruppo di collaboratori, propongono ormai da un quinquennio questa corposa antologia di narrativa fantastica nel senso più ampio del termine (fantastico puro, fantascienza, horror eccetera) articolata in tre sezioni. L’iniziativa, come già detto, non si limita - secondo la tradizione editoriale nostrana - a presentare nomi americani o al più inglesi. I volumi sono di circa 200 pagine ciascuno.       

Ogni sezione spazia ampiamente nelle varie sfaccettature del fantastico, presentando autori - spesso per la prima volta nel nostro Paese - d’ogni stile ed epoca. In quanto parte in causa come curatore e prefatore della sezione italiana, non posso esimermi dal sottolineare anzitutto che in Italia “narrativa fantastica” significa soprattutto fantasy, horror e (in misura molto minore) fantascienza: del fantastico puro si propone poco o nulla. 

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Io e Maki

Posted on Ottobre 5th, 2008 in Accadde... domani | No Comments »

 

Una nuova moda: questa la giustificazione corrente. D’altronde, chi non ricorda le colf esotiche di un tempo? In molte famiglie “bene” collaboravano filippini, mauriziani, cingalesi, albanesi, rumeni, polacchi e così via. Oggi, nell’anno 2015, in casa noi abbiamo scelto Maki: e quanto a esotismo credo sia proprio il massimo. Per di più (sostengono molti) avvalersi di creature come Maki, anziché di persone, è molto più “morale”.

Non so se sia esattamente così. Comunque Maki è uno - anzi dovrei dire “una” - scimpanzè  modificata geneticamente. Un Superscimpanzè: quando l’acquistammo, il suo curriculum recitava: “Antropoide intelligente, frutto d’un allevamento selettivo e di nuove tecniche di ingegneria genetica. Ha frequentato con alto profitto la Scuola Educativa di Johannesburg”.

 

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Le Ombre

Posted on Ottobre 5th, 2008 in Accadde... domani | No Comments »

 

Le Ombre sono la nostra controparte. La zona oscura di noi stessi. Molti, oggi, hanno Ombre. Alcuni asseriscono che noi umani “normali” non ci siamo ancora ben interrogati sul fenomeno; e che dovremmo sforzarci di capire meglio non solo il ruolo delle Ombre, ma anche ciò che esse pensano di sé, e riflettere su come sia accaduto che abbiamo relegato le Ombre a un ruolo subordinato, da creature di serie B. Eppure, non pochi affermano che il loro dilagare ha già assunto la configurazione d’una rete in cui siamo rimasti impigliati, una struttura profonda che ci condiziona. Le Ombre, insomma, ci dominano.

Io non so che dire: so soltanto che di “lei” ho bisogno. Se mi prende la sensazione di vuoto, di completa inutilità, di incolmabile solitudine, chiamo al videocellulare la mia Ombra. Le parlo, lei tace. O accade il contrario. Talora mi limito a fissarla, ogni volta stupito. Mi perdo negli inverosimili lineamenti del suo viso. Ma può anche accadere che decidiamo d’incontrarci e uscire. In campagna, per boschi, nel cuore convulso d’una metropoli, in un pub, in periferie. Quanto a farci l’amore è questione controversa, ma so che per molti è una spinta irrefrenabile.

La prima volta che vidi la mia Ombra trasalii nel fissarla e balbettai: “Oh… sei tu, Julienne”. Eppure ero preparato. E’ ovvio, io mi chiamo Julien. Ho 25 anni e la conobbi che ne avevo 20, anche se naturalmente sapevo della sua esistenza. Alle spalle di ogni Ombra c’è un’oscura storia di nuove ingegnerie genetiche: clonare l’ovulo appena fecondato del nascituro (l’ovulo che sarebbe poi divenuto me, ad esempio), e apportare al doppione una modifica minima, cambiandone solo il sesso. Realizzare l’impossibile sogno (o mito) di due gemelli omozigoti ma di sesso differente. Gemelli? Noi siamo Umani, loro sono Ombre.

Pur avendo io con Julienne quasi il 100% di geni in comune, è vuota retorica parlare di “consanguineità”.

Di lei fui subito ipnotizzato, come lei di me. Julienne ha una sua storia fisica e psichica, io una mia. Ma ci accomuna qualcosa di abissale che nessuno di entrambi potrà mai eludere. È immorale? Perché l’umanità ha fatto questo? Comunque, ora capiamo cosa significhi fissarsi in uno specchio magico, vedere la propria luce e la propria notte, assistere all’unione dell’”animus” con l’”anima”, guardare in fondo a un baratro, scoprire la metà assente, ritrovarsi completi ma divisi. Si dice di gente impazzita, di Ombre che hanno plagiato, schiavizzato la loro controparte o viceversa. Ma forse sono false voci, leggende fiorite sotto lo sguardo immobile di questo immenso plenilunio.

 

Cattive notizie dal Vaticano

Posted on Ottobre 4th, 2008 in "Dategli le brioches" | 6 Comments »

Lezioni di etica sessuale da parte di autorità religiose.

E’ cronaca: Papa Benedetto XVI ha nuovamente ribadito che l’unico contraccettivo ammissibile è il metodo Ogino-Knaus, perché “naturale”. Il resto e’ peccato.

C’è da domandarsi quante siano al mondo, in un’epoca come la nostra, le dichiarazioni autorevoli - suscettibili di condizionare milioni di persone - sanzionabili e francamente irresponsabili come questa. Non sono poche, in realtà. Ma in un momento in cui il mondo soffre di penuria, con una popolazione globale che già eccede le risorse, con gravi e insolubili questioni di degrado ambientale e sociale, con serissimi problemi di AIDS, un’esortazione del genere dovrebbe essere stigmatizzata, avversata, criticata, disattesa e perfino derisa “coram populo”.

Ciò non accade, il che fa riflettere. Ma ci siamo anche stancati di “riflettere” su evidenze contrastate sistematicamente da fonti che dichiarano di possedere la Verità, hanno la forza di condizionare milioni di persone, ritengono di imporre agli altri le proprie visioni totalizzanti e le proprie nevrosi, e non hanno idea di cosa significhino democrazia e laicità.

Anzitutto, al mondo non si contano i figli che pesano sulla coscienza dell’Ogino-Knaus, metodo contraccettivo elementare e pragmatico ma di valenza scientifica molto modesta. Tanto vero che esso è stato abbandonato quasi da tutte le coppie: troppi i rischi di fecondazione involontaria. Lo praticano ormai pochi seguaci consapevoli, ma soprattutto i fondamentalisti del cattolicesimo. Inoltre ci tormenta una contraddizione: se una coppia per tutta la vita fa sesso soltanto nei periodi infertili della donna, e quindi pensa solo - e beatamente - a “divertirsi”, pecca o non pecca? (il quesito Papa Benedetto XVI non l’ha ancora posto).  

Sorgono altre patenti contraddizioni.

Pochi si rendono conto che la religione, specie quella cattolica, rappresenta quanto di più aderente esista alla pedissequa applicazione delle leggi naturali più elementari, leggi non mediate da alcuna elaborazione. Scopo della Natura è la sopravvivenza della specie? Ebbene, secondo la  religione uomo e donna devono, ovviamente nel matrimonio (”rimedio alla lussuria”) scopare appunto unicamente per far figli, giammai per il loro puro piacere di farlo (salvo Ogino-Knaus). La “famiglia” rappresenta quindi la consequenziale “sacra” istituzione che deve farsi carico di accudire la prole, educarla, inculcarle tali valori etico-religiosi e così tramandarli, allo scopo di avere milioni di persone che scopino solo  figliando e per attuare l’amorevole detto evangelico: “crescete e moltiplicatevi”.

In verità, con i 6,5 miliardi di persone del pianeta - in pesante percentuale indigenti ai limiti della sopravvivenza - e con il degrado ecologico in atto, l’imperativo di aggiungere altri miliardi suona più una Papa robot appena elettocupa beffa, una condanna irreversibile per poveri e malati a divenire sempre più poveri e malati. Insomma un amorevole invito alla strage e alla catastrofe. 

E forse qualcuno si chiederà anche in base a quale raziocinio persone come preti, sacerdoti, papi, suore & affini (che non dovrebbero avere alcuna esperienza pratica di ciò che sia vivere il sesso o metter su famiglia) pretendano, in virtù d’una autodichiarata illuminazione trascendente, di insegnarci cosa fare, quando, e con chi, dei nostri organi sessuali.

Sarebbe ora che molte, moltissime voci si sollevassero - dei politici e parlamentari non parliamo, intenti come sono ad affossare il pianeta per piatti di lenticchie - e dicessero con fermezza al mondo religioso che esso può e deve propagandare ciò che gli pare - perchè siamo in democrazia - ma non può pretendere di urlare le proprie idee premendo per imporle. Che la Chiesa quindi dica (cristianamente, senza strillare, attraverso i canali adeguati) la sua.

Noi diremo, faremo e scoperemo la nostra. 

Se il Capitale è in eruzione (1)

Posted on Ottobre 2nd, 2008 in "Dategli le brioches" | 14 Comments »

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Non permetterò che neanche un cittadino perda 1 euro dei suoi depositi…”

Il nostro Premier promette e si fa “garante” dei “depositi” dei cittadini italiani. Ma che vuol dire quella frase rimbalzata su tutte le televisioni?
Secondo me non significa praticamente nulla.
Anzi preoccupa.
Anzitutto, cosa si intende per “depositi”? Se si intende “conti correnti”, al momento non abbiamo in Italia - per fortuna, ma paradossalmente grazie anche alla arretratezza del nostro sistema economico/finanziario - situazioni tali da far temere casi del tipo Lehman e altri. I “depositi” come liquidita’ nei conti correnti sono qui da noi - almeno allo stato attuale - lontani dalla mischia.

Se invece per “depositi” si intende (impropriamente) denaro depositato in banca per investimenti in titoli e fondi, la questione e’ molto diversa. Ma occorrerebbe fare chiarezza su questo punto, che rimane (volutamente?) oscuro.
In realta’ i cittadini italiani, “ogni” cittadino italiano, sta già perdendo e non da ora. Provate a chiederlo a chi ha stipulato un mutuo e si ritrova rate di 1500 euro mentre inizialmente pagava quasi la metà. Una rata che assorbe l’intero stipendio d’una famiglia. O chiedete a chi abbia investito ingenuamente (ma con fraudolenza da parte dei proponenti) in titoli che erano già carta straccia.
Non solo. Domandate anche a quei Comuni italiani (e sono migliaia, non tre o quattro) che credendo di fare bella figura, con plateale incompetenza (e sempre con fraudolenza dei proponenti) hanno contratto prestiti a rimborsi pluridecennali, con una perdita secca iniziale mascherata (di cui si sono - forse - accorti dopo) e in piu’ ritrovandosi oggi, a loro volta, con carta straccia in mano e debiti ingestibili.
Chi paghera’ - e sta pagando - le rate di quei debiti? Non siamo sempre al famoso “cittadino”? Anzi, qui pagheranno anche figli e nipoti, a loro volta “cittadini”. Abbiamo assunto (spalmato, si dice ora) debiti per conto dei nostri posteri senza che essi abbiano firmato alcuna cambiale.    
Ancora: la svalutazione galoppante chi la paga?
E i rialzi dei prezzi manovrati dagli sciacalli del momento, mentre le cosiddette autorità preposte stanno a guardare - come hanno sempre fatto - o addirittura latitano?
Perche’ di tutto questo non si parla, almeno a livello ufficiale. Se ne accenna in qualche trasmissione tv, ma non sappiamo ancora per quanto. 
E non e’ neanche vero che il perfido capitalismo stia cantando in grande stile il proprio requiem. Com’era previsto nei testi di economisti oggi boicottati o additati al pubblico ludibrio, il capitalismo non sta che applicando al meglio le sue regole implacabili che prevedono picchi di benessere e picchi di crisi o sprofondamenti. Magari sempre piu’ alti o sempre piu’ in basso. Infatti oggi siamo al massimo sprofondamento del capitalismo terrestre. Su Marte non sappiamo. 

L’altra sera durante la trasmissione tv “Ballarò” l’economista statunitense & falco di professione Edward Luttwak ha dichiarato piu’ volte che, in tutto questo bailamme, “saranno solo i ricchi a rimetterci”. E’ necessaria una bella faccia tosta per uscirsene con queste parole mentre milioni di persone si ritrovano di colpo sul lastrico, proprio a partire dagli Usa, e c’è da chiedersi perché si spenda denaro pubblico per ascoltare il parere di gente simile.

La verità è che davanti e fenomeni del genere non possono più granché né economisti né politici né presidenti del consiglio. Le variabili sono divenute troppe, la forza d’urto è incontenibile, i rimedi sono palliativi. Non siamo più all’economia di 20 o 30 anni fa, né tanto meno a quella del ‘29. Lavoro, finanza, mercati, tecnologie, hanno grandezze e complessità inedite mentre gli uomini di stato hanno perso il controllo d’un meccanismo che essi stessi hanno voluto ”globale”.

Comunque calma ragazzi, e’ uno dei cicli periodici del Capitale, solo che il vulcano è più imbestialito del solito e non se ne vede la fine a dispetto di quanto blaterano gli addetti ai lavori dall’agosto 2007, data d’avvio del caos. E’ un fenomeno periodico, così come sappiamo che prima o poi il anche Vesuvio tornerà a vomitare seppellendo migliaia di persone incaute o ignare, oppure come il Big One distruggera’ interi agglomerati urbani. Una certezza emerge, la nuova “redistribuzione della povertà”: i poveri stanno diventando ancora piu’ poveri se possibile, i “benestanti” diventano indigenti, i vecchietti pensionati rubano nei supermercati, qualche riccone perderà un po’ dei suoi stramiliardi ma tutto sommato resterà a galla, e le macerie saranno più ingombranti che in passato.

Ma la vita - se vita è questa - ripartira’. In attesa della prossima eruzione.

Čajkovskijana

Posted on Ottobre 2nd, 2008 in Amadeus | 3 Comments »

PETER ILYTSCH TSCHAIKOWSKY

Sämtliche Werke für Klavier solo - Michael Ponti - 5 CD/Set

 

Ho acquistato di recente un cofanetto distribuito dalla Membran Music Ltd. (www.membran.net, il sito è in tedesco), contenente 5 CD che raccolgono l’opera omnia per solo pianoforte di Pëtr Il’jič Čajkovskij, pianista Michael Ponti. Prezzo, una ventina d’euro. In realtà si tratta della ristampa integrale di sei dischi di vinile, divisi in due volumi, commercializzati a suo tempo dalla Vox Record. “A suo tempo” dovrebbe significare, andando a memoria, la seconda metà degli degli anni ‘70 o giù di lì: posseggo i due volumi, che peraltro difettano accuratamente di qualsiasi elemento possa accertarne la data di produzione. Quanto alle date d’esecuzione dei circa cento brani musicali da parte di Michael Ponti, l’unica certezza è che sono stati registrati prima (magari anche vari anni prima) della loro messa in commercio in blocco unico:-)

Il cofanetto della Membran contiene un utile opuscolo di commento (tedesco/inglese); il testo include numerose foto del compositore. Foto anche rare, che lo ritraggono da giovane o insieme ad altri personaggi. Probabilmente amici, parenti, uomini illustri. Chi sono dunque costoro? Anche qui buio totale: non vi sono didascalie.

Eccettuati alcuni “pezzi”, peraltro rarissimamente eseguiti nei concerti (la Dumka, qualche Studio, brani dal ciclo Le Stagioni, la Sonata Op. 37) o diffusi presso gli studenti di pianoforte (la Canzone triste, l’Album per la gioventù), la produzione pianistica del buon Pëtr Il’jič è praticamente sconosciuta ai più. Ed è un vero peccato. Sia chiaro: non ci sono, nel contesto, opere da far gridare al miracolo. E tuttavia sono “pezzi” per la maggior parte grandemente gradevoli - sovente d’una certa difficoltà - e soprattutto totalmente čajkovskijani. Il che dovrebbe bastare, unitamente al prezzo molto accessibile, per non farsi mancare questa raccolta nella CD-teca. Anche quando il Compositore si ispira apertamente ai grandi Maestri del passato (l’Album per la gioventù Op. 39 reca la dicitura: “nello stile di Schumann”), la sua personalità emerge in modo chiaro. Anzi, proprio questa graziosa raccolta di brevissimi brani resta certamente tra i suoi capolavori pianistici. E a differenza dell’ispiratore, il cui analogo Album non sempre è adatto alle dita dei principianti, questo lo è totalmente. Altri brani notevoli sono la già citata Sonata Op. 37, i dodici componimenti di Le Stagioni Op 37a (che lo stesso Svjatoslav Richter amava eseguire), la Humoresque Op. 10 n.2 (Strawinskij, che venerava Čajkovskij, ne riprese il tema nel suo balletto Petruška) e numerosi altri. Quanto all’esecutore, sappiamo che Michael Ponti, di origine tedesca, è un virtuoso che ha il grosso merito d’aver rispolverato opere ingiustamente dimenticate di numerosi autori, anche noti, del periodo romantico. Il suo pianismo a volte può non convincere: certi tempi, un tantino accelerati, lo portano forse a sacrificare l’espressività, ma siamo sempre ad un esecutore di elevato talento. Più d’una volta si è esibito anche a Bari.

Il cofanetto è decisamente una scoperta per chi poco conosca questo aspetto del musicista russo. Al riguardo, potremmo azzardare un paragone con Jean Sibelius: anche il grande finlandese vanta una produzione pianistica di brani brevi, altrettanto vasta e misconosciuta (eccettuati tre o quattro pezzi, a suo tempo ripescati con grande intuito da Glenn Gould). E anche il Sibelius dei tasti bianchi e neri risulta riconoscibile e decisamente personale.