Giornalismo on-line, pagare o non pagare?

La notizia è di questi giorni: il quotidiano New York Times farà pagare la sua versione on-line. Precisiamo. Si pagherà per avere più notizie ogni mese, ma un certo numero di articoli (intorno ai dieci, numero che potrà cambiare però di volta in volta) resterà sempre on-line. In pratica, il NYT ha optato per una via di mezzo tra quelli che propendono per un pagamento totale del giornale on-line e chi offre gratuitamente news tutti i giorni.

È sicuramente una scomessa, che però inizierà dal gennaio del 2011. Insomma, si vuole così abituare i lettori a questo cambiamento. Gli abbonati del gornale cartaceo, invece, potranno accedere gratuitamente anche alla versione on-line.

Che cosa accadrà? I più pessimisti sostengono che la gente cercherà notizie gratuite in rete, che non mancano mai; gli ottimisti dicono che ormai su Internet è questo il modello che alla lunga vincerà. Insomma, se si vogliono contenuti di qualità bisogna pagarli.

Si accettano scomesse, ma la svolta è ormai avvenuta, anche perché Rupert Murdoch è stato il primo a lanciare le news a pagamento con il Wall Street Journal e il Times di Londra.

 

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