Entries from Dicembre 2010 ↓

The Haunt o Fear 2

Infine, dopo le prime due che ho pubblicato per i volumi della collana Biblioteca EC Comics della 001 Edizioni qui e qui), ecco l’ultima introduzione per il volume The Haunt o Fear 2 che raccoglie le storie horror a fumetti della testata della EC Comics.

Paura e ironia: la ricetta horror della Vecchia Strega

Prendete un grosso calderone e buttateci dentro sei litri di terrore puro, aggiungeteci ali di pipistrello, occhi di rospo e un cucchiaio abbondante di ironia. Mescolate il tutto e ciò che otterrete è: The Haunt of Fear volume 2, ossia storie di orrore che vi faranno raggelare il sangue nelle vene (sempre che un vampiro non ve lo abbia appena succhiato).

The Haunt of Fear, infatti, era - insieme a Tales from the Crypt e a The Vault of Horror – una delle testate di fumetti horror della EC Comics, storica casa editrice che contribuì a svezzare generazioni di lettori americani negli anni Cinquanta, proprio quando il genere venne abbandonato dal cinema, dopo che nei precedenti vent’anni aveva conosciuto una stagione d’oro, grazie ai film della Universal Pictures, con pellicole come Dracula (1931), Frankenstein (1931), La mummia (1932) e L’uomo invisibile (1933). Ma l’horror che l’editore William Gaines e l’editor Al Feldstein offrirono al pubblico americano era venato da un sottile sarcasmo.

Leggete, ad esempio, il racconto Uno scherzo pesante!!: farete la conoscenza di Jonah Westlake, un tizio che era nato per fare scherzi e ne fece alcuni memorabili ai funerali dei suoi fratelli. Momento poco adatto, penserà qualcuno, ma Jonah era fatto così e pagherà un prezzo molto salato per la sua voglia di giocherellare.

Anche Ezra Cooper, becchino di professione e protagonista del racconto Un affare di tombe!, si divertiva molto all’annuale convegno degli impresari funebri, peccato che il suo socio era più interessato a far soldi che a divertirsi.

Molte storie di questo secondo volume – tra le quali segnaliamo Posto per uno!, Orrore in aula e Mio zio Ekar! – hanno per protagonisti o comprimari i bambini, un po’ per rimandare direttamente al pubblico a cui si rivolgevano principalmente le testate della EC Comics, un po’ perché si sa che i bambini sono scevri da quei pregiudizi che animano gli adulti, quando si tratta di dover aver a che fare con vampiri, mostri e creature dalle forme più strane.

I disegni realistici di apprezzati maestri come Graham Ingels, Wally Wood, Jack Kamen, Jack Davis, George Roussos e Joe Orlando, combinati con l’immaginazione di Al Feldstein, autore della maggior parte delle storie, e di Johnny Craig, ammiccano apertamente al linguaggio cinematografico, piegandolo però alle esigenze del disegno e della tavola. Le vignette che aprono la storia Così alla fine ti ho costretto a stare giù! ci mostrano il protagonista che corre e il punto di vista del lettore e proprio lo stesso di una cinepresa, con il risultato di dar vita ad una sequenza molto dinamica. Tutta la vicenda, poi, viene rivissuta dal protagonista in un lungo flashback - tipico espediente del cinema che mostra una sequenza, fuori da quella principale, che narra un evento avvenuto precedentemente - fino ad arrivare alla scena (tavola) finale che chiude la storia.

Non resta, dunque, che augurarvi buona lettura (visione?) in compagnia del Custode del Sepolcro e della Vecchia Strega, che con il loro ghigno satirico vi introdurranno nel mondo di The Haunt of Fear.

4400, tra Twin Peaks e Lost

Sul nuovo canale satellitare AXN Sci-Fi, tutto dedicato alla fantascienza, va in onda in replica 4400, a mio avviso una delle più interessanti serie degli ultimi anni.

Una serie di sparizioni che riguardano individui di ogni sesso, età, razza su tutto il pianeta Terra, dal 1946 ad oggi. In tutto quattromilaquattrocento persone investite da una misteriosa luce accecante mentre erano alle prese con le attività più disparate. Ci ritroviamo ai giorni nostri, con una cometa che minaccia improvvisamente di cadere sulla Terra, salvo poi rallentare nei pressi di un lago degli Stati Uniti e, letteralmente, dissolversi restituendo le persone misteriosamente scomparse. Apparentemente non invecchiate di un giorno e senza alcuna memoria di quanto successo.

Ma c’è molto di più: i ricomparsi iniziano a manifestare veri e propri poteri (preveggenza, forza sovrumana, telecinesi) che utilizzano nei momenti di assoluto stress emotivo, dovuto al loro ritorno imprevisto in una realtà che non riconoscono più e dalla quale sono stati tranquillamente rimossi. Questo concatenarsi di incredibili coincidenze indurranno le autorità ad indagare a fondo, spingendo gli agenti FBI Tom Baldwin (Joel Kretsch) e Diana Skouris (Jacqueline Mckenzie), a mettersi sulle tracce dei rapiti, rimessi in libertà subito dopo un doveroso periodo di quarantena. Baldwin, in particolare ha più di una ragione personale per indagare sull’inquietante enigma – suo nipote Shawn è uno dei “ritornati” - e lentamente, riesce a ricostruire un disegno in tutta la faccenda, dalle connotazioni a dir poco sovrumane. Il tutto mentre aumenta il panico tra la popolazione civile , che percepisce i “ritornati” come una minaccia al loro quieto vivere, e mentre il misterioso miliardario Jordan Collier (Billy Campbell) decide di riunire a sé gran parte dei ricomparsi, per ragioni tutt’altro che chiare.

C’è un lunga linea sottile capace di accomunare serie televisive apparentemente distanti fra loro, sia cronologicamente che per temi e strutture. Questo filo unisce in un’unica collana show noir/sperimentali come il lynchano Twin Peaks o hit per eccellenza come l’adventure Lost, del trio Lieber/Abrams/Lidendof, senza contare miniserie science fiction come la popolarissima Taken di Steven Spielberg. Si tratta di una tradizione ormai consolidata nella produzione americana di fiction, quella del “paranormal drama”, basata sul concept di un gruppo di persone accomunate da un mistero o un destino comune, straordinario e terribile. Una formula ideale per garantire sviluppi e scenari sempre rinnovabili, a seconda dei personaggi presi in esame e delle reazioni psicologiche di ciascuno dei numerosi protagonisti posti sotto osservazione.

In questa prospettiva “corale” si colloca anche The 4400, il nuovo telefilm prodotto da Francis Ford Coppola insieme con la Paramount, da un’idea originale di Scott Peters e René Echevarria, che ha riscosso enorme successo di pubblico negli Stati Uniti. Ennesima produzione che attinge liberamente a culture e suggestioni mai cosi sentite e diffuse come in questo Nuovo Millennio (l’Ufologia, la New Age, la paura dell’Apocalisse). La prima serie - in realtà composta di soli 5 episodi – è stata programmata dalla rete televisiva USA Network e nell’estate del 2004 ha fatto riscontrare a sorpresa negli Stati Uniti un ottimo indice di audience. Lo show ha conquistato anche la nomination agli Emmy 2005 come Miglior Miniserie.

4400 (The 4400, USA, 2004), registi vari. Con Joel Gretsch, Jacqueline McKenzie, Mahershalalhashbaz Ali, Laura Allen, Patrick Flueger, Chad Faust, Conchita Campbell, Peter Coyote