Viaggi virtuali

La prossima volta che qualcuno vi parlerà delle proprie vacanze e vi dirà di essere stato a Berlino, vi assalirà un dubbio: vi è stato realmente o solo virtualmente? Il dubbio è lecito perché la Twinity.com ha realizzato una versione virtuale della capitale tedesca visitabile attraverso un avatar. Siamo dalle parti di Second Life.

Si potrà visitare la città in lungo ed in largo, visitando la Porta di Brandeburgo o passeggiare lungo quel che resta del muro di Berlino. Ma non solo. Si potrà fare shopping nei tanti negozi virtuali oppure comprare qualcosa al mercatino del Mauerpark.

La Twinity ha al momento realizzato una versione virtuale della capitale tedesca (scelta non casuale, visto che è la città più amata dai giovani e sono proprio i giovani i maggiori fruitori di Internet e delle sue propaggini virtuali), ma è intenzione della società di creare altre città. Quindi, da oggi in poi (o forse sarebbe meglio dire dal prossimo futuro) si potrà andare in vacanza restando a casa proprio. Si potrà visitare una città senza muoversi.

In questa apoteosi – o apocalisse, a seconda dei gusti – c’è un rischio: quello di finire come Ragle Gumm. Chi è Ragle Gumm? Un semplice e tranquillo cittadino, che vive in una tipica cittadina americana, insieme alla sorella, al cognato e al loro figlio. Da due anni, partecipa ad un gioco a premio e puntualmente fornisce le soluzioni ai complessi problemi matematici proposti dal giornale locale. È così che Ragle Gumm si guadagna da vivere, ed alla soluzione dei problemi dedica gran parte della sua giornata. Ben presto però, comincia ad essere consapevole che la realtà che lo circonda è in qualche modo falsa e che alcuni che vivono intorno a lui sembrano complottare contro di lui, a cominciare dal suo vicino di casa. Alla fine di una estenuante ricerca, Gumm scoprirà l’atroce verità: la cittadina è un immenso scenario posticcio, così come la sua vita. In realtà, è in corso una guerra tra la Terra e la Luna in cui proprio Gumm e il concorso a premi giocano un ruolo vitale per tutta l’umanità. Egli, infatti, è il più illustre stratega della Terra, al quale viene negato - quando decide di passare al nemico perché si rende conto di essere dalla parte di chi ha torto - la possibilità di scegliere, di mettersi in discussione. Si risveglia così in un incubo e non nell’America degli anni Cinquanta in cui crede di vivere, ma in quella del 1997.

Per la cronaca, stiamo parlando anche qui di un romanzo del 1959, dal titolo Time Out of Joint. Oltre Second Life, altro che Web 2.0. Benvenuti nell’epoca di Philip K Dick.

1 comment so far ↓

#1 X on 10.10.08 at 11:36

L’idea è geniale e molto più intrigante del mondo tutto sommato ancora molto di plastica di Second Life. Il turismo virtuale on-line era in effetti nell’aria già da un po’. Uno si chiedeva come mai, se avevamo un mondo creato ex-novo come SL o come i molteplici MMORPG, non si fosse ancora arrivati a una Venezia virtuale, proprio come prospettato da Gibson. Era solo questione di tempo…