I Griffin, anatomia di un irriverente cartoon - parte II

Ecco la seconda parte di un saggio sull’irriverente cartone animato I Griffin (Family Guy in originale) apparso nel volume che ho curato per Cagliostro E-Press nel 2007 dal titolo Con gli occhi di fuori - Guida non ufficiale alla famiglia Griffin. Qui potete leggere la prima parte.

La nascita di Family Guy

I Griffin andarono in onda, per la prima volta, il 31 gennaio 1999, dopo il XXXIII Super Bowl, praticamente l’evento sportivo – e quindi televisivo – più seguito d’America. L’episodio s’intitolava Soldi dal cielo (Death has a shadow).

La prima stagione era composta da soli sette episodi, mentre la seconda – che cominciò il 23 settembre del 1999, ne contava 22. Nonostante un certo seguito, la Fox sposto più volte la serie di orario e di giorno, spesso anche senza preavviso. Cosa che fece assottigliare anche lo zoccolo duro di spettatori che si era affezionato al cartoon e ne aveva rilevato l’originalità e freschezza nei contenuti e nel linguaggio. La terza stagione, che cominciò l’11 luglio 2001, era composta da 21 episodi, ma lo show era già stato condannato alla chiusura.

Alla fine della seconda stagione, la Fox annunciò infatti la cancellazione della serie. Da qui, in un certo senso, cominciò la fortuna de I Griffin. La reazione dei fan non si fece attendere: alla Fox arrivarono circa diecimila lettere di protesta, con la minaccia di boicottare il canale e le aziende che vi acquistavano spazi pubblicitari.

Tutte chiedevano a gran voce il ritorno della sgangherata famiglia, ma a dettare legge, in questi casi, sono i numeri dell’audience e, forse, anche la voglia di cancellare uno show non proprio ortodosso per il troppo puritano pubblico americano.

Nonostante questa decisione della Fox, le repliche sui canali TBS e Cartoon Network raggiungono indici d’ascolto notevoli, ma far cambiare idea al network sulla serie animata di MacFarlane furono le vendite dei Dvd, che in poco tempo raggiunsero cifre da capogiro: il cofanetto della prima stagione, diviso in due parti, vendette due milioni e duecentomila esemplari. Segno che la serie si era conquistato una larga fetta di telespettatori e che il passaparola fra i giovani era, forse, stata l’arma vincente contro i freddi numeri degli ascolti della Fox.

Nel marzo del 2004 fu annunciato che nuovi episodi erano in cantiere e che nel 2005 sarebbero andati in onda, cosa che puntualmente accadde il 1 maggio di quell’anno.

Il successo sorrise alla serie, tanto da farla diventare un cult televisivo in assoluto. Attualmente è in programmazione negli Stati Uniti la settima stagione, mentre in Italia sono usciti i Dvd delle prime cinque stagioni.

L’episodio pilota

Non si può non partire dall’episodio pilota per analizzare un cartoon che nel caso de I Griffin assolve pienamente alla sua funzione di “guida”, introducendoci nell’universo del cartoon.

Il plot di Soldi dal cielo (Death has a shadow) è incentrato su Peter che va ad una festa di amici e, pur promettendo alla moglie Lois di non alzare il gomito, si ubriaca, e, il giorno dopo, viene licenziato dalla fabbrica di giocattoli in cui lavora, perché ancora sotto l’effetto dell’alcol.

Nel frattempo il piccolo Stewie costruisce un avveniristico dispositivo per il controllo della mente che però gli viene strappato dalla madre Lois: da qui parte il desiderio del piccolo di uccidere la madre e, nel corso dell’episodio, tenterà più volte nell’impresa.

Peter decide di non rivelare alla moglie di essere stato licenziato, ma racconta tutto ai figli e al cane Brian. Su consiglio di quest’ultimo, chiede così aiuto alla previdenza sociale, ma per errore gli arriva settimanalmente un assegno di 150mila dollari e comincia a fare spese folli, raccontando alla moglie di aver avuto un aumento dal suo capo. Lois però, nel prendere la posta, scopre l’assegno che il marito sta ricevendo e s’arrabbia. Peter decide di farsi perdonare lanciando insieme a Brian i soldi ricevuti da un dirigibile durante il Super Bowl, ma vengono arrestati. Il capofamiglia dei Griffin viene così condannato a 24 mesi di prigione, ma Stenie, grazie al suo dispositivo per il controllo della mente, convince il giudice a non condannare il padre e a fargli riavere il lavoro alla fabbrica di giocattoli.

In questo primo episodio sono già condensati alcuni temi portanti, ma soprattutto vengono già messe in luce le caratteristiche dei personaggi principali e il tono della serie, nonché il suo linguaggio scurrile.

Dopo la sigla, la scena ci presenta la famiglia che si ritrova in cucina. È quasi ora di cena e Meg si lamenta perché ha le labbra troppo sottili e chiede alla madre di poter fare delle iniezioni di collagene. Lois spiega alla figlia che la maggior parte dei problemi del mondo nascono dalla mancanza di autostima. Stacco. Ci ritroviamo in una palestra, in cui uno smilzo Hitler non riesce a sollevare i pesi, mentre in un altro angolo della palestra un ebreo è forzuto e circondato da due belle ragazze che gli accarezzano i muscoli.

Quando Lois ricorda al marito che l’alcool lo mette sempre nei guai, Peter le risponde che si sta preoccupando per niente, ma la moglie gli ricorda a sua volta un paio di episodi che confermano le sue preoccupazioni e che rivediamo in flashback. Nel primo siamo in una chiesa, con il prete che racconta dell’episodio in cui Dio riempie di piaghe Giobbe e tra i fedeli c’è anche Dio (nella classica icona con tunica e barba bianca) che afferma “Detesto quando racconta questa storia”, mentre Peter fa la comunione con il vino e si ubriaca.

Chris alla notizia che il padre è stato licenziato, afferma: “Figo pa’, frantumi gli ingranaggi del sistema dal di dentro”, esprimendo così tutta la sua devozione nei confronti di Peter.

Peter non sa come dire alla propria moglie che è stato licenziato perché la sera prima si è ubriacato e allora appare in suo aiuto il classico piccolo diavoletto (lo stesso Peter vestito di rosso, con corna e coda) che gli dice: “Mentile. È consentito mentire alle donne, non sono persone come noi”. Quando Peter si gira dall’altra parte in attesa del consiglio dell’angelo, non lo trova, perché è rimasto bloccato nel traffico.

Brian, il cane parlante amico di Peter, gli propone la soluzione della verità: dire a Lois che è stato licenziato. Ma Peter risponde: “Cosa che non posso provvedere alla mia famiglia, che lei ha sempre ragione, che io non stavo davanti a quel carro armato davanti alla piazza di Tiananmen?”. In flashback rivediamo l’episodio del carro armato fermato da un singolo studente, durante la repressione della rivolta studentesca da parte del governo cinese. Accanto allo studente c’è anche Peter che però dichiara che voleva comprare solo dei fuochi artificiali.

Quando Lois scopre che Peter ha percepito un assegno di 150mila dollari dalla previdenza sociale, dimostra tutta la sua rabbia, ma il marito si giustifica dicendo che in fondo i soldi potrebbero essere utili per togliere dai tutti i guai in cui i figli potrebbero ficcarsi, esattamente come i Kennedy.

Quasi alla fine dell’episodio, ci ritroviamo in cucina con Lois e i suoi due figli grandi Meg e Chris. Quest’ultimo chiede alla madre: “Che cosa significa quando le ascelle ti prudono, colano e puzzano”. La madre risponde che significa che sta diventando un uomo, anche se spera non del tipo che sta fuori tutto il giorno e non chiama mai (il riferimento è ovviamente a Peter).

Episodi che ci introducono ai personaggi principali della serie.